martedì 14 settembre 2010

Rifugio Croce di Lazfons

Ecco il racconto di Perse condito da qualche splendida foto di Dario.

....Ciao a tutti i BdB e forumendoli che ci seguono!
Sono di nuovo attaccato al computer dopo un ennesimo fine settimana trascorso in montagna. Quest'ultimo è stato un week end decisamente splendido.

Venendo alla due giorni a Lazfons: che bello vivere così!
Quando ero bambino, e frequentavo l'ambiente della montagna esclusivamente durante le vacanze estive, guardavo con interesse tutti quegli escursionisti, carichi all'inverosimile, che vivevano intensamente la montagna, in alta quota, camminando per ore, dormendo nei rifugi e nei bivacchi, portando con sé sacchi a pelo, tende, e attrezzatura varia.
Io giovane "escursionista della domenica" mi fermavo al rifugio molto di rado con la famiglia, mangiando esclusivamente al sacco. Figuriamoci se mi fermavo a dormire..
L'escursione iniziava la mattina e terminava la sera...

Ieri ho pensato alla fortuna che hanno certi bambini, ragazzi, di poter vivere certe belle esperienze con la famiglia fin dalla tenera età. Che vita meravigliosa li aspetta, penso, però certe cose magari a 12 anni non si apprezzano come a 30?
Anch'io sono stato fortunato, e ho iniziato una nuova vita, avvicinandomi alla montagna come mai avevo fatto. Occorrerà una predisposizione per apprezzare certe cose? Oppure tutte le persone hanno le carte in regola per commuoversi di fronte a certi scenari? Non so.
Di sicuro i miei compagni BdB sono tutte brave persone alle quali un brivido lungo la schiena di sicuro scorre davanti alla grandiosità che ci rende così puntiformi e microbici. Qualcosa si scuote dentro di noi. Dobbiamo ringraziare Dio per questo?
E così si ergono magnifiche Chiese, come la piccola cappella alla Croce di Lazfons, luogo del nostro ritiro "spirituale".

Qualcuno va in pellegrinaggio a piedi, qualcun altro in bici...
Qualcun altro va in single speed.
Il succo non cambia, o forse si? Forse quello in bici ha meno diritti di quello a piedi? O di quello in macchina?

Mauro, Dario, Frog, Perse.
Quattro BdB in viaggio sui monti tra la val Sarentino e la val d'Isarco,che hanno un'ottima visuale sul gruppo montuoso più famoso delle Alpi:le dolomiti.
Il primo giorno è stato molto "xc", ed abbiamo tutti apprezzato le belle sterrate che salivano mai troppo ripide tra le ampie distese erbose macchiate qua e là dai mughi.

Forse troppi fuoristrada, ma i malgari si spostano così.

Episodio divertente durante la salita. Un gruppo di ragazzi austriaci o tedeschi (non conoscevano una parola di italiano e neppure di inglese), vestiti con abiti caratteristici del luogo, e già parecchio su di giri per via dell'alcol, al nostro passaggio tirano su il pollice per chiederci un passaggio. Dario è il solito timido e non reagisce. Io scendo di sella e cedo la mia Surly rapportata 32x20 al ragazzotto con la paina in bocca, e lo invito a procedere con un "If you want, go!"
Il tipo non ci pensa più di tanto e tra l'ilarità generale, si avvia all'inseguimento di Dario. Parte a razzo e supera Dario, ma poco dopo tossendo ed ansimando, crolla piegato in due rischiando il collasso. Volevo proprio vederlo con la single speed.

Chissà cosa avrà pensato il poveretto. Bella scenetta comunque che ci ha divertito non poco.

Frog ha mantenuto sempre una andatura atta al mantenimento delle forze in previsione del secondo e più impegnativo giorno, e in questo modo anche noi abbiamo potuto godere al meglio della magnifica giornata.
Si perché finalmente le previsioni meteo che davano sole per il fine settimana, hanno previsto bene e così è stato: sole splendido, aria fresca e frizzante, cielo azzurro, vista che spaziava per chilometri e chilometri...

Alla Stöff Hütte sosta pranzo, spuntino.
Io e Frog optiamo per un bel piatto di Kaiserschmarrn, ed il mio pensiero è andato immediatamente al buon Seby, goloso di tutto, ma soprattutto di questa specialità.
Dario in modalità risparmio ON opta per una fetta di strüdel, mentre Mauro si lancia sugli gnocchi con formaggio fuso... roba leggera, quindi.
Al nostro tavolo arriva tutto, nessuna traccia invece degli gnocchi. Mauro domanda cortesemente e gli rispondono che il piatto è in fase di preparazione...
La preparazione risulta alquanto lunga per cui M degli Orma rinnova la domanda alla cameriera. All'interno della cucina si sente "gnocchi! gnocchi" e poco dopo esce un altro inserviente che, scusandosi, avvisa Mauro che il biglietto con la sua ordinazione è stato gettato nelle fiamme, e che per avere degli gnocchi i tempi di attesa sono epocali...
Mauro ripiega quindi su una fetta di torta al grano saraceno che gli viene recapitata istantaneamente.

Lo spuntino mi ha appesantito alquanto, e tra un rutto e un peto riprendo a salire. Anche Frog deve ammettere di aver ricevuto un bel colpo dal piatto di Kaiserschmarrn; i nostri stomaci sono al lavoro ma anche le nostre gambe sono impegnate non poco. Manca poco e questo ci rinfranca. La salita si fa più tecnica e sassosa e da ampia sterrata diviene sentiero. Ecco là il nostro rifugio.

Il luogo è incantevole. Poco dopo, raggiungiamo la nostra meta odierna e abbiamo la possibilità di rinfrescarci, cambiarci e rilassarci un po' ammirando lo splendore che ci circonda.

Mauro e Dario si rivelano dei grandi esperti di montagna e riconoscono tutti i monti davanti a noi. Soprattutto Mauro. Che bravi. Io a malapena azzecco i nomi del Sasso Piatto e Sasso Lungo. Che scarso.

Si cena alle 18. Che spettacolo, quasi come faceva la mia cara nonnina.
I piatti sono semplici ma ottimi. Siamo sazi: sarà per l'orario oppure per la quantità di cibo? La temperatura esterna è calata bruscamente. Rimaniamo all'esterno giusto il tempo per ammirare il tramonto colorare le montagne e poi ci rifugiamo al caldo, seduti a sfogliare libri di montagna e a chiacchierare.

È presto, ma abbiamo comunque voglia di coricarci e riposare. I giochi in scatola sono in tedesco e sembrano divertire i nostri vicini di tavolo. Poco dopo raggiungiamo i letti e con piacere ci distendiamo. Dario teme i grassi rumori notturni di tre grossi escursionisti tedeschi, sottovalutando le doti del buon vecchio Mauro.

A dire il vero sarà proprio Dario ad iniziare il concertino: un soffio sbuffante indice che il giovane "biker alpinist" l'è strac!
Il sonno ci ha presi velocemente tra le sue braccia e nei pochi momenti della notte in cui mi svegliavo, sentivo una sola voce echeggiare nella camerata. Un timbro inconfondibile.

Quando la luce ha iniziato a filtrare dalla finestra la durata dei nostri sonni ha incominciato ad accorciarsi. Poi fumi di cipolla dorata soffritta nell'olio hanno pervaso l'ambiente e alle 7 eravamo già a tavola per la colazione, mentre in cucina tutti erano indaffarati con le pentole nei preparativi per il pranzo.

Dario scatta qualche foto dell'alba.

Come da pronostico, dopo la giornata XC, era la volta del giro AM.
Subito scalata con cordino metallico e bici in spalla.

La fatica, non pienamente compresa dagli escursionisti a piedi, è stata ripagata da un magnifico panorama in cima

e da una discesa frizzantina, vert che ci ha impegnati e divertiti.

In seguito, dopo il riscaldamento, abbiamo seguito un bel sentiero in costa, con tratti ciclabili, ma anche parecchi tratti a piedi, che ci ha portato ad una selletta, prossima meta di un futuro giro by Dario Gnali.

Le innumerevoli rocce lungo il sentiero, disposte in maniera irregolare ci impedivano il più delle volte di rimanere in sella, ma per noi questo non era un problema in quanto attorno a noi avevamo un posto paradisiaco e la giornata è sempre stata soleggiata e fresca.

La meta della giornata era la cima del Königsanger (giusto?) e poi il Rifugio Rodella.
Si, un altro rifugio che non vedevamo l'ora di raggiungere per sfamarci. Dopo aver portato la bici a spalla per qualche centinaio di metri di dislivello, e non poca fatica, una bella pausa ristoratrice era quello che meritavamo.
Anche Dario in modalità risparmio OFF decide di sfamarsi per bene e fa la cosa giusta! Il Rifugio offre tante prelibatezze e dopo un buon primo in brodo, ci gustiamo una bella porzione di uova, formaggio, speck e patate al forno. Meraviglia! Mauro invece, dimenticati gli gnocchi, si lancia su un tagliere di affettati e specialità tipiche. Il dolce non può mancare e la grappa finale ci viene offerta dal gentilissimo gestore.

Subito dopo abbiamo iniziato una discesa mozzafiato, sempre percorsa con molta attenzione e rispetto per i pedoni. Mai troppo tecnica, molto divertente.

A tratti fluida, a tratti sassosa. Qualche brivido in più l'ho provato io in sella alla rigida nel superare qualche gradone..
Frog è rimasto così entusiasta della discesa che al termine del sentiero ha insistito perché andassimo in centro a Chiusa passando per una antica scalinata. Uno show di gradini irregolari nella roccia. Grande Frog!

Che favola dunque! Che grande avventura. Quando la mountain bike si evolve (sta a voi decidere se in meglio o in peggio) sconfinando nell'alpinismo. La mountain bike sui sentieri delle Alpi, per arrivare là dove mai nessuno ha osato prima. Tieh! Coca lé!

e qui tutte le altre foto di Dario

NB Per fare un giro ad anello sul Kassian spitze, siamo saliti bici in spalla lungo un sentiero molto ripido ed esposto con funi metalliche,che sconsiglio ai più.Inoltre probabilmente si può raggiungere il Königsanger per un sentiero più basso e forse più pedalabile.

giovedì 9 settembre 2010

Croce di Lazfons - Rodella

Mauro - orMa aveva in mente questo giro da tempo, e finalmente andremo a farlo questo fine settimana pernottando presso il Rifugio Croce di Lazfons. Dolomiti quindi, e su queste montagne ci aspettano emozioni a non finire...
Sono proprio entusiasta dell'iniziativa.

L'escursione prevede 2000mt di dislivello il primo giorno, ma a detta di Mauro, si tratta di percorsi tecnicamente non impegnativi...
Si tribolerà magari di più il secondo giorno, quando dovremo portare la bici a spalla per qualche tratto. Chi verrà, vedrà!

La cartina preparata da Mauro:

Il sito del Rifugio Lazfons dove abbiamo prenotato.

