sabato 13 novembre 2010

La bici è una medicina

La bici aiuta a scaricare tensioni, è una ottima medicina per il corpo ma soprattutto per la mente.
Il video che segue ha vinto gli awards su Vimeo, è un video drammatico che racconta una storia vera, molto emozionante.

Last Minutes with ODEN from phos pictures on Vimeo.

lunedì 8 novembre 2010

Portland - lavori in corso per le bici

A piedi e in bici appena si può!
Per i brevi tragitti, perché non utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto?
Io lavoro vicino a casa e mi sposto sempre in bicicletta, ma quanti, pur dovendo percorrere pochi chilometri, utilizzano comunque l'automobile? O perché fa troppo freddo, o troppo caldo, o piove, o fa buio troppo presto. Ogni scusa è buona. La volontà comunque, evidentemente, manca. Le città sono sempre più intasate di automezzi, sempre più inquinate, chiassose, frenetiche, e la circolazione è sempre più lenta.
La soluzione? Costruire nuove strade, no? La tangenziale, il cavalcavia, il parcheggio sotterraneo...
Tutte infrastrutture per le auto, perché tutti si muovono in auto.

Là dove la gente usa la bicicletta per muoversi, ecco che le strade diventano ciclabili.
È nato prima l'uovo o la gallina?
È nata prima la bicicletta o la pista ciclabile?


Portland's Bike Boulevards Become Neighborhood Greenways from Streetfilms on Vimeo.

domenica 7 novembre 2010

Recensione POC - Index Flow

Di guanti se ne comprano in continuazione, di solito perché si rompono e diventano inutilizzabili...
Solitamente costano una 30ina di euro, per i modelli non proprio in cartone pressato, che "dovrebbero" assicurare un certo confort e resistenza all'usura. Invece no. Solitamente non solo si rovinano molto velocemente, si strappano, si scuciono, perdono pezzi, ma diventano anche visivamente molto brutti. Sarà il lavaggio a 40 gradi, ma il colore è la prima cosa che se ne va.

Preso da un attacco di acquisto illogico su internet, opto per spendere ben 55 euro per questo paio di guanti su ChainReactionCycles. POC è un brand svedese che però fabbrica tutto, ovviamente, in Cina. Perché quindi far pagare un paio di guanti 55 euro? Per il design? Per i materiali? Mah, non si sa. Vediamo un po' come son fatti...
L'index flow è un guanto da freeride, di costruzione robusta, con degli inserti protettivi e che offre comunque una certa ventilazione. Appena indossati, a fine Agosto, in effetti ho avuto la sensazione che scaldassero un po' di più rispetto a dei Troy Lee Designs, XC glove, guanti leggeri e quindi più arieggiati.
Sempre alla ricerca del particolare colorato, in qualsiasi oggetto d'abbigliamento e no, opto per la versione con dorso bianco/arancio e palmo nero. Il materiale usato per il palmo, una pelle, si rivela molto robusto, rimanendo tutto d'un pezzo anche dopo gli immancabili scivoloni per terra.
All'interno del guanto si trova una sorta di foderina che dovrebbe evitare una sgradevole sensazione di sudaticcio a contatto con la pelle. Sul dorso mignolo e anulare sono protetti da una vistosa pelle color arancione e da un piccolo guscio in plastica rigida sulle nocche; in corrispondenza di pollice, indice e medio invece si trova un tessuto traspirante di color bianco e un'altra protezione morbida. Quindi i materiali più protettivi si posizionano esternamente, là dove teoricamente è più necessario.
Ottime le sensazioni di grip del materiale usato per il palmo. A chi preferisce avere una areazione maggiore, consiglio di optare per il modello index AIR, che non dispone dei gusci protettivi tipici dei guanti da freeride, ma che in estate non scalda eccessivamente.
Testata la effettiva robustezza del prodotto, aspetto positivo considerando lo sport "estremo" che pratichiamo, c'è qualche aspetto che non mi ha del tutto soddisfatto.
Già dopo il primo lavaggio la pelle color arancione ha incominciato ha perdere il colore e ad irrigidirsi; forse un trattamento con qualche sorta di prodotto specifico per cuoio e pelli, renderebbe questa parte più confortevole. C'è da dire che dopo averli indossati, la pelle riprende quasi istantaneamente una forma gradevole. Probabilmente anche il tessuto nero che costituisce il palmo rilascia del colore in quanto la parte in tessuto bianco si sporca velocemente e assume una sgradevole colorazione grigia. Da evitare quindi la versione "da fighetti", optando per la più sobria colorazione nera.
La prova sul campo continuerà in primavera, in quanto i robusti POC sono tutt'ora funzionali, ma i rigori invernali ci obbligano a indossare guanti che proteggono maggiormente dal gelo.

