Ara che robe! Che tecnica! Un po' di video per farsi venire un po' di invidia...
29er-nose from amotion.at on Vimeo.
giovedì 4 novembre 2010
domenica 24 ottobre 2010
Cima Avez e nuovi sentieri 223 e 225
Sono 20 anni che ogni volta che passavo dall'ultimo tornate prima del rifugio Garda al Tremalzo,mi ripromettevo di andare a vedere dove finiva ste stradina,ora grazie alla tecnologia e a MilzoCartograficus ho visto,che ste stradina arrivava nei pressi di una cima sconosciuta,bene,anzi no,poi si deve tornare dalla stessa strada....che noia,invece su qualche altra cartina sembra ci sia un sentiero puntinato che proprio dalla cima scende verso il basso:bingo,approfondiamo.
Strano in rete su questo sentiero e questa cima non c'è niente,essendo nella zona più frequentata d'Italia è abbastanza preoccupante....mmmmh meglio non incasinarmi in qualche tratto tipo la valle della morte di MuraCasto.
Ma ogni volta che ho sottocchi la mappa del garda bresciano,lo sguardo finisce sempre li.....riapprofondiamo, ed ecco che per culo sulla rete trovo una descrizione del sentiero:
" si rimonta il prato imboccando in alto a destra il sentiero che si addentra nel bosco in direzione nord e
che, salendo con decisione, passa sotto alcune pareti rocciose uscendo infine sui prati intervallati da
boschetti nei pressi di una vasca per l’abbeverata. Da qui, puntando verso nord-ovest, si tocca in
breve malga Prà di Lavino.
Itinerario su sentiero poco marcato, soprattutto per chi scende da Prà di Lavino. Percorribile solo a
piedi."
Come descrizione non è molto invitante,però il sentiero almeno esiste ancora,ora non resta che aspettare l'occasione giusta e.......presto arriva,il tutor dei Bdb mi chiede:dove andiamo sabato?Sopra i 1900 c'è neve,sotto i 600 fa troppo caldo,il presidente ha voglia di Garda,i crucchi se ne sono andati e i freerider hanno freddo,quindi si và a vedere questa montagna e questo sentiero.
Siamo in sei in una mattina fredda e nuvolosa,io Frog il Lonfo gfavier(età media 49) Giani e Dario(età media 24),saliamo dalla valle di san Michele fino al rifugio Garda,vedere solo le nostre bici fuori dal rifugio è abbastanza insolito,ma la fredda e nuvolosa giornata scoraggerebbe chiunque.Dopo dei mega piattoni di pastasciutta e due scodelle di minestra di verdura ci accingiamo a varcare le colonne d'ercole(il tornante) e ad inoltrarci verso l'ignoto.
Fa un freddo cane c'è un po di neve sulla stradina,usciamo dal bosco e si apre un panorama notevole verso il lago e il Caplone,peccato le nuvole,la stradina che sale in leggere pendenza è molto bella,sembra un pò quella che sale in Tombea,arriviamo in un pianoro e vediamo la cima Avez dall'altra parte coperta dalla nebbia,anche se siamo solo 100metri sotto la vetta e c'è un'invitante mulattiera che sale,decidiamo di rinunciare e ci prepariamo per la discesa,non essendoci sentieri e segni seguiamo alla lettera il gps, dopo un breve tratto freeyazz ci troviamo su un evidente sentiero che con qualche tornante al limite della pedalabilità ci porta in poco tempo alla malga Spiazzo,ritornati sulla stradina arriviamo a malga Lorina e scendiamo ad imboccare il sentiero delle tracce e dopo una breve risalita il sentiero 225.
Questo sentiero l'avevamo già fatto 2 anni fa,quindi lo conosciamo,non ci sono segnavia e non è facile da individuare,serve la traccia gps.Il fondo è abbastanza sporco,stretto e molto ripido,ma le peripezie per rimanere in sella mi divertono non poco,dopo qualche tornante,la traccia diventa più marcata e più facile,qualche passaggio esalta le doti di vertdario,qualche divertente siparietto(mitico Frog) interrompe la discesa e ci fa riprendere fiato.arriviamo a malga Negrini e su sterrata ritorniamo nel fondovalle e al parcheggio con il nostro Dario alle prese con l'ennesimo cambio rotto.
Conclusioni:probabilmente sulla cima Avez ci si arriva pedalando,mancava poco ma la nebbia sulla cima ci ha scoraggiato,comunque il tratto dal passo Dil è molto panoramico,dalla malga Prà di Lavino nei primi 200 metri lineari,c'erano due sentieri sulla mappa igm, noi siamo stati più alti,ma dall'abbeveratoio delle mucche è meglio scendere tenendo la dx(sentiero con segnavia cai non visti da noi).Comunque il sentiero 223 è percorribile in sella,un pò sporco,ma interessante.Nel complesso a chi piacciono i sentieri impegnativi ottima discesa dalla cima Avez 1900slm a malga Negrini750slm con altri 130 metri a favore per 2 brevi risalitine.
Strano in rete su questo sentiero e questa cima non c'è niente,essendo nella zona più frequentata d'Italia è abbastanza preoccupante....mmmmh meglio non incasinarmi in qualche tratto tipo la valle della morte di MuraCasto.
Ma ogni volta che ho sottocchi la mappa del garda bresciano,lo sguardo finisce sempre li.....riapprofondiamo, ed ecco che per culo sulla rete trovo una descrizione del sentiero:
" si rimonta il prato imboccando in alto a destra il sentiero che si addentra nel bosco in direzione nord e
che, salendo con decisione, passa sotto alcune pareti rocciose uscendo infine sui prati intervallati da
boschetti nei pressi di una vasca per l’abbeverata. Da qui, puntando verso nord-ovest, si tocca in
breve malga Prà di Lavino.
Itinerario su sentiero poco marcato, soprattutto per chi scende da Prà di Lavino. Percorribile solo a
piedi."
Come descrizione non è molto invitante,però il sentiero almeno esiste ancora,ora non resta che aspettare l'occasione giusta e.......presto arriva,il tutor dei Bdb mi chiede:dove andiamo sabato?Sopra i 1900 c'è neve,sotto i 600 fa troppo caldo,il presidente ha voglia di Garda,i crucchi se ne sono andati e i freerider hanno freddo,quindi si và a vedere questa montagna e questo sentiero.
Siamo in sei in una mattina fredda e nuvolosa,io Frog il Lonfo gfavier(età media 49) Giani e Dario(età media 24),saliamo dalla valle di san Michele fino al rifugio Garda,vedere solo le nostre bici fuori dal rifugio è abbastanza insolito,ma la fredda e nuvolosa giornata scoraggerebbe chiunque.Dopo dei mega piattoni di pastasciutta e due scodelle di minestra di verdura ci accingiamo a varcare le colonne d'ercole(il tornante) e ad inoltrarci verso l'ignoto.
Fa un freddo cane c'è un po di neve sulla stradina,usciamo dal bosco e si apre un panorama notevole verso il lago e il Caplone,peccato le nuvole,la stradina che sale in leggere pendenza è molto bella,sembra un pò quella che sale in Tombea,arriviamo in un pianoro e vediamo la cima Avez dall'altra parte coperta dalla nebbia,anche se siamo solo 100metri sotto la vetta e c'è un'invitante mulattiera che sale,decidiamo di rinunciare e ci prepariamo per la discesa,non essendoci sentieri e segni seguiamo alla lettera il gps, dopo un breve tratto freeyazz ci troviamo su un evidente sentiero che con qualche tornante al limite della pedalabilità ci porta in poco tempo alla malga Spiazzo,ritornati sulla stradina arriviamo a malga Lorina e scendiamo ad imboccare il sentiero delle tracce e dopo una breve risalita il sentiero 225.
Questo sentiero l'avevamo già fatto 2 anni fa,quindi lo conosciamo,non ci sono segnavia e non è facile da individuare,serve la traccia gps.Il fondo è abbastanza sporco,stretto e molto ripido,ma le peripezie per rimanere in sella mi divertono non poco,dopo qualche tornante,la traccia diventa più marcata e più facile,qualche passaggio esalta le doti di vertdario,qualche divertente siparietto(mitico Frog) interrompe la discesa e ci fa riprendere fiato.arriviamo a malga Negrini e su sterrata ritorniamo nel fondovalle e al parcheggio con il nostro Dario alle prese con l'ennesimo cambio rotto.
Conclusioni:probabilmente sulla cima Avez ci si arriva pedalando,mancava poco ma la nebbia sulla cima ci ha scoraggiato,comunque il tratto dal passo Dil è molto panoramico,dalla malga Prà di Lavino nei primi 200 metri lineari,c'erano due sentieri sulla mappa igm, noi siamo stati più alti,ma dall'abbeveratoio delle mucche è meglio scendere tenendo la dx(sentiero con segnavia cai non visti da noi).Comunque il sentiero 223 è percorribile in sella,un pò sporco,ma interessante.Nel complesso a chi piacciono i sentieri impegnativi ottima discesa dalla cima Avez 1900slm a malga Negrini750slm con altri 130 metri a favore per 2 brevi risalitine.
lunedì 11 ottobre 2010
Si, è VERO...
LE MOUNTAIN BIKES ROVINANO I SENTIERI!
Pubblico sul blog questo video terribile, che testimonia come, per creare il tracciato della gara MTB, Bike Extreme, l'organizzazione dell'evento sia intervenuta in maniera massiccia sull'ambiente, modificando quello che era un bel sentiero single track in una stradina...
Certi scempi non dovrebbero essere permessi. Di fronte a questi fatti, tutti i Bikers di Brescia e non solo dovrebbero unirsi e andare a protestare in massa contro l'organizzazione della gara che si terrà sabato 16 e domenica 17 Ottobre. Decidiamo il da farsi in questi giorni. Ragazzi, parliamone!
Pubblico sul blog questo video terribile, che testimonia come, per creare il tracciato della gara MTB, Bike Extreme, l'organizzazione dell'evento sia intervenuta in maniera massiccia sull'ambiente, modificando quello che era un bel sentiero single track in una stradina...
Certi scempi non dovrebbero essere permessi. Di fronte a questi fatti, tutti i Bikers di Brescia e non solo dovrebbero unirsi e andare a protestare in massa contro l'organizzazione della gara che si terrà sabato 16 e domenica 17 Ottobre. Decidiamo il da farsi in questi giorni. Ragazzi, parliamone!
Con Gigi(Ricki) sull'appennino Modenese
Autunno (foto Dario88)
Splendida giornata in provincia di Modena ieri con 4BdB 2simpaticiBdC e 1BdM.
Modena la conoscevo solo perchè avevo visto un concerto dei PinkFloyd negli anni 80,per il Lambrusco e per l'aceto balsamico,in tema MtB cazzeggiando sulle mappe avevo notato un cima piuttosto alta(m.Cimone) ma dalle prime ricerche sul web la parola freeride,risalite meccanizzate,piste di discesa mi avevano spinto a lasciar perdere ed a guardare verso altri lidi.
Questa primavera cercando un giro in Romagna ho conosciuto via web Gigi,e gli ho promesso che entro la fine dell'anno sarei andato a trovarlo di persona,quindi in una bella giornata autunnale con GFavier,Dario88 e Seby13 eccoci a pedalare in posti a noi sconosciuti.
Che dire,giro splendido in posti assai belli,salite mai troppo ripide in boschi fantastici dai colori autunnali perfetti,sentieri bellissimi mai difficili in quota e in discesa,ottimi panorami sui monti toscoemiliani,crinali degradanti verso la pianura che nascondono intriganti sentieri.Insomma un bell'ambiente da perlustrare in bici e a piedi.
Il giro non lo stò a descrivere tanto lo conosciete meglio di me,ad un certo punto del giro programmato Gigi ci ha consigliato il lago Scaffaiolo con relativa lunghissima discesa verso Fanano,alla fine circa 47km per un 2millino di dislivello coperti senza particolare affanno da tutta la combriccola......bè,insomma,stanchi alla fine,ma appagati.
Sono molto contento di aver stretto la mano a Gigi una persona bella dentro e ottimo biker.Io solitamente sono di poche parole,mi piace ascoltare e ieri per il tratto in quota succhiandogli le ruote ero talmente attratto dai suoi racconti che non sentivo nemmeno la fatica.
La sera ci siamo fermati a gustare la cucina modenese e per la prima volta ho assaggiato le specialità tipiche della zona,peccato per il bicchiere di vino rimasto nella brocca,ma dovevo guidare.
Un grazie a tutti per la solita bella giornata nella natura....Corno alle Scale,Tauffi ecc ecc.....ci ritorneremo.
la foto di Dario