Qui sotto una foto di Mauro che qualche settimana fa ha esplorato la zona con la famiglia.

martedì 7 settembre 2010

Il video al Lago Casinei

Splendide zone quelle della Val Daone e dintorni. Eravamo già stati al lago Casinei, affrontando la salita con la bici in spalla per via del sentiero decisamente impedalabile. Questa volta il giro è stato percorso al contrario, e in questo modo siamo riusciti a pedalare tutta la salita. Bellissima la prima parte della discesa. Poi qualche tratto a piedi, ma nel complesso il giro è ottimo. Giornata nuvolosa con qualche sprazzo di sole. L'autunno è alle porte? Poco importa, i BdB proseguono con i loro splendidi giri...

domenica 5 settembre 2010

Lago Casinei:il ritorno

foto Perse

Bel posto,lago splendido,ci eravamo saliti 2 anni orsono io Milzo,Perse e gli orma,forse nell'ultimo giro insieme,saliti ma dalla parte sbagliata,spallammo quasi 2 ore,stavolta invece siamo saliti dalla parte pedalabile.
Siamo in undici alla partenza,rimproverato per la tarda ora,quando pensavo di fare un piacere a quelli che venivano da più lontano.
Qualche faccia nuova Jag e Claudio e qualche ritorno LucaVT più i soliti noti,Dario-Perse-Seby-Favier-Giani-Carlo1-Wilmer.
Partiamo in ritardo e subito Seby in discesa fa un cappotto pauroso sull'asfalto dovuto al bloccaggio del freno anteriore,fortunatamente il tutto si risolve con qualche fastidiosa botta,ma con il dolore che lo accompagnerà per tutta la giornata.
Decido per la salita più soft passando per Boniprati,località famosa tra i cercatori di Porcini,tanto asfalto ma senza auto,chiacchierando si arriva a malga Table dove inizia lo sterrato,la giornata nuvolosa non ci permette di gustare gli ottimi panorami sull'alta valsabbia o val giudicarie per i Trentini.
Sterriamo con qualche su e giù mai ripidi fino all'ultima malga(Clef),qui inizia un tratturo militare piuttosto ripido che ci porta in poco tempo alla sella di Bondolo(o Bedollo) immersi nella nebbia,ora inizia il sentiero militare che con abbordabili pendenze ci porta fino al passo di Remà punto più alto del nostro giro 2280slm,la nebbia si dirada un pochino e ci permette di intravedere qualche scorcio della magnifica Valle Aperta che culmina proprio sotto il monte Bruffione,pensavo di spallare per 20/30 minuti invece l'ottimo fondo mi permette di salire sempre in sella.
Pranzo al sacco e foto di rito e poi giù per il ripidissimo sentiero verso il lago 200metri più in basso,oltre alla bellezza del lago mi colpisce il silenzio che regna come se tutto d'un tratto il mondo si fosse fermato.Purtroppo il tratto seguente della discesa ci obbliga a diversi su e giù dalla bici,ma non m'importa più di tanto,giungiamo alla sella di Nova e ci catapultiamo giù fino all'omonima malga,sterrata fino alla località Manon e su vecchia ciottolata arriviamo a Limes punto finale della discesa.
Arrivati sull'alfalto un'altra rovinosa caduta,questa volta a farne le spese è Jag alla prima uscita con noi, che si procura diverse escoriazioni facciali,per fortuna è un tipo di tempra molto dura e si rimette in sesto giusto in tempo per offrirci una birrozza in paese.

giro di 42 km per 1750 disliv,salita molto bella dallo sterrato in poi,discesa divertente nel primo tratto,scassa balle nel tratto centrale(ma come diceva Jag"ha un suo perchè") e veloce nel tratto finale fino alla malga,nel complesso diciamo discreta.

compagnia come sempre gioiosa e peccato per le brutte cadute.....ma fanno parte del gioco.


grazie a tutti e alla prossima

venerdì 3 settembre 2010

Val Daone - Lago Casinei

Domani è previsto un bel giro in Val Daone. Splendide zone che Milzo, Perse e gli Orma hanno già percorso in una occasione. Come da contratto BdB, una parte dell'escursione sarà a piedi con la bici in spalla.
Mauro su MTB-Forum

Orlando al lago Casinei

mercoledì 1 settembre 2010

Video Online - Week end in Val Camonica

Ecco online il video dello scorso week end.
Con i profughi Dario e Perse in partenza... e la splendida escursione di domenica in Val Paghera.
Grazie ancora a Mauro per lo spunto che ci ha dato...


lunedì 30 agosto 2010

Week end in Val Camonica



Dopo un'estate trascorsa in sella alla mia mtb, con i magnifici giri del Monte Bianco e Ventimiglia-Monviso, una volta a casa, ritornato al lavoro, ho pensato:
"ora non mi resta che fare affidamento sui week end"

Si, al lavoro, oppure a casa a far nulla, lo stress è elevato per una persona come me, che ha bisogno di muoversi e fare sport, e poi provate a pensare a come si dovrebbe sentire un amante della montagna, nella pianura padana più bassa, piatta, puzzolente...

Fatto sta che il il venerdì sera si prepara lo zaino, si carica la bici in macchina pronti per un week end d'avventura.

Sabato mattina sono di buon ora da Dario, in un baleno siamo in val Camonica, e un po' dell'afa presente nella bassa se n'è già andata. A Breno posteggiamo il Caddy nel nostro solito posto. Tira aria di vacanza. :celopiùg:
Prima andiamo a fare colazione al bar, poi entriamo nel supermercato. E subito visione! Un favoloso dispencer per fare self service di una gran varietà di prodotti da forno. Muffins ai mirtilli, al cioccolato, ciambelle, croissants, pani di ogni genere, con le noci, con le olive, pizzette, pizzotte, focacce...
Riempiamo qualche sacchetto. Dobbiamo fare scorte di viveri visto che è nostra intenzione allontanarci dal centro abitato e accamparci in un bel prato isolato.

Poco dopo, caricati gli zaini con i viveri, e le bici con materassini e tende, partiamo alla volta di Bienno. La salita è dolce, e noi sembriamo dei turisti in bicicletta, tanto da attirare l'attenzione dei passanti. Il cicloturismo è uno dei nostri sogni in effetti.

Stiamo andando abbastanza alla cieca, ma va bene così! Si respira una piacevole aria di avventura. È bastato appendere due sacchette alla bici per farci vivere nuove emozioni.

Bienno è un bellissimo borgo e decidiamo di attraversarne il centro. La strada sale più ripida e dobbiamo scegliere il 22 per non stramazzare al suolo agonizzanti.
Presso un'antica fontana facciamo scorta di acqua, lo zaino diventa ancora più pesante. In paese si respira aria di festa per via della Mostra Mercato, ed i nostri pensieri vanno immediatamente alla moltitudine di belle ragazze che pullulerà le vie del borgo in queste serate d'estate. Grosse lacrime per un attimo ci gonfiano le palpebre e la nostra vista di annebbia. Poi scoppiamo a ridere e riprendiamo a salire...

Sentiero numero 80, segno CAI e tricolore. "Da qualche "banda" porterà questa mulattiera, 'nom!"
Da quel momento in poi il 22x34 sarà il nostro fidato amico, in questa giornata in single speed.

Ad ogni metro percorso il nostro sguardo perlustra l'area circostante con attenzione alla ricerca di un fazzoletto di verde prato dove posare le nostre tende. Macché, per il momento ancora nulla. Siamo costretti quindi a salire ancora anche perché ai margini della strada si trovano solamente proprietà recintate.
Ce ne sbattiamo altamente delle recinzioni non appena ci accorgiamo di un fazzoletto di prato che fa al caso nostro. "a chi vuoi che importi se mettiamo le tende lì, al margine del bosco, belli appartati" concordiamo io e Dario.

Ci troviamo in una bella posizione, su un verde pascolo, in una zona molto panoramica. Vediamo Borno, il Rifugio San Fermo, Il Pizzo Camino, La Concarena.
Laggiù, pensiamo, c'è Uilmer che passeggia allegramente con Cristina. Che tenero!

Rapidamente ultimiamo il nostro accampamento. La giornata è splendida, siamo a circa 800 mt di quota, l'aria è fresca, nel cielo azzurro brilla un bel sole caldo. Ci concediamo qualche minuto di pausa prima di riprendere a pedalare. Destinazione? Boh!

Continuiamo a salire sulla solita ripidissima mulattiera. Sicuramente in qualche punto si potrà congiungere con la strada che porta al Passo Crocedomini, ma non ce la sentiamo proprio di proporla come alternativa alla classica asfaltata. È decisamente troppo dura.

Al primo bivio, presso un ponte metallico che assomiglia a quello di Brooklyn, teniamo la strada che sale a sinistra, sempre ripidissima, poi al seguente crocevia prendiamo a destra.
Il segno cai si è perso, e le uniche indicazioni che troviamo sono relative ad una Colonia e presumibilmente ai nomi di alcune malghe. Il paesaggio una volta fuori dal bosco è incantevole e man mano che saliamo riusciamo ad individuare le montagne davanti a noi.

Presso un torrente, accaldato, ho la pensata di fare il consueto bagno. Mi spoglio, entro in acqua e mi accorgo presto che sulle rocce c'è uno strato piuttosto viscido di alghe. Sto attento a non cadere, ma nello stesso tempo sono incuriosito dalle grosse lastre di pietra su cui l'acqua scorre. Nella mia mente malata cresce la voglia di provare lo scivolo. Dario mi esorta a non fare sciocchezze. Io mi avvicino alla sommità di una lunga pietra inclinata e appoggio una chiappa nell'acqua, con l'altra mi tengo fisso. Ma questo stato di equilibrio ben presto va a farsi benedire e prendo il via a velocità fotonica. Penso subito a quello che mi aspetterà una volta che arriverò nella piccola vasca sottostante. Porto le mani avanti e splush... mi è andata bene. Divertito e rinfrescato mi rivesto.

Riprendiamo a salire. Nel frattempo il cielo si è decisamente rannuvolato e alle nostre spalle, sul Pizzo Camino sta sicuramente scendendo un forte temporale...
Grossi cumuli in formazione ci ricordano montagne di soffice panna montata...
Quel grigio là invece non ci piace affatto.

Al dosso dei galli (ecco dove siamo finiti) incomincia a piovere e non abbiamo tempo per cercare una discesa interessante per ritornare alle tende. Quindi optiamo per scendere al Crocedomini, ripararci un po' ed esaminare la cartina appesa all'interno del rifugio...

Lungo la strada incrociamo una bella ragazza in mountain bike, che sta procedendo in salita sotto la pioggia. Le gambe abbronzate sono lucide e lisce come la seta. Grosse lacrime si confondono con le gocce di pioggia sul nostro viso...

Al Crocedomini individuiamo, oltre alle fette di torta, un sentiero che potremmo fare in discesa. Parte dal Bazena. La ricerca dell'imbocco del sentiero è però vana e ci tocca scendere fino a Campolaro su asfalto. Da questa piccola località raggiungiamo Malga Cogolo per poi riprendere la mulattiera fatta in salita e ritornare così alle tende. Le nuvole e la pioggia se ne stanno andando grazie al forte vento che asciugherà i nostri vestiti. Un pasto frugale a base di pane e formaggio, una passeggiata serale a piedi e poi ci infiliamo nei sacchi a pelo...