Ecco alcune foto del prodotto:


giovedì 4 novembre 2010

Invidia pura

Ara che robe! Che tecnica! Un po' di video per farsi venire un po' di invidia...




29er-nose from amotion.at on Vimeo.

domenica 24 ottobre 2010

Cima Avez e nuovi sentieri 223 e 225

Sono 20 anni che ogni volta che passavo dall'ultimo tornate prima del rifugio Garda al Tremalzo,mi ripromettevo di andare a vedere dove finiva ste stradina,ora grazie alla tecnologia e a MilzoCartograficus ho visto,che ste stradina arrivava nei pressi di una cima sconosciuta,bene,anzi no,poi si deve tornare dalla stessa strada....che noia,invece su qualche altra cartina sembra ci sia un sentiero puntinato che proprio dalla cima scende verso il basso:bingo,approfondiamo.
Strano in rete su questo sentiero e questa cima non c'è niente,essendo nella zona più frequentata d'Italia è abbastanza preoccupante....mmmmh meglio non incasinarmi in qualche tratto tipo la valle della morte di MuraCasto.
Ma ogni volta che ho sottocchi la mappa del garda bresciano,lo sguardo finisce sempre li.....riapprofondiamo, ed ecco che per culo sulla rete trovo una descrizione del sentiero:
" si rimonta il prato imboccando in alto a destra il sentiero che si addentra nel bosco in direzione nord e
che, salendo con decisione, passa sotto alcune pareti rocciose uscendo infine sui prati intervallati da
boschetti nei pressi di una vasca per l’abbeverata. Da qui, puntando verso nord-ovest, si tocca in
breve malga Prà di Lavino.
Itinerario su sentiero poco marcato, soprattutto per chi scende da Prà di Lavino. Percorribile solo a
piedi
."
Come descrizione non è molto invitante,però il sentiero almeno esiste ancora,ora non resta che aspettare l'occasione giusta e.......presto arriva,il tutor dei Bdb mi chiede:dove andiamo sabato?Sopra i 1900 c'è neve,sotto i 600 fa troppo caldo,il presidente ha voglia di Garda,i crucchi se ne sono andati e i freerider hanno freddo,quindi si và a vedere questa montagna e questo sentiero.
Siamo in sei in una mattina fredda e nuvolosa,io Frog il Lonfo gfavier(età media 49) Giani e Dario(età media 24),saliamo dalla valle di san Michele fino al rifugio Garda,vedere solo le nostre bici fuori dal rifugio è abbastanza insolito,ma la fredda e nuvolosa giornata scoraggerebbe chiunque.Dopo dei mega piattoni di pastasciutta e due scodelle di minestra di verdura ci accingiamo a varcare le colonne d'ercole(il tornante) e ad inoltrarci verso l'ignoto.
Fa un freddo cane c'è un po di neve sulla stradina,usciamo dal bosco e si apre un panorama notevole verso il lago e il Caplone,peccato le nuvole,la stradina che sale in leggere pendenza è molto bella,sembra un pò quella che sale in Tombea,arriviamo in un pianoro e vediamo la cima Avez dall'altra parte coperta dalla nebbia,anche se siamo solo 100metri sotto la vetta e c'è un'invitante mulattiera che sale,decidiamo di rinunciare e ci prepariamo per la discesa,non essendoci sentieri e segni seguiamo alla lettera il gps, dopo un breve tratto freeyazz ci troviamo su un evidente sentiero che con qualche tornante al limite della pedalabilità ci porta in poco tempo alla malga Spiazzo,ritornati sulla stradina arriviamo a malga Lorina e scendiamo ad imboccare il sentiero delle tracce e dopo una breve risalita il sentiero 225.
Questo sentiero l'avevamo già fatto 2 anni fa,quindi lo conosciamo,non ci sono segnavia e non è facile da individuare,serve la traccia gps.Il fondo è abbastanza sporco,stretto e molto ripido,ma le peripezie per rimanere in sella mi divertono non poco,dopo qualche tornante,la traccia diventa più marcata e più facile,qualche passaggio esalta le doti di vertdario,qualche divertente siparietto(mitico Frog) interrompe la discesa e ci fa riprendere fiato.arriviamo a malga Negrini e su sterrata ritorniamo nel fondovalle e al parcheggio con il nostro Dario alle prese con l'ennesimo cambio rotto.