Splendida giornata in provincia di Modena ieri con 4BdB 2simpaticiBdC e 1BdM.
Modena la conoscevo solo perchè avevo visto un concerto dei PinkFloyd negli anni 80,per il Lambrusco e per l'aceto balsamico,in tema MtB cazzeggiando sulle mappe avevo notato un cima piuttosto alta(m.Cimone) ma dalle prime ricerche sul web la parola freeride,risalite meccanizzate,piste di discesa mi avevano spinto a lasciar perdere ed a guardare verso altri lidi.
Questa primavera cercando un giro in Romagna ho conosciuto via web Gigi,e gli ho promesso che entro la fine dell'anno sarei andato a trovarlo di persona,quindi in una bella giornata autunnale con GFavier,Dario88 e Seby13 eccoci a pedalare in posti a noi sconosciuti.
Che dire,giro splendido in posti assai belli,salite mai troppo ripide in boschi fantastici dai colori autunnali perfetti,sentieri bellissimi mai difficili in quota e in discesa,ottimi panorami sui monti toscoemiliani,crinali degradanti verso la pianura che nascondono intriganti sentieri.Insomma un bell'ambiente da perlustrare in bici e a piedi.
Il giro non lo stò a descrivere tanto lo conosciete meglio di me,ad un certo punto del giro programmato Gigi ci ha consigliato il lago Scaffaiolo con relativa lunghissima discesa verso Fanano,alla fine circa 47km per un 2millino di dislivello coperti senza particolare affanno da tutta la combriccola......bè,insomma,stanchi alla fine,ma appagati.
Sono molto contento di aver stretto la mano a Gigi una persona bella dentro e ottimo biker.Io solitamente sono di poche parole,mi piace ascoltare e ieri per il tratto in quota succhiandogli le ruote ero talmente attratto dai suoi racconti che non sentivo nemmeno la fatica.
La sera ci siamo fermati a gustare la cucina modenese e per la prima volta ho assaggiato le specialità tipiche della zona,peccato per il bicchiere di vino rimasto nella brocca,ma dovevo guidare.
Un grazie a tutti per la solita bella giornata nella natura....Corno alle Scale,Tauffi ecc ecc.....ci ritorneremo.
la foto di Dario
mercoledì 6 ottobre 2010
Rifugio Torsoleto
GFavier con la bici nuova Ottimo giro anche oggi in posti che non avevo mai visitato,la salita è dura ma molto bella,è una mulattiera militare con pendenze abbordabili,il tratto in alto è un pò rovinato,in condizioni ottimali se ne pedala il 90%,purtroppo la nebbia e la neve l'han fatta da padrone,oltre i 2100 troppa neve sul sentiero,così ci siamo dovuti accontentare di arrivare al rifugio(meno male ero quasi morto di fatica)quelle poche volte che si è aperto un attimino, l'ambiente era spettacolare,quindi il prossimo anno è facile che ci si ritorni.
Bella anche la discesa,difficile fino alle malghe basse,poi traverso nel bosco con tratti a spinta ma carino e discesa nei prati sopra Paisco con picchiata finale su sterrata cementata.
Bella anche la discesa,difficile fino alle malghe basse,poi traverso nel bosco con tratti a spinta ma carino e discesa nei prati sopra Paisco con picchiata finale su sterrata cementata.
Curiosando sui monti tra la val Paisco e la val d'Aprica, una volta raggiunto il passo Torsoleto si aprono diverse soluzioni molto molto interessanti
A) seguire a dx tutto il percorso della maratona del cielo(vedi sopra),fino al pz tri
B)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo di Cadino e poi a sx n°134 fino a malga Torsolazzo e val Brandet
C)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo Salina e a sx N°143 fino a malga Bondone e val Brandet
D) scendere in val Brandet n°129 passando per il lago di Piccolo
E)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio
F)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio fino a malga Culvegla poi a sx in salita fino a intersecare il sent 4 luglio,zappello dell'asino e SAntonio
G) sx al passo del Sellero e scendere n°164 fino a malga Sellero e rientrare in val Paisco
naturalmente sono soluzioni che prevedono un pernotto al rifugio o al bivacco
Mappa:
http://foto.mtb-forum.it/showphoto.php/photo/72710
FOTO
VIDEO
domenica 3 ottobre 2010
Five Ten Impact 2 Low
Etichette:
Five Ten
su consiglio di Perse, ho preso anche io le famosissime Five Ten (Impact Low), dopo sei mesi di utilizzo di Shimano MP90 (discrete).
Sono 2 mesi che le uso, e sono ancora in ottimo stato. Mi sento di consigliarle per un utilizzo "Bikers di Brescia", robuste, fantastiche sul pedale, molto buone per camminare, buone sotto la pioggia.
Ieri prima uscita sulla neve (Torsoleto). Qui si comincia a metterle in difficoltà, ovviamente, ma si sono comportate egregiamente. buona tenuta e l'acqua entrata solamente dal collo del piede. Anche Carlo1 le ha provate soddisfatto.
Forse con l'inverno utilizzerò ancora gli scarponi in qualche uscita, ma di sicuro ho trovato la scarpa per il cicloaplinismo.
Five Ten are "Perfect" to
Mountain Bike (every week-end)
Climb (Lazfons)
Trek (Val di Fumo)
Walk on Snow (Torsoleto)
Dismount 20mm Thru Axle with a Kick (every week-end)
Eat a €3,50 ice cream in Fornaci (often)
lista in aggiornamento
giovedì 30 settembre 2010
L'altro video del Muffetto
Ieri sera ho terminato il montaggio...
mercoledì 29 settembre 2010
Il video di domenica..
... by Lorenzo. Tante belle riprese che ci raccontano la dura giornata in MTB.
Si riescono a capire benissimo le difficoltà del giro, in salita e in discesa. Dario ad un certo punto a piedi con la ruota libera in frantumi, la pioggia ghiacciata sul Muffetto, l'erba scivolosa, i sentieri ostici ci hanno impegnato seriamente...
Bravo Lorenzo per le riprese!
Si riescono a capire benissimo le difficoltà del giro, in salita e in discesa. Dario ad un certo punto a piedi con la ruota libera in frantumi, la pioggia ghiacciata sul Muffetto, l'erba scivolosa, i sentieri ostici ci hanno impegnato seriamente...
Bravo Lorenzo per le riprese!
sabato 25 settembre 2010
SSIT10
SSIT10 from 29pollici on Vimeo.
Non si può mancare al SSIT ed ogni anno vi partecipo con entusiasmo. Ecco il video filmato dallo staff di 29pollici. Le bici single speed sembrano bici Senza apparente Senso, ma regalano a tutti noi forti emozioni.
In qualche ripresa compaio pure io. Spettacolare l'incitamento di Gianni Biffi al mio passaggio in cima alla collinetta... arriverò incredibilmente terzo. L'allenamento con i BdB dà i suoi buoni frutti... ;-)
Barrette energetiche...
Qualcuno più preciso e attento del sottoscritto a certi aspetti del nostro sport, e più interessato all'argomento nutrizione, è abituato ad analizzare per bene gli ingredienti, i valori energetici, le proteine, i grassi... etc
Io invece non sono in grado di capire gli elenchi dei contenuti presenti sull'imballo, e molte volte vado a gusto, a consistenza. Quando ho addentato per la prima volta questa barretta MULE BAR, ho provato una piacevole sensazione. Innanzi tutto si tratta di una "barrotta", di ben 65g al gusto cioccolato che oltre ad essere gustosa, dà proprio l'idea di ricaricare. Infatti fornisce 233 Kcal! Che bomba! Insomma, gusto ed energia a volontà! Si trovano in rete in confezioni da 40 barrette; il costo non è contenuto, ma pienamente giustificato dalla qualità del prodotto.
Quando non si ha la possibilità di fermarsi presso qualche trattoria, ci si può ricaricare con queste MULE BAR!
Io invece non sono in grado di capire gli elenchi dei contenuti presenti sull'imballo, e molte volte vado a gusto, a consistenza. Quando ho addentato per la prima volta questa barretta MULE BAR, ho provato una piacevole sensazione. Innanzi tutto si tratta di una "barrotta", di ben 65g al gusto cioccolato che oltre ad essere gustosa, dà proprio l'idea di ricaricare. Infatti fornisce 233 Kcal! Che bomba! Insomma, gusto ed energia a volontà! Si trovano in rete in confezioni da 40 barrette; il costo non è contenuto, ma pienamente giustificato dalla qualità del prodotto.
Quando non si ha la possibilità di fermarsi presso qualche trattoria, ci si può ricaricare con queste MULE BAR!
venerdì 24 settembre 2010
sabato 18 settembre 2010
Sulle Orobie
Domenica i Bikers di Brescia gireranno sulle Orobie