... ma fuori dalle tende.
Fa decisamente fresco e non so quanto resisteremo, ma la voglia di stare a guardare per un po' il cielo stellato è troppo forte. A tratti dormendo, a tratti ammirando la volta celeste, tiriamo fino a mezzanotte. La luna si è affacciata fuori dai monti ed illumina a giorno l'ambiente. Magnifico!
Ora però ho decisamente freschino e decido di ritirarmi in tenda per proseguire a dormire. Anche Dario la pensa come me. Alle 6:30 circa ci alzeremo e decideremo se scendere con le tende o partire direttamente da qua per il giro domenicale...


Un brevissimo consulto dopo colazione e optiamo per ritornare a valle e partire con gli altri BdB da Breno.
In un batter d'occhio siamo giù, riponiamo in macchina sacchi a pelo, tende, materassini e vista l'ora ci concediamo un latte macchiato ed un croissant.

Provo a telefonare al Milzo, ma una suadente voce mi risponderà dicendomi "Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile". Ostiz
Beh, poco male, intanto per il Crocedomini devono passarci davanti...
Non vedendo nessuno provo con Favier. Risponde Seby.
Ci incontriamo all'imbocco della salita, ok. Facile.

Non vediamo nessuno. Riecco Favier che mi chiama. È effettivamente Favier. Hanno preso la strada che invece di salire da Bienno, passa per Astrio. Ci incontreremo ai primi tornanti.
Diversi motociclisti sfrecciano sulla stretta strada del Crocedomini. Ad un certo punto vediamo davanti a noi il triangolo di emergenza, è accaduto qualcosa. Un motociclista è a terra, cosciente.
Poco dopo arriverà l'elisoccorso per trasportarlo all'ospedale.

Poco dopo noi opteremo per lo spuntino di mezza mattina.
Una scorpacciata di pizza fatta in casa, con Seby che acquista UNO di TUTTO tra pizza, frittelle e dolce con uvetta.

Ricaricati riprendiamo la salita e giungiamo velocemente al Bazena. Da qui prendiamo per il Lago della Vacca. Riusciamo a percorrere tutto il sentiero in sella, per merito nostro e grazie al fatto che il sentiero è stato sistemato dall'ultima volta.

Ad un certo punto, prima di raggiungere il lago, deviamo per il sentiero 38 che dopo 15 minuti bici a spalla ci porta nella Val Braone. Una valle poco frequentata, e per questo ancora più incantevole. Splendida davvero, mancava solo la presenza di qualche animale selvatico, ma a quanto pare l'uomo si è mangiato tutti i camosci della zona...
Dal passo abbiamo iniziato una delle più lunghe discese mai fatte.
Sempre molto tecnica, ha divertito soprattutto il sottoscritto, Seby e Dario. Qualcun altro ha faticato un po' di più, ma la soddisfazione per tutti è stata comunque enorme. Soprattutto per il fatto di trovarsi in un così bel posto di montagna a percorrere un sentiero che molto probabilmente (quasi certamente) nessuno ha mai osato percorrere in bicicletta.

La perdita di quota è stata molto graduale; quasi nulla nella parte iniziale, e con grande eccitazione continuavamo a percorrere il bellissimo sentiero, transitando per i Rifugi Gheza e Prandini.
Al tecnico quasi "vert" siamo passati al tecnico "normal" e per finire, nel bosco, al flow.
Una grande giornata, un giro epico. Grazie a Mauro Orma per lo spunto e a Milzo per la guida on-track.

Non solo grande divertimento in sella alle nostre bicione da downhill (ormai è la definizione per eccellenza per le biciclette ammortizzate), ma tante, tantissime risate tra di noi per le più svariate e stupide ragioni...

Un fine settimana quindi ricchissimo che mi ha entusiasmato e rigenerato profondamente
Grazie quindi di cuore a Dario e a tutti gli Amici BdB per questa ennesima e splendida avventura vissuta insieme...

report: Da Ventimiglia al Monviso

Tutto è cominciato nel marzo 2009. In piena organizzazione del giro dolomitico 2009, da Brunico a Rovereto, leggo questa discussione del diretur Marco, e ne rimango affascinato: Che posti! Che foto! Sono il primo a rispondere, con un normalissimo "sarebbe fantastico poterlo fare..."

Ad ottobre 2009 poi la butto li a Wilmer (wrangler66): "l'anno prossimo andiamo?"

Non ci mettiamo molto a decidere, subito si cercano cartine, si disegnano tracce, si prenotano posti tappa e si trovano adesioni.
Wilmer crea pure qualche variante rispetto al giro iniziale, e un giorno in più, 8 in totale.

Questo e il Tour du Mont Blanc sono i gironi estivi programmati dai Bikers di Brescia

Dario, Wilmer (wrangler66), Claudio (Perse), Sebastian (Seby13), Moreno (Gilbomorris, che poi dovrà dare forfait per una brutta caduta al tour del monte Bianco).
Si aggiungono poi anche Mauro (orma) e Gianfranco (gfavier) per la seconda metà del giro.

TRASFERIMENTO
Decidiamo di spostarci in auto fino a Saluzzo, e da li prendere il treno fino a Ventimiglia.
E' sabato 14 agosto, tempo pessimo, pioggia battente.
Non è molto confortante, ma l'umore è alto, come sempre. Il viaggio dura un bel po', circa 3 ore (con 3 cambi e i canonici 15 min di ritardo).
"Se il giro si concretizzerebbe, fosse meglio! dice Perse galvanizzato da qualche strafalcione giovanile.
Giungiamo a Ventimiglia alle 21, e dopo una gustosa pizza con pesto patate e fagiolini
(al dopolavoro ferroviario, consigliato), andiamo in spiaggia.
Scorgiamo subito una grandiosa stella cadente, che subito facciamo nostra...
Si, una stella: il cielo è sereno, stasera... E domani si parte!

PRIMO GIORNO - VENTIMIGLIA-RIF. ALLAVENA
Ci svegliamo di buon'ora: è una splendida giornata di sole. Brioche, focaccia per il pranzo, pieno di acqua.
Cerchiamo di incastrare tutto nello zaino: è pesante, ma siamo ormai riusciti a contenerlo in 8,5/9 kg acqua compresa,
peso direi accettabile (nota di merito a Perse che aveva un paio di chili in più per l'attrezzatura video).
Ritorniamo in riva al mare per la foto, siamo raggianti con le nuove maglie BdB!

Con calma partiamo in direzione della Via Alpina (o Via del Sale), salendo da Camporosso.
Subito una bella stradina (inizialmente ripida) ci fa salire di quota. sotto l'asfalto rovinato si intravedono i ciottoli
dell'antica via! Ben presto la strada diventa sterrata, con tratti dal fondo impegnativo, seppur la pendenza rimanga godibilissima, penso meno del 5%.
Avanziamo chiacchierando senza incontrare anima viva (2 fuoristrada soltanto). Il mare si vede ancora, ma l'ambiente è sempre più montano.
Mai avevo abbinato mare e montagna (al massimo il lago di Garda).
La prima tappa che dentro di me avevo pensato come un lungo trasferimento, si rivela invece densa di emozioni.
Goùta, Passo Muratone, sempre più in alto, dolcemente. Dopo la focaccia, ci aspetta la salita finale, il sentiero militare intorno ai monti Toraggio e Pietravecchia.
Qualche brevissimo pezzo a piedi, ma il sentiero si lascia pedalare (a fatica). L'ambiente è cambiato, sembra di essere sui monti a noi più noti della bassa val d'Adige.
Seppur qualche nube bassa per un po' ci ha annullato la vista, il tempo rimane discreto.
Percorriamo questo sentiero molto gasati, è bellissimo! Notare che il percorso è segnato come alta via di cresta VTT,
nonostante sia stretto e oggettivamente impegnativo (qualche tratto col cordino, pure).

Bello passare dal mare a monti rocciosi da 2000 mt, siamo già entrati nel vivo!

Perse ha sùbito molti problemi con la marzocchi 44 29er nuova, davvero peccato che non facciano forcelle idonee ad un uso 360° (non i backflip...)
Arriviamo alle 17:30 al rifugio Allavena (1540 mslm) dopo una giornata molto intensa.
Divoriamo la cena, e dopo qualche chiacchiera col simpatico gestore (non molto confortante sui giorni a venire, peraltro)
e un genepy che ustiona il mio stomaco (non quello di Seby, a quanto pare) ci fiondiamo nel letto.

SECONDO GIORNO - RIF.ALLAVENA-LIMONETTO
Altra giornata di sole, limpida con cielo azzurro e qualche velatura. Tira vento da nord, clima che ci accompagnerà per ancora qualche giorno.
Ho le labbra screpolate che fanno male, ma so che è il tempo migliore per andare in montagna.
Dopo una colazione che "avrei mangiato ancora qualcosa..." cominciamo la salita.
Il mare si vede ancora in lontananza, e oggi ci aspetta una lunga traversata a quote comprese tra 1600 e 2300 mt,
tutta su strada sterrata dalla dolce pendenza!
60 km così, sembrano infiniti! veramente bellissimo.

Le protezioni per oggi se ne staranno ancora attaccate allo zaino, l'adrenalina della discesa può aspettare.
pedalare quassù è un vero spettacolo!
Dal rifugio Don Barbera il fondo si fa più impegnativo, ma l'ambienta ancora più selvaggio! che Strade!

Un grosso rapace (presumibilmente un' aquila) ci anticipa ciò che vedremo nei giorni seguenti...
permettetemi una riflessione: se nel vicino trentino siamo fuorilegge anche con le biciclette, su quei monti è l'esatto opposto:
Moto, Motorette, Quad, Fuoristrada, Dune Buggy (che fighi!) percorrono liberamente
queste sterrate magnifiche a 2300 mt. A memoria non ricordo di aver visto qualcuno a piedi... Probabilmente è troppo difficile scegliere la mezza misura.

Dopo l'ennesimo scollinamento vediamo il Col di Tenda con il gigantesco forte, le piste da sci di Limone, gli impianti di risalita e (quindi) la massa di gente.
siamo quasi arrivati a destinazione. Scegliamo di scendere senza troppo entusiasmo lungo il sentiero del recente bike park di Limone,
che in breve tempo ci porta all'Hotel Edelweiss, nostra meta di giornata.
Qui siamo accolti calorosamente, accomodati benissimo e la cena è abbondante, proprio quel che ci vuole!
Siamo molto soddisfatti, il giro si sta rivelando molto molto affascinante, e le strade percorse fin'ora sono da antologia della mountain bike.

TERZO GIORNO - COLLE DEL SABBIONE-RIF.GENOVA
Anche stamattina sole! Il tempo ci sta graziando, era la nostra preoccupazione più grande!
Che fame! più si mangia e più si ha fame! Super colazione! Sembriamo delle cavallette!
Oggi sappiamo che è lunga, ma che problemi ci sono!?. Siamo qui, in gran forma, pieni di calorie e stiamo facendo quello che amiamo fare! C'è solo da essere contenti!
La salita a Col di Tenda è una passeggiata di riscaldamento.
Salendo si scorge tutto l'arco alpino piemontese, compreso il Monviso (penso).
Quella è la nostra meta, sembra così vicina, eppure....