Conclusioni:probabilmente sulla cima Avez ci si arriva pedalando,mancava poco ma la nebbia sulla cima ci ha scoraggiato,comunque il tratto dal passo Dil è molto panoramico,dalla malga Prà di Lavino nei primi 200 metri lineari,c'erano due sentieri sulla mappa igm, noi siamo stati più alti,ma dall'abbeveratoio delle mucche è meglio scendere tenendo la dx(sentiero con segnavia cai non visti da noi).Comunque il sentiero 223 è percorribile in sella,un pò sporco,ma interessante.Nel complesso a chi piacciono i sentieri impegnativi ottima discesa dalla cima Avez 1900slm a malga Negrini750slm con altri 130 metri a favore per 2 brevi risalitine.

lunedì 11 ottobre 2010

Si, è VERO...

LE MOUNTAIN BIKES ROVINANO I SENTIERI!
Pubblico sul blog questo video terribile, che testimonia come, per creare il tracciato della gara MTB, Bike Extreme, l'organizzazione dell'evento sia intervenuta in maniera massiccia sull'ambiente, modificando quello che era un bel sentiero single track in una stradina...
Certi scempi non dovrebbero essere permessi. Di fronte a questi fatti, tutti i Bikers di Brescia e non solo dovrebbero unirsi e andare a protestare in massa contro l'organizzazione della gara che si terrà sabato 16 e domenica 17 Ottobre. Decidiamo il da farsi in questi giorni. Ragazzi, parliamone!



Con Gigi(Ricki) sull'appennino Modenese

Autunno (foto Dario88)
Splendida giornata in provincia di Modena ieri con 4BdB 2simpaticiBdC e 1BdM.
Modena la conoscevo solo perchè avevo visto un concerto dei PinkFloyd negli anni 80,per il Lambrusco e per l'aceto balsamico,in tema MtB cazzeggiando sulle mappe avevo notato un cima piuttosto alta(m.Cimone) ma dalle prime ricerche sul web la parola freeride,risalite meccanizzate,piste di discesa mi avevano spinto a lasciar perdere ed a guardare verso altri lidi.
Questa primavera cercando un giro in Romagna ho conosciuto via web Gigi,e gli ho promesso che entro la fine dell'anno sarei andato a trovarlo di persona,quindi in una bella giornata autunnale con GFavier,Dario88 e Seby13 eccoci a pedalare in posti a noi sconosciuti.
Che dire,giro splendido in posti assai belli,salite mai troppo ripide in boschi fantastici dai colori autunnali perfetti,sentieri bellissimi mai difficili in quota e in discesa,ottimi panorami sui monti toscoemiliani,crinali degradanti verso la pianura che nascondono intriganti sentieri.Insomma un bell'ambiente da perlustrare in bici e a piedi.
Il giro non lo stò a descrivere tanto lo conosciete meglio di me,ad un certo punto del giro programmato Gigi ci ha consigliato il lago Scaffaiolo con relativa lunghissima discesa verso Fanano,alla fine circa 47km per un 2millino di dislivello coperti senza particolare affanno da tutta la combriccola......bè,insomma,stanchi alla fine,ma appagati.
Sono molto contento di aver stretto la mano a Gigi una persona bella dentro e ottimo biker.Io solitamente sono di poche parole,mi piace ascoltare e ieri per il tratto in quota succhiandogli le ruote ero talmente attratto dai suoi racconti che non sentivo nemmeno la fatica.
La sera ci siamo fermati a gustare la cucina modenese e per la prima volta ho assaggiato le specialità tipiche della zona,peccato per il bicchiere di vino rimasto nella brocca,ma dovevo guidare.
Un grazie a tutti per la solita bella giornata nella natura....Corno alle Scale,Tauffi ecc ecc.....ci ritorneremo.

la foto di Dario

mercoledì 6 ottobre 2010

Rifugio Torsoleto

GFavier con la bici nuova

Ottimo giro anche oggi in posti che non avevo mai visitato,la salita è dura ma molto bella,è una mulattiera militare con pendenze abbordabili,il tratto in alto è un pò rovinato,in condizioni ottimali se ne pedala il 90%,purtroppo la nebbia e la neve l'han fatta da padrone,oltre i 2100 troppa neve sul sentiero,così ci siamo dovuti accontentare di arrivare al rifugio(meno male ero quasi morto di fatica)quelle poche volte che si è aperto un attimino, l'ambiente era spettacolare,quindi il prossimo anno è facile che ci si ritorni.
Bella anche la discesa,difficile fino alle malghe basse,poi traverso nel bosco con tratti a spinta ma carino e discesa nei prati sopra Paisco con picchiata finale su sterrata cementata.



Curiosando sui monti tra la val Paisco e la val d'Aprica, una volta raggiunto il passo Torsoleto si aprono diverse soluzioni molto molto interessanti

A) seguire a dx tutto il percorso della maratona del cielo(vedi sopra),fino al pz tri
B)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo di Cadino e poi a sx n°134 fino a malga Torsolazzo e val Brandet
C)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo Salina e a sx N°143 fino a malga Bondone e val Brandet
D) scendere in val Brandet n°129 passando per il lago di Piccolo
E)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio
F)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio fino a malga Culvegla poi a sx in salita fino a intersecare il sent 4 luglio,zappello dell'asino e SAntonio
G) sx al passo del Sellero e scendere n°164 fino a malga Sellero e rientrare in val Paisco

naturalmente sono soluzioni che prevedono un pernotto al rifugio o al bivacco

Mappa:
http://foto.mtb-forum.it/showphoto.php/photo/72710

FOTO

VIDEO

domenica 3 ottobre 2010

Five Ten Impact 2 Low



su consiglio di Perse, ho preso anche io le famosissime Five Ten (Impact Low), dopo sei mesi di utilizzo di Shimano MP90 (discrete).
Sono 2 mesi che le uso, e sono ancora in ottimo stato. Mi sento di consigliarle per un utilizzo "Bikers di Brescia", robuste, fantastiche sul pedale, molto buone per camminare, buone sotto la pioggia.
Ieri prima uscita sulla neve (Torsoleto). Qui si comincia a metterle in difficoltà, ovviamente, ma si sono comportate egregiamente. buona tenuta e l'acqua entrata solamente dal collo del piede. Anche Carlo1 le ha provate soddisfatto.

Forse con l'inverno utilizzerò ancora gli scarponi in qualche uscita, ma di sicuro ho trovato la scarpa per il cicloaplinismo.


Five Ten are "Perfect" to

Mountain Bike (every week-end)
Climb (Lazfons)
Trek (Val di Fumo)
Walk on Snow (Torsoleto)
Dismount 20mm Thru Axle with a Kick (every week-end)
Eat a €3,50 ice cream in Fornaci (often)

lista in aggiornamento

mercoledì 29 settembre 2010

Il video di domenica..

... by Lorenzo. Tante belle riprese che ci raccontano la dura giornata in MTB.
Si riescono a capire benissimo le difficoltà del giro, in salita e in discesa. Dario ad un certo punto a piedi con la ruota libera in frantumi, la pioggia ghiacciata sul Muffetto, l'erba scivolosa, i sentieri ostici ci hanno impegnato seriamente...
Bravo Lorenzo per le riprese!


sabato 25 settembre 2010

SSIT10


SSIT10 from 29pollici on Vimeo.


Non si può mancare al SSIT ed ogni anno vi partecipo con entusiasmo. Ecco il video filmato dallo staff di 29pollici. Le bici single speed sembrano bici Senza apparente Senso, ma regalano a tutti noi forti emozioni.
In qualche ripresa compaio pure io. Spettacolare l'incitamento di Gianni Biffi al mio passaggio in cima alla collinetta... arriverò incredibilmente terzo. L'allenamento con i BdB dà i suoi buoni frutti... ;-)

Barrette energetiche...

