venerdì 21 gennaio 2011

Garda Dream

Penso che sia la definizione esatta quella di "Garda Dream". A parte il fatto dell'exploit con le terme, la pizza da Carmelo, raccontate nel precedente post, il sogno di un abitante della pianura padana, nauseato dalla nebbia, dall'ambiente poco gradevole, dagli stress della vita di città, è proprio questo.
Staccare la spina, raggiungere gli amici e trovarsi con il sole in faccia, l'aria tiepida che sale tra le fronde spoglie dei faggi, mentre a terra persiste il ghiaccio. Lo sguardo rivolto al panorama circostante, luminoso, solare. A metà giro è bello togliersi la maglia sudata e lasciare che sia il sole ad asciugarti la pelle umida.
E poi cosa dire dei sentieri...
Raramente con il nostro gruppo ripetiamo un giro fatto, per la ragione che i sentieri da percorrere sono talmente tanti, e ci piace andare ad esplorarli; magari per primi come ciclisti.
Quando si tratta del Lago di Garda, con i suoi bellissimi e tecnici sentieri si fa ben volentieri un'eccezione, e la zona del Passo Rocchetta è famosa per tutto questo.

Buona visione.


BdB - Garda Dream - Riva - Rocchetta from Bikers di Brescia on Vimeo.

lunedì 17 gennaio 2011

La ciliegina...



Sembra quasi un disegno divino, un ciclo che si ripete...
Circa un anno fa grazie a Gigi, dopo un bel giro nella neve, scoprivamo le terme di Colà. Io in quel periodo, accusavo i primi disturbi allo stomaco, con dolori fastidiosi di cui al momento ignoravo la provenienza. Quel giorno, dopo il giro in bici ed il bagno nell'acqua termale, il dolore era sparito. Una magia legata agli effetti benefici di un bagno termale. Avevamo trascorso una giornata speciale, di relax, una di quelle domeniche da ricordare. Mi ricordo inoltre di una nostra frase, quel giorno: "il massimo sarebbe combinare un bel giro in MTB la mattina, il bagno termale nel pomeriggio, poi la sera una gustosa pizza da Carmelo e come ciliegina sulla torta una nottata di "fuoco" con la/il partner"

Il momento giusto si è presentato questo week end, e oggi, posso dire di aver trascorso un sabato ed una domenica splendidi (anche senza ciliegina sulla torta).

Venerdì sera preparo tutto: 2 borse e lo zaino, la bici è pronta da domenica scorsa, infangata come l'ho lasciata dopo l'ultimo giro... (poverina)
Sabato ho appuntamento con gli altri a Barbarano, mi alzo con un po' di anticipo per fare tutte le mie cose con tranquillità. Per le strade c'è nebbia, come preventivato, stranamente anche dalle parti del lago di Garda. Il gruppo si ritrova puntuale al solito parcheggio, manca solo DiegoSB che sta per Solit Bidù. Stiamo per partire, quando eccolo arrivare. Un po' più di traffico rispetto al solito, la nebbia, un furgone lumacone... ed il gioco è fatto. Il gruppo riparte un po' in ritardo per Riva del Garda e una volta giunti all'imbocco della strada Ponale, parcheggiate le automobili, partiamo per il giro.
Il tempo è ottimo, il cielo limpido, azzurro, il sole sta salendo ed illumina i nostri pallidi volti
Eh si, purtroppo il freddo, le nebbie, non sono affatto dei toccasana né per le nostre menti né per i nostri corpi... e avevamo proprio bisogno di scaldarci, come si dice, le ossa.
Gigi, Milzo, DiegoSB, GFavier, Frog, Perse, Steen; questo il BdB group di questo sabato. Si pedala come sempre in allegria, e chi ha fiato da vendere, si lancia in lunghe discussioni sulla vita, sulla famiglia, diritti, doveri, gioie dolori, e filosofie varie...
Il gruppo di BdB non è un semplice gruppo di bikers, ma prima di tutto un gruppo di validi amici, brave persone sempre pronte ad illuminarti...
In Val di Ledro troviamo un clima freddo, il ghiaccio sotto le ruote, ma poi l'aria si scalda e l'atmosfera diventa primaverile anche se siamo a Gennaio. Il sole fuori dal bosco ci scalda, e appena arriviamo sul versante baciato dal lago di Garda, i nostri corpi vengono rianimati da gentili brezze i cui benefici sembrano immediati: i nostri visi si illuminano, riprendono tono e si colorano. A maggior ragione appare evidente il pallore del volto di Diego in preda ad una tremenda crisi di forma che lo costringe più volte a piedi.
La sosta a Baita Segala è rigenerante: il panino con la frittata, la birretta, il cioccolato ed una goccia di grappa. Laggiù il lago di Garda coperto dalla foschia mentre di fronte a noi spicca la bellissima catena del Baldo. Siamo entusiasti della giornata che stiamo vivendo, e senza fretta, terminato il pranzo, ci prepariamo per raggiungere Passo Rocchetta.
Ci si ferma spesso lungo la strada ad ammirare, da diversi punti di vista, lo scenario del lago, la valle del Singol con i suoi ripidi singletracks e oltre le nebbie della pianura, si intravedono gli Appennini.
Con la discesa arrivano i momenti più adrenalinici, emozionanti, qualche volo senza conseguenze, un paio di forature e qualche bella ripresa per il video della giornata...

Al momento di dover riprendere a salire, con la bici in spalla, facciamo un velocissimo summit e concordiamo per rimandare l'explo ad un'altra occasione... In programma invece abbiamo una pizza al trancio a Toscolano. Con l'acquolOna in bocca, dopo aver salutato Frog, riprendiamo quindi le auto e a Toscolano ci rechiamo al solito posto: CHIUSO! eccheccazz!
Ripieghiamo su di un altro pizzaiolo eeee: CHIUSO! E ma allora ditelo! Ci facciamo passare la voglia di pizza e ci salutiamo; domani da Carmelo avremo modo di soddisfare tutte le nostre voglie pizzose... slurp!

... nei miei programmi per il week end non era previsto il ritorno a Cremona, quindi con sacco a pelo, materassino mi ero preparato a trascorrere una notte fuori di casa. O in macchina, o in un B&B o da qualche BdB..
Milzo mi invita a casa sua, accetto volentieri il suo invito. Grazie.
Appena in casa dalla dispensa spuntano fuori noccioline, prugne, stuzzicherie ed un vin rosato. Una bella micia graffia la porta per entrare, poi si avvicina per una carezza; è una trovatella che anni fa Milzo aveva trovato dopo un concerto in teatro. Arrivano Patrizia e Pietro con le borse della spesa: iniziamo subito a sbucciare delle succose arance e tra uno spicchio e l'altro, si chiacchiera amabilmente. Pietro è vivacissimo, e con entusiasmo mi mostra diversi giochini dell'iPhone, poi si ascolta Michael Jazzon e inizia a ballare. È proprio bravo ed imita bene i tipici movimenti del grande artista scomparso.
Per ora di cena si va a prendere una pizza speciale, con farina di segale, in macchina all'andata si ascoltano i Depeche Mode, al ritorno, a grande richiesta, ovviamente Michael...

Birra per tutti, anzi no: per Pietro c'è la Coca Zero nella bella lattina nera.
Si cena e trascorriamo dei piacevoli momenti parlando di diversi argomenti; la musica è nello spirito di questa gioviale famiglia e mentre Milzo accenna qualche brano con la chitarra, invitiamo Pietro a farci sentire qualcosa col violino. Con la promessa di filmare la sua performance, riusciamo a convincerlo e così ho modo di poter apprezzare anche quest'altra sua abilità, padre e figlio insieme hanno suonato dolci note... che emozione.

Poco prima di andare a letto seguiamo qualche documentario alla televisione, il divano si allunga ed alzandoti le gambe ti porta in una posizione di estremo relax, una gran comodità.
Domani mattina qui a Mocasina per le 8 circa ho l'appuntamento con Vito ed Elena per quella che dovrebbe essere la giornata perfetta... non vedo l'ora.
Con questo sogno nel cassetto, pronto per vederlo realizzarsi, mi addormento sotto il piumone, nella stanzetta di Pietro, che per questa notte avrà modo di dormire con i genitori. Non avrei mai voluto disturbare così tanto: col sacco a pelo il divano sarebbe stato sufficiente...
Da parte di Milzo, Patty e Pietro ho ricevuto tante attenzioni e per questo li ringrazio tanto.

Al mattino il mio orologio biologico mi fa aprire gli occhi, poi ho la conferma dell'ora dal Milzo, che bussa delicatamente alla porta. Quando scendo trovo il latte nel pentolino a scaldarsi, la moka sul fornello. Le brioches, i pavesini...
Il latte viene montato nell'apposito pentolino e si forma una bella schiuma, il caffé, e cosa vuoi di più dalla vita....

Il portatile è acceso, vedo gli occhi del Milzo scorrere su cartine, vengon fatte passare in rassegna diverse tracce.. "Eccola!" Ad un certo punto lo sguardo del "cartograficus" si illumina e mi viene descritto quello che potrebbe essere il giro ideale per oggi. La generosità di persone come il Milzo, Mauro... di coloro che solitamente programmano i nostri giri, mi è in questo momento ancora più evidente. Una persona che oggi, per impegni personali, non ha la possibilità di pedalare, ma che comunque si dà da fare per prepararti il giro, con la traccia da seguire, è una persona speciale. Grazie di cuore.

Puntualmente arrivano Vito ed Elena, ed in breve tempo siamo pronti e ci mettiamo in viaggio per Belluno Veronese, lato orientale del Baldo. La nebbia è fitta, così densa da bagnare il parabrezza. A tratti sparisce, poi ritorna all'improvviso. Ma di una cosa sono sicuro: per il giro di oggi avremo un sole spettacolare.
Le mie previsioni si sono dimostrate corrette... "tutto procede secondo i miei piani" penso diabolicamente.
Parcheggiamo le macchine lungo la strada e ci mettiamo a pedalare con buon passo, al momento ci troviamo in Val D'Adige, in un punto ventoso e piuttosto freddo, ma dopo qualche chilometro, usciti allo scoperto, siamo subito avvolti da un'atmosfera surriscaldata. Elena inizia a togliersi l'antivento, poi la maglia invernale, poi trasforma i suoi pantaloni in shorts...
Io sudo in silenzio.
Attorno a noi un paesaggio primaverile, e con buon ritmo ci avviciniamo a Malga Ime. Qualche breve sosta per far riprendere fiato ad Elena, uno spuntino a metà salita presso una fresca fonte d'acqua e poi, dopo aver attraversato il bellissimo bosco di faggi, arriviamo a Malga Ime. Ci sediamo all'interno, dove si trovano numerosi tavoli già apparecchiati. Ed infatti ecco sopraggiungere numerosi SUV carichi di orde di affamati fannulloni. Una signora porta il suo cagnetto, più simile ad un grosso topo peloso, nella borsa firmata. Descrivo nei particolari il trattamento che riserverei per entrambi; Elena e Vito scoppiano a ridere... La mia mente malata potrebbe generare dei films splatter di una certa qualità artistica.

Mangiamo un delizioso panino con formaggio di malga e dopo il caffé riprendiamo la traccia del Milzo. In questo punto del tracciato ci attende un po' di discesa, poi a Ferrara del Mt. Baldo una risalita prima di imboccare il sentiero 660.
Avevo memoria della maggior parte delle strade che stavamo percorrendo, ma fino all'ultimo istante non avevo la benché minima idea di come potesse essere il sentiero che avremmo fatto al termine del giro..
Quando mi sono trovato su quel magnifico sentiero, ho rivissuto l'ebrezza provata la prima volta e ho visto le mie stesse emozioni negli occhi dei miei compagni di avventura...
Io in testa al trio, a cercare di divertirmi il più possibile sulla scricchiolante, ma ancora integra Wolf Ridge, Vito all'inseguimento con la videocamera perennemente accesa per cercare di catturare queste fasi del giro, ed Elena all'inseguimento dei maschi...
Un tornante di qua, salta il masso di là, schiva quella pietra, controlla la bici in curva, la ruota posteriore che sbanda sulle foglie, i muscoli delle gambe che lanciano segnali di stanchezza, le mani che non reggono il rapido susseguirsi di sollecitazioni. Ci si prende dei breaks per riposare e ci si accorge di avere il fiatone... "ma che bel sentiero!"
Verso la fine la mia guida diviene meno dinamica, sono più rigido sulla bici, accuso la stanchezza della salita. Il ritmo imposto da Vito ci ha messi a dura prova: Elena è abituata a questi "abusi" :-D, ma il giovane ragazzo di città ha accusato il colpo...

Ora basta! È il momento del relax!
Sbattute le bici in macchina, come da programma ci dirigiamo verso le terme..."Colà, arriviamoooooooo"!

.... pensate sia finita qui?..... siamo a metà dell'opera!

Le menti malate non solo sfornano terribili copioni per films splatter, ma possono anche ingegnarsi per il bene dell'umanità...
Non sto parlando di me stesso, bensì di Gigi, che l'aveva vista lunga l'anno scorso parlando appunto del progetto della "giornata perfetta"... 

Così con grande entusiasmo ci dirigiamo a Colà; siamo proprio vicini al centro termale, avendo optato per un'escursione sul Baldo orientale...
Infatti tutto è stato programmato per ridurre gli spostamenti in auto al minimo. Dopo quindi la grande soddisfazione di un bel giro in MTB, è arrivato il momento di un bel bagno termale...
Il parco che circonda il lago termale è magnifico, la scorsa volta eravamo giunti con il buio e non avevamo potuto ammirare i prati verdi, i grossi cedri del Libano. In lontananza scorgiamo il vapore acqueo salire formando dense nubi bianche; scherzando dico ai miei amici che la nebbia che affligge la pianura padana proviene tutta da questo minuscolo lago d'acqua calda...
Ne sparo di cazzate in una sola giornata, ma quando sto bene, i numeri crescono esponenzialmente...

Ci cambiamo negli spogliatoi rinnovati per l'anno nuovo, una struttura moderna, molto accogliente e ricca di servizi. Un ampio bar a piano terra, e al piano inferiore le docce, le cabine e cassette di sicurezza per gli oggetti di valore...

Un veloce passaggio all'esterno e poi ci immergiamo.
Sono sufficienti pochi minuti, per scoprire quanto è rilassante ed accogliente il bagno in un centro termale. Il calore, il movimento in acqua, i massaggi dei getti che sono situati in vari punti del bacino.
Ci dirigiamo quasi subito nei punti strategici che conosciamo dalla scorsa volta, e che in effetti sono quelli di maggior interesse per tutti i bagnanti.

Da un getto posto in una posizione rialzata fuoriesce acqua decisamente calda, Vito, per la prima volta in un centro termale, è in estasi...
Ricordo che la prima volta, a Colà, non smisi di ridere dall'ingresso in acqua, fino all'uscita...
Gigi! Gilbo! Dovevate esserci!
Passiamo per le grotte, poi ci immergiamo nelle vasche con acqua a 38 gradi. Tramite una scaletta si esce dall'acqua per un istante per poi immergersi nuovamente in questo grande pentolone... Al suo interno cosa vedono le mie pupille? Un bel cioppetto di ragazze ben fornite si trovano proprio all'ingresso della piscinetta, le saluto con voce maschia. "Che bel vedere" il mio pensiero - "Che cazzo vuole" il loro. Poco dopo infatti, quasi di risposta al mio saluto, se ne escono mostrando i loro bei glutei lucenti. Ma che vadano al diavolo, befanone che non sono altro! Beh, carine però... 

Un sacco di coppiette si lasciano cullare dall'acqua e da dolci abbracci... e le menti diaboliche ne pensano subito una: "si potrebbe entrare con la pinna da squalo oppure con una maschera da mostro degli abissi ed emergere all'improvviso di fronte agli innamorati di turno".

Dopo un ammollo di circa un'ora e mezza, rivestiti, tutti belli rilassati, ci tonifichiamo con una macedonia di frutta fresca e una spremuta d'arancia...
Ed ora? Ci guardiamo in faccia, le nostre espressioni sono decisamente rilassate, gli zigomi belli rossi, ed Elena è sul punto di addormentarsi sulla spalla di Vito. Ora si va a mangiare la pizza da Carmelo, con gli altri BdB! Nelle vene non mi scorre più sangue, bensì entusiasmo allo stato puro, un nuovo fluido vitale che ti riempie il cuore, ti ringiovanisce, ti fa amare la vita...
Siamo in anticipo rispetto agli altri; l'appuntamento è per le 7:30, ma alle 7 ci troviamo già in pizzeria, abbiamo giusto il tempo per prendere un aperitivo...
Arrivano Paolo, Patrizia e Pietro, Stefano ed Annalisa; a questo punto ci accomodiamo a tavola, che poco dopo è occupata da tanta simpatica gente, peccato per l'assenza di Giani, Dario, Wilmer....
Poi arrivano le pizze, meravigliose. Punto. Meravigliose!
Quella alle verdure è una sinfonia, aggiungo l'olio piccante, e me la gusto boccone dopo boccone. Si ride fino alla lacrima. Quando vedo Gianfranco fare la sua tipica espressione da risata, e poi asciugarsi gli occhi con il fazzoletto, penso: "ma che bello è ridere"!
Immagino le future imprese di questo gruppo, ma non tanto dal punto vista della mountain bike, ma dal punto di vista del ridere, della gioia di stare insieme, del girare qua e là godendoci la vita. E dico: "Lo spettacolo è appena iniziato"! Davanti a noi un sacco di post da scrivere, una valanga di pizze da tagliuzzare e divorare, un mare di foto da scattare e di filmati da girare. Giriamo ragazzi, giriamo! La vita è bella, noi siamo belli.

Vito, Elena... e allora? Siete riusciti ad arrivare alla ciliegina?

domenica 9 gennaio 2011

Val Bertone sent 385 Caino



Mauro:
......
"Uno dei giri più belli della valle del Garza,sempre bello il crinale da SEusebio al passo Viglio,piuttosto rovinata dall'acqua e da quei simpaticoni di enduristi la discesa fino al torrente Garza,nella neve fino all'imbocco del sentiero che porta giù a Caino,perfetta la discesa sul sentiero 385 (sotto una lieve nevicata), anche se costa un pò di fatica arrivarci sia dal passo Gabbie sia da Conche,ma le cose preziose si sà,bisogna guadagnarsele.

un bel grazie a Lisabike Vito Gfavier e Dario per la sempre squisita compagnia

1250 dislivello 23 km
note: stanco morto"....................




Dario:
...."Prendete uno dei crinali estivi, quelli aerei che con qualche breve tratto a piedi, toccano tutte le cime in un susseguirsi di saliscendi su sentiero, dal tecnico al pedalabile, e sempre panoramici. Scala 1:3, taglia e incolla dietro casa,(non casa mia ovviamente, che si trova nel limbo) e trovate il bellissimo giro di oggi! che bei sentieri, e che graditissima compagnia!A giro finito, in esplo per conto di Mauro (scappato a pranzo) su sentiero già conosciuto da Vittorio che passa dalla chiesa di San Rocco, e scende alla chiesa parrocchiale di Caino"

le foto di giornata

e ilpresepe di Caino

martedì 28 dicembre 2010

Proprio una bella giornata


Ecco l'ultima gita dei BdB il 26 dicembre alla scoperta di un nuovo(per noi) sentiero:il 102 a Limone sul Garda,raccontata da Claudio"Perse"

"Una domenica strana, una domenica che si fatica a riconoscere, in mezzo a tutte queste festività. Qualcuno la confonde per un lunedì...
Dopo un periodo di assenza tra le fila dei BdB, mi ripresento finalmente a cospetto dei super bikers bresciani (con ospiti veneti) che in una giornata fredda e uggiosa, invece di rimanere al caldo, tra le accoglienti mura domestiche, si imbarcano in una bella avventura.
Si, perché credo possa definirsi tale, un sentiero 102 in invernale. Il gruppo affronta la salita con grinta e le varianti proposte da Gigi ci portano verso Vesio per sentieri alternativi. Nevica, il lago è blu-grigio ed il Monte Baldo imbiancato fino a bassa quota. La strada militare delle gallerie della Corna Vecchia è ricoperta da uno strato di neve fresca, che spettacolo! Il Lago di Bondo, solitamente a secco, dopo le abbondanti precipitazioni, si presenta proprio come un bello specchio d'acqua e l'ambiente è proprio suggestivo. Elena grida: "Che spettacolo!" mentre continua imperterrita a salire nella neve. Per altri invece la salita si fa sempre più dura, e la colpa viene data alle abbondanti libagioni natalizie: al vino, al pandoro con la crema di zabaglione, etc. etc. etc....
È bello pedalare sotto la neve, e l'idea di scendere dal 102 è decisamente eccitante. Lo ripeto a Dario, a Milzo, Gigi, a me stesso: "non penso se ne trovino tanti di bikers su un sentiero del genere, in versione invernale". Ma i BdB sono bikers speciali, svitatelli, ma nel senso buono del termine...

A quota 1300 siamo investiti da un' ondata di vento gelido, ci troviamo in una posizione molto esposta e cerchiamo di prepararci per la discesa il più velocemente possibile. Dallo zaino fuoriescono antiacqua, giubbottini, guanti, cuffie, sciarpe... si indossa tutto quello che può essere indossato.
Il primo tratto di discesa per raggiungere i prati del Dalco è su singletrack innevato, su pendio ripido, si fa qualche tornantino, ma la sensibilità sui freni, con le mani ghiacciate, è nulla. Ci fermiamo un attimo per far riprendere temperatura alle mani, io indosso un secondo paio di guanti, avvicino le leve dei freni, abbasso la pressione della gomma anteriore. Riprendiamo a scendere. Ora va meglio!
Entrati nel bosco si sta meglio, siamo più protetti dal vento e riprendiamo un po' di sensibilità alle mani. Scattiamo la foto di gruppo e ripartiamo. Nel bosco dei prati del Dalco, con il fondo di foglie ghiacciate e neve, ci divertiamo a controllare le bici che sbandano in curva. È il tratto flow prima della parte tecnica. Si inizia subito con una serie di gradini e subito dopo un tornante molto stretto, ormai abbiamo acquisito una certa tecnica e lo superiamo senza troppe difficoltà. Il filmati di Vito lo testimoniano.
Il sentiero in alcuni punti è esposto e mentre alcuni di noi si cimentano nel passaggio, altri si mettono a sicura per evitare rovinose cadute.
Il freddo, la neve tengono coeso il fondo che altrimenti ci porterebbe alla deriva ad ogni frenata. Man mano che scendiamo infatti, questo legame viene a mancare, e in alcuni punti si ha una strana sensazione mentre i copertoni affondano nell' inconsistente strato ghiaioso. Abbiamo provato un gran divertimento nell'affrontare questa discesa e certi scorci sul lago ci hanno lasciato assolutamente a bocca aperta. Bravissimi i fotografi del gruppo ad immortalare questi momenti magici. Con una grande soddisfazione per il bel giro compiuto, ci siamo salutati e dati appuntamenti a presto.

Ora la mia mente viaggia già all'ultimo dell'anno e al suo prologo . Mi auguro di vivere delle bellissime emozioni; anzi, sono convinto che non mancheranno, perché assieme ai BdB, le emozioni sono garantite!"

Le foto di Dario

e video di Vito

lunedì 27 dicembre 2010

2011

Alla fine gli auguri e le prospettive di buon 2010 che ci scambiavamo un anno fa, sono andati oltre le aspettative! Grandi giri in tutto l'arco alpino, da Ventimiglia alla vetta d'Italia (quasi), passando per monte Bianco, Orobie, Dolomiti, e montagne Bresciane, ovviamente, più che mai!

Bikers di Brescia sempre più conosciuti, ma ciò che mi piace è lo spirito che è sempre quello dell'uscita che, seppur impegnativa sotto ogni punto di vista, è sempre e comunque un ritrovo di amici: nulla di organizzato troppo bene (se non il necessario), niente di ben definito, chi c'è c'è.
E' lo spirito migliore, quello che dura nel tempo e non si sfalda mai!

Grazie Frog per il BdB Memory che ci hai regalato. E' fantastico!





guardando ogni tassello ci si ricorda del giro, e si fa a gara a chi ricorda esattamente il sentiero, o il luogo. Grazie Frog per questi bei ricordi!

Per il 31, abbiamo in programma l'ultimo dell'anno al rifugio Chierego! Un'altra, vera avventura, per finire l'anno alla grande, e cominciarlo ancora meglio!

Buon anno a tutti!
Dario

mercoledì 8 dicembre 2010

Only Right Choices

Finalmente sabato sono ritornato a girare con i BdB. Che gioia!
Venerdì ritorno a casa tardi, è l'una di notte, piove acqua mista neve ed indosso il poncho nel breve tragitto da Piazza Lodi a Viale Po. Che magia la bicicletta, penso.
Infreddolito mi infilo sotto il piumone, che bello! Peccato che siano previste solo 3 ore di sonno. Dai, ogni tanto si può fare la mattata, mi ripeto mentalmente.
La sveglia non dà tregua e suona senza pietà all'ora prestabilita, mi alzo ma sono rimbambito, quasi barcollo. Ho la forza comunque per versarmi i cereali nella tazza ed il latte freddo del frigo. Brividi, sono nauseato dal cibo a quest'ora.
Ho quasi tutto pronto; mi infilo i vestiti da bici, raccolgo le mie cose ed esco di casa. Il Doblò è il mio mezzo di trasporto fino a casa del Milzo, a Mocasina; carico la bici, la borsa e lo zaino a cui sono appese le ciaspole. Non dovrei aver dimenticato nulla, avendo preparato il tutto la sera prima, con attenzione. Parto da casa che sono le 4:30 circa, il tempo non è migliorato ed i tergicristalli dondolano davanti ai miei occhi arrossati. L'abitacolo si scalda velocemente per fortuna, attorno a me solo i rumori del motore 1200 a benzina che va su di giri, l'autoradio non c'è.
Decido di prendere l'autostrada, e per la prima volta dopo un po' di anni di telepass, prendo il biglietto. La carreggiata è libera, tengo i 110 Km orari e incrocio solo qualche camion e poche macchine. A Brescia Est raccolgo qualche monetina per il casellante robot che gentilmente mi solleva la sbarra. Ricevo la telefonata di Dario che vorrebbe aggregarsi all'ultimo minuto, ed è in ritardo, dovendo ancora partire da Verola, lascio questa difficile decisione al Milzo.
Giungo a Mocasina e, caricata la vecchia Wolf Ridge, con un caffè facciamo passare un po' di tempo prima di partire verso il punto d'incontro con il Lonfo e "spacum so tot". Nel tragitto si ascoltano i Depeche Mode, il cielo si apre e spuntano le stelle, a Est albeggia. Nell'aria si avverte una certa eccitazione per l'inusuale avventura che stiamo per intraprendere. Ecco arrivare Dario, e dunque siamo pronti per raggiungere Molino di Bollone. Salendo con le auto sulla strada che porta a Navazzo, abbiamo modo di constatare che la quota neve è molto bassa, e l'asfalto incomincia a sporcarsi. Raggiunto il paese, per non rischiare, parcheggiamo e scegliamo di proseguire con le bici. Molto meglio così, una scelta giusta; solo scelte giuste. Sarà il motto di oggi.
Sonore risate nel vedere il Lonfo con gli sci legati allo zaino e gli scarponi ai piedi, un personaggio storico oserei dire. Rispetto assoluto.
Si canticchiano le melodie di Natale e ci si scambia gli auguri; viene automatico con un atmosfera così. Le facce divertite delle persone che incontriamo ci inorgogliscono, siamo fieri di essere un po' matti.
Tutto intorno a noi, un candido scenario: è stato come entrare per la prima volta nell'armadio de "Le cronache di Narnia" e fare ingresso in un mondo incantato. La salita su asfalto fino a Cima Rest ci ha permesso di scaldare i muscoli e pucciare l'ano, dato che la ruota posteriore sollevava, nei tratti più veloci, una bella striscia di acqua gelida che andava ad impregnare il fondo schiena. Al rifugio lasciamo le bici in un parcheggio custodito* e dopo aver bevuto qualcosa di caldo, ci incamminiamo nella neve. Il Lonfo con gli sci riesce a salire molto meglio di noi muniti di ciaspole. Affonda meno nella spessa coltre nevosa e ci prepara una pista più facile da affrontare. Noi, ringraziando, lo seguiamo.
In qualche occasione ci offriamo per trainare il gruppo, ma dobbiamo passare il testimone poco dopo per la fatica nell'avanzare con quegli impiastri legati ai piedi. Il tempo è ballerino, ma decisamente affascinante: a sprazzi di sole con il cielo azzurro che mette in risalto le bellissime montagne innevate, si alternano grosse nuvole grigie ed intense nevicate. Procediamo correttamente lungo il sentiero e saliamo, seppur lentamente, di quota, guidati dai segni sugli alberi, dalle tracce gps e dai nostri ricordi del luogo. È difficile distinguere i passaggi, ma ci ricordiamo del sentiero sotto di noi, e dei capitomboli che si son fatti scendendo da lì...
A quota 1700 siamo in procinto di uscire dal bosco e qui interviene il Lonfo che, dall'alto della sua esperienza con la neve, nella pratica dello sci alpinismo, e nell'evidente difficoltà a proseguire, ci consiglia "caldamente" di ritornare sui nostri passi.
Non esitiamo a dargli retta e iniziamo la discesa, che per noi ciaspolatori si rivelerà ugualmente difficoltosa, mentre regalerà al Lonfo sugli sci qualche emozione in più.
Con una certa fatica nelle gambe rientriamo al rifugio dove un piatto caldo ed un bicchiere di vino ci riscalderà il cuore prima della discesa sulla strada.

A volte è difficile uscire dal proprio guscio, dal tepore del letto e lanciarsi in chissà quale avventura. Molto spesso ne vale proprio la pena, ed il prezzo da pagare per vivere certe emozioni, facendo due conti, non è affatto caro.
Chi vive nella bassa, come me, Dario, Wilmer, Giani, Cecco... Frog... ha una voce in più sullo scontrino, ma alla fine quello che si porta a casa è talmente prezioso che i conti tornano sempre...

Appena potrò, verrò.

*Dal Padreterno

il video di Perse e le foto di Dario


chiedo scusa se mi permetto di mettere questo racconto di Perse.

lunedì 29 novembre 2010

Scorribande nella neve

Quest'anno l'inverno è partito presto, con brutto tempo ogni fine settimana, e subito neve a bassa quota. Ma la voglia di andare in bici è tanta, e unita anche al fascino della neve, porta a bellissime giornate, e gran divertimento!
Ci troviamo a Idro, Io, Wilmer, Vittorio, Elena e Seby. Partiamo con un freddo vento, ma senza precipitazioni e ci scaldiamo lungo la prima salita, verso Capovalle. Mi preoccupa un po' (ma neanche tanto) la strada che collega al Cavallino della Fobbia, che non viene sgomberata. Ed infatti, arrivati al bivio, 15/20 cm di neve la ricoprono, e mentalmente ci prepariamo ad una lunga camminata, già fatta l'anno scorso su questa strada.

Curioso come il nostro equipaggiamento sia praticamente da montagna, più che da ciclismo, se escludiamo il casco: scarponi, guanti da sci, ghette, abbigliamento da trekking, etc. partiamo, e con sorpresa (e gioia) si pedala! Bisogna sudare, e impegnarsi in un quasi snervante equilibrio, nel tentativo di mantenere dritta la traiettoria, ma pedaliamo la strada per il 90% credo. Eh si, è cominciata bene! Nel frattempo ha cominciato a nevicare, fine ma fitto.





Dal cavallino della Fobbia, dopo due chiacchiere con qualche escursionista curioso, pedaliamo agevolmente verso il 451, ora nevica più copisamente, e con vento orizzontale. La discesa, soprattutto il primo pezzo, è un verso spasso! Urla, voli, scivolate, risate! che spettacolo!





Il resto della discesa, a tratti impegnativo, via via prosegue con meno neve, finchè raggiungiamo il lago sotto una fine pioggerella. Dopo aver mangiato qualcosa, scopriamo che anche il telaio di Seby ha una crepa. Con quello che costano, e con quello che queste bici permettono di fare, dovrebbero essere più resistenti. Risaliamo verso Valledrane, e verso la neve, di nuovo! Si pedala tutto fino al forte. Ormai questo posto è abbinato alla neve! è diventato un classico.



Altra discesa divertentissima!



Sciacquate le bici nel Chiese, ritorniamo a idro sotto la pioggia, e tutti col sorriso!

Ne parlavamo in macchina sabato sera, con Cecco. "ogni stagione ha il suo lato positivo, basta coglierlo" Per cui, se è pur vero che la neve per noi è spesso d'impiccio, si può a volte approfittarne, e trarne un gran divertimento!

Tutte le foto le trovate QUI

domenica 21 novembre 2010

uscire con il maltempo

Oggi è una di quelle giornate che solitamente si trascorrono in casa.
Io, Elena e Vittorio (ma ufficiosamente anche Milzo e Seby) siamo andati sul Guglielmo (o quasi), con un tempo davvero tremendo;

mentre salivo pensavo all"uscita con la pioggia", tanto temuta.
Però oggi, seppur salivamo sotto una pioggia incessante, non sono mai stato tanto male, o avuto freddo, forse perchè cercavo il lato positivo della cosa, o forse perchè dopotutto è solo un po' di acqua, e se si è adeguatamente attrezzati, non è una tragedia.
Certo che abbiamo avuto la fortuna di stare davanti al camino per un po', ma ciò non toglie che l'abbiamo presa proprio tutta, e salivamo, per ben 2h e mezza sotto il diluvio. Dopo è arrivata la neve, e cambia davvero tutto.



Davvero un peccato che sia diventata quasi subito impedalabile, perchè pedalare sotto una nevicata che attecchisce penso sia una delle emozioni più belle (del biker medio AM, sempre quello della pioggerella amica, per intenderci).

Tralaltro affiora nei ricordi il 30/12/2007, quando salimmo fin su Tombea e Caplone sotto una fantastica nevicata.



oppure il giro di alcuni BdB al lago d'Idro + 451, nel 2009, sotto una nevicata da sogno, con super divertimento (io non c'ero, lavoravo...)

Direte voi: "troppo facile fare il figo solo perchè oggi l'hai presa". Vero, ma l'esperienza insegna!

A volte la previsione è malevola, la nuvoletta con la goccia ci scoraggia. Ma se si ha voglia, è meglio andare. Spesso le emozioni e i ricordi indelebili nascono da queste giornate "azzardate".

Alla prossima!

un bellissimo giro pre-invernale

Sono le 7, e mentre sto guidando vedo a nord il profilo di Pizzoccolo e Baldo incappucciati. forse non è così male la giornata! Ed infatti arrivati sul lago, oltre a 4°C in più, c'è un bel cielo nuvoloso e aria tersa, si sta bene!
Comer, Briano, pezzo esplo. All'inizio siamo un po' dubbiosi su cosa fare, ma l'intento è comunque quello di pedalare un po', così cominciamo a salire, lungo una salita molto varia tra rampe, sterrate e anche un po' di asfalto. solo ogni tanto qualche gocciolina di pioggia.

A Briano proviamo il pezzo esplo intorno a due dossi sopra la Valvestino. bello, stradelli con 30 cm di foglie e sassi, tutto pedalabile, davvero una bella variante. Brao Orma
Ci riportiamo sulla discesa del Comèr, viscida, ma divertente. Il vento ha fatto grandi danni nel bosco

Bei panorami sul lago



facciamo una visita all'Eremo di S. Valentino. L'attuale eremita, uno scontroso triumplino, ci promette tempo buono per il prossimo week end (per domani NO)



Concludiamo con la restante bella discesa



All'imbocco del sentiero 31 (giusto?) una grossa frana con qualche decina di alberi caduti (sono tanti) ci blocca il passaggio. Provo ad intrufolarmi tra rami e fango, finché mi trovo sopra a dei tronchi sospesi a 5mt, e sotto il torrente. meglio tornare indietro. Fortuna che le vie di Gigi sono infinite, e in un batter d'occhio siamo a Gargnano per una pizza e birretta, che qualcuno apprezza

martedì 16 novembre 2010

I Bikers di Brescia e l'Ultimo dell'anno



Anche quest'anno si è parlato un po' di dove trascorrere l'ultimo dell'anno. Dopo due bellissime esperienze al Chierego, si pensava di trovare un posto alternativo, senza giungere ad una conclusione.
Vero è che non ho trovato posti aperti che meglio si adattano a ciò che mi/ci piacerebbe fare: raggiungere possibilimente il rifugio in bicicletta.
Anche per quest'anno io penserei di passare l'Ultimo nell'accogliente rifugio.
Purtroppo questa volta Massimo (il simpaticissimo gestore) non sarà presente, ma mi ha assicurato che quasi sicuramente il rifugio sarà aperto!
Chi sarebbe interessato?

solita "logistica" degli altri anni, sperando in una bella giornata!

Massimo ci ha anche assicurato che "per i ciclisti niente caparra" eh eh

sabato 13 novembre 2010

La bici è una medicina

La bici aiuta a scaricare tensioni, è una ottima medicina per il corpo ma soprattutto per la mente.
Il video che segue ha vinto gli awards su Vimeo, è un video drammatico che racconta una storia vera, molto emozionante.

Last Minutes with ODEN from phos pictures on Vimeo.

lunedì 8 novembre 2010

Portland - lavori in corso per le bici

A piedi e in bici appena si può!
Per i brevi tragitti, perché non utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto?
Io lavoro vicino a casa e mi sposto sempre in bicicletta, ma quanti, pur dovendo percorrere pochi chilometri, utilizzano comunque l'automobile? O perché fa troppo freddo, o troppo caldo, o piove, o fa buio troppo presto. Ogni scusa è buona. La volontà comunque, evidentemente, manca. Le città sono sempre più intasate di automezzi, sempre più inquinate, chiassose, frenetiche, e la circolazione è sempre più lenta.
La soluzione? Costruire nuove strade, no? La tangenziale, il cavalcavia, il parcheggio sotterraneo...
Tutte infrastrutture per le auto, perché tutti si muovono in auto.

Là dove la gente usa la bicicletta per muoversi, ecco che le strade diventano ciclabili.
È nato prima l'uovo o la gallina?
È nata prima la bicicletta o la pista ciclabile?


Portland's Bike Boulevards Become Neighborhood Greenways from Streetfilms on Vimeo.

domenica 7 novembre 2010

Recensione POC - Index Flow

Di guanti se ne comprano in continuazione, di solito perché si rompono e diventano inutilizzabili...
Solitamente costano una 30ina di euro, per i modelli non proprio in cartone pressato, che "dovrebbero" assicurare un certo confort e resistenza all'usura. Invece no. Solitamente non solo si rovinano molto velocemente, si strappano, si scuciono, perdono pezzi, ma diventano anche visivamente molto brutti. Sarà il lavaggio a 40 gradi, ma il colore è la prima cosa che se ne va.

Preso da un attacco di acquisto illogico su internet, opto per spendere ben 55 euro per questo paio di guanti su ChainReactionCycles. POC è un brand svedese che però fabbrica tutto, ovviamente, in Cina. Perché quindi far pagare un paio di guanti 55 euro? Per il design? Per i materiali? Mah, non si sa. Vediamo un po' come son fatti...
L'index flow è un guanto da freeride, di costruzione robusta, con degli inserti protettivi e che offre comunque una certa ventilazione. Appena indossati, a fine Agosto, in effetti ho avuto la sensazione che scaldassero un po' di più rispetto a dei Troy Lee Designs, XC glove, guanti leggeri e quindi più arieggiati.
Sempre alla ricerca del particolare colorato, in qualsiasi oggetto d'abbigliamento e no, opto per la versione con dorso bianco/arancio e palmo nero. Il materiale usato per il palmo, una pelle, si rivela molto robusto, rimanendo tutto d'un pezzo anche dopo gli immancabili scivoloni per terra.
All'interno del guanto si trova una sorta di foderina che dovrebbe evitare una sgradevole sensazione di sudaticcio a contatto con la pelle. Sul dorso mignolo e anulare sono protetti da una vistosa pelle color arancione e da un piccolo guscio in plastica rigida sulle nocche; in corrispondenza di pollice, indice e medio invece si trova un tessuto traspirante di color bianco e un'altra protezione morbida. Quindi i materiali più protettivi si posizionano esternamente, là dove teoricamente è più necessario.
Ottime le sensazioni di grip del materiale usato per il palmo. A chi preferisce avere una areazione maggiore, consiglio di optare per il modello index AIR, che non dispone dei gusci protettivi tipici dei guanti da freeride, ma che in estate non scalda eccessivamente.
Testata la effettiva robustezza del prodotto, aspetto positivo considerando lo sport "estremo" che pratichiamo, c'è qualche aspetto che non mi ha del tutto soddisfatto.
Già dopo il primo lavaggio la pelle color arancione ha incominciato ha perdere il colore e ad irrigidirsi; forse un trattamento con qualche sorta di prodotto specifico per cuoio e pelli, renderebbe questa parte più confortevole. C'è da dire che dopo averli indossati, la pelle riprende quasi istantaneamente una forma gradevole. Probabilmente anche il tessuto nero che costituisce il palmo rilascia del colore in quanto la parte in tessuto bianco si sporca velocemente e assume una sgradevole colorazione grigia. Da evitare quindi la versione "da fighetti", optando per la più sobria colorazione nera.
La prova sul campo continuerà in primavera, in quanto i robusti POC sono tutt'ora funzionali, ma i rigori invernali ci obbligano a indossare guanti che proteggono maggiormente dal gelo.

Ecco alcune foto del prodotto:


giovedì 4 novembre 2010

Invidia pura

Ara che robe! Che tecnica! Un po' di video per farsi venire un po' di invidia...




29er-nose from amotion.at on Vimeo.

domenica 24 ottobre 2010

Cima Avez e nuovi sentieri 223 e 225

Sono 20 anni che ogni volta che passavo dall'ultimo tornate prima del rifugio Garda al Tremalzo,mi ripromettevo di andare a vedere dove finiva ste stradina,ora grazie alla tecnologia e a MilzoCartograficus ho visto,che ste stradina arrivava nei pressi di una cima sconosciuta,bene,anzi no,poi si deve tornare dalla stessa strada....che noia,invece su qualche altra cartina sembra ci sia un sentiero puntinato che proprio dalla cima scende verso il basso:bingo,approfondiamo.
Strano in rete su questo sentiero e questa cima non c'è niente,essendo nella zona più frequentata d'Italia è abbastanza preoccupante....mmmmh meglio non incasinarmi in qualche tratto tipo la valle della morte di MuraCasto.
Ma ogni volta che ho sottocchi la mappa del garda bresciano,lo sguardo finisce sempre li.....riapprofondiamo, ed ecco che per culo sulla rete trovo una descrizione del sentiero:
" si rimonta il prato imboccando in alto a destra il sentiero che si addentra nel bosco in direzione nord e
che, salendo con decisione, passa sotto alcune pareti rocciose uscendo infine sui prati intervallati da
boschetti nei pressi di una vasca per l’abbeverata. Da qui, puntando verso nord-ovest, si tocca in
breve malga Prà di Lavino.
Itinerario su sentiero poco marcato, soprattutto per chi scende da Prà di Lavino. Percorribile solo a
piedi
."
Come descrizione non è molto invitante,però il sentiero almeno esiste ancora,ora non resta che aspettare l'occasione giusta e.......presto arriva,il tutor dei Bdb mi chiede:dove andiamo sabato?Sopra i 1900 c'è neve,sotto i 600 fa troppo caldo,il presidente ha voglia di Garda,i crucchi se ne sono andati e i freerider hanno freddo,quindi si và a vedere questa montagna e questo sentiero.
Siamo in sei in una mattina fredda e nuvolosa,io Frog il Lonfo gfavier(età media 49) Giani e Dario(età media 24),saliamo dalla valle di san Michele fino al rifugio Garda,vedere solo le nostre bici fuori dal rifugio è abbastanza insolito,ma la fredda e nuvolosa giornata scoraggerebbe chiunque.Dopo dei mega piattoni di pastasciutta e due scodelle di minestra di verdura ci accingiamo a varcare le colonne d'ercole(il tornante) e ad inoltrarci verso l'ignoto.
Fa un freddo cane c'è un po di neve sulla stradina,usciamo dal bosco e si apre un panorama notevole verso il lago e il Caplone,peccato le nuvole,la stradina che sale in leggere pendenza è molto bella,sembra un pò quella che sale in Tombea,arriviamo in un pianoro e vediamo la cima Avez dall'altra parte coperta dalla nebbia,anche se siamo solo 100metri sotto la vetta e c'è un'invitante mulattiera che sale,decidiamo di rinunciare e ci prepariamo per la discesa,non essendoci sentieri e segni seguiamo alla lettera il gps, dopo un breve tratto freeyazz ci troviamo su un evidente sentiero che con qualche tornante al limite della pedalabilità ci porta in poco tempo alla malga Spiazzo,ritornati sulla stradina arriviamo a malga Lorina e scendiamo ad imboccare il sentiero delle tracce e dopo una breve risalita il sentiero 225.
Questo sentiero l'avevamo già fatto 2 anni fa,quindi lo conosciamo,non ci sono segnavia e non è facile da individuare,serve la traccia gps.Il fondo è abbastanza sporco,stretto e molto ripido,ma le peripezie per rimanere in sella mi divertono non poco,dopo qualche tornante,la traccia diventa più marcata e più facile,qualche passaggio esalta le doti di vertdario,qualche divertente siparietto(mitico Frog) interrompe la discesa e ci fa riprendere fiato.arriviamo a malga Negrini e su sterrata ritorniamo nel fondovalle e al parcheggio con il nostro Dario alle prese con l'ennesimo cambio rotto.

Conclusioni:probabilmente sulla cima Avez ci si arriva pedalando,mancava poco ma la nebbia sulla cima ci ha scoraggiato,comunque il tratto dal passo Dil è molto panoramico,dalla malga Prà di Lavino nei primi 200 metri lineari,c'erano due sentieri sulla mappa igm, noi siamo stati più alti,ma dall'abbeveratoio delle mucche è meglio scendere tenendo la dx(sentiero con segnavia cai non visti da noi).Comunque il sentiero 223 è percorribile in sella,un pò sporco,ma interessante.Nel complesso a chi piacciono i sentieri impegnativi ottima discesa dalla cima Avez 1900slm a malga Negrini750slm con altri 130 metri a favore per 2 brevi risalitine.

lunedì 11 ottobre 2010

Si, è VERO...

LE MOUNTAIN BIKES ROVINANO I SENTIERI!
Pubblico sul blog questo video terribile, che testimonia come, per creare il tracciato della gara MTB, Bike Extreme, l'organizzazione dell'evento sia intervenuta in maniera massiccia sull'ambiente, modificando quello che era un bel sentiero single track in una stradina...
Certi scempi non dovrebbero essere permessi. Di fronte a questi fatti, tutti i Bikers di Brescia e non solo dovrebbero unirsi e andare a protestare in massa contro l'organizzazione della gara che si terrà sabato 16 e domenica 17 Ottobre. Decidiamo il da farsi in questi giorni. Ragazzi, parliamone!



Con Gigi(Ricki) sull'appennino Modenese

Autunno (foto Dario88)
Splendida giornata in provincia di Modena ieri con 4BdB 2simpaticiBdC e 1BdM.
Modena la conoscevo solo perchè avevo visto un concerto dei PinkFloyd negli anni 80,per il Lambrusco e per l'aceto balsamico,in tema MtB cazzeggiando sulle mappe avevo notato un cima piuttosto alta(m.Cimone) ma dalle prime ricerche sul web la parola freeride,risalite meccanizzate,piste di discesa mi avevano spinto a lasciar perdere ed a guardare verso altri lidi.
Questa primavera cercando un giro in Romagna ho conosciuto via web Gigi,e gli ho promesso che entro la fine dell'anno sarei andato a trovarlo di persona,quindi in una bella giornata autunnale con GFavier,Dario88 e Seby13 eccoci a pedalare in posti a noi sconosciuti.
Che dire,giro splendido in posti assai belli,salite mai troppo ripide in boschi fantastici dai colori autunnali perfetti,sentieri bellissimi mai difficili in quota e in discesa,ottimi panorami sui monti toscoemiliani,crinali degradanti verso la pianura che nascondono intriganti sentieri.Insomma un bell'ambiente da perlustrare in bici e a piedi.
Il giro non lo stò a descrivere tanto lo conosciete meglio di me,ad un certo punto del giro programmato Gigi ci ha consigliato il lago Scaffaiolo con relativa lunghissima discesa verso Fanano,alla fine circa 47km per un 2millino di dislivello coperti senza particolare affanno da tutta la combriccola......bè,insomma,stanchi alla fine,ma appagati.
Sono molto contento di aver stretto la mano a Gigi una persona bella dentro e ottimo biker.Io solitamente sono di poche parole,mi piace ascoltare e ieri per il tratto in quota succhiandogli le ruote ero talmente attratto dai suoi racconti che non sentivo nemmeno la fatica.
La sera ci siamo fermati a gustare la cucina modenese e per la prima volta ho assaggiato le specialità tipiche della zona,peccato per il bicchiere di vino rimasto nella brocca,ma dovevo guidare.
Un grazie a tutti per la solita bella giornata nella natura....Corno alle Scale,Tauffi ecc ecc.....ci ritorneremo.

la foto di Dario

mercoledì 6 ottobre 2010

Rifugio Torsoleto

GFavier con la bici nuova

Ottimo giro anche oggi in posti che non avevo mai visitato,la salita è dura ma molto bella,è una mulattiera militare con pendenze abbordabili,il tratto in alto è un pò rovinato,in condizioni ottimali se ne pedala il 90%,purtroppo la nebbia e la neve l'han fatta da padrone,oltre i 2100 troppa neve sul sentiero,così ci siamo dovuti accontentare di arrivare al rifugio(meno male ero quasi morto di fatica)quelle poche volte che si è aperto un attimino, l'ambiente era spettacolare,quindi il prossimo anno è facile che ci si ritorni.
Bella anche la discesa,difficile fino alle malghe basse,poi traverso nel bosco con tratti a spinta ma carino e discesa nei prati sopra Paisco con picchiata finale su sterrata cementata.



Curiosando sui monti tra la val Paisco e la val d'Aprica, una volta raggiunto il passo Torsoleto si aprono diverse soluzioni molto molto interessanti

A) seguire a dx tutto il percorso della maratona del cielo(vedi sopra),fino al pz tri
B)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo di Cadino e poi a sx n°134 fino a malga Torsolazzo e val Brandet
C)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo Salina e a sx N°143 fino a malga Bondone e val Brandet
D) scendere in val Brandet n°129 passando per il lago di Piccolo
E)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio
F)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio fino a malga Culvegla poi a sx in salita fino a intersecare il sent 4 luglio,zappello dell'asino e SAntonio
G) sx al passo del Sellero e scendere n°164 fino a malga Sellero e rientrare in val Paisco

naturalmente sono soluzioni che prevedono un pernotto al rifugio o al bivacco

Mappa:
http://foto.mtb-forum.it/showphoto.php/photo/72710

FOTO

VIDEO

domenica 3 ottobre 2010

Five Ten Impact 2 Low



su consiglio di Perse, ho preso anche io le famosissime Five Ten (Impact Low), dopo sei mesi di utilizzo di Shimano MP90 (discrete).
Sono 2 mesi che le uso, e sono ancora in ottimo stato. Mi sento di consigliarle per un utilizzo "Bikers di Brescia", robuste, fantastiche sul pedale, molto buone per camminare, buone sotto la pioggia.
Ieri prima uscita sulla neve (Torsoleto). Qui si comincia a metterle in difficoltà, ovviamente, ma si sono comportate egregiamente. buona tenuta e l'acqua entrata solamente dal collo del piede. Anche Carlo1 le ha provate soddisfatto.

Forse con l'inverno utilizzerò ancora gli scarponi in qualche uscita, ma di sicuro ho trovato la scarpa per il cicloaplinismo.


Five Ten are "Perfect" to

Mountain Bike (every week-end)
Climb (Lazfons)
Trek (Val di Fumo)
Walk on Snow (Torsoleto)
Dismount 20mm Thru Axle with a Kick (every week-end)
Eat a €3,50 ice cream in Fornaci (often)

lista in aggiornamento