Passando da forti e malghe imbocchiamo il sentiero che conduce al Col du Sabion. una vera goduria percorrerlo, praticamente tutto pedalabile, fino a 2300mt e rotti.
Ovunque bunker e fortini, sono affascinato da questi richiami storici.
una nota: solo più tardi siamo venuti a sapere che il suddetto sentiero (nel tratto che passa nel parco di Mercantour) è vietato alle bici. Addirittura
ci parlano di sequestro bici (!!!).

Il lago della Vacca è magnifico, dall'inconfodibile forma da cui ne deriva il nome.
Pausa mangereccia e poi ci dirigiamo verso il Col del vei del Bouc.
Ora ci aspettano dei bei tratti bici in spalla ma...è un posto bellissimo!!

Tanti, tanti camosci, forse uno stambecco, marmotte! siamo estasiati dalla natura che ci circonda.
Mentre ammiriamo questo spettacolo siamo tutti emozionati, parliamo a bassa voce tra di noi. mai vorremmo disturbare...

Ci dilunghiamo parecchio tra fotografie e riprese, ma la giornata lo permette. sono le 15 e ancora non c'è una nuvola in cielo!
Dal col del Vei del Bouc il paesaggio è assolutamente fantastico, così come il sentiero che ci attende, prima vera discesa del tour.
A tratti un po' rovinato dalle slavine, ma più o meno percorribile tutto in sella. e Fantastico!

Quando siamo all'imbocco della valle della rovina sono già passate le 17,
mancano ancora 1000 mt disl (non mi interessa), e adesso si deve pedalare con un po' di premura.
Ci attende la salita al rifugio Genova-Figari; il gestore del rifugio Allavena ci aveva un po'preoccupato.
Invece qualche pezzo a piedi, qualche frana, ma la vecchia strada Enel (ora sentiero) si lascia pedalare quasi tutta. bene!
Troviamo camosci che ci girolano intorno, Siamo proprio un bel gruppo, sono 12 ore che giriamo per i monti;
siamo stanchi si, ma anche arrivare al rifugio al crepuscolo è una grande emozione!

Perse si chiede: "ma dove cacchio andiamo domani??" in effetti siamo circondati da vette da 3000 mt
(quasi 3300 l'Argentera, vetta più alta delle alpi marittime),
e "domani ci aspetta una lunga camminata", ci redarguisce bonario Wilmer.
Il rifugo Genova è accogliente. Mangiamo, guardiamo le stelle, il genepy mi stronca (seby fa il bis ) e poi a nanna.
Sono contento, siamo contenti di questa esperienza!

QUARTO GIORNO - CHIAPOUS-RIF. QUESTA
La sveglia di Seby suona a 6:45, ma siamo già svegli. il panorama nella conca del Chiatos è magnifico!

(NB: andatevi a leggere come funziona il bacino del Chiatos, centrale elettrica che consuma
corrente invece di crearne, ma è vantaggiosa economicamente....)

Pochi attimi di pedalata intorno al lago e sulla diga, poi il sentiero ben presto diventa impedalabile.
siamo a 1980mt, e dobbiamo arrivare a 2500 e rotti.
In pratica tutti a piedi: Il colle del Chiapous! (con la ù chiusissima!).
la seppur faticosa salita viene allietata da continue battute e sproloqui che fanno mancare il fiato dalle risate (già ce n'è poco...)

Arrivati allo scollinamento, comincia il difficile! la discesa verso il rif. Morelli è molto impegnativa,
al limite delle nostre capacità tecniche, che per fortuna sono buone, tanto da farci divertire.
5 minuti a piedi all'inizio, poi si va: Pietre e pietroni uno dopo l'altro, nose press e numeri,
e si cerca di galleggiare sui massi fino al Morelli. Incontriamo gente molto
incuriosita e cordiale con cui scambiamo volentieri due parole.
In Piemonte nelle regole del CAI è ammesso il Cicloalpinisimo, ben contraddistinto dalla pratica di Freeride o Downhill.
Noi facciamo cicloalpinismo, andiamo in bicicletta per i monti.

Al rifugio Morelli conosciamo i simpatici e giovani gestori-alpinisti del rifugio che ci mostrano 2 loro amici intenti a scalare la parete est dell'Argentera, 600 mt verticali. che bravi!
la discesa seguente verso le terme di Valdieri è un vero spettacolo, una libidine! Siamo al settimo cielo!
Dopo un lauto pranzo, ci aspetta la salita finale di giornata al rifugio Questa.
Ricordo le foto della strada di caccia viste su internet, e non vedo l'ora di percorrerla.
Fino alla piana del Valasco è una tranquilla sterrata che sale regolare, anche se con un fondo capriccioso.
Dopo si inasprisce come difficoltà, ma acquista fascino. Stiamo salendo verso i laghi di Valscura.
Per qualche breve tratto si spinge la bici, ma comunque si pedala. Che strada fantastica!
Siamo in un posto idilliaco, penso la natura più incontaminata che ho visto da quando vado in montagna!
soffia ancora vento freddo, tanto che dobbiamo coprirci un po'.
In prossimità dei laghetti del Claus percorriamo un tratto di strada lastricata che è un'opera d'arte! Siamo senza parole.

Arriviamo al piccolo rifugio Questa, abbarbicato a 2400 mt tra le rocce, che è quasi ora di cena. Giusto il tempo di fare qualche passaggio di III grado per raggiungere la sommità del letto a castello (triplo) e di sistemare lo zaino che siamo seduti in 8 in un tavolo da 4 persone, e con cibo per 4 persone, pure. Ok, noi non vogliamo i servizi, ma il cibo si! Abbiamo fame!
Più tardi ci laviamo veloci ma cauti nel lago delle portette al chiar di luna (acqua gelida, ma tonificante, di sicuro!) e poi a nanna di buon'ora.

QUINTO GIORNO - BASSA DRUOS - SAMBUCO
Siamo euforici! Oggi i nostri amici Mauro e Gianfranco si uniscono a noi! Non vediamo l'ora! partiamo col sole e percorriamo a ritroso la strada su e giù del giorno precedente, fino ai laghi di Valscura. Da qui ci aspetta un'altra sfacchinata, si dice.
La salita alla Bassa del Druos. Ma anche questa è passata agevolmente, alcuni tratti in sella, tanto a piedi ma comunque bellissima antica mulattiera. Abbiamo anche trovato lo stabile dove sorgerà il rifugio Valscura, gestito da me e Perse!

Da lassù il panorama spazia su Isola 2000,
incredibile come dal paradiso si passi allo scempio scellerato delle montagne con un valico.
Splendida discesa ai laghidi Terrarossa.

Imbocchiamo successivamente un sentiero per rimanere in quota, senza scendere a Isola 2000,
che ci condurrà al passo della Lombarda. Non è interamente pedalabile, ma tutto sommato non male.
Dopo essersi rifocillati al passo, via per la cresta, abbiamo fretta, adesso! Ci aspettano i nostri amici!
in meno di mezz'ora siamo al santuario di S.Anna di Vinadio, e con un urlo salutiamo Gfavier! solo Gfavier?
Si, Orma è già andato in esplo/cache su una vicina cima, dato che "Riàev piò!" (trad: non arrivavate più).
Sorseggiando un chinotto Lurisia in 5 min abbiamo già raccontanto tutto il giro. Quanto chiacchierare!
Ben presto però abbandoniamo il caotico santuario per imboccare la salita al passo di Bravaria.
Salita checredevo ben più ciclabile, mentre è da affrontare a spinta per più di metà.
Poco male, perchè è l'ultima fatica del giro, da qui in poi tutto pedalabile!.

Ci aspetta un'altra fantastica discesa verso Bagni di Vinadio! che goduria! (e che buoni i mirtilli,e pure i lamponi più in basso!).
E fortuna che Wilmer porta sempre con se un cambio di scorta! Grazie!
(Perse col rohloff ride da sotto i baffi - baffi lunghi, peraltro).
Finita la discesa raggiungiamo il bel paesino di Sambuco, dove troviamo subito il posto tappa GTA Osteria della Pace.
Il miglior posto dove abbiamo alloggiato, molto cordiali e pasti da sogno per il biker affamato (e non solo).
Mauro e Gianfranco (che si sono uniti oggi) avendo sentito i nostri racconti apocallitici su "niente acqua, rifugi senza cibo, mangeremo le bacche", sono in effetti un po' straniti davanti ai comfort di Sambuco e ci guardano storto...
Il tempo intanto è cambiato e il cielo è nuvoloso...

SESTO GIORNO - GARDETTA-CHIALVETTA
Piove. Le prelibatezze della colazione ci danno le energie necessarie per la salitona che ci aspetta oggi, verso l'altopiano della Gardetta.
"E' la pioggia amica del biker, quella che fa compagnia" dice Mauro, e rincuorati cominciamo a pedalare.
Dopo una pausa per ripararsi dal rovescio più forte, saliamo decisi lungo la bellissima sterrata che conduce fino a quota 2450.

Salita impegnativa, soprattutto la parte finale con il fondo appesantito dalla pioggia, ma è anche l'unica di giornata!

il tempo migliora sempre più. La Rocca de la Meja, che in pochi minuti passa da Catinaccio, a Cerro Torre, a Corna Blacca,
è proprio una bellissima montagna che fa da cornice fino al passo Gardetta!

Da qui è discesa decisa fino all'antico paese di Chialvetta.
Sentiero divertentissimo anche questo! curve, e pietre e prati, una goduria!
Oggi giornata più tranquilla, ce la siamo goduta alla grande!
Ormai è diventata una bellissima routine: prepararsi, pedalare, foto, video, discesa, il semplice rimanere incantati davanti al panorama! bellissimo, ci si rende conto appieno di tutto ciò soltanto quando finisce.

Il posto tappa GTA di Chialvetta è un'altra bellissima osteria rustica dove veniamo trattati benissimo!
Ci hanno anche fornito attrezzi e olio per riguardare
i nostri mezzi meccanici un po' deperiti dalla giornata fangosa.

SETTIMO GIORNO - CAPANNA CARMAGNOLA
Oggi ci attende Cima Coppi, il punto più alto dell'itinerario. La giornata è bellissima sole e aria fresca.
Saliremo lungo una lunghissima sterrata fino a 2830 mt di Capanna Carmagnola.
Saliamo da Acceglio, prima su asfalto, per poco, poi sterrata.
Poco sopra Acceglio incontriamo gli amici torinesi del The Group.
Qualcuno di noi già si conosce, decidiamo di affrontare la salita insieme, dato che il loro giro in parte percorre la stessa strada.

Chiacchieriamo, raccontiamo del giro, le bici (sempre rotte), e la salita vola via.
Ben presto ci dobbiamo separare, ma è stato un gran piacere pedalare con loro.
La salita è assolutamente magnifica, di chiara provenienza militare, una garanzia.
Pedalabile fino al passo, mai ripida. Da lassù il panorama è
bellissimo a 360°. Monti brulli, isolati, regalano tantissime emozioni.