Andremo al rifugio Cazzaniga e da qui al passo Baciamorti. Giro che proviene dalle inesauribili proposte di Orma (che non sarà presente), di sicuro sarà un bel girone.
Andremo al rifugio Cazzaniga e da qui al passo Baciamorti. Giro che proviene dalle inesauribili proposte di Orma (che non sarà presente), di sicuro sarà un bel girone.
mercoledì 15 settembre 2010
Ed il video è qui!
Il video del magnifico fine settimana sulle Alpi Sarentine. Un bel ricordo di questa ennesima avventura in compagnia di Mauro, Claudio e Dario...
La mountain bike per come la intendiamo noi... coca leh!
La mountain bike per come la intendiamo noi... coca leh!
martedì 14 settembre 2010
Rifugio Croce di Lazfons
Ecco il racconto di Perse condito da qualche splendida foto di Dario.
....Ciao a tutti i BdB e forumendoli che ci seguono!
Sono di nuovo attaccato al computer dopo un ennesimo fine settimana trascorso in montagna. Quest'ultimo è stato un week end decisamente splendido.
Venendo alla due giorni a Lazfons: che bello vivere così!
Quando ero bambino, e frequentavo l'ambiente della montagna esclusivamente durante le vacanze estive, guardavo con interesse tutti quegli escursionisti, carichi all'inverosimile, che vivevano intensamente la montagna, in alta quota, camminando per ore, dormendo nei rifugi e nei bivacchi, portando con sé sacchi a pelo, tende, e attrezzatura varia.
Io giovane "escursionista della domenica" mi fermavo al rifugio molto di rado con la famiglia, mangiando esclusivamente al sacco. Figuriamoci se mi fermavo a dormire..
L'escursione iniziava la mattina e terminava la sera...
Ieri ho pensato alla fortuna che hanno certi bambini, ragazzi, di poter vivere certe belle esperienze con la famiglia fin dalla tenera età. Che vita meravigliosa li aspetta, penso, però certe cose magari a 12 anni non si apprezzano come a 30?
Anch'io sono stato fortunato, e ho iniziato una nuova vita, avvicinandomi alla montagna come mai avevo fatto. Occorrerà una predisposizione per apprezzare certe cose? Oppure tutte le persone hanno le carte in regola per commuoversi di fronte a certi scenari? Non so.
Di sicuro i miei compagni BdB sono tutte brave persone alle quali un brivido lungo la schiena di sicuro scorre davanti alla grandiosità che ci rende così puntiformi e microbici. Qualcosa si scuote dentro di noi. Dobbiamo ringraziare Dio per questo?
E così si ergono magnifiche Chiese, come la piccola cappella alla Croce di Lazfons, luogo del nostro ritiro "spirituale".
Qualcuno va in pellegrinaggio a piedi, qualcun altro in bici...
Qualcun altro va in single speed.
Il succo non cambia, o forse si? Forse quello in bici ha meno diritti di quello a piedi? O di quello in macchina?
Mauro, Dario, Frog, Perse.
Quattro BdB in viaggio sui monti tra la val Sarentino e la val d'Isarco,che hanno un'ottima visuale sul gruppo montuoso più famoso delle Alpi:le dolomiti.
Il primo giorno è stato molto "xc", ed abbiamo tutti apprezzato le belle sterrate che salivano mai troppo ripide tra le ampie distese erbose macchiate qua e là dai mughi.

Forse troppi fuoristrada, ma i malgari si spostano così.
Episodio divertente durante la salita. Un gruppo di ragazzi austriaci o tedeschi (non conoscevano una parola di italiano e neppure di inglese), vestiti con abiti caratteristici del luogo, e già parecchio su di giri per via dell'alcol, al nostro passaggio tirano su il pollice per chiederci un passaggio. Dario è il solito timido e non reagisce. Io scendo di sella e cedo la mia Surly rapportata 32x20 al ragazzotto con la paina in bocca, e lo invito a procedere con un "If you want, go!"
Il tipo non ci pensa più di tanto e tra l'ilarità generale, si avvia all'inseguimento di Dario. Parte a razzo e supera Dario, ma poco dopo tossendo ed ansimando, crolla piegato in due rischiando il collasso. Volevo proprio vederlo con la single speed.

Chissà cosa avrà pensato il poveretto. Bella scenetta comunque che ci ha divertito non poco.
Frog ha mantenuto sempre una andatura atta al mantenimento delle forze in previsione del secondo e più impegnativo giorno, e in questo modo anche noi abbiamo potuto godere al meglio della magnifica giornata.
Si perché finalmente le previsioni meteo che davano sole per il fine settimana, hanno previsto bene e così è stato: sole splendido, aria fresca e frizzante, cielo azzurro, vista che spaziava per chilometri e chilometri...
Alla Stöff Hütte sosta pranzo, spuntino.
Io e Frog optiamo per un bel piatto di Kaiserschmarrn, ed il mio pensiero è andato immediatamente al buon Seby, goloso di tutto, ma soprattutto di questa specialità.
Dario in modalità risparmio ON opta per una fetta di strüdel, mentre Mauro si lancia sugli gnocchi con formaggio fuso... roba leggera, quindi.
Al nostro tavolo arriva tutto, nessuna traccia invece degli gnocchi. Mauro domanda cortesemente e gli rispondono che il piatto è in fase di preparazione...
La preparazione risulta alquanto lunga per cui M degli Orma rinnova la domanda alla cameriera. All'interno della cucina si sente "gnocchi! gnocchi" e poco dopo esce un altro inserviente che, scusandosi, avvisa Mauro che il biglietto con la sua ordinazione è stato gettato nelle fiamme, e che per avere degli gnocchi i tempi di attesa sono epocali...
Mauro ripiega quindi su una fetta di torta al grano saraceno che gli viene recapitata istantaneamente.
Lo spuntino mi ha appesantito alquanto, e tra un rutto e un peto riprendo a salire. Anche Frog deve ammettere di aver ricevuto un bel colpo dal piatto di Kaiserschmarrn; i nostri stomaci sono al lavoro ma anche le nostre gambe sono impegnate non poco. Manca poco e questo ci rinfranca. La salita si fa più tecnica e sassosa e da ampia sterrata diviene sentiero. Ecco là il nostro rifugio.

Il luogo è incantevole. Poco dopo, raggiungiamo la nostra meta odierna e abbiamo la possibilità di rinfrescarci, cambiarci e rilassarci un po' ammirando lo splendore che ci circonda.
Mauro e Dario si rivelano dei grandi esperti di montagna e riconoscono tutti i monti davanti a noi. Soprattutto Mauro. Che bravi. Io a malapena azzecco i nomi del Sasso Piatto e Sasso Lungo. Che scarso.
Si cena alle 18. Che spettacolo, quasi come faceva la mia cara nonnina.
I piatti sono semplici ma ottimi. Siamo sazi: sarà per l'orario oppure per la quantità di cibo? La temperatura esterna è calata bruscamente. Rimaniamo all'esterno giusto il tempo per ammirare il tramonto colorare le montagne e poi ci rifugiamo al caldo, seduti a sfogliare libri di montagna e a chiacchierare.

È presto, ma abbiamo comunque voglia di coricarci e riposare. I giochi in scatola sono in tedesco e sembrano divertire i nostri vicini di tavolo. Poco dopo raggiungiamo i letti e con piacere ci distendiamo. Dario teme i grassi rumori notturni di tre grossi escursionisti tedeschi, sottovalutando le doti del buon vecchio Mauro.
A dire il vero sarà proprio Dario ad iniziare il concertino: un soffio sbuffante indice che il giovane "biker alpinist" l'è strac!
Il sonno ci ha presi velocemente tra le sue braccia e nei pochi momenti della notte in cui mi svegliavo, sentivo una sola voce echeggiare nella camerata. Un timbro inconfondibile.
Quando la luce ha iniziato a filtrare dalla finestra la durata dei nostri sonni ha incominciato ad accorciarsi. Poi fumi di cipolla dorata soffritta nell'olio hanno pervaso l'ambiente e alle 7 eravamo già a tavola per la colazione, mentre in cucina tutti erano indaffarati con le pentole nei preparativi per il pranzo.
Dario scatta qualche foto dell'alba.

Come da pronostico, dopo la giornata XC, era la volta del giro AM.
Subito scalata con cordino metallico e bici in spalla.

La fatica, non pienamente compresa dagli escursionisti a piedi, è stata ripagata da un magnifico panorama in cima

e da una discesa frizzantina, vert che ci ha impegnati e divertiti.

In seguito, dopo il riscaldamento, abbiamo seguito un bel sentiero in costa, con tratti ciclabili, ma anche parecchi tratti a piedi, che ci ha portato ad una selletta, prossima meta di un futuro giro by Dario Gnali.

Le innumerevoli rocce lungo il sentiero, disposte in maniera irregolare ci impedivano il più delle volte di rimanere in sella, ma per noi questo non era un problema in quanto attorno a noi avevamo un posto paradisiaco e la giornata è sempre stata soleggiata e fresca.

La meta della giornata era la cima del Königsanger (giusto?) e poi il Rifugio Rodella.
Si, un altro rifugio che non vedevamo l'ora di raggiungere per sfamarci. Dopo aver portato la bici a spalla per qualche centinaio di metri di dislivello, e non poca fatica, una bella pausa ristoratrice era quello che meritavamo.
Anche Dario in modalità risparmio OFF decide di sfamarsi per bene e fa la cosa giusta! Il Rifugio offre tante prelibatezze e dopo un buon primo in brodo, ci gustiamo una bella porzione di uova, formaggio, speck e patate al forno. Meraviglia! Mauro invece, dimenticati gli gnocchi, si lancia su un tagliere di affettati e specialità tipiche. Il dolce non può mancare e la grappa finale ci viene offerta dal gentilissimo gestore.
Subito dopo abbiamo iniziato una discesa mozzafiato, sempre percorsa con molta attenzione e rispetto per i pedoni. Mai troppo tecnica, molto divertente.

A tratti fluida, a tratti sassosa. Qualche brivido in più l'ho provato io in sella alla rigida nel superare qualche gradone..
Frog è rimasto così entusiasta della discesa che al termine del sentiero ha insistito perché andassimo in centro a Chiusa passando per una antica scalinata. Uno show di gradini irregolari nella roccia. Grande Frog!
Che favola dunque! Che grande avventura. Quando la mountain bike si evolve (sta a voi decidere se in meglio o in peggio) sconfinando nell'alpinismo. La mountain bike sui sentieri delle Alpi, per arrivare là dove mai nessuno ha osato prima. Tieh! Coca lé!
e qui tutte le altre foto di Dario
NB Per fare un giro ad anello sul Kassian spitze, siamo saliti bici in spalla lungo un sentiero molto ripido ed esposto con funi metalliche,che sconsiglio ai più.Inoltre probabilmente si può raggiungere il Königsanger per un sentiero più basso e forse più pedalabile.
....Ciao a tutti i BdB e forumendoli che ci seguono!
Sono di nuovo attaccato al computer dopo un ennesimo fine settimana trascorso in montagna. Quest'ultimo è stato un week end decisamente splendido.
Venendo alla due giorni a Lazfons: che bello vivere così!
Quando ero bambino, e frequentavo l'ambiente della montagna esclusivamente durante le vacanze estive, guardavo con interesse tutti quegli escursionisti, carichi all'inverosimile, che vivevano intensamente la montagna, in alta quota, camminando per ore, dormendo nei rifugi e nei bivacchi, portando con sé sacchi a pelo, tende, e attrezzatura varia.
Io giovane "escursionista della domenica" mi fermavo al rifugio molto di rado con la famiglia, mangiando esclusivamente al sacco. Figuriamoci se mi fermavo a dormire..
L'escursione iniziava la mattina e terminava la sera...
Ieri ho pensato alla fortuna che hanno certi bambini, ragazzi, di poter vivere certe belle esperienze con la famiglia fin dalla tenera età. Che vita meravigliosa li aspetta, penso, però certe cose magari a 12 anni non si apprezzano come a 30?
Anch'io sono stato fortunato, e ho iniziato una nuova vita, avvicinandomi alla montagna come mai avevo fatto. Occorrerà una predisposizione per apprezzare certe cose? Oppure tutte le persone hanno le carte in regola per commuoversi di fronte a certi scenari? Non so.
Di sicuro i miei compagni BdB sono tutte brave persone alle quali un brivido lungo la schiena di sicuro scorre davanti alla grandiosità che ci rende così puntiformi e microbici. Qualcosa si scuote dentro di noi. Dobbiamo ringraziare Dio per questo?
E così si ergono magnifiche Chiese, come la piccola cappella alla Croce di Lazfons, luogo del nostro ritiro "spirituale".
Qualcuno va in pellegrinaggio a piedi, qualcun altro in bici...
Qualcun altro va in single speed.
Il succo non cambia, o forse si? Forse quello in bici ha meno diritti di quello a piedi? O di quello in macchina?
Mauro, Dario, Frog, Perse.
Quattro BdB in viaggio sui monti tra la val Sarentino e la val d'Isarco,che hanno un'ottima visuale sul gruppo montuoso più famoso delle Alpi:le dolomiti.
Il primo giorno è stato molto "xc", ed abbiamo tutti apprezzato le belle sterrate che salivano mai troppo ripide tra le ampie distese erbose macchiate qua e là dai mughi.

Forse troppi fuoristrada, ma i malgari si spostano così.
Episodio divertente durante la salita. Un gruppo di ragazzi austriaci o tedeschi (non conoscevano una parola di italiano e neppure di inglese), vestiti con abiti caratteristici del luogo, e già parecchio su di giri per via dell'alcol, al nostro passaggio tirano su il pollice per chiederci un passaggio. Dario è il solito timido e non reagisce. Io scendo di sella e cedo la mia Surly rapportata 32x20 al ragazzotto con la paina in bocca, e lo invito a procedere con un "If you want, go!"
Il tipo non ci pensa più di tanto e tra l'ilarità generale, si avvia all'inseguimento di Dario. Parte a razzo e supera Dario, ma poco dopo tossendo ed ansimando, crolla piegato in due rischiando il collasso. Volevo proprio vederlo con la single speed.

Chissà cosa avrà pensato il poveretto. Bella scenetta comunque che ci ha divertito non poco.
Frog ha mantenuto sempre una andatura atta al mantenimento delle forze in previsione del secondo e più impegnativo giorno, e in questo modo anche noi abbiamo potuto godere al meglio della magnifica giornata.
Si perché finalmente le previsioni meteo che davano sole per il fine settimana, hanno previsto bene e così è stato: sole splendido, aria fresca e frizzante, cielo azzurro, vista che spaziava per chilometri e chilometri...
Alla Stöff Hütte sosta pranzo, spuntino.
Io e Frog optiamo per un bel piatto di Kaiserschmarrn, ed il mio pensiero è andato immediatamente al buon Seby, goloso di tutto, ma soprattutto di questa specialità.
Dario in modalità risparmio ON opta per una fetta di strüdel, mentre Mauro si lancia sugli gnocchi con formaggio fuso... roba leggera, quindi.
Al nostro tavolo arriva tutto, nessuna traccia invece degli gnocchi. Mauro domanda cortesemente e gli rispondono che il piatto è in fase di preparazione...
La preparazione risulta alquanto lunga per cui M degli Orma rinnova la domanda alla cameriera. All'interno della cucina si sente "gnocchi! gnocchi" e poco dopo esce un altro inserviente che, scusandosi, avvisa Mauro che il biglietto con la sua ordinazione è stato gettato nelle fiamme, e che per avere degli gnocchi i tempi di attesa sono epocali...
Mauro ripiega quindi su una fetta di torta al grano saraceno che gli viene recapitata istantaneamente.
Lo spuntino mi ha appesantito alquanto, e tra un rutto e un peto riprendo a salire. Anche Frog deve ammettere di aver ricevuto un bel colpo dal piatto di Kaiserschmarrn; i nostri stomaci sono al lavoro ma anche le nostre gambe sono impegnate non poco. Manca poco e questo ci rinfranca. La salita si fa più tecnica e sassosa e da ampia sterrata diviene sentiero. Ecco là il nostro rifugio.

Il luogo è incantevole. Poco dopo, raggiungiamo la nostra meta odierna e abbiamo la possibilità di rinfrescarci, cambiarci e rilassarci un po' ammirando lo splendore che ci circonda.
Mauro e Dario si rivelano dei grandi esperti di montagna e riconoscono tutti i monti davanti a noi. Soprattutto Mauro. Che bravi. Io a malapena azzecco i nomi del Sasso Piatto e Sasso Lungo. Che scarso.
Si cena alle 18. Che spettacolo, quasi come faceva la mia cara nonnina.
I piatti sono semplici ma ottimi. Siamo sazi: sarà per l'orario oppure per la quantità di cibo? La temperatura esterna è calata bruscamente. Rimaniamo all'esterno giusto il tempo per ammirare il tramonto colorare le montagne e poi ci rifugiamo al caldo, seduti a sfogliare libri di montagna e a chiacchierare.

È presto, ma abbiamo comunque voglia di coricarci e riposare. I giochi in scatola sono in tedesco e sembrano divertire i nostri vicini di tavolo. Poco dopo raggiungiamo i letti e con piacere ci distendiamo. Dario teme i grassi rumori notturni di tre grossi escursionisti tedeschi, sottovalutando le doti del buon vecchio Mauro.
A dire il vero sarà proprio Dario ad iniziare il concertino: un soffio sbuffante indice che il giovane "biker alpinist" l'è strac!
Il sonno ci ha presi velocemente tra le sue braccia e nei pochi momenti della notte in cui mi svegliavo, sentivo una sola voce echeggiare nella camerata. Un timbro inconfondibile.
Quando la luce ha iniziato a filtrare dalla finestra la durata dei nostri sonni ha incominciato ad accorciarsi. Poi fumi di cipolla dorata soffritta nell'olio hanno pervaso l'ambiente e alle 7 eravamo già a tavola per la colazione, mentre in cucina tutti erano indaffarati con le pentole nei preparativi per il pranzo.
Dario scatta qualche foto dell'alba.

Come da pronostico, dopo la giornata XC, era la volta del giro AM.
Subito scalata con cordino metallico e bici in spalla.

La fatica, non pienamente compresa dagli escursionisti a piedi, è stata ripagata da un magnifico panorama in cima

e da una discesa frizzantina, vert che ci ha impegnati e divertiti.

In seguito, dopo il riscaldamento, abbiamo seguito un bel sentiero in costa, con tratti ciclabili, ma anche parecchi tratti a piedi, che ci ha portato ad una selletta, prossima meta di un futuro giro by Dario Gnali.

Le innumerevoli rocce lungo il sentiero, disposte in maniera irregolare ci impedivano il più delle volte di rimanere in sella, ma per noi questo non era un problema in quanto attorno a noi avevamo un posto paradisiaco e la giornata è sempre stata soleggiata e fresca.

La meta della giornata era la cima del Königsanger (giusto?) e poi il Rifugio Rodella.
Si, un altro rifugio che non vedevamo l'ora di raggiungere per sfamarci. Dopo aver portato la bici a spalla per qualche centinaio di metri di dislivello, e non poca fatica, una bella pausa ristoratrice era quello che meritavamo.
Anche Dario in modalità risparmio OFF decide di sfamarsi per bene e fa la cosa giusta! Il Rifugio offre tante prelibatezze e dopo un buon primo in brodo, ci gustiamo una bella porzione di uova, formaggio, speck e patate al forno. Meraviglia! Mauro invece, dimenticati gli gnocchi, si lancia su un tagliere di affettati e specialità tipiche. Il dolce non può mancare e la grappa finale ci viene offerta dal gentilissimo gestore.
Subito dopo abbiamo iniziato una discesa mozzafiato, sempre percorsa con molta attenzione e rispetto per i pedoni. Mai troppo tecnica, molto divertente.

A tratti fluida, a tratti sassosa. Qualche brivido in più l'ho provato io in sella alla rigida nel superare qualche gradone..
Frog è rimasto così entusiasta della discesa che al termine del sentiero ha insistito perché andassimo in centro a Chiusa passando per una antica scalinata. Uno show di gradini irregolari nella roccia. Grande Frog!
Che favola dunque! Che grande avventura. Quando la mountain bike si evolve (sta a voi decidere se in meglio o in peggio) sconfinando nell'alpinismo. La mountain bike sui sentieri delle Alpi, per arrivare là dove mai nessuno ha osato prima. Tieh! Coca lé!
e qui tutte le altre foto di Dario
NB Per fare un giro ad anello sul Kassian spitze, siamo saliti bici in spalla lungo un sentiero molto ripido ed esposto con funi metalliche,che sconsiglio ai più.Inoltre probabilmente si può raggiungere il Königsanger per un sentiero più basso e forse più pedalabile.
giovedì 9 settembre 2010
Croce di Lazfons - Rodella
Mauro - orMa aveva in mente questo giro da tempo, e finalmente andremo a farlo questo fine settimana pernottando presso il Rifugio Croce di Lazfons. Dolomiti quindi, e su queste montagne ci aspettano emozioni a non finire...
Sono proprio entusiasta dell'iniziativa.
L'escursione prevede 2000mt di dislivello il primo giorno, ma a detta di Mauro, si tratta di percorsi tecnicamente non impegnativi...
Si tribolerà magari di più il secondo giorno, quando dovremo portare la bici a spalla per qualche tratto. Chi verrà, vedrà!
La cartina preparata da Mauro:
Il sito del Rifugio Lazfons dove abbiamo prenotato.
Qui sotto una foto di Mauro che qualche settimana fa ha esplorato la zona con la famiglia.
martedì 7 settembre 2010
Il video al Lago Casinei
Splendide zone quelle della Val Daone e dintorni. Eravamo già stati al lago Casinei, affrontando la salita con la bici in spalla per via del sentiero decisamente impedalabile. Questa volta il giro è stato percorso al contrario, e in questo modo siamo riusciti a pedalare tutta la salita. Bellissima la prima parte della discesa. Poi qualche tratto a piedi, ma nel complesso il giro è ottimo. Giornata nuvolosa con qualche sprazzo di sole. L'autunno è alle porte? Poco importa, i BdB proseguono con i loro splendidi giri...
domenica 5 settembre 2010
Lago Casinei:il ritorno
foto PerseBel posto,lago splendido,ci eravamo saliti 2 anni orsono io Milzo,Perse e gli orma,forse nell'ultimo giro insieme,saliti ma dalla parte sbagliata,spallammo quasi 2 ore,stavolta invece siamo saliti dalla parte pedalabile.
Siamo in undici alla partenza,rimproverato per la tarda ora,quando pensavo di fare un piacere a quelli che venivano da più lontano.
Qualche faccia nuova Jag e Claudio e qualche ritorno LucaVT più i soliti noti,Dario-Perse-Seby-Favier-Giani-Carlo1-Wilmer.
Partiamo in ritardo e subito Seby in discesa fa un cappotto pauroso sull'asfalto dovuto al bloccaggio del freno anteriore,fortunatamente il tutto si risolve con qualche fastidiosa botta,ma con il dolore che lo accompagnerà per tutta la giornata.
Decido per la salita più soft passando per Boniprati,località famosa tra i cercatori di Porcini,tanto asfalto ma senza auto,chiacchierando si arriva a malga Table dove inizia lo sterrato,la giornata nuvolosa non ci permette di gustare gli ottimi panorami sull'alta valsabbia o val giudicarie per i Trentini.
Sterriamo con qualche su e giù mai ripidi fino all'ultima malga(Clef),qui inizia un tratturo militare piuttosto ripido che ci porta in poco tempo alla sella di Bondolo(o Bedollo) immersi nella nebbia,ora inizia il sentiero militare che con abbordabili pendenze ci porta fino al passo di Remà punto più alto del nostro giro 2280slm,la nebbia si dirada un pochino e ci permette di intravedere qualche scorcio della magnifica Valle Aperta che culmina proprio sotto il monte Bruffione,pensavo di spallare per 20/30 minuti invece l'ottimo fondo mi permette di salire sempre in sella.
Pranzo al sacco e foto di rito e poi giù per il ripidissimo sentiero verso il lago 200metri più in basso,oltre alla bellezza del lago mi colpisce il silenzio che regna come se tutto d'un tratto il mondo si fosse fermato.Purtroppo il tratto seguente della discesa ci obbliga a diversi su e giù dalla bici,ma non m'importa più di tanto,giungiamo alla sella di Nova e ci catapultiamo giù fino all'omonima malga,sterrata fino alla località Manon e su vecchia ciottolata arriviamo a Limes punto finale della discesa.
Arrivati sull'alfalto un'altra rovinosa caduta,questa volta a farne le spese è Jag alla prima uscita con noi, che si procura diverse escoriazioni facciali,per fortuna è un tipo di tempra molto dura e si rimette in sesto giusto in tempo per offrirci una birrozza in paese.
giro di 42 km per 1750 disliv,salita molto bella dallo sterrato in poi,discesa divertente nel primo tratto,scassa balle nel tratto centrale(ma come diceva Jag"ha un suo perchè") e veloce nel tratto finale fino alla malga,nel complesso diciamo discreta.
compagnia come sempre gioiosa e peccato per le brutte cadute.....ma fanno parte del gioco.
grazie a tutti e alla prossima
venerdì 3 settembre 2010
Val Daone - Lago Casinei
Domani è previsto un bel giro in Val Daone. Splendide zone che Milzo, Perse e gli Orma hanno già percorso in una occasione. Come da contratto BdB, una parte dell'escursione sarà a piedi con la bici in spalla.
Mauro su MTB-Forum
Orlando al lago Casinei
Mauro su MTB-Forum
Orlando al lago Casinei
mercoledì 1 settembre 2010
Video Online - Week end in Val Camonica
Ecco online il video dello scorso week end.
Con i profughi Dario e Perse in partenza... e la splendida escursione di domenica in Val Paghera.
Grazie ancora a Mauro per lo spunto che ci ha dato...
lunedì 30 agosto 2010
Week end in Val Camonica
Dopo un'estate trascorsa in sella alla mia mtb, con i magnifici giri del Monte Bianco e Ventimiglia-Monviso, una volta a casa, ritornato al lavoro, ho pensato:
"ora non mi resta che fare affidamento sui week end"
Si, al lavoro, oppure a casa a far nulla, lo stress è elevato per una persona come me, che ha bisogno di muoversi e fare sport, e poi provate a pensare a come si dovrebbe sentire un amante della montagna, nella pianura padana più bassa, piatta, puzzolente...
Fatto sta che il il venerdì sera si prepara lo zaino, si carica la bici in macchina pronti per un week end d'avventura.
Sabato mattina sono di buon ora da Dario, in un baleno siamo in val Camonica, e un po' dell'afa presente nella bassa se n'è già andata. A Breno posteggiamo il Caddy nel nostro solito posto. Tira aria di vacanza. :celopiùg:
Prima andiamo a fare colazione al bar, poi entriamo nel supermercato. E subito visione! Un favoloso dispencer per fare self service di una gran varietà di prodotti da forno. Muffins ai mirtilli, al cioccolato, ciambelle, croissants, pani di ogni genere, con le noci, con le olive, pizzette, pizzotte, focacce...
Riempiamo qualche sacchetto. Dobbiamo fare scorte di viveri visto che è nostra intenzione allontanarci dal centro abitato e accamparci in un bel prato isolato.
Poco dopo, caricati gli zaini con i viveri, e le bici con materassini e tende, partiamo alla volta di Bienno. La salita è dolce, e noi sembriamo dei turisti in bicicletta, tanto da attirare l'attenzione dei passanti. Il cicloturismo è uno dei nostri sogni in effetti.
Stiamo andando abbastanza alla cieca, ma va bene così! Si respira una piacevole aria di avventura. È bastato appendere due sacchette alla bici per farci vivere nuove emozioni.
Bienno è un bellissimo borgo e decidiamo di attraversarne il centro. La strada sale più ripida e dobbiamo scegliere il 22 per non stramazzare al suolo agonizzanti.
Presso un'antica fontana facciamo scorta di acqua, lo zaino diventa ancora più pesante. In paese si respira aria di festa per via della Mostra Mercato, ed i nostri pensieri vanno immediatamente alla moltitudine di belle ragazze che pullulerà le vie del borgo in queste serate d'estate. Grosse lacrime per un attimo ci gonfiano le palpebre e la nostra vista di annebbia. Poi scoppiamo a ridere e riprendiamo a salire...
Sentiero numero 80, segno CAI e tricolore. "Da qualche "banda" porterà questa mulattiera, 'nom!"
Da quel momento in poi il 22x34 sarà il nostro fidato amico, in questa giornata in single speed.
Ad ogni metro percorso il nostro sguardo perlustra l'area circostante con attenzione alla ricerca di un fazzoletto di verde prato dove posare le nostre tende. Macché, per il momento ancora nulla. Siamo costretti quindi a salire ancora anche perché ai margini della strada si trovano solamente proprietà recintate.
Ce ne sbattiamo altamente delle recinzioni non appena ci accorgiamo di un fazzoletto di prato che fa al caso nostro. "a chi vuoi che importi se mettiamo le tende lì, al margine del bosco, belli appartati" concordiamo io e Dario.
Ci troviamo in una bella posizione, su un verde pascolo, in una zona molto panoramica. Vediamo Borno, il Rifugio San Fermo, Il Pizzo Camino, La Concarena.
Laggiù, pensiamo, c'è Uilmer che passeggia allegramente con Cristina. Che tenero!
Rapidamente ultimiamo il nostro accampamento. La giornata è splendida, siamo a circa 800 mt di quota, l'aria è fresca, nel cielo azzurro brilla un bel sole caldo. Ci concediamo qualche minuto di pausa prima di riprendere a pedalare. Destinazione? Boh!
Continuiamo a salire sulla solita ripidissima mulattiera. Sicuramente in qualche punto si potrà congiungere con la strada che porta al Passo Crocedomini, ma non ce la sentiamo proprio di proporla come alternativa alla classica asfaltata. È decisamente troppo dura.
Al primo bivio, presso un ponte metallico che assomiglia a quello di Brooklyn, teniamo la strada che sale a sinistra, sempre ripidissima, poi al seguente crocevia prendiamo a destra.
Il segno cai si è perso, e le uniche indicazioni che troviamo sono relative ad una Colonia e presumibilmente ai nomi di alcune malghe. Il paesaggio una volta fuori dal bosco è incantevole e man mano che saliamo riusciamo ad individuare le montagne davanti a noi.
Presso un torrente, accaldato, ho la pensata di fare il consueto bagno. Mi spoglio, entro in acqua e mi accorgo presto che sulle rocce c'è uno strato piuttosto viscido di alghe. Sto attento a non cadere, ma nello stesso tempo sono incuriosito dalle grosse lastre di pietra su cui l'acqua scorre. Nella mia mente malata cresce la voglia di provare lo scivolo. Dario mi esorta a non fare sciocchezze. Io mi avvicino alla sommità di una lunga pietra inclinata e appoggio una chiappa nell'acqua, con l'altra mi tengo fisso. Ma questo stato di equilibrio ben presto va a farsi benedire e prendo il via a velocità fotonica. Penso subito a quello che mi aspetterà una volta che arriverò nella piccola vasca sottostante. Porto le mani avanti e splush... mi è andata bene. Divertito e rinfrescato mi rivesto.
Riprendiamo a salire. Nel frattempo il cielo si è decisamente rannuvolato e alle nostre spalle, sul Pizzo Camino sta sicuramente scendendo un forte temporale...
Grossi cumuli in formazione ci ricordano montagne di soffice panna montata...
Quel grigio là invece non ci piace affatto.
Al dosso dei galli (ecco dove siamo finiti) incomincia a piovere e non abbiamo tempo per cercare una discesa interessante per ritornare alle tende. Quindi optiamo per scendere al Crocedomini, ripararci un po' ed esaminare la cartina appesa all'interno del rifugio...
Lungo la strada incrociamo una bella ragazza in mountain bike, che sta procedendo in salita sotto la pioggia. Le gambe abbronzate sono lucide e lisce come la seta. Grosse lacrime si confondono con le gocce di pioggia sul nostro viso...
Al Crocedomini individuiamo, oltre alle fette di torta, un sentiero che potremmo fare in discesa. Parte dal Bazena. La ricerca dell'imbocco del sentiero è però vana e ci tocca scendere fino a Campolaro su asfalto. Da questa piccola località raggiungiamo Malga Cogolo per poi riprendere la mulattiera fatta in salita e ritornare così alle tende. Le nuvole e la pioggia se ne stanno andando grazie al forte vento che asciugherà i nostri vestiti. Un pasto frugale a base di pane e formaggio, una passeggiata serale a piedi e poi ci infiliamo nei sacchi a pelo...
... ma fuori dalle tende.
Fa decisamente fresco e non so quanto resisteremo, ma la voglia di stare a guardare per un po' il cielo stellato è troppo forte. A tratti dormendo, a tratti ammirando la volta celeste, tiriamo fino a mezzanotte. La luna si è affacciata fuori dai monti ed illumina a giorno l'ambiente. Magnifico!
Ora però ho decisamente freschino e decido di ritirarmi in tenda per proseguire a dormire. Anche Dario la pensa come me. Alle 6:30 circa ci alzeremo e decideremo se scendere con le tende o partire direttamente da qua per il giro domenicale...
Un brevissimo consulto dopo colazione e optiamo per ritornare a valle e partire con gli altri BdB da Breno.
In un batter d'occhio siamo giù, riponiamo in macchina sacchi a pelo, tende, materassini e vista l'ora ci concediamo un latte macchiato ed un croissant.
Provo a telefonare al Milzo, ma una suadente voce mi risponderà dicendomi "Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile". Ostiz
Beh, poco male, intanto per il Crocedomini devono passarci davanti...
Non vedendo nessuno provo con Favier. Risponde Seby.
Ci incontriamo all'imbocco della salita, ok. Facile.
Non vediamo nessuno. Riecco Favier che mi chiama. È effettivamente Favier. Hanno preso la strada che invece di salire da Bienno, passa per Astrio. Ci incontreremo ai primi tornanti.
Diversi motociclisti sfrecciano sulla stretta strada del Crocedomini. Ad un certo punto vediamo davanti a noi il triangolo di emergenza, è accaduto qualcosa. Un motociclista è a terra, cosciente.
Poco dopo arriverà l'elisoccorso per trasportarlo all'ospedale.
Poco dopo noi opteremo per lo spuntino di mezza mattina.
Una scorpacciata di pizza fatta in casa, con Seby che acquista UNO di TUTTO tra pizza, frittelle e dolce con uvetta.
Ricaricati riprendiamo la salita e giungiamo velocemente al Bazena. Da qui prendiamo per il Lago della Vacca. Riusciamo a percorrere tutto il sentiero in sella, per merito nostro e grazie al fatto che il sentiero è stato sistemato dall'ultima volta.
Ad un certo punto, prima di raggiungere il lago, deviamo per il sentiero 38 che dopo 15 minuti bici a spalla ci porta nella Val Braone. Una valle poco frequentata, e per questo ancora più incantevole. Splendida davvero, mancava solo la presenza di qualche animale selvatico, ma a quanto pare l'uomo si è mangiato tutti i camosci della zona...
Dal passo abbiamo iniziato una delle più lunghe discese mai fatte.
Sempre molto tecnica, ha divertito soprattutto il sottoscritto, Seby e Dario. Qualcun altro ha faticato un po' di più, ma la soddisfazione per tutti è stata comunque enorme. Soprattutto per il fatto di trovarsi in un così bel posto di montagna a percorrere un sentiero che molto probabilmente (quasi certamente) nessuno ha mai osato percorrere in bicicletta.
La perdita di quota è stata molto graduale; quasi nulla nella parte iniziale, e con grande eccitazione continuavamo a percorrere il bellissimo sentiero, transitando per i Rifugi Gheza e Prandini.
Al tecnico quasi "vert" siamo passati al tecnico "normal" e per finire, nel bosco, al flow.
Una grande giornata, un giro epico. Grazie a Mauro Orma per lo spunto e a Milzo per la guida on-track.
Non solo grande divertimento in sella alle nostre bicione da downhill (ormai è la definizione per eccellenza per le biciclette ammortizzate), ma tante, tantissime risate tra di noi per le più svariate e stupide ragioni...
Un fine settimana quindi ricchissimo che mi ha entusiasmato e rigenerato profondamente
Grazie quindi di cuore a Dario e a tutti gli Amici BdB per questa ennesima e splendida avventura vissuta insieme...
"ora non mi resta che fare affidamento sui week end"
Si, al lavoro, oppure a casa a far nulla, lo stress è elevato per una persona come me, che ha bisogno di muoversi e fare sport, e poi provate a pensare a come si dovrebbe sentire un amante della montagna, nella pianura padana più bassa, piatta, puzzolente...
Fatto sta che il il venerdì sera si prepara lo zaino, si carica la bici in macchina pronti per un week end d'avventura.
Sabato mattina sono di buon ora da Dario, in un baleno siamo in val Camonica, e un po' dell'afa presente nella bassa se n'è già andata. A Breno posteggiamo il Caddy nel nostro solito posto. Tira aria di vacanza. :celopiùg:
Prima andiamo a fare colazione al bar, poi entriamo nel supermercato. E subito visione! Un favoloso dispencer per fare self service di una gran varietà di prodotti da forno. Muffins ai mirtilli, al cioccolato, ciambelle, croissants, pani di ogni genere, con le noci, con le olive, pizzette, pizzotte, focacce...
Riempiamo qualche sacchetto. Dobbiamo fare scorte di viveri visto che è nostra intenzione allontanarci dal centro abitato e accamparci in un bel prato isolato.
Poco dopo, caricati gli zaini con i viveri, e le bici con materassini e tende, partiamo alla volta di Bienno. La salita è dolce, e noi sembriamo dei turisti in bicicletta, tanto da attirare l'attenzione dei passanti. Il cicloturismo è uno dei nostri sogni in effetti.
Stiamo andando abbastanza alla cieca, ma va bene così! Si respira una piacevole aria di avventura. È bastato appendere due sacchette alla bici per farci vivere nuove emozioni.
Bienno è un bellissimo borgo e decidiamo di attraversarne il centro. La strada sale più ripida e dobbiamo scegliere il 22 per non stramazzare al suolo agonizzanti.
Presso un'antica fontana facciamo scorta di acqua, lo zaino diventa ancora più pesante. In paese si respira aria di festa per via della Mostra Mercato, ed i nostri pensieri vanno immediatamente alla moltitudine di belle ragazze che pullulerà le vie del borgo in queste serate d'estate. Grosse lacrime per un attimo ci gonfiano le palpebre e la nostra vista di annebbia. Poi scoppiamo a ridere e riprendiamo a salire...
Sentiero numero 80, segno CAI e tricolore. "Da qualche "banda" porterà questa mulattiera, 'nom!"
Da quel momento in poi il 22x34 sarà il nostro fidato amico, in questa giornata in single speed.
Ad ogni metro percorso il nostro sguardo perlustra l'area circostante con attenzione alla ricerca di un fazzoletto di verde prato dove posare le nostre tende. Macché, per il momento ancora nulla. Siamo costretti quindi a salire ancora anche perché ai margini della strada si trovano solamente proprietà recintate.
Ce ne sbattiamo altamente delle recinzioni non appena ci accorgiamo di un fazzoletto di prato che fa al caso nostro. "a chi vuoi che importi se mettiamo le tende lì, al margine del bosco, belli appartati" concordiamo io e Dario.
Ci troviamo in una bella posizione, su un verde pascolo, in una zona molto panoramica. Vediamo Borno, il Rifugio San Fermo, Il Pizzo Camino, La Concarena.
Laggiù, pensiamo, c'è Uilmer che passeggia allegramente con Cristina. Che tenero!
Rapidamente ultimiamo il nostro accampamento. La giornata è splendida, siamo a circa 800 mt di quota, l'aria è fresca, nel cielo azzurro brilla un bel sole caldo. Ci concediamo qualche minuto di pausa prima di riprendere a pedalare. Destinazione? Boh!
Continuiamo a salire sulla solita ripidissima mulattiera. Sicuramente in qualche punto si potrà congiungere con la strada che porta al Passo Crocedomini, ma non ce la sentiamo proprio di proporla come alternativa alla classica asfaltata. È decisamente troppo dura.
Al primo bivio, presso un ponte metallico che assomiglia a quello di Brooklyn, teniamo la strada che sale a sinistra, sempre ripidissima, poi al seguente crocevia prendiamo a destra.
Il segno cai si è perso, e le uniche indicazioni che troviamo sono relative ad una Colonia e presumibilmente ai nomi di alcune malghe. Il paesaggio una volta fuori dal bosco è incantevole e man mano che saliamo riusciamo ad individuare le montagne davanti a noi.
Presso un torrente, accaldato, ho la pensata di fare il consueto bagno. Mi spoglio, entro in acqua e mi accorgo presto che sulle rocce c'è uno strato piuttosto viscido di alghe. Sto attento a non cadere, ma nello stesso tempo sono incuriosito dalle grosse lastre di pietra su cui l'acqua scorre. Nella mia mente malata cresce la voglia di provare lo scivolo. Dario mi esorta a non fare sciocchezze. Io mi avvicino alla sommità di una lunga pietra inclinata e appoggio una chiappa nell'acqua, con l'altra mi tengo fisso. Ma questo stato di equilibrio ben presto va a farsi benedire e prendo il via a velocità fotonica. Penso subito a quello che mi aspetterà una volta che arriverò nella piccola vasca sottostante. Porto le mani avanti e splush... mi è andata bene. Divertito e rinfrescato mi rivesto.
Riprendiamo a salire. Nel frattempo il cielo si è decisamente rannuvolato e alle nostre spalle, sul Pizzo Camino sta sicuramente scendendo un forte temporale...
Grossi cumuli in formazione ci ricordano montagne di soffice panna montata...
Quel grigio là invece non ci piace affatto.
Al dosso dei galli (ecco dove siamo finiti) incomincia a piovere e non abbiamo tempo per cercare una discesa interessante per ritornare alle tende. Quindi optiamo per scendere al Crocedomini, ripararci un po' ed esaminare la cartina appesa all'interno del rifugio...
Lungo la strada incrociamo una bella ragazza in mountain bike, che sta procedendo in salita sotto la pioggia. Le gambe abbronzate sono lucide e lisce come la seta. Grosse lacrime si confondono con le gocce di pioggia sul nostro viso...
Al Crocedomini individuiamo, oltre alle fette di torta, un sentiero che potremmo fare in discesa. Parte dal Bazena. La ricerca dell'imbocco del sentiero è però vana e ci tocca scendere fino a Campolaro su asfalto. Da questa piccola località raggiungiamo Malga Cogolo per poi riprendere la mulattiera fatta in salita e ritornare così alle tende. Le nuvole e la pioggia se ne stanno andando grazie al forte vento che asciugherà i nostri vestiti. Un pasto frugale a base di pane e formaggio, una passeggiata serale a piedi e poi ci infiliamo nei sacchi a pelo...
... ma fuori dalle tende.
Fa decisamente fresco e non so quanto resisteremo, ma la voglia di stare a guardare per un po' il cielo stellato è troppo forte. A tratti dormendo, a tratti ammirando la volta celeste, tiriamo fino a mezzanotte. La luna si è affacciata fuori dai monti ed illumina a giorno l'ambiente. Magnifico!
Ora però ho decisamente freschino e decido di ritirarmi in tenda per proseguire a dormire. Anche Dario la pensa come me. Alle 6:30 circa ci alzeremo e decideremo se scendere con le tende o partire direttamente da qua per il giro domenicale...
Un brevissimo consulto dopo colazione e optiamo per ritornare a valle e partire con gli altri BdB da Breno.
In un batter d'occhio siamo giù, riponiamo in macchina sacchi a pelo, tende, materassini e vista l'ora ci concediamo un latte macchiato ed un croissant.
Provo a telefonare al Milzo, ma una suadente voce mi risponderà dicendomi "Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile". Ostiz
Beh, poco male, intanto per il Crocedomini devono passarci davanti...
Non vedendo nessuno provo con Favier. Risponde Seby.
Ci incontriamo all'imbocco della salita, ok. Facile.
Non vediamo nessuno. Riecco Favier che mi chiama. È effettivamente Favier. Hanno preso la strada che invece di salire da Bienno, passa per Astrio. Ci incontreremo ai primi tornanti.
Diversi motociclisti sfrecciano sulla stretta strada del Crocedomini. Ad un certo punto vediamo davanti a noi il triangolo di emergenza, è accaduto qualcosa. Un motociclista è a terra, cosciente.
Poco dopo arriverà l'elisoccorso per trasportarlo all'ospedale.
Poco dopo noi opteremo per lo spuntino di mezza mattina.
Una scorpacciata di pizza fatta in casa, con Seby che acquista UNO di TUTTO tra pizza, frittelle e dolce con uvetta.
Ricaricati riprendiamo la salita e giungiamo velocemente al Bazena. Da qui prendiamo per il Lago della Vacca. Riusciamo a percorrere tutto il sentiero in sella, per merito nostro e grazie al fatto che il sentiero è stato sistemato dall'ultima volta.
Ad un certo punto, prima di raggiungere il lago, deviamo per il sentiero 38 che dopo 15 minuti bici a spalla ci porta nella Val Braone. Una valle poco frequentata, e per questo ancora più incantevole. Splendida davvero, mancava solo la presenza di qualche animale selvatico, ma a quanto pare l'uomo si è mangiato tutti i camosci della zona...
Dal passo abbiamo iniziato una delle più lunghe discese mai fatte.
Sempre molto tecnica, ha divertito soprattutto il sottoscritto, Seby e Dario. Qualcun altro ha faticato un po' di più, ma la soddisfazione per tutti è stata comunque enorme. Soprattutto per il fatto di trovarsi in un così bel posto di montagna a percorrere un sentiero che molto probabilmente (quasi certamente) nessuno ha mai osato percorrere in bicicletta.
La perdita di quota è stata molto graduale; quasi nulla nella parte iniziale, e con grande eccitazione continuavamo a percorrere il bellissimo sentiero, transitando per i Rifugi Gheza e Prandini.
Al tecnico quasi "vert" siamo passati al tecnico "normal" e per finire, nel bosco, al flow.
Una grande giornata, un giro epico. Grazie a Mauro Orma per lo spunto e a Milzo per la guida on-track.
Non solo grande divertimento in sella alle nostre bicione da downhill (ormai è la definizione per eccellenza per le biciclette ammortizzate), ma tante, tantissime risate tra di noi per le più svariate e stupide ragioni...
Un fine settimana quindi ricchissimo che mi ha entusiasmato e rigenerato profondamente
Grazie quindi di cuore a Dario e a tutti gli Amici BdB per questa ennesima e splendida avventura vissuta insieme...
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