martedì 13 luglio 2010

Cadria.......ci torneremo.


Sì,l'ho promesso,sopprattutto a me stesso,quest'autunno,magari in una giornata tersa che solo l'autunno sà regalare,voglio tornarci e concludere degnamente il giro del Cadria,una montagna schiva,in disparte,ma per questo non meno bella e affascinante di altre.E poi che bei ricordi d'infanzia per me e anche per Dario,al primo campeggio con la parrocchia di Nave,era il 1977...a piedi dall'Ampola ci arrivai molto vicino,poi 5 o 6 anni dopo con coloro che mi hanno insegnato a camminare tra i monti(papà e zio Beppe) ci salii in cima,ed ora grazie ai super BDB ci sono tornato,prima girandogli attorno in un lunghissimo giro ma di grande soddisfazione(almeno per mè),e poi la settimana dopo raggiungendo la cima,c'era un temporale in arrivo,ero molto preoccupato,ma molto contento di esserci arrivato.Tanta fatica per trovare la "chiave giusta",ed ora basterà aprire la porta principale ed entrarci sempre in punta di piedi come solo i BdB sanno fare....arrivederci grande Cadria a quest'autunno.

lunedì 12 luglio 2010

Se non ci fosse...

Se non ci fosse il trasferimento in macchina, nel traffico, in coda, fermi in colonna in una strada da almeno 70 Km/h, ma come sarebbe bello!

Rallentamenti e code sia all'andata che al ritorno. Per un motivo o per l'altro, c'è sempre una marea di gente o ferma, o a passo d'uomo sullo stradone o nella buia galleria...

Allora abbandoniamo le strade principali, si rallenta ai 40-50 Km/h (con il solito tipo che ha fretta attaccato al culo...) e si percorrono le strade basse.
Ci accorgiamo subito di quante cose belle si perdano appunto.. per strada, percorrendo le tangenziali e le superstrade. Bei paesini, chiesette, strade di campagna tra i frutteti, piste ciclabili. L'obiettivo è proprio questo, riscoprire il viaggio alternativo, ecologico, il più possibile lontano dal traffico del fast and furious (in colonna).

Non ci si accorge della degenerazione umana?
Lo slow food nasce per contrastare il fast food: il mangiare male ed in fretta.
Il fatto di doversi muovere sempre più velocemente, porta alla costruzione di nuove strade. Cemento-asfalto-cemento. Ma nello stesso momento aumenta anche il numero di automobilisti. L'illusione di un viaggio rapido nella valle incantata invita troppa gente a muoversi. Smog-clackson-smog. La situazione non cambia, anzi peggiora.
Non ho mai conosciuto lo slow travel, il viaggio bello, magari didattico, contemplativo. L'intenzione è quella.

È solo questione di tempo, la mela sta maturando sull'albero, al momento è ancora acerba, ma arriverà il momento in cui potremo coglierla e finalmente lasceremo a casa il mezzo puzzone e ci muoveremo con mezzi più intelligenti come il treno o la bici.

giovedì 1 luglio 2010

La prima volta...

... la prima volta, che emozione! Sono un po' agitato, si lo confesso, è tutto il giorno che ci penso. Chissà come sarà. Non vedo l'ora.
Ieri sera, grazie a Spiedo dei Los Lobos ho provato per la prima volta la bici da corsa. La preparazione del mezzo è avvenuta la sera prima: il copertone montato è troppo largo e tocca la forcella, viene sostituito con un continental dal profilo più sottile, gonfiato a 7 bar
Poi si regolano sella e manubrio. Salgo sul mezzo. Ommammamma...

Ieri sera dopo il lavoro mi trovo con Spiedo all'imbocco dell'autostrada, pochi minuti e raggiungiamo Fidenza. La tensione sale.
Usciamo dall'abitato con i suoi centri commerciali, i suoi prefabbricati di cemento e raggiungiamo la zona collinare, con belle villette, chiesette, e stradine a misura di bicicletta, poco trafficate e dall'andamento sinuoso.
Mi cambio e dopo parecchi anni rimetto i pantaloncini di lycra, un ritorno al passato, quando in tenuta xc giravo con l'alpinestars e la K2 pro-flex, come per la prima uscita con i BdB al Baremone.