Qualcuno più preciso e attento del sottoscritto a certi aspetti del nostro sport, e più interessato all'argomento nutrizione, è abituato ad analizzare per bene gli ingredienti, i valori energetici, le proteine, i grassi... etc
Io invece non sono in grado di capire gli elenchi dei contenuti presenti sull'imballo, e molte volte vado a gusto, a consistenza. Quando ho addentato per la prima volta questa barretta MULE BAR, ho provato una piacevole sensazione. Innanzi tutto si tratta di una "barrotta", di ben 65g al gusto cioccolato che oltre ad essere gustosa, dà proprio l'idea di ricaricare. Infatti fornisce 233 Kcal! Che bomba! Insomma, gusto ed energia a volontà! Si trovano in rete in confezioni da 40 barrette; il costo non è contenuto, ma pienamente giustificato dalla qualità del prodotto.
Quando non si ha la possibilità di fermarsi presso qualche trattoria, ci si può ricaricare con queste MULE BAR!


sabato 18 settembre 2010

Sulle Orobie

Domenica i Bikers di Brescia gireranno sulle Orobie



Andremo al rifugio Cazzaniga e da qui al passo Baciamorti. Giro che proviene dalle inesauribili proposte di Orma (che non sarà presente), di sicuro sarà un bel girone.

mercoledì 15 settembre 2010

Ed il video è qui!

Il video del magnifico fine settimana sulle Alpi Sarentine. Un bel ricordo di questa ennesima avventura in compagnia di Mauro, Claudio e Dario...

La mountain bike per come la intendiamo noi... coca leh!


martedì 14 settembre 2010

Rifugio Croce di Lazfons

Ecco il racconto di Perse condito da qualche splendida foto di Dario.

....Ciao a tutti i BdB e forumendoli che ci seguono!
Sono di nuovo attaccato al computer dopo un ennesimo fine settimana trascorso in montagna. Quest'ultimo è stato un week end decisamente splendido.

Venendo alla due giorni a Lazfons: che bello vivere così!
Quando ero bambino, e frequentavo l'ambiente della montagna esclusivamente durante le vacanze estive, guardavo con interesse tutti quegli escursionisti, carichi all'inverosimile, che vivevano intensamente la montagna, in alta quota, camminando per ore, dormendo nei rifugi e nei bivacchi, portando con sé sacchi a pelo, tende, e attrezzatura varia.
Io giovane "escursionista della domenica" mi fermavo al rifugio molto di rado con la famiglia, mangiando esclusivamente al sacco. Figuriamoci se mi fermavo a dormire..
L'escursione iniziava la mattina e terminava la sera...

Ieri ho pensato alla fortuna che hanno certi bambini, ragazzi, di poter vivere certe belle esperienze con la famiglia fin dalla tenera età. Che vita meravigliosa li aspetta, penso, però certe cose magari a 12 anni non si apprezzano come a 30?
Anch'io sono stato fortunato, e ho iniziato una nuova vita, avvicinandomi alla montagna come mai avevo fatto. Occorrerà una predisposizione per apprezzare certe cose? Oppure tutte le persone hanno le carte in regola per commuoversi di fronte a certi scenari? Non so.
Di sicuro i miei compagni BdB sono tutte brave persone alle quali un brivido lungo la schiena di sicuro scorre davanti alla grandiosità che ci rende così puntiformi e microbici. Qualcosa si scuote dentro di noi. Dobbiamo ringraziare Dio per questo?
E così si ergono magnifiche Chiese, come la piccola cappella alla Croce di Lazfons, luogo del nostro ritiro "spirituale".

Qualcuno va in pellegrinaggio a piedi, qualcun altro in bici...
Qualcun altro va in single speed.
Il succo non cambia, o forse si? Forse quello in bici ha meno diritti di quello a piedi? O di quello in macchina?

Mauro, Dario, Frog, Perse.
Quattro BdB in viaggio sui monti tra la val Sarentino e la val d'Isarco,che hanno un'ottima visuale sul gruppo montuoso più famoso delle Alpi:le dolomiti.
Il primo giorno è stato molto "xc", ed abbiamo tutti apprezzato le belle sterrate che salivano mai troppo ripide tra le ampie distese erbose macchiate qua e là dai mughi.

Forse troppi fuoristrada, ma i malgari si spostano così.

Episodio divertente durante la salita. Un gruppo di ragazzi austriaci o tedeschi (non conoscevano una parola di italiano e neppure di inglese), vestiti con abiti caratteristici del luogo, e già parecchio su di giri per via dell'alcol, al nostro passaggio tirano su il pollice per chiederci un passaggio. Dario è il solito timido e non reagisce. Io scendo di sella e cedo la mia Surly rapportata 32x20 al ragazzotto con la paina in bocca, e lo invito a procedere con un "If you want, go!"
Il tipo non ci pensa più di tanto e tra l'ilarità generale, si avvia all'inseguimento di Dario. Parte a razzo e supera Dario, ma poco dopo tossendo ed ansimando, crolla piegato in due rischiando il collasso. Volevo proprio vederlo con la single speed.

Chissà cosa avrà pensato il poveretto. Bella scenetta comunque che ci ha divertito non poco.

Frog ha mantenuto sempre una andatura atta al mantenimento delle forze in previsione del secondo e più impegnativo giorno, e in questo modo anche noi abbiamo potuto godere al meglio della magnifica giornata.
Si perché finalmente le previsioni meteo che davano sole per il fine settimana, hanno previsto bene e così è stato: sole splendido, aria fresca e frizzante, cielo azzurro, vista che spaziava per chilometri e chilometri...

Alla Stöff Hütte sosta pranzo, spuntino.
Io e Frog optiamo per un bel piatto di Kaiserschmarrn, ed il mio pensiero è andato immediatamente al buon Seby, goloso di tutto, ma soprattutto di questa specialità.
Dario in modalità risparmio ON opta per una fetta di strüdel, mentre Mauro si lancia sugli gnocchi con formaggio fuso... roba leggera, quindi.
Al nostro tavolo arriva tutto, nessuna traccia invece degli gnocchi. Mauro domanda cortesemente e gli rispondono che il piatto è in fase di preparazione...
La preparazione risulta alquanto lunga per cui M degli Orma rinnova la domanda alla cameriera. All'interno della cucina si sente "gnocchi! gnocchi" e poco dopo esce un altro inserviente che, scusandosi, avvisa Mauro che il biglietto con la sua ordinazione è stato gettato nelle fiamme, e che per avere degli gnocchi i tempi di attesa sono epocali...
Mauro ripiega quindi su una fetta di torta al grano saraceno che gli viene recapitata istantaneamente.

Lo spuntino mi ha appesantito alquanto, e tra un rutto e un peto riprendo a salire. Anche Frog deve ammettere di aver ricevuto un bel colpo dal piatto di Kaiserschmarrn; i nostri stomaci sono al lavoro ma anche le nostre gambe sono impegnate non poco. Manca poco e questo ci rinfranca. La salita si fa più tecnica e sassosa e da ampia sterrata diviene sentiero. Ecco là il nostro rifugio.

Il luogo è incantevole. Poco dopo, raggiungiamo la nostra meta odierna e abbiamo la possibilità di rinfrescarci, cambiarci e rilassarci un po' ammirando lo splendore che ci circonda.

Mauro e Dario si rivelano dei grandi esperti di montagna e riconoscono tutti i monti davanti a noi. Soprattutto Mauro. Che bravi. Io a malapena azzecco i nomi del Sasso Piatto e Sasso Lungo. Che scarso.

Si cena alle 18. Che spettacolo, quasi come faceva la mia cara nonnina.
I piatti sono semplici ma ottimi. Siamo sazi: sarà per l'orario oppure per la quantità di cibo? La temperatura esterna è calata bruscamente. Rimaniamo all'esterno giusto il tempo per ammirare il tramonto colorare le montagne e poi ci rifugiamo al caldo, seduti a sfogliare libri di montagna e a chiacchierare.

È presto, ma abbiamo comunque voglia di coricarci e riposare. I giochi in scatola sono in tedesco e sembrano divertire i nostri vicini di tavolo. Poco dopo raggiungiamo i letti e con piacere ci distendiamo. Dario teme i grassi rumori notturni di tre grossi escursionisti tedeschi, sottovalutando le doti del buon vecchio Mauro.

A dire il vero sarà proprio Dario ad iniziare il concertino: un soffio sbuffante indice che il giovane "biker alpinist" l'è strac!
Il sonno ci ha presi velocemente tra le sue braccia e nei pochi momenti della notte in cui mi svegliavo, sentivo una sola voce echeggiare nella camerata. Un timbro inconfondibile.

Quando la luce ha iniziato a filtrare dalla finestra la durata dei nostri sonni ha incominciato ad accorciarsi. Poi fumi di cipolla dorata soffritta nell'olio hanno pervaso l'ambiente e alle 7 eravamo già a tavola per la colazione, mentre in cucina tutti erano indaffarati con le pentole nei preparativi per il pranzo.

Dario scatta qualche foto dell'alba.

Come da pronostico, dopo la giornata XC, era la volta del giro AM.
Subito scalata con cordino metallico e bici in spalla.

La fatica, non pienamente compresa dagli escursionisti a piedi, è stata ripagata da un magnifico panorama in cima

e da una discesa frizzantina, vert che ci ha impegnati e divertiti.

In seguito, dopo il riscaldamento, abbiamo seguito un bel sentiero in costa, con tratti ciclabili, ma anche parecchi tratti a piedi, che ci ha portato ad una selletta, prossima meta di un futuro giro by Dario Gnali.

Le innumerevoli rocce lungo il sentiero, disposte in maniera irregolare ci impedivano il più delle volte di rimanere in sella, ma per noi questo non era un problema in quanto attorno a noi avevamo un posto paradisiaco e la giornata è sempre stata soleggiata e fresca.

La meta della giornata era la cima del Königsanger (giusto?) e poi il Rifugio Rodella.
Si, un altro rifugio che non vedevamo l'ora di raggiungere per sfamarci. Dopo aver portato la bici a spalla per qualche centinaio di metri di dislivello, e non poca fatica, una bella pausa ristoratrice era quello che meritavamo.
Anche Dario in modalità risparmio OFF decide di sfamarsi per bene e fa la cosa giusta! Il Rifugio offre tante prelibatezze e dopo un buon primo in brodo, ci gustiamo una bella porzione di uova, formaggio, speck e patate al forno. Meraviglia! Mauro invece, dimenticati gli gnocchi, si lancia su un tagliere di affettati e specialità tipiche. Il dolce non può mancare e la grappa finale ci viene offerta dal gentilissimo gestore.

Subito dopo abbiamo iniziato una discesa mozzafiato, sempre percorsa con molta attenzione e rispetto per i pedoni. Mai troppo tecnica, molto divertente.

A tratti fluida, a tratti sassosa. Qualche brivido in più l'ho provato io in sella alla rigida nel superare qualche gradone..
Frog è rimasto così entusiasta della discesa che al termine del sentiero ha insistito perché andassimo in centro a Chiusa passando per una antica scalinata. Uno show di gradini irregolari nella roccia. Grande Frog!

Che favola dunque! Che grande avventura. Quando la mountain bike si evolve (sta a voi decidere se in meglio o in peggio) sconfinando nell'alpinismo. La mountain bike sui sentieri delle Alpi, per arrivare là dove mai nessuno ha osato prima. Tieh! Coca lé!

e qui tutte le altre foto di Dario

NB Per fare un giro ad anello sul Kassian spitze, siamo saliti bici in spalla lungo un sentiero molto ripido ed esposto con funi metalliche,che sconsiglio ai più.Inoltre probabilmente si può raggiungere il Königsanger per un sentiero più basso e forse più pedalabile.

giovedì 9 settembre 2010

Croce di Lazfons - Rodella

Mauro - orMa aveva in mente questo giro da tempo, e finalmente andremo a farlo questo fine settimana pernottando presso il Rifugio Croce di Lazfons. Dolomiti quindi, e su queste montagne ci aspettano emozioni a non finire...
Sono proprio entusiasta dell'iniziativa.

L'escursione prevede 2000mt di dislivello il primo giorno, ma a detta di Mauro, si tratta di percorsi tecnicamente non impegnativi...
Si tribolerà magari di più il secondo giorno, quando dovremo portare la bici a spalla per qualche tratto. Chi verrà, vedrà!

La cartina preparata da Mauro:

Il sito del Rifugio Lazfons dove abbiamo prenotato.

Qui sotto una foto di Mauro che qualche settimana fa ha esplorato la zona con la famiglia.

martedì 7 settembre 2010

Il video al Lago Casinei

Splendide zone quelle della Val Daone e dintorni. Eravamo già stati al lago Casinei, affrontando la salita con la bici in spalla per via del sentiero decisamente impedalabile. Questa volta il giro è stato percorso al contrario, e in questo modo siamo riusciti a pedalare tutta la salita. Bellissima la prima parte della discesa. Poi qualche tratto a piedi, ma nel complesso il giro è ottimo. Giornata nuvolosa con qualche sprazzo di sole. L'autunno è alle porte? Poco importa, i BdB proseguono con i loro splendidi giri...

domenica 5 settembre 2010

Lago Casinei:il ritorno

foto Perse

Bel posto,lago splendido,ci eravamo saliti 2 anni orsono io Milzo,Perse e gli orma,forse nell'ultimo giro insieme,saliti ma dalla parte sbagliata,spallammo quasi 2 ore,stavolta invece siamo saliti dalla parte pedalabile.
Siamo in undici alla partenza,rimproverato per la tarda ora,quando pensavo di fare un piacere a quelli che venivano da più lontano.
Qualche faccia nuova Jag e Claudio e qualche ritorno LucaVT più i soliti noti,Dario-Perse-Seby-Favier-Giani-Carlo1-Wilmer.
Partiamo in ritardo e subito Seby in discesa fa un cappotto pauroso sull'asfalto dovuto al bloccaggio del freno anteriore,fortunatamente il tutto si risolve con qualche fastidiosa botta,ma con il dolore che lo accompagnerà per tutta la giornata.
Decido per la salita più soft passando per Boniprati,località famosa tra i cercatori di Porcini,tanto asfalto ma senza auto,chiacchierando si arriva a malga Table dove inizia lo sterrato,la giornata nuvolosa non ci permette di gustare gli ottimi panorami sull'alta valsabbia o val giudicarie per i Trentini.
Sterriamo con qualche su e giù mai ripidi fino all'ultima malga(Clef),qui inizia un tratturo militare piuttosto ripido che ci porta in poco tempo alla sella di Bondolo(o Bedollo) immersi nella nebbia,ora inizia il sentiero militare che con abbordabili pendenze ci porta fino al passo di Remà punto più alto del nostro giro 2280slm,la nebbia si dirada un pochino e ci permette di intravedere qualche scorcio della magnifica Valle Aperta che culmina proprio sotto il monte Bruffione,pensavo di spallare per 20/30 minuti invece l'ottimo fondo mi permette di salire sempre in sella.
Pranzo al sacco e foto di rito e poi giù per il ripidissimo sentiero verso il lago 200metri più in basso,oltre alla bellezza del lago mi colpisce il silenzio che regna come se tutto d'un tratto il mondo si fosse fermato.Purtroppo il tratto seguente della discesa ci obbliga a diversi su e giù dalla bici,ma non m'importa più di tanto,giungiamo alla sella di Nova e ci catapultiamo giù fino all'omonima malga,sterrata fino alla località Manon e su vecchia ciottolata arriviamo a Limes punto finale della discesa.
Arrivati sull'alfalto un'altra rovinosa caduta,questa volta a farne le spese è Jag alla prima uscita con noi, che si procura diverse escoriazioni facciali,per fortuna è un tipo di tempra molto dura e si rimette in sesto giusto in tempo per offrirci una birrozza in paese.

giro di 42 km per 1750 disliv,salita molto bella dallo sterrato in poi,discesa divertente nel primo tratto,scassa balle nel tratto centrale(ma come diceva Jag"ha un suo perchè") e veloce nel tratto finale fino alla malga,nel complesso diciamo discreta.

compagnia come sempre gioiosa e peccato per le brutte cadute.....ma fanno parte del gioco.


grazie a tutti e alla prossima