Sostiamo un po' per le foto, per ammirare i bunker e i resti dei reticolati di filo spinato, poi ci lanciamo in discesa sul bellissimo sentiero che scende in Val Varaita di Bellino.
discesa fantastica anche questa, incredibile come le discese siano state tutte bellissime ma diverse allo stesso tempo.


Scendiamo saltando e quasi volando (stando attenti a non volare anche nel burrone) tra rocce detritiche e prati, fino al rifugio Melezé. Qui ci accomodiamo.
E' abbastanza presto, c'è tempo per rilassarsi nel prato.
Il rifugio è molto bello e accogliente, non gestito al meglio e, ancora una volta, si mangia poco e non benissimo:
Volete gradire un po' di asciuttissima pasta e salvia?

OTTAVO GIORNO - PASSO BATTAGLIOLA-SALUZZO
E'l'ultimo giorno. Da un lato sono contento, il girone è portato a termine. dall'altro no, il sogno è già finito...
La giornata è ancora una volta magnifica. Dal Monviso ci separa una sola salita, quella del passo della Battagliola (2300 mt).

Non ci mettiamo molto a superare anche questa asperità. affrontiamo l'ultima curva tutti insieme:
bellissimo il Monviso, roccioso, ma di una roccia marrone, diversa dal solito. non pensavo di vederlo così da vicino.
Ho sempre pensato che fosse un monte abbastanza insignificante ("stranamente il Po non nasce dai grandi monti, ma dal Monviso" mi dicevano a scuola).

Invece coi suoi quasi 4000 mt metri fa la sua figura eh! Foto e Video a raffica.
Siamo proprio contenti, appagati. Ben 6 aquile volteggiano
sopra di noi. Siamo senza parole!

Stiamo un po' rillassati a farci coccolare dal sole finché...cosa manca? la pizza! abbiamo fame! (stranamente)
e ci buttiamo lungo un'altra discesa libidinosa verso Pontechianale.
un assoluto spettacolo. Scendiamo pennellando tutte le curve, in breve tempo siamo giù, e continuiamo fino a Sampeyre per trovare una (ottima) pizzeria, degna conclusione!

Che dire?! E' stato un giro spettacolare, abbiamo visto luoghi, montagne, animali, e percorso sentieri che ricorderemo per sempre!
Dal punto di vista fisico abbastanza equilibrato, tappe più semplici verso la fine e i due giorni con lunghi tratti a spalla, avevano meno ascesa complessiva.
Assolutamente vero quel che dice Marco Toniolo (che ringraziamo per l'idea del tour): un giro per chi non ama le folle!

Ringrazio i miei amici:

Wilmer ha organizzato tutto. ha studiato cartine e fatto tracce alla perfezione, ci ha sempre guidato alla grande.
Fin troppo preoccupato del buon esito del giro, grazie!
Perse ha fatto i video, gran fardello! Vi auguriamo buona visione!
Seby Orma e Gfavier mitici! Veramente un piacere trascorrere le vacanze in vostra compagnia.

QUI tutte le foto degli 8 giorni

http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=170285

BdB - Ventimiglia - Monviso from Bikers di Brescia on Vimeo.

mercoledì 25 agosto 2010

Ventimiglia - Monviso: Introduzione

Eh, ma scriviamo due righe sulla traversata Ventimiglia Monviso che abbiamo appena concluso?

Approfitto del fatto di aver finito i lavori urgenti (per il momento) del rientro in ditta, per scrivere qualche considerazione. Sperando che la mia mente sia sufficientemente lucida per scrivere cose sensate e veritiere.

Desidero subito precisare che i dati riguardanti i Km e i metri di dislivello non mi interessano, sono le solite cose, banali che si dicono a proposito di un giro. Dettagli che una volta forse contavano di più, per quanto mi riguarda, ma sono cambiato...
... e me ne sono accorto.

Sono diventato un biker più un godereccio.
Mi piace soffermarmi nei luoghi, andare in MTB senza forzare i ritmi, senza strafare, perché quello che conta è poter assaporare pienamente quello che ci circonda.
E così capita di commuoversi di fronte a verdi vallate e laghetti blu. Gli occhi si inumidiscono, si pensa a tante cose e ti perdi via...

... SVEGLIA! Wilmer è al passo che ti aspetta!
Mi dispiace di averlo fatto tribolare. Lui ha organizzato tutto, ha vissuto la cosa con qualche preoccupazione in più rispetto a me, e lo capisco.

Mentre io mi perdevo con la mente nel dolce fluire dell'acqua, con il sole che mi abbagliava, lui stava pensando a raggiungere al più presto il passo a 2600, perché poi c'era l'incognita della discesa...

... e il fatidico bucato della sera.

Che palla al piede devo essere stato, ma il mio comportamento era logico:

mi trovavo in vacanza
in luoghi stupendi
con validi amici
in bicicletta
libero
dio!


... e poi dovevo fare i filmati. Dovevo? No. Volevo. Si perché era mio desiderio imprimere da qualche parte certe immagini, certe scene. La mente è un hard disk in continua perdita. Dario ha portato un quaderno per gli appunti. Io la videocamera.

E così mi trovavo spesso nelle retrovie, un po' per stanchezza, un po' per far compagnia a Seby, un po' perché non avevo proprio intenzione di mettermi a spingere come un forsennato sui pedali...

Ma da dove vogliamo incominciare???

martedì 17 agosto 2010

Kellerbauerweg sentiero 27


Sono sempre alla ricerca di giri nuovi e alternativi,per questo motivo mi spingo spesso in zone "nuove" e poco frequentate sia a piedi che in bici.
Stazionando in vacanza nella ancora "vivibile" bassa val Badia,non disdegno qualche puntatina nella non troppo lontana zona compresa tra Brunico e la valle Aurina.
Quest'anno come meta principale della zona ho pensato di chiudere il giro"valle dei molini-sentiero27-monte Spico",dopo l'esplo dello scorso anno ho intuito che,se anche la seconda parte del sentiero in quota fosse stata pedalabile,ne sarebbe uscito qualcosa di molto interessante.
Mercoledì 4 agosto insieme a Dario88 e Wrangler66(anche loro in vacanza in A.A.) e complice il meteo favorevole,decido di affrontare il giro.
Mi porto al seguito anche moglie e figli(faranno un'altro giro a piedi),i quali mi obbligano a salire in macchina fino al lago di Neves,luogo di ritrovo con i miei compagni partiti in sella molto più in basso.
Fa freschino ma il cielo è terso e lo sfondo delle vette della grande Mesule e della cima di Campo con i loro ghiacciai preannunciano una giornata fantastica.
La salita che dal Lago porta la rifugio Porro/Kemnitzer è inserita in uno dei percorsi in mtb della zona,noi la affrontiamo per la prima volta,inizialmente la sterrata è abbastanza ampia,poi diventa più stretta e molto ripida,ma faticando si riesce a rimanere in sella,a fatica seguo i miei compagni più dotati fisicamente,faccio un breve tratto a piedi conservando le forze per il tratto successivo di cui non conosco le difficoltà.
La salita è molto bella che quasi quasi, mi dispiace essere già al rifugio,inizio della nostra traversata verso il monte Spiko.
Beviamo un caffè,scambiamo due parole col disponibile gestore del rifugio e ci portiamo al bivio tra il sentiero 27 e la discesa verso valle,il cartello indica 6 ore di traversata a piedi,le notizie trovate in rete su questo sentiero sono pochissime,sulla percorribilità in bici nessuna,da un libricino comperato di recente leggo che il tratto che non conosco,cioè dal rifugio al passo Wurmtaler è piuttosto impervio,questo mi preoccupa un pochino,ma la compagnia di due affidabilissimi compagni mi sprona ad iniziare l'esplo.
Il primo tratto è nella pietraia,il sentiero è stretto ma siamo in leggera discesa e le pietre sapientemente incastronate ci permettono discreti tratti in sella,ci portiamo sull'altro versante e lo sfondo della valle Aurina e delle vedrette di Ries è spettacolare.
Dopo 15/20 minuti di bici in spalla sotto la cima delle Pecore(risulterà il tratto più lungo non pedalato)il fondo del sentiero seppur stretto,migliora nettamente,dalle pietre si passa alla terra,presto raggiungiamo un magnifico laghetto "tristensee" e una prima pausa è d'obbligo per ammirare con calma la bellezza del luogo,il silenzio mi porta a riflettere su quanto sa dare gratuitamente la montagna senza nulla in cambio,mentre noi continiamo a offenderla sempre di più.....frasi del genere"e ma che male c'è se fanno delle piste nuove in discesa per le bici sfruttando gli impianti di risalita"mi fanno veramente intristire,come un vero scialpinista non ha nulla a che fare con lo sciatore della domenica io per fortuna non ho nulla da condividere con questi falsi amanti della montagna e il forum ne è pieno,ma lasciamo perdere,oggi si respira tutt'altra aria.
Ora c'è un tratto che mi preoccupa non poco sotto il sasso Tondo e lo Zinsnock,dalle mappe visionate sembra debba percorrere un sentiero molto esposto e su pietraia,invece con gradita sorpresa si rivela forse il tratto più bello dell'esplo,qualche su e giù ripido ma l'ottimo fondo ci fa rimanere quasi sempre in sella.
Il sentiero è bellissimo e sempre in quota,oggi non saliremo mai oltre i 2450 e non scenderemo mai oltre i 2300 per diversi chilometri,certo non è una ciclabile,ma con fatica e buona tecnica si riesce a pedalarlo quasi tutto con soddisfazione,attraversa diverse vallette e dopo ogni curva lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è veramente emozionante.
Raggiungiamo il passo Wurmtaler ed una foratura ci fornisce la scusa per fermarci un pò,facciamo uno spuntino,una splendida mucca sembra interessata alle operazioni di Wilmer e non disdegna in seguito a riempirlo di succulente leccate.
Da qui in poi il percorso lo conosco,frutto di un'esplo della scorsa stagione,sò che da qui in poi si farà tutto in sella(tranne un brevissimo passaggio),quindi mi appresto a goderlo ancora di più,si sale per 150 metri di dislivello poi con qualche passaggio su gradone si scende un pochino,ci divertiamo a guardare i numerosi sentieri che si staccano ora su un versante ora sull'altro scendendo verso valle tutti potenzialmente ciclabili,la potenzialità ALLMOUNTAIN IN QUESTA ZONA DELL'ALTOADIGE è ENORME e quasi del tutto inesplorata.
Qualche tratto di crinale ci permette la vista a 360° si rimane a bocca aperta,da una parte tutta la valle Aurina con a destra l'imponente catena con vette e ghiacciai che superano i 3500 metri di altezza fino alla vetta d'Italia,ad est le bellissime vedrette di Ries,a sud in lontananza le dolomiti da Sesto fino allo Sciliar,ad ovest la lunga catena dei monti di Fundres.
Ci portiamo prevalentemente sul versante che guarda la valle dei molini,e con un ultimo tratto in leggera salita arriviamo sotto il monte Spico/Speikboden.
Guardiamo in gps e vediamo con stupore che il tratto appena percorso dal rifugio Porro allo Speikboden è lungo 14 chilometri,in vita mia non ho mai percorso un sentiero così lungo non scendendo mai sotto i 2300metri.....penso tra di mè che trovare un tratto così lungo,bello e pedalabile per la quasi intera totalità,in futur sarà molto dificile a meno che non si esca dall'Italia.
Qui si vede un chilometro circa del sentiero nei pressi della forcella di Lappago.
Ma non è finita qui ora(siamo a 2400slm)ci aspetta una lunga e interminabile discesa fino a Campo Tures(900slm) sempre su sentiero27,gli impianti di risalita e i tanti turisti ci riportano sulla "terra",ma presto entriamo nel bosco e tranne un gruppetto di Scout non incontramo nessuno fino in fondo,Dario,fermandosi a riposare interrompe troppo spesso il ritmo,ma fa niente ,è giovane e lo perdoniamo.Anche la discesa(scoperta sempre lo scorso anno)si rivela all'altezza del giro in quota,bella bella,bella,ne conosco tante ma così completa lunga e bella..........raggiungiamo dopo qualche foratura di Wilmer il fondo valle e con il sorriso sulle labbra arriviamo a mulini di Tures dove il resto della famiglia ci aspetta per una meritata bevuta.
Ringrazio la montagna,il signor Kellerbawer che ha costruito questo sentiero nel 1907,Dario e Wilmer che mi hanno accompagnato.

Partendo da Mulini di Tures sono 50 km circa per un dislivello di 2000mt circa,per goderselo è consigliabile farlo in due giorni e dormire al rifugio Porro,il tratto in quota si fa in 4 ore con calma,non è quasi mai esposto e(con un buon allenamento e discreta tecnica in salita)si spinge a piedi non più di mezz'ora.

LE FOTO DI DARIO

mercoledì 11 agosto 2010

Sabato 7 - Cima Rest

Sono tornato stanotte dal lago.
Il tempo là è ottimo, sempre piuttosto ventilato. In questi ultimi giorni c'è più caldo del solito, ma la sera si alza sempre una piacevolissima brezza rinfrescante, tanto che a volte si sente il bisogno di coprirsi con una felpa.
Qua a Cremona la situazione è peggiore, ovviamente, ma non tragica. Diciamo che si riesce a respirare, e di notte si dorme.
O forse, sono riuscito a dormire per via delle passeggiate di questi giorni?

Dopo una breve escursione pomeridiana sul Monte Cas, sempre meravigliosa la vista da lassù, nella giornata di sabato, con deliziosa cena presso l'agriturismo Al Lambic di Prabione di Tignale, si è incominciati a fare sul serio...

Domenica una bella delegazione BdB raggiunge Toscolano: Milzo, Il Lonfo, Gigi, Uilmer, Mauro. In più ci siamo io e Gianfranco, che soggiorniamo proprio qua.

Abbiamo quasi tutti le maglie nuove, molto belle. Uilmer e Mauro, fanno gli associali e non le hanno portate.
Gigi ha in mente qualcosa di speciale, un bel giro, ma la partenza è di quelle da spaccare le gambe. Subito rampe mostruose, subito caldo e sudore da tutti i pori... Arg, Arf... sbuff...

Si attraversano splendidi e caratteristici paesini e ci si immagina come potrebbe essere vivere lì, isolati, in pace...
Con le scorciatoie di Gigi evitiamo le macchine, le strade più comuni, e in breve tempo siamo allo scollinamento della strada che porta a Costa.
Dopo un breve tratto su asfalto proviamo la variante. L'avevamo già scorta in un precedente giro, ma non avevamo avuto il coraggio e la voglia di avventurarci su un sentiero nuovo. Questa volta si, e ci lanciamo in explo.
La mulattiera in discesa attraversa un prato, scende rapidamente, poi diventa sentiero, si attraversa un torrente, ed infine si riprende a salire, nel bosco. La pendenza è tale da permetterci di pedalare il tutto. La variante è appetitosa e ci fa raggiungere l'abitato di Costa dalla parte opposta rispetto alla solita strada...

La salita verso Cima Rest prosegue sulla magnifica sterrata che passa per Scarpapé, Ere.
Milzo ci deve salutare in anticipo per tornare a casa dal figlio Pietro, che bravo papà!! A presto, caro Milzo...
Noi poco dopo facciamo sosta presso un nuovo punto informativo della regione che ci illustra flora e fauna tipici del posto. C'è anche un Orso a quanto pare...

E ci giunge notizia che parecchi ciclisti si lamentano delle condizioni del fondo della strada. Noi rispondiamo che quei ciclisti potrebbero anche starsene a casa a lucidare il loro gioiellino a due ruote, a leggere riviste e a fare qualche pedalata sui rulli. Ma vaffan...

Sosta obbligatoria a Cima Rest per una polenta taragna da leccarsi barba e baffi... una birra media, breve pennichella e ripartenza.
Il sentiero della discesa è sporco, la vegetazione se lo sta mangiando in un sol boccone, ma troviamo ugualmente il modo di divertirci. E poi?
Poi arriva il momento back to nature! L'attraversamento del torrente Droanel mi fa scattare la voglia di bagno...
Qualcuno mi dice, ma ti bagneresti i vestiti, come fai? No problem: si fa il bagno nudi no? Una vasca scavata nella roccia, profondità di poco più di 1m. forse. Basta veramente poco per ridere, divertirsi, rinfrescarsi, rilassarsi, sentirsi liberi...
A ruota, dopo di me, tutti i BdB presenti si spogliano e si immergono nel torrente. Il primo impatto è di acqua fredda, ma poi il sollievo è incredibile. Solo Mauro, freddoloso si limita a "pucciare" i piedi...
Il Lonfo fa qualche scatto "nature", la nostra foto della settimana...

Il corpo è rinfrescato e ha ripreso tono, siamo in dirittura di arrivo ed affrontiamo l'ultimo tratto del percorso in scioltezza. Si sta proprio bene...
Solo Mauro soffre un po'... così impara a non fare il bagno... :hahaha:

Alle macchine saluti ed abbracci, è stata una magnifica giornata ed il giro, seppur impegnativo, è stato molto piacevole...




martedì 13 luglio 2010

Cadria.......ci torneremo.


Sì,l'ho promesso,sopprattutto a me stesso,quest'autunno,magari in una giornata tersa che solo l'autunno sà regalare,voglio tornarci e concludere degnamente il giro del Cadria,una montagna schiva,in disparte,ma per questo non meno bella e affascinante di altre.E poi che bei ricordi d'infanzia per me e anche per Dario,al primo campeggio con la parrocchia di Nave,era il 1977...a piedi dall'Ampola ci arrivai molto vicino,poi 5 o 6 anni dopo con coloro che mi hanno insegnato a camminare tra i monti(papà e zio Beppe) ci salii in cima,ed ora grazie ai super BDB ci sono tornato,prima girandogli attorno in un lunghissimo giro ma di grande soddisfazione(almeno per mè),e poi la settimana dopo raggiungendo la cima,c'era un temporale in arrivo,ero molto preoccupato,ma molto contento di esserci arrivato.Tanta fatica per trovare la "chiave giusta",ed ora basterà aprire la porta principale ed entrarci sempre in punta di piedi come solo i BdB sanno fare....arrivederci grande Cadria a quest'autunno.

lunedì 12 luglio 2010

Se non ci fosse...

Se non ci fosse il trasferimento in macchina, nel traffico, in coda, fermi in colonna in una strada da almeno 70 Km/h, ma come sarebbe bello!

Rallentamenti e code sia all'andata che al ritorno. Per un motivo o per l'altro, c'è sempre una marea di gente o ferma, o a passo d'uomo sullo stradone o nella buia galleria...

Allora abbandoniamo le strade principali, si rallenta ai 40-50 Km/h (con il solito tipo che ha fretta attaccato al culo...) e si percorrono le strade basse.
Ci accorgiamo subito di quante cose belle si perdano appunto.. per strada, percorrendo le tangenziali e le superstrade. Bei paesini, chiesette, strade di campagna tra i frutteti, piste ciclabili. L'obiettivo è proprio questo, riscoprire il viaggio alternativo, ecologico, il più possibile lontano dal traffico del fast and furious (in colonna).

Non ci si accorge della degenerazione umana?
Lo slow food nasce per contrastare il fast food: il mangiare male ed in fretta.
Il fatto di doversi muovere sempre più velocemente, porta alla costruzione di nuove strade. Cemento-asfalto-cemento. Ma nello stesso momento aumenta anche il numero di automobilisti. L'illusione di un viaggio rapido nella valle incantata invita troppa gente a muoversi. Smog-clackson-smog. La situazione non cambia, anzi peggiora.
Non ho mai conosciuto lo slow travel, il viaggio bello, magari didattico, contemplativo. L'intenzione è quella.

È solo questione di tempo, la mela sta maturando sull'albero, al momento è ancora acerba, ma arriverà il momento in cui potremo coglierla e finalmente lasceremo a casa il mezzo puzzone e ci muoveremo con mezzi più intelligenti come il treno o la bici.

giovedì 1 luglio 2010

La prima volta...

... la prima volta, che emozione! Sono un po' agitato, si lo confesso, è tutto il giorno che ci penso. Chissà come sarà. Non vedo l'ora.
Ieri sera, grazie a Spiedo dei Los Lobos ho provato per la prima volta la bici da corsa. La preparazione del mezzo è avvenuta la sera prima: il copertone montato è troppo largo e tocca la forcella, viene sostituito con un continental dal profilo più sottile, gonfiato a 7 bar
Poi si regolano sella e manubrio. Salgo sul mezzo. Ommammamma...

Ieri sera dopo il lavoro mi trovo con Spiedo all'imbocco dell'autostrada, pochi minuti e raggiungiamo Fidenza. La tensione sale.
Usciamo dall'abitato con i suoi centri commerciali, i suoi prefabbricati di cemento e raggiungiamo la zona collinare, con belle villette, chiesette, e stradine a misura di bicicletta, poco trafficate e dall'andamento sinuoso.
Mi cambio e dopo parecchi anni rimetto i pantaloncini di lycra, un ritorno al passato, quando in tenuta xc giravo con l'alpinestars e la K2 pro-flex, come per la prima uscita con i BdB al Baremone.

Poco dopo le 19 si parte. Subito discesa, sono prudente, devo ancora adattarmi al manubrio stretto, alla posizione di guida, ai freni poco performanti. Mi tengo saggiamente in coda. Poi inizia un lungo tratto in falsopiano, sembra di essere in discesa tanto si viaggia, invece stiamo pedalando il leggera salita
Vedo il gruppo agitarsi, siamo alla prima salita ed io sono ancora sulla corona più grande, di dimensioni enormi, non so quanti denti possa avere. Quando decido di scalare sulla corona più piccola la catena cade. Ecco. Velocemente rimetto la catena in sede e riparto, tutti mi incitano a riprendere il primo del gruppo che ha allungato.
Si perché, per aumentare la suspence, il divertimento, si assegnano dei punti di una speciale classifica a chi transiterà per primo su in cima. Altri punti in base all'abbigliamento, alla presenza o meno di integratori nell'acqua della borraccia, al rutto più clamoroso durante la salita... etc
Fatto sta che mi ritrovo davanti. Non so dove finisca la salita, quindi spingo ma non troppo. Ad un certo punto Ema - sulla sua bdc singlespeed, mi passa come un fulmine: uau! Ad un certo punto molliamo e ci rilassiamo, in questo frangente lo supero. Si scoprirà in seguito che il traguardo volante si trovava più avanti, e che quindi sono transitato davanti al mio compagno di salita.
Dopo la salita un tratto di discesa: cerco la guida e la traiettoria pulita, evito le buche. Non sono certo un fulmine, ma me la cavo. Un po' di apprensione c'è sempre. Seguiranno altre salite tra cui quella al castello di Tabiano, estremamente veloci da percorrere in sella ad un mezzo così performante. Che belle sensazioni.
Quei copertoncini sottili e lisci filano sull'asfalto, le asperità del manto stradale si avvertono nei dettagli, le buche e i tombini sono come crateri, voragini senza fondo; occorre prestarvi attenzione. Più di trenta km sono volati in un baleno, senza fatica. Come giretto serale, è stato davvero piacevole. In seguito ci siamo seduti a tavola, in una bella trattoria e abbiamo cenato a base di torta fritta (gnocco fritto), affettati misti (io no), e formaggi. Mentre il resto del gruppo partiva all'attacco della grigliata mista, io mi sono mangiato un bel primo a base di spaghetti integrali fatti in casa con pomodorini freschi e ricotta stagionata. Poi i contorni: patate al forno e una insalata mista. Dopo il caffé si è ripresa la strada per casa e alla bell'ora dell' 1:00 mi sono fatto la doccia e poi letto.

Il tour de Fidenz è iniziato, ed è iniziato nel migliore dei modi.
Una bella serata, molto piacevole e per questo ringrazio tanto i Los Lobos ed in particolare Spiedo che ha fatto in modo che potessi pedalare col gruppo sulla bici da corsa.

Un altro fine settimana...

Un altro meraviglioso fine settimana alle spalle, due giorni da favola tra le montagne, con fantastici amici. Quante risate! Che pedalate, che fatica!

Sabato è il compleanno di Dario, che ha in programma una bella giornata con i genitori ai fienili di Rest. Decide comunque di meritarsi il pranzo che verrà, pedalando da Idro fin lassù alla massima velocità. In un attimo è arrivato e gli toccherà attendere l'arrivo dei suoi. Poi l'abbondante pranzo e felici momenti con la famiglia. Bravo Dario, e tanti Auguri!

Noi, salutato Dario a Idro, proseguiamo verso Storo e poi Bezzecca.
Qui io e Wilmer abbiamo l'appuntamento con Mauro, Carlo, GFavier, Gilbomorris e Gigi. In programma il periplo del monte Cadria. Si percorrono mulattiere già note, la strada sale nel bosco, bellissime le fioriture dei maggiociondoli (Laburnum anagyroides). Iniziano i saliscendi e Favier inizia con le sue simpatiche lamentele. La natura è splendida, rigogliosa, le forestali ben tenute. Lungo i sentieri qualche albero è caduto e ostacola il nostro passaggio, "eh ma il sentiero è troppo sentiero"... "e gli alberi sono troppo alberi"...

Mauro spinge per accelerare i tempi e ridurre le pause al minimo, anche se la voglia di sostare in quei bei posti è sempre tanta. Tranne vicino ai laghetti infestati dalle zanzare...
... "eh ma quante zanzare, e le zanzare sono troppo zanzare, e le mosche sono troppo mosche" (Favier continua con le sue lamentele)

In salita Mauro, col sostegno di Carlo, si ingarella con Wilmer per chi va più forte e così i poveri cristi di Gilbomorris, Favier e Perse, devono spaccarsi le gambe per raggiungerli...

Poco prima dello strappo finale di 400 mt di dislivello si transita per una malga con fontanona d'acqua fresca: "eh ma l'acqua è troppo fredda e troppo acqua"... verrebbe voglia di fargli fare una bella doccia.

Ultimo tratto, ma molto breve, bici in spalla e poi inizia la discesa. Il primo pezzo a scivolone su ghiaione in contropendenza è ostico. L'aderenza è 0.
Poi il sentiero diventa più semplice e ci si diverte a consumare i tasselli della spalla destra dei copertoni per via dell'inclinazione. Infine ultimo tratto explo lungo un sentiero veloce con tratti a sorpresa. All'improvviso infatti spuntavano tratti tecnici o bruschi cambi di direzione che a volte ci hanno colti alla sprovvista.

Come sempre tanto divertimento. Giro piuttosto impegnativo che ci ha però entusiasmato per i luoghi incantevoli. Complimenti a Mauro per averlo progettato così bene. "eh, ma è in senso orario... mai più giri in senso orario". E così Favier ha concluso in bellezza la sua giornata da simpatico spaccaballe.

Dopo birra e panino gentilmente offerti da Dario il giovane festeggiato, l'atmosfera improvvisamente cambia: ha inizio la seconda puntata de "Back to Nature" - quando gli uomini selvatici si rincoglioniscono -

Dopo lo spuntino saliamo in macchina con destinazione Bagolino.
Siamo sudati ed accaldati dopo la giornata in bici. Dario ha precedentemente individuato un punto lungo il torrente in cui ci si potrebbe aspergere. Wilmer aggrotta la fronte :il-saggi: ma poi alla fine cede sotto i colpi di due pazzi furiosi come noi.
Ai bordi della pista ciclabile, una scalinata ci porta a livello del torrente. Ci spogliamo e ci lanciamo a capofitto nelle fredde acque. È come quando dalla sauna si passa al bagno nella neve: il corpo viene scosso violentemente, e sbuffiamo come 3 grossi leoni marini nel momento in cui, dopo ore passate al sole, si tuffano nel mar Baltico.
Solo che i leoni marini non emettono urletti gai... :smile:
O forse si.

Fatto sta che freschi di bucato raggiungiamo Bagolino ed incominciamo la ricerca di un prato dove posizionare la tenda. Molte aree sono recintate, facciamo fatica ma alla fine individuiamo un bel posto. Il prato non è demaniale quindi chiediamo il permesso al proprietario, che gentilmente ci dà il via libera.

La tenda è pronta, ora si deve pensare a riempire la pancia. Nella pineta dove [U]avremmo[/U] potuto campeggiare, c'è una festa con tanti ggiovani, col cappellino, la scimmietta, lancian la siga e non se l'aspettan.... pbdticshhhh :smile:
Almeno c'è da mangiare e da bere, e l'occhio cade su qualche scosciatura o scollatura. Che belle figliuole!
La polenta però è difettata con l'aggiunta nell'impasto della salsiccia, per cui per non morire di stenti, invito i miei amici Dario e Wilmer ad accompagnarmi in pizzeria dove abbiamo un altro incontro con un bel paio di tette. ;-)
Il ritorno alla tenda avviene per le strette vie di Bagolino, e con gli occhi stanchi scendiamo ripide scalinate dai gradini irregolari che ci riportano a livello del torrente. Il suono dell'acqua che scorre ci accompagnerà durante la notte, fortunatamente al momento non abbiamo problemi di incontinenza.
Il risveglio è alle ore 7:00. Smontaggio tenda, colazione, spesa nel negozio di alimentari, e trasferimento a Valle Dorizzo dove inizia il nostro giro.
Nel bosco si fa tutto e c'è pure il bidet.
Poi iniziano le rampe. Molto meglio farle in single speed, a piedi. Col 22x34 si fa più fatica. Poi la valle si apre, splendida, lussureggiante, paradisiaca. Si, il paradiso c'è ed è un luogo di verdi prati, torrenti, cascate, terra rossa, fiori di ogni colore... farfalle... mancano solo le fighe nude che corrono nei prati (sarebbe la ciliegina sulla torta).
Io e Wilmer facciamo fatica. Sarà il giro di Mauro di ieri? Siamo stanchi.
Il Dario invece, giovane come l'acqua, non sente i km del giorno precedente e sale senza fiatare, in scioltezza. Non vedo l'ora di fermarmi a mangiare, ho lo zaino colmo di panini, frutta e la lattina di Sanpellegrino. Buonaaa.

Dario ci indica "la panchina" come luogo per il pranzo. E la panchina non arriva mai, e noi abbiamo fameeee! :rosik:
Ormai allo stremo delle forze, arriviamo alla fatidica. Divoriamo tutto e iniziamo la discesa. La digestione ne risentirà alla grande. In cielo grossi nubi grigie ci fanno ombra, noi volevamo il sole! Il panorama è magnifico, sotto di noi i laghetti ed ecco il sentiero che percorreremo. Siamo bravi in sella alle nostre biammortizzate, e ci divertiamo lasciandoci andare in acrobazie niente male. :celopiùg:
Qualche passaggio va ripetuto: complice la stanchezza, il sasso nella posizione sbagliata, la ruota che va dove vuole lei e ci si ritrova col culo per terra. Amen.
La seconda parte è più tortuosa, la mulattiera è anche scivolosa e dobbiamo concederci delle pause per riprendere fiato e far riposare i muscoli doloranti.
Siamo a valle. Si potrebbe proseguire per il Misa, ma io e Wilmer siamo stanchi ed appagati per il giro compiuto. Dario suo malgrado rinuncia. :medita:
Caricate le bici in macchina, è di nuovo il momento per il bagno nel torrente. L'acqua scorre forte, gelida. Non riusciamo a rimanere con i piedi immersi per più di un minuto, è troppo fredda! Si può dire che ci siamo rinfrescati per bene.
Il pomeriggio è ancora lungo: c'è tempo per una Radler, la salita alla chiesa di San Giorgio e il gelato.
Poi scatta "missione Bagoss - alla ricerca del formaggio di malga". Gli alimentari del paese sono chiusi, l'unica speranza è a Ponte Caffaro. Mauro ha visto bene ed effettivamente è il migliore. È aperto, ci fa degustare il "bagoss per l'uomo che sa vivere", dispone di parecchie varietà del formaggio.
Conclusi gli acquisti si ritorna a casa.
In pianura? Che caldo, che afa, che schifo!

Concludendo devo dire che se si potesse vivere sempre così, si starebbe troppo bene. Sarebbe troppo bello. Il ritorno alla natura, anche se è qualcosa che noi facciamo "per ridere", è effettivamente una serie di esperienze che ci arricchisce l'anima. Quando ci priviamo di qualcosa, ad esempio la doccia calda nel bagno di piastrelle blu, e ci laviamo nel torrente, la nostra anima fa gli urletti gai per l'emozione, perché ha provato l'emozione di qualcosa di selvaggio, di vivo.
La serie continuerà, ne sono sicuro, perché ha troppo successo, e spero vivamente che altri BdB decidano di aggregarsi per condividere con noi queste piccole grandi emozioni.

domenica 20 giugno 2010

Salita o Discesa? Salita E Discesa!

Riporto l'intervento di Perse su mtb-forum.it. I BdB fanno Mountain Bike!

Domenica morta. Tempo di riflessioni.

Purtroppo la mountain bike downhill, o comunque quella non pedalata e vandala, fa tendenza. Chi al giorno d'oggi vuol far fatica?
In città ci si muove in macchina perché è comoda: chi se ne frega se inquina; ti siedi su un comodo sedile, giri la chiave, spingi qualche pedale (a caso) e vai dove vuoi (o dove vuole la macchina) a folle velocità (quando non si è in coda). Fai la coda anche a sciare; si va con l'impianto di risalita, che ti porta in alto e poi giù a freccia, che bello neh? Però il fuori pista fa figo, vuol dire che sei ganzo, sei forte (e poi ci scappano le valanghe). E i VERI sci alpinisti poi pagano a caro prezzo per le boiate di pochi stronzi.

Così è nella mountain bike.

Tutta questa pubblicità per il downhill. Tutti questi video. Tutte queste foto...
Le odio! Troppa attenzione per una mountain bike, che NON è mountain bike.
In tutti i video ormai c'è il furgone sponsorizzato, il figo col cappellino storto, la funivia, il sentiero artificiale nel bosco, il biker che salta e fa girare la bici in aria 30 volte con 7 giri della morte prima di riatterrare sul montagnone di terra rossa precedentemente preparato da un caterpillar...
VAFFANCULO!

Io ho preso la funivia 2-3 volte, e me ne vergogno. Mai più!

La montagna va conquistata con i muscoli, ma anche col cuore e con la mente. Va rispettata, ci si deve sottomettere alla montagna.
Non sottometterla.
Basta con gli scempi: al bando i sentieri attrezzati, con trampolini, rampe. Al bando gli impianti di risalita. Rispetto per la natura e rispetto per le persone. L' escursionista a piedi ha sempre la precedenza, quando lo si incrocia, si scende dalla bici e lo si fa passare.

Il downhiller va "rinchiuso" nel bike park. Una ristretta zona dove può sfogare i suoi istinti. Ma che questo non sia il pretesto per fare delle montagne un bike park unico.

Non facciamo di tutta l'erba un fascio.
Io vado in MOUNTAIN BIKE
SALITA e DISCESA


Questa è Mountain Bike!

BdB - Storo - Alpo 443 from Bikers di Brescia on Vimeo.

Questa è merda...

... eppure va di moda.
.. da osservare bene la devastazione della montagna per creare il percorso.
Questa non è mountain bike! No, proprio no!




L'unica cosa importante per questi è FUN!
FUN CULO

martedì 1 giugno 2010

tramonto dal Pizzocolo


"A me con giornate così mi gira subito.E il tramonto stassera dev'essere magnifivo.Stassera vieni sul Pizzocolo?Anche a piedi se puoi ovviamente.Ciao"
Questo è il messaggio su cell di lunedì mattina alle 10,23 da sconosciuto.
Dopo aver scoperto che è il buon Dario rispondo"pota,andiamo".
L'appuntamento è a San Michele alle 18,00 per cui faccio i miei programmi,esco alle 16,00 dal lavoro carico la bici e per le 17,15 sono in sella,così inizio a salire con calma tanto Dario mi raggiunge,alle 16,30 mi chiama a casa e mi dice di aspettarlo che passa a prendermi col furgù:niente pedalata in anticipo,dovrò salire con lui e morire!
Alle 18,30 parcheggiamo a san Michele e iniziamo a salire,siamo in ritardo e prevediamo che il tramonto non si veda.Cerco di spingere al massimo delle mie possibilità,Dario mi fa delle domande ma non ho la forza di ripondere,invito Dario a salire e ad aspettarmi sulla cima,ma "non se ne parla nemmeno" mi rispone.
In un ora siamo nei prati,650 metri di dislivello,azz...,il sole è ancora discretamente alto e il morale si impenna.
Alle 20,30 siamo sulla cima,il sole c'è ancora,missione compiuta.Il panorama è davvero mozzafiato,la luce è incredibile,mi diverto ad osservare la mia ombra lunghissima.
Tira un'aria gelida,quindi ci copriamo per bene,mangiamo un panino e alle 21,00 il sole inizia a tramontare dietro il monte Colombine(credo),scattiamo qualche foto,sistemiamo i caschi con i faretti ed iniziamo a scendere,nei prati si pò fare a meno di accenderli ma nei tratti nel bosco sono necessari,ci fermiamo a fare qualche foto nei tratti migliori,si accendono pian piano tutte le luci del bassogarda ed è uno spettacolo emozionante,ci guardiamo per l'ennesima volta....ma guarda dove siamo,incredibile.....non vorrei che questi attimi finissero mai.
Entriamo nel bosco e facciamo un breve ma divertente sentiero ripido.Decidiamo di fare la stradina e scendiamo velocemente,con la luce dei soli faretti è molto divertente,a forte velocità si fatica a veder gli ostacoli ma per fortuna che il fondo è molto compatto,in breve tempo siamo al percheggio molto contenti della bella esperienza appena vissuta.
Grazie Dario

le foto di Dario

lunedì 24 maggio 2010

2 giugno - pedalando nella bassa bresciana

Pedalando nelle zone di casa mia in brevi uscite serali ho pian piano messo a punto un giro che permette di conoscere la zona della bassa bresciana interno a Verolavecchia. Mi sono detto "perchè non proporre un giro a tutti i BdB?!?" con l'obbiettivo di trascorrere una piacevole giornata in compagnia coinvolgendo parenti e amici che normalmente non ci seguono nelle nostre uscite?!?
Ho scelto la data di Mercoledì 2 giugno, giorno infrasettimanale in cui saremo liberi da impegni lavorativi :-) ritrovo in sella alle ore 9:00 nel parcheggio vicino all'Hosteria da Mario.
L'itinerario non presenterà particolari difficoltà, sarà per un buon 60% su asfalto e il resto su strade di campagna e qualche semplice "single-track". Lunghezza indicativa di 40km .
Per il pranzo ho accolto molto volentieri la proposta di Dario di un picknik nel parco Vincellate a cui arriveremo a pochi km dalla fine del nostro giro, se ognuno di noi porta qualcosa, organizzandoci prima per avere tutto, io farò in modo da farci trovare sul posto la roba che avremo preventivamente lasciato a casa mia, in modo tale da non dovercela portare negli zaini.
Resta poco più di una settimana per organizzare bene il tutto, intanto cominciamo con le adesioni!

25/05: comincio con la descrizione del giro e qualche fotografia, partiremo da Verolavecchia per raggiungere velocelmente la "Moja"



antica vasca di ammollo del lino, da qui proseguiremo verso la chiesetta della Madonnina delle Cave



Seguirà un trasferimento per lo più su asfalto fino al laghetto di Scarpizzolo



attraverseremo gli abitati di Trignano, Cremezzano e San Paolo per dirigerci fino al Castello di Padernello



ritorneremo poi brevemente sui nostri passi per un suggestivo passaggio su "ponti vegetali"



Da Padernello proseguiremo su strade di campagna fino a Borgo San Giacomo e Quinzano per vedere la località "Chiavicone"



Superato il centro di Quinzano ci dirigeremo verso l'antico borgo di Monticelli d'Oglio



il resto arriva presto :-)

mercoledì 19 maggio 2010

Momento lettura.... prendetevi una pausa

Eccomi.... passata l'euforia della prima vera e temuta uscita in mtb
eccomi a tirare le somme di otto mesi di fermo obbligato, dei quali 6 mesi
passati a recuperare tra fisioterapia piscina allenamento in palestra,
mettendocela tutta per ritrovare fiducia con l'incognita e la paura
di ricominciare.......

venuta meno la sorpresa, accidenti a steen che mi ha sgamato, inizia
questa nuova avventura,l'emozione mi blocca il respiro i pensieri
si ammucchiano, controllo il ginocchio il cuore i bikers che mi
circondano, mi sento quasi protetto in una sorta di guscio...

Il gruppo si allunga, dopo la prima sosta mi ritrovo affiancato a dario, proprio l'ultimo con cui avrei voluto confrontarmi alla prima uscita(eh oh sono fatto
così), controllo il rapporto che usa e tengo d'occhio il ragazzo, con
dario vicino acquisto sicurezza e decido di provare il cuore col
risultato di un bel fiatone il cima alla salita (ansima anche dario bene bene)...

Discesa verso ponte franato e poi 1000 metri per guadagnare la cima
del tombea, i compagni si fermano, qualcuno ha bucato, qualcuno si
aspetta, c'è chi filma l'evento.... io proseguo non mi fermo temo si
raffreddino le gambe temo che il freddo mi blocchi il ginocchio temo
che il sogno svanisca....le gambe girano il cuore batte forte ma lo
controllo la testa gira l'altitudine si fa sentire.....il sentiero è
impegnativo ... vorrei le gambe di perse che sale in ss vera forza della
natura, vorrei il cuore di dario che parte si ferma riparte a missile
…..sto salendo verso il cielo...

provo una sosta mi fermo sul tornante.... le gambe si raffreddano e si
induriscono, arrivano quel trattorino di dario e quell'animale di perse
che tira come un dannato un rapporto che ti fa sentire un carro di
fieno attaccato alla bike.... riparto con perse ed in breve siamo a
bocca di cablone e alla meta "cima tombea".

Mangio l'unico panino che mi sono portato, troppo poco, il sole
sparisce ed il pensiero della discesa mi perseguita, bestia
psicologica.. il lungo periodo di fermo , gli automatismi
che si sono persi e la paura di mettere il piede in fallo rendono
tutto oscuro e dubbioso... primo tornante la
bike va dove vuole ma le paure mi abbandonano, i pensieri vanno e
vengono, il panorama e le emozioni legano il tutto e mi aiutano ad
andare avanti.

sentiero dei sassi pelosi estremamente all mountain moooolto aereo tratti a piedi si alternano a sporadiche pedalate... si cambia sentiero scassato e
pietroso i sassi sono cubiformi la mia bike è adatta a questi percorsi..... raggiungo un biker che so andare forte lo seguo e va proprio forte tiro come un matto dimentico legamenti ginocchio tutto......gli sono troppo vicino la sua ruota posteriore sposta un blocco di pietra che si mette trasvarsalmente sotto la mia ruota anteriore perdo aderenza sono in volo... la ruota ritocca
terra si infila in un canale e ... appoggio il piede destro...realizzo che è quello dell’intervento rallento un pelo,ascolto tutto sembra funzionare bene ok testato.....eeeeeevvvvvvaiiiiiii.............istin ti suicidi rientrati mi godo un
tratto nel bosco.... un toboga veramente bello ma bello veramente
bello.

Ringrazio chi mi ha aiutato a rimettermi in sesto, chi ha sopportato i
miei lamenti, chi mi è sempre vicino, la montagna per quel che mi
regala e quel SUPER GRUPPO DI SVITATI CHE SI FA CHIAMARE BDB



WRANGLER66 - Wilmer