Poco dopo le 19 si parte. Subito discesa, sono prudente, devo ancora adattarmi al manubrio stretto, alla posizione di guida, ai freni poco performanti. Mi tengo saggiamente in coda. Poi inizia un lungo tratto in falsopiano, sembra di essere in discesa tanto si viaggia, invece stiamo pedalando il leggera salita
Vedo il gruppo agitarsi, siamo alla prima salita ed io sono ancora sulla corona più grande, di dimensioni enormi, non so quanti denti possa avere. Quando decido di scalare sulla corona più piccola la catena cade. Ecco. Velocemente rimetto la catena in sede e riparto, tutti mi incitano a riprendere il primo del gruppo che ha allungato.
Si perché, per aumentare la suspence, il divertimento, si assegnano dei punti di una speciale classifica a chi transiterà per primo su in cima. Altri punti in base all'abbigliamento, alla presenza o meno di integratori nell'acqua della borraccia, al rutto più clamoroso durante la salita... etc
Fatto sta che mi ritrovo davanti. Non so dove finisca la salita, quindi spingo ma non troppo. Ad un certo punto Ema - sulla sua bdc singlespeed, mi passa come un fulmine: uau! Ad un certo punto molliamo e ci rilassiamo, in questo frangente lo supero. Si scoprirà in seguito che il traguardo volante si trovava più avanti, e che quindi sono transitato davanti al mio compagno di salita.
Dopo la salita un tratto di discesa: cerco la guida e la traiettoria pulita, evito le buche. Non sono certo un fulmine, ma me la cavo. Un po' di apprensione c'è sempre. Seguiranno altre salite tra cui quella al castello di Tabiano, estremamente veloci da percorrere in sella ad un mezzo così performante. Che belle sensazioni.
Quei copertoncini sottili e lisci filano sull'asfalto, le asperità del manto stradale si avvertono nei dettagli, le buche e i tombini sono come crateri, voragini senza fondo; occorre prestarvi attenzione. Più di trenta km sono volati in un baleno, senza fatica. Come giretto serale, è stato davvero piacevole. In seguito ci siamo seduti a tavola, in una bella trattoria e abbiamo cenato a base di torta fritta (gnocco fritto), affettati misti (io no), e formaggi. Mentre il resto del gruppo partiva all'attacco della grigliata mista, io mi sono mangiato un bel primo a base di spaghetti integrali fatti in casa con pomodorini freschi e ricotta stagionata. Poi i contorni: patate al forno e una insalata mista. Dopo il caffé si è ripresa la strada per casa e alla bell'ora dell' 1:00 mi sono fatto la doccia e poi letto.

Il tour de Fidenz è iniziato, ed è iniziato nel migliore dei modi.
Una bella serata, molto piacevole e per questo ringrazio tanto i Los Lobos ed in particolare Spiedo che ha fatto in modo che potessi pedalare col gruppo sulla bici da corsa.

Un altro fine settimana...

Un altro meraviglioso fine settimana alle spalle, due giorni da favola tra le montagne, con fantastici amici. Quante risate! Che pedalate, che fatica!

Sabato è il compleanno di Dario, che ha in programma una bella giornata con i genitori ai fienili di Rest. Decide comunque di meritarsi il pranzo che verrà, pedalando da Idro fin lassù alla massima velocità. In un attimo è arrivato e gli toccherà attendere l'arrivo dei suoi. Poi l'abbondante pranzo e felici momenti con la famiglia. Bravo Dario, e tanti Auguri!

Noi, salutato Dario a Idro, proseguiamo verso Storo e poi Bezzecca.
Qui io e Wilmer abbiamo l'appuntamento con Mauro, Carlo, GFavier, Gilbomorris e Gigi. In programma il periplo del monte Cadria. Si percorrono mulattiere già note, la strada sale nel bosco, bellissime le fioriture dei maggiociondoli (Laburnum anagyroides). Iniziano i saliscendi e Favier inizia con le sue simpatiche lamentele. La natura è splendida, rigogliosa, le forestali ben tenute. Lungo i sentieri qualche albero è caduto e ostacola il nostro passaggio, "eh ma il sentiero è troppo sentiero"... "e gli alberi sono troppo alberi"...

Mauro spinge per accelerare i tempi e ridurre le pause al minimo, anche se la voglia di sostare in quei bei posti è sempre tanta. Tranne vicino ai laghetti infestati dalle zanzare...
... "eh ma quante zanzare, e le zanzare sono troppo zanzare, e le mosche sono troppo mosche" (Favier continua con le sue lamentele)

In salita Mauro, col sostegno di Carlo, si ingarella con Wilmer per chi va più forte e così i poveri cristi di Gilbomorris, Favier e Perse, devono spaccarsi le gambe per raggiungerli...

Poco prima dello strappo finale di 400 mt di dislivello si transita per una malga con fontanona d'acqua fresca: "eh ma l'acqua è troppo fredda e troppo acqua"... verrebbe voglia di fargli fare una bella doccia.

Ultimo tratto, ma molto breve, bici in spalla e poi inizia la discesa. Il primo pezzo a scivolone su ghiaione in contropendenza è ostico. L'aderenza è 0.
Poi il sentiero diventa più semplice e ci si diverte a consumare i tasselli della spalla destra dei copertoni per via dell'inclinazione. Infine ultimo tratto explo lungo un sentiero veloce con tratti a sorpresa. All'improvviso infatti spuntavano tratti tecnici o bruschi cambi di direzione che a volte ci hanno colti alla sprovvista.

Come sempre tanto divertimento. Giro piuttosto impegnativo che ci ha però entusiasmato per i luoghi incantevoli. Complimenti a Mauro per averlo progettato così bene. "eh, ma è in senso orario... mai più giri in senso orario". E così Favier ha concluso in bellezza la sua giornata da simpatico spaccaballe.

Dopo birra e panino gentilmente offerti da Dario il giovane festeggiato, l'atmosfera improvvisamente cambia: ha inizio la seconda puntata de "Back to Nature" - quando gli uomini selvatici si rincoglioniscono -

Dopo lo spuntino saliamo in macchina con destinazione Bagolino.
Siamo sudati ed accaldati dopo la giornata in bici. Dario ha precedentemente individuato un punto lungo il torrente in cui ci si potrebbe aspergere. Wilmer aggrotta la fronte :il-saggi: ma poi alla fine cede sotto i colpi di due pazzi furiosi come noi.
Ai bordi della pista ciclabile, una scalinata ci porta a livello del torrente. Ci spogliamo e ci lanciamo a capofitto nelle fredde acque. È come quando dalla sauna si passa al bagno nella neve: il corpo viene scosso violentemente, e sbuffiamo come 3 grossi leoni marini nel momento in cui, dopo ore passate al sole, si tuffano nel mar Baltico.
Solo che i leoni marini non emettono urletti gai... :smile:
O forse si.

Fatto sta che freschi di bucato raggiungiamo Bagolino ed incominciamo la ricerca di un prato dove posizionare la tenda. Molte aree sono recintate, facciamo fatica ma alla fine individuiamo un bel posto. Il prato non è demaniale quindi chiediamo il permesso al proprietario, che gentilmente ci dà il via libera.

La tenda è pronta, ora si deve pensare a riempire la pancia. Nella pineta dove [U]avremmo[/U] potuto campeggiare, c'è una festa con tanti ggiovani, col cappellino, la scimmietta, lancian la siga e non se l'aspettan.... pbdticshhhh :smile:
Almeno c'è da mangiare e da bere, e l'occhio cade su qualche scosciatura o scollatura. Che belle figliuole!
La polenta però è difettata con l'aggiunta nell'impasto della salsiccia, per cui per non morire di stenti, invito i miei amici Dario e Wilmer ad accompagnarmi in pizzeria dove abbiamo un altro incontro con un bel paio di tette. ;-)
Il ritorno alla tenda avviene per le strette vie di Bagolino, e con gli occhi stanchi scendiamo ripide scalinate dai gradini irregolari che ci riportano a livello del torrente. Il suono dell'acqua che scorre ci accompagnerà durante la notte, fortunatamente al momento non abbiamo problemi di incontinenza.
Il risveglio è alle ore 7:00. Smontaggio tenda, colazione, spesa nel negozio di alimentari, e trasferimento a Valle Dorizzo dove inizia il nostro giro.
Nel bosco si fa tutto e c'è pure il bidet.
Poi iniziano le rampe. Molto meglio farle in single speed, a piedi. Col 22x34 si fa più fatica. Poi la valle si apre, splendida, lussureggiante, paradisiaca. Si, il paradiso c'è ed è un luogo di verdi prati, torrenti, cascate, terra rossa, fiori di ogni colore... farfalle... mancano solo le fighe nude che corrono nei prati (sarebbe la ciliegina sulla torta).
Io e Wilmer facciamo fatica. Sarà il giro di Mauro di ieri? Siamo stanchi.
Il Dario invece, giovane come l'acqua, non sente i km del giorno precedente e sale senza fiatare, in scioltezza. Non vedo l'ora di fermarmi a mangiare, ho lo zaino colmo di panini, frutta e la lattina di Sanpellegrino. Buonaaa.

Dario ci indica "la panchina" come luogo per il pranzo. E la panchina non arriva mai, e noi abbiamo fameeee! :rosik:
Ormai allo stremo delle forze, arriviamo alla fatidica. Divoriamo tutto e iniziamo la discesa. La digestione ne risentirà alla grande. In cielo grossi nubi grigie ci fanno ombra, noi volevamo il sole! Il panorama è magnifico, sotto di noi i laghetti ed ecco il sentiero che percorreremo. Siamo bravi in sella alle nostre biammortizzate, e ci divertiamo lasciandoci andare in acrobazie niente male. :celopiùg:
Qualche passaggio va ripetuto: complice la stanchezza, il sasso nella posizione sbagliata, la ruota che va dove vuole lei e ci si ritrova col culo per terra. Amen.
La seconda parte è più tortuosa, la mulattiera è anche scivolosa e dobbiamo concederci delle pause per riprendere fiato e far riposare i muscoli doloranti.
Siamo a valle. Si potrebbe proseguire per il Misa, ma io e Wilmer siamo stanchi ed appagati per il giro compiuto. Dario suo malgrado rinuncia. :medita:
Caricate le bici in macchina, è di nuovo il momento per il bagno nel torrente. L'acqua scorre forte, gelida. Non riusciamo a rimanere con i piedi immersi per più di un minuto, è troppo fredda! Si può dire che ci siamo rinfrescati per bene.
Il pomeriggio è ancora lungo: c'è tempo per una Radler, la salita alla chiesa di San Giorgio e il gelato.
Poi scatta "missione Bagoss - alla ricerca del formaggio di malga". Gli alimentari del paese sono chiusi, l'unica speranza è a Ponte Caffaro. Mauro ha visto bene ed effettivamente è il migliore. È aperto, ci fa degustare il "bagoss per l'uomo che sa vivere", dispone di parecchie varietà del formaggio.
Conclusi gli acquisti si ritorna a casa.
In pianura? Che caldo, che afa, che schifo!

Concludendo devo dire che se si potesse vivere sempre così, si starebbe troppo bene. Sarebbe troppo bello. Il ritorno alla natura, anche se è qualcosa che noi facciamo "per ridere", è effettivamente una serie di esperienze che ci arricchisce l'anima. Quando ci priviamo di qualcosa, ad esempio la doccia calda nel bagno di piastrelle blu, e ci laviamo nel torrente, la nostra anima fa gli urletti gai per l'emozione, perché ha provato l'emozione di qualcosa di selvaggio, di vivo.
La serie continuerà, ne sono sicuro, perché ha troppo successo, e spero vivamente che altri BdB decidano di aggregarsi per condividere con noi queste piccole grandi emozioni.

domenica 20 giugno 2010

Salita o Discesa? Salita E Discesa!

Riporto l'intervento di Perse su mtb-forum.it. I BdB fanno Mountain Bike!

Domenica morta. Tempo di riflessioni.

Purtroppo la mountain bike downhill, o comunque quella non pedalata e vandala, fa tendenza. Chi al giorno d'oggi vuol far fatica?
In città ci si muove in macchina perché è comoda: chi se ne frega se inquina; ti siedi su un comodo sedile, giri la chiave, spingi qualche pedale (a caso) e vai dove vuoi (o dove vuole la macchina) a folle velocità (quando non si è in coda). Fai la coda anche a sciare; si va con l'impianto di risalita, che ti porta in alto e poi giù a freccia, che bello neh? Però il fuori pista fa figo, vuol dire che sei ganzo, sei forte (e poi ci scappano le valanghe). E i VERI sci alpinisti poi pagano a caro prezzo per le boiate di pochi stronzi.

Così è nella mountain bike.

Tutta questa pubblicità per il downhill. Tutti questi video. Tutte queste foto...
Le odio! Troppa attenzione per una mountain bike, che NON è mountain bike.
In tutti i video ormai c'è il furgone sponsorizzato, il figo col cappellino storto, la funivia, il sentiero artificiale nel bosco, il biker che salta e fa girare la bici in aria 30 volte con 7 giri della morte prima di riatterrare sul montagnone di terra rossa precedentemente preparato da un caterpillar...
VAFFANCULO!

Io ho preso la funivia 2-3 volte, e me ne vergogno. Mai più!

La montagna va conquistata con i muscoli, ma anche col cuore e con la mente. Va rispettata, ci si deve sottomettere alla montagna.
Non sottometterla.
Basta con gli scempi: al bando i sentieri attrezzati, con trampolini, rampe. Al bando gli impianti di risalita. Rispetto per la natura e rispetto per le persone. L' escursionista a piedi ha sempre la precedenza, quando lo si incrocia, si scende dalla bici e lo si fa passare.

Il downhiller va "rinchiuso" nel bike park. Una ristretta zona dove può sfogare i suoi istinti. Ma che questo non sia il pretesto per fare delle montagne un bike park unico.

Non facciamo di tutta l'erba un fascio.
Io vado in MOUNTAIN BIKE
SALITA e DISCESA


Questa è Mountain Bike!

BdB - Storo - Alpo 443 from Bikers di Brescia on Vimeo.

Questa è merda...

... eppure va di moda.
.. da osservare bene la devastazione della montagna per creare il percorso.
Questa non è mountain bike! No, proprio no!




L'unica cosa importante per questi è FUN!
FUN CULO

martedì 1 giugno 2010

tramonto dal Pizzocolo


"A me con giornate così mi gira subito.E il tramonto stassera dev'essere magnifivo.Stassera vieni sul Pizzocolo?Anche a piedi se puoi ovviamente.Ciao"
Questo è il messaggio su cell di lunedì mattina alle 10,23 da sconosciuto.
Dopo aver scoperto che è il buon Dario rispondo"pota,andiamo".
L'appuntamento è a San Michele alle 18,00 per cui faccio i miei programmi,esco alle 16,00 dal lavoro carico la bici e per le 17,15 sono in sella,così inizio a salire con calma tanto Dario mi raggiunge,alle 16,30 mi chiama a casa e mi dice di aspettarlo che passa a prendermi col furgù:niente pedalata in anticipo,dovrò salire con lui e morire!
Alle 18,30 parcheggiamo a san Michele e iniziamo a salire,siamo in ritardo e prevediamo che il tramonto non si veda.Cerco di spingere al massimo delle mie possibilità,Dario mi fa delle domande ma non ho la forza di ripondere,invito Dario a salire e ad aspettarmi sulla cima,ma "non se ne parla nemmeno" mi rispone.
In un ora siamo nei prati,650 metri di dislivello,azz...,il sole è ancora discretamente alto e il morale si impenna.
Alle 20,30 siamo sulla cima,il sole c'è ancora,missione compiuta.Il panorama è davvero mozzafiato,la luce è incredibile,mi diverto ad osservare la mia ombra lunghissima.
Tira un'aria gelida,quindi ci copriamo per bene,mangiamo un panino e alle 21,00 il sole inizia a tramontare dietro il monte Colombine(credo),scattiamo qualche foto,sistemiamo i caschi con i faretti ed iniziamo a scendere,nei prati si pò fare a meno di accenderli ma nei tratti nel bosco sono necessari,ci fermiamo a fare qualche foto nei tratti migliori,si accendono pian piano tutte le luci del bassogarda ed è uno spettacolo emozionante,ci guardiamo per l'ennesima volta....ma guarda dove siamo,incredibile.....non vorrei che questi attimi finissero mai.
Entriamo nel bosco e facciamo un breve ma divertente sentiero ripido.Decidiamo di fare la stradina e scendiamo velocemente,con la luce dei soli faretti è molto divertente,a forte velocità si fatica a veder gli ostacoli ma per fortuna che il fondo è molto compatto,in breve tempo siamo al percheggio molto contenti della bella esperienza appena vissuta.
Grazie Dario

le foto di Dario

lunedì 24 maggio 2010

2 giugno - pedalando nella bassa bresciana

Pedalando nelle zone di casa mia in brevi uscite serali ho pian piano messo a punto un giro che permette di conoscere la zona della bassa bresciana interno a Verolavecchia. Mi sono detto "perchè non proporre un giro a tutti i BdB?!?" con l'obbiettivo di trascorrere una piacevole giornata in compagnia coinvolgendo parenti e amici che normalmente non ci seguono nelle nostre uscite?!?
Ho scelto la data di Mercoledì 2 giugno, giorno infrasettimanale in cui saremo liberi da impegni lavorativi :-) ritrovo in sella alle ore 9:00 nel parcheggio vicino all'Hosteria da Mario.
L'itinerario non presenterà particolari difficoltà, sarà per un buon 60% su asfalto e il resto su strade di campagna e qualche semplice "single-track". Lunghezza indicativa di 40km .
Per il pranzo ho accolto molto volentieri la proposta di Dario di un picknik nel parco Vincellate a cui arriveremo a pochi km dalla fine del nostro giro, se ognuno di noi porta qualcosa, organizzandoci prima per avere tutto, io farò in modo da farci trovare sul posto la roba che avremo preventivamente lasciato a casa mia, in modo tale da non dovercela portare negli zaini.
Resta poco più di una settimana per organizzare bene il tutto, intanto cominciamo con le adesioni!

25/05: comincio con la descrizione del giro e qualche fotografia, partiremo da Verolavecchia per raggiungere velocelmente la "Moja"



antica vasca di ammollo del lino, da qui proseguiremo verso la chiesetta della Madonnina delle Cave



Seguirà un trasferimento per lo più su asfalto fino al laghetto di Scarpizzolo



attraverseremo gli abitati di Trignano, Cremezzano e San Paolo per dirigerci fino al Castello di Padernello



ritorneremo poi brevemente sui nostri passi per un suggestivo passaggio su "ponti vegetali"



Da Padernello proseguiremo su strade di campagna fino a Borgo San Giacomo e Quinzano per vedere la località "Chiavicone"



Superato il centro di Quinzano ci dirigeremo verso l'antico borgo di Monticelli d'Oglio



il resto arriva presto :-)

mercoledì 19 maggio 2010

Momento lettura.... prendetevi una pausa

Eccomi.... passata l'euforia della prima vera e temuta uscita in mtb
eccomi a tirare le somme di otto mesi di fermo obbligato, dei quali 6 mesi
passati a recuperare tra fisioterapia piscina allenamento in palestra,
mettendocela tutta per ritrovare fiducia con l'incognita e la paura
di ricominciare.......

venuta meno la sorpresa, accidenti a steen che mi ha sgamato, inizia
questa nuova avventura,l'emozione mi blocca il respiro i pensieri
si ammucchiano, controllo il ginocchio il cuore i bikers che mi
circondano, mi sento quasi protetto in una sorta di guscio...

Il gruppo si allunga, dopo la prima sosta mi ritrovo affiancato a dario, proprio l'ultimo con cui avrei voluto confrontarmi alla prima uscita(eh oh sono fatto
così), controllo il rapporto che usa e tengo d'occhio il ragazzo, con
dario vicino acquisto sicurezza e decido di provare il cuore col
risultato di un bel fiatone il cima alla salita (ansima anche dario bene bene)...

Discesa verso ponte franato e poi 1000 metri per guadagnare la cima
del tombea, i compagni si fermano, qualcuno ha bucato, qualcuno si
aspetta, c'è chi filma l'evento.... io proseguo non mi fermo temo si
raffreddino le gambe temo che il freddo mi blocchi il ginocchio temo
che il sogno svanisca....le gambe girano il cuore batte forte ma lo
controllo la testa gira l'altitudine si fa sentire.....il sentiero è
impegnativo ... vorrei le gambe di perse che sale in ss vera forza della
natura, vorrei il cuore di dario che parte si ferma riparte a missile
…..sto salendo verso il cielo...

provo una sosta mi fermo sul tornante.... le gambe si raffreddano e si
induriscono, arrivano quel trattorino di dario e quell'animale di perse
che tira come un dannato un rapporto che ti fa sentire un carro di
fieno attaccato alla bike.... riparto con perse ed in breve siamo a
bocca di cablone e alla meta "cima tombea".

Mangio l'unico panino che mi sono portato, troppo poco, il sole
sparisce ed il pensiero della discesa mi perseguita, bestia
psicologica.. il lungo periodo di fermo , gli automatismi
che si sono persi e la paura di mettere il piede in fallo rendono
tutto oscuro e dubbioso... primo tornante la
bike va dove vuole ma le paure mi abbandonano, i pensieri vanno e
vengono, il panorama e le emozioni legano il tutto e mi aiutano ad
andare avanti.

sentiero dei sassi pelosi estremamente all mountain moooolto aereo tratti a piedi si alternano a sporadiche pedalate... si cambia sentiero scassato e
pietroso i sassi sono cubiformi la mia bike è adatta a questi percorsi..... raggiungo un biker che so andare forte lo seguo e va proprio forte tiro come un matto dimentico legamenti ginocchio tutto......gli sono troppo vicino la sua ruota posteriore sposta un blocco di pietra che si mette trasvarsalmente sotto la mia ruota anteriore perdo aderenza sono in volo... la ruota ritocca
terra si infila in un canale e ... appoggio il piede destro...realizzo che è quello dell’intervento rallento un pelo,ascolto tutto sembra funzionare bene ok testato.....eeeeeevvvvvvaiiiiiii.............istin ti suicidi rientrati mi godo un
tratto nel bosco.... un toboga veramente bello ma bello veramente
bello.

Ringrazio chi mi ha aiutato a rimettermi in sesto, chi ha sopportato i
miei lamenti, chi mi è sempre vicino, la montagna per quel che mi
regala e quel SUPER GRUPPO DI SVITATI CHE SI FA CHIAMARE BDB



WRANGLER66 - Wilmer

martedì 11 maggio 2010

Intorno alla valle D'Inzino

Tempo bastardo,domenica doveva essere il giorno più decente meteorologicamente
parlando,infatti mi alzo e nubi a iosa nel cielo valtriumplino.Ritrovo ad uno
dei soliti parcheggi della valle e mentre Lisabike ci prepara il caffè sfreccia
la mtb29erAM migliore in circolazione al momento,il tipo si ferma e si
presenta:"buongiorno sono Carlo il dentista"e Milzo prontamente ribatte"ciao,e
io sono Paolo l'infermiere".E'una WFO bianca della NINER ,...quanto mi
piacerebbe fare il giro odierno con quel mezzo sotto le chiappe,e se legassi il
tipo dentro il camper fino a sera?Sarà d'accordo Elena?Credo di no.Invito il
tipo a seguirci nel giro,e penso che potrei farlo perdere nei boschi
fregandogli la bici...ma non posso è da poco che mi sono confessato in chiesa.
Bon,arriviamo in Caregno dove finisce l'asfalto ed inizia lo sterrato insieme
alla pioggia,primo summit sul da farsi,decidiamo (e ti pareva)di proseguire
inventando un piano"B" in caso di ulteriore pioggia,tutti i gitanti della
domenica stanno rientrando in fretta al caldo delle loro auto e delle loro case
con i caminetti fumanti,arrivati al bivio secondo summit,le cime sono avvolte
dalla nebbia e nuvoloni minacciosi sembrano invitarci a ritornare sui nostri
passi, piove ancora ma per ora gli alberi ci riparano un pochino,io da capogita
non voglio prendere responsabilità e vista l'indecisione sul da farsi,Milzo
esclama"basta che uno di noi voglia continuare che io continuo",Gigi e la Elena
alzano la manina,Vale46 si chiede:"ma dove caxxo sono capitato?" e via che si parte tutti per un definitivo non ritorno.Usciamo dal bosco e smette di piovere,mentre avanziamo mi sembra di essere un pò Mosè,osservando il mare di nubi che si apre davanti al nostro incedere.Ottimi panorami sul fondo valle,solo la cima del Golem timorosa di noi stenta a farsi vedere.
Arriviamo a malga Costarica e iniziamo a scendere,imbroglio un pò le
carte e ci facciamo un bel sentierino in esplo in discesa,rientriamo nel
percorso e arriviamo al rifugio accolti da un bel profumo di grigliata,in men
che non si dica siamo a tavola davanti a bei piatti fumanti e a bicchieri
colmi,mi faccio una mega porzione di spaghetti alle erbette di
montagna.....veramente ottimi.Il formaggio fuso un pò salato ci obbliga ad un
secondo giro di birra e vino,e dopo aver sorseggiato il caffè della
casa,ondeggiando ci alziamo per la vestizione.Mi stressano con la solita domanda"c'è ancora salita?",rispondo con frasi indefinite tanto i fumi dell'alcol stanno facendo effetto e non capiscono un cacchio......
Ci portiamo euforici all'inizio della discesa n°313,preannuncio
che si tratta di una facile e veloce discesa,invece con il bagnato fradicio
diventa insidiosa come un nido di vespe con le balle girate.Le pietre(tante)
sono saponette ed è una guerra continua per non cadere,in qualche modo
arriviamo in fondo facendo anche un ultimo tratto a gradini molto
divertente.Velocemente arriviamo al parcheggio,Viste le condizioni del
tempo,sono proprio soddisfatto di avere concluso il giro...grazie a tutti per
questa emozionante giornata.

piano"B".........al bivio tiriamo dritti fino al rifugio in Pontogna,quindi
cibo,sesso,alcool,droga e rock&roll fino a sera......:sarà per la prossima volta,sig!

mercoledì 14 aprile 2010

Vacanza di fine Agosto: da Ventimiglia al Monviso

Ed ecco che presento un altro tour BdB per il 2010, a fine agosto. Come 2 anni fa sul Brenta, l'anno scorso sulle dolomiti, quest'anno si è pensato ad 8 giorni nelle Alpi Marittime e Cozie, da Ventimiglia al Monviso.
Prendendo spunto dal giro di Marco Toniolo, con un po' di succose varianti, percorreremo i sentieri militari della linea Maginot e della contrapposta italiana, costruiti tra il 1928 e il 1935.
Luoghi molto selvaggi e sicuramente diversi dalle Dolomiti, non mancheranno di regalarci altrettante grandissime emozioni.

Un giro complessivamente molto duro, con pezzi in esplorazione e/o a spinta, più volte vicino ai 3000 mt di quota...per chi del gruppo non può partecipare al BdB Bianco tour, per chi partecipa a tutti e due i giri (bröt cancher), e per chi può, del gruppo BdB, proponiamo questo giro.

Partenza sabato 14 agosto, in auto fino a Saluzzo (CN). Trasferimento in treno fino a Ventimiglia, e pernottamento. 8 giorni pedalati dal 15 al 22 agosto - 13600 mt disl - 360 km. Questi i numeri del Tour.

Per ora i partecipanti sono:
Dario
Wilmer
Seby
Perse
Gilbomorris (mitico)
Orma (4 giorni)
Gfavier (4 giorni)

19/04/2010 - EDIT: abbiamo già prenotato, per cui il numero dei partecipanti è chiuso a 5 (+2) persone. Non vedo l'ora di partireeeee!!!!



Un ringraziamento particolare va a Wilmer che con tantissima dedizione sta studiando ogni dettaglio del percorso, cartine, tracce, foto, informazioni etc. Lo aspettiamo in gran forma al più presto in sella! Ah, se il giro non è bello, tutta colpa sua, néé!! :D

Altro super progetto in cantiere, continuiamo così! altre proposte?? YES!

mercoledì 7 aprile 2010

Pasquetta da Paura..

... sul Corno della Paura.
Gran bella giornata, e dopo mezzogiorno è arrivato pure il sole...
Ecco il video della giornata. Ciao Ciao!

martedì 6 aprile 2010

Dove andiamo a Pasquetta? (intercettazioni)

Fino all'ultimo momento regnava l'indecisione...

[SKYPE 04/04/2010 16.13]
Claudio Persegani (Perse): E' Risorto!
Claudio Persegani (Perse): esco, ciao!
Dario: Gilbo
Dario: andiamo sulla Punta dell'Orto?
Gilberti Moreno (gilbomorris): ciao ciao
Dario: non sono mai andato
Gilberti Moreno (gilbomorris): io ho già preparato le traccie :)
Dario: per il corno della paura? pota ma dicono tutti di no. non voglio neanche fare il testardo che va lo stesso c'è ancora un bel po' di neve, ma per me va bene...
Gilberti Moreno (gilbomorris): boh pota so mia gne me
Gilberti Moreno (gilbomorris): effettivamente neve c'è
Dario: anche happyippo ce lo sconsiglia
Dario: mi spiace che hai già fatto tutto il mester
Gilberti Moreno (gilbomorris): non ci ho messo tanto
Gilberti Moreno (gilbomorris): le ho trovate già fatte
Gilberti Moreno (gilbomorris): e se ci facciamo un castelberto?
Dario: castelberto 1800
Gilberti Moreno (gilbomorris): :x
Dario: è tutto il giorno che ci penso e ne era uscito il corno della p. poi stasera mi è venuta in mente la punta dell'o
Dario: è un bel posto?
Dario: non ci sono mai stato
Gilberti Moreno (gilbomorris): niente di eclatante ma bello
Gilberti Moreno (gilbomorris): si puo fare la farfalla
Gilberti Moreno (gilbomorris): 2 salite e mezza e 2 discese e mezza
Dario: va bene, non conosco tanto bene la zona...sembra un bel girozzo




Dario: milzo mi sconsiglia il cambio di meta
Gilberti Moreno (gilbomorris): la salita non dovrebbe essere un problema
Paolo Milzani (MILZO): adeli qui
Dario: :)
Gilberti Moreno (gilbomorris): l'ho trovata nei commenti di http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/947
Dario: ah si, quella di rover mtb
Paolo Milzani (MILZO): cosa avete deciso di fare domani?
Gilberti Moreno (gilbomorris): è un dilemma
Paolo Milzani (MILZO): ma che dilemma... corno della paura. punto
Claudio Persegani (Perse): esatto
Gilberti Moreno (gilbomorris): Dai che ndom
Paolo Milzani (MILZO): fate il 687 in discesa per evitare il canalone e fine delle menate
Gilberti Moreno (gilbomorris): tanto domani (sun)
Dario: brao milzo
Paolo Milzani (MILZO): io ho fatto il 686. ha la primissima parte in contropendenza che con la neve potrebbe essere un problema, ma si parla comunque di 100m
Paolo Milzani (MILZO): ieri siamo stati a 1350m. domani non andrete molto più alti
Paolo Milzani (MILZO): i bdb saranno i primi a varcare la soglia dei 1400m
Gilberti Moreno (gilbomorris): dipende se saranno accessibili :x


...ecco com'è finita

http://www.mtb-forum.it/community/forum/showpost.php?p=3784377&postcount=1051




domenica 28 marzo 2010

Rif. Nasego

Ecco il video



Dopo qualche soppralluogo a piedi,anche il Nasego day è arrivato,leggermente in anticipo,ma Dario non vedeva l'ora,quindi stesura in settimana del (forse) miglior giro possibile per i palati BdB sui monti chiamati "Piccole dolomiti", a guardarli da sotto ieri erano belli davvero.
Bon, appuntamento al parcheggio e,oltre ai confermati:Perse Kawasaky,Dario,Steen e Giani piacevole sorpresa quella di Chicco e Seby.Per me è un giro in bici nuovo al 99%(cosa rara) anche se la zona ormai la conosco abbastanza bene"a piedi".
Dopo un km di asfalto entriamo nella valle Pizzotto e ci troviamo a pedalare in un ambiente surreale,una strettissima gola con passerelle strette che permettono il passaggio millimetrico di noi in sella ai nostri "destrieri", arrivati in paradiso (rifugio) svoltiamo per i prati di Luina, quindi scendiamo verso l'imbocco a monte della val Luina, primo dritto dell'irruente Steen che si traveste da "marine" mimetizzandosi con le foglie nel casco e sul viso.
Inizia una salita con pendenze accettabili verso Lodrino, intersechiamo e percorriamo un breve tratto del 3v fino alle prime abitazioni di Lodrino, attraversiamo la statale e via per una bella mulattiera che abbastanza in quota ci porta alla frazione Comero, qui un attimo di disattenzione ci fa abbassare leggermente di quota ma prontamente rientramo "in traccia", prima pausa spuntino e poi via vero malga Vaso su una bella sterrata mai troppo ripida.
Fine del giro "xc", e inizio del giro "all mountain": bici in spalla per un ripido prato su sentiero 481 e poi traverso su stretto sentiero abbastanza pedalabile, ancora bici in spalla fino al pianoro poco prima del rifugio(30/35 miniti a spinta per il sottoscritto).Saliamo ancora a spinta fino alla cima della corna di Savallo e meritato panino circondati da un bel panorama a 360°.
Rito della vestizione per la discesa e ci si butta giù per un entusiasmante sentiero,ripido ma mai difficile,molto bello fino alla baracca,poi sfruttando qualche tratturo,sterrata e mulattiera arriviamo fino alla frazione Posico,mancano ancora 300 metri di dislivello e scendiamo per una bella sterrata verso il bosco più in basso,purtroppo si finisce in una selva di rovi e qui si decide di ritornare sui propri passi,Dario Chicco e Steen risalgono il versante opposto mentre io egli altri 3 pensiamo di risalire il versante appena percorso,ma Seby ingolosito dall'evidente traccia di una vecchia stradina ci invita a tentare di continuare ancora in discesa scavalcando tronchi,aggirando ostacoli, incunendoci tra i rovi,arriviamo ad un cero punto e una barriera fittissima di rovi rende impossibile il proseguo della traccia,e qui(grave errore mio) si decide di scendere alla ceca nel bosco,con tanta fatica,e pericolosi scivoloni ci troviamo in un torrente che seguiamo fino ad una cascata che aggiriamo con il morale sotto i tacchi fino a sbucare a venti metri dalla statale,ancora un passaggio al limite dell'impossibile e siamo sull'asfalto distrutti nel fisico e piuttosto abbacchiati.Qui gli altri 3 che erano alle macchine già da un ora ci raggiungono con i mezzi e ascoltano divertiti la nostra epopea per la gola maledetta.

lunedì 22 marzo 2010

Rif Piemp-prato della fame


Con la discesona di ieri,credo che il meglio del versante bresciano dalla corna di Salò a Riva del Garda in ambito allmountain sia stato testato.Possiamo dividere la sponda bresciana in 5 settori:


settore "Pizzocolo Corna" da Salò a Toscolano

settore "Comer" da Gargnano a Piovere

settore "dosso Piemp" da Piovere a Campione

settore "tremalzo passo Fobia" da Campione a Limone

settore "val del singol - baita Segala" da Limone a Riva del Garda


Sabato abbiamo ottimizzato il settore dosso Piemp con il test della discesa che dal rifugio omonimo scende al porto di Tignale o prato della fame.

La discesa inizia dal piazzale del rifugio a quota 1160 con il sentiero n°247,con una serie di ripidi gradini preannuncia un grado di difficoltà non banale,una serie di tornantini seguito da un passaggio "traditore",vero Steen?Si segue il ripido crinale con il sentiero sconnesso tra pietre fisse e qualche gradone fino al rush finale che termina sulla stradina sterrata,che seguiamo a sinistra in salita fino all'imbocco a destra del sentiero n°246(sabato in esplo).
Il primo tratto è abbastanza scorrevole fino ad un paio di "passaggioni" nella roccia,seguiti da un tratto molto veloce e divertente fino alle prime abitazioni di Olzano,qui il tratto meno interessante della discesa sulle stradine asfaltate e ciottolate di Gardola e Oldesio fino all'inizio del segnavia n°266, che su bella stradina fra gli ulivi ci porta all'inizio a sinistra del tratto finale della discesa n°260.Qui occorre calma e sangue freddo,perchè il sentiero seppur tutto fattibile in sella(tranne 3 o 4 tornantini per i biker normali)),richiede la massima attenzione per la ripidità e l'esposizione al vuoto.Qui Dario sì è suparato facendo in sella il passaggio più difficile di tutta la discesa.Dopo il passaggio su un ponticello si arriva sulla gardesana dove finisce la nostra discesa,circa 1100 metri di dislivello in 6 km.
Come conclusione direi discesa bellissima mai banale e difficile al punto giusto da gustare metro dopo metro fino a tuffarsi nel lago.

giovedì 18 marzo 2010

Merano bike & wellness

Vi ricordate l'accoppiata bici-terme?

La formula ci è piaciuta così tanto che abbiamo accettato al volo l'invito di ripetere l'esperienza. In luoghi diversi ovviamente.

Questa volta la nostra esperienza fatica-relax si è svolta nei dintorni di Merano (per il giro in MTB) e alle terme di Merano (per la fase relax).
L'idea è nata dal fatto che Gigi èra a Merano per il Weekend con la famiglia e quindi gli era balenata questa grandiosa idea.
Fatto sta che per un motivo o per l'altro il gruppo dei "rilassati" anche questa volta è lo stesso della precedente: Elena (Lisabike) Claudio (Perse) Gigi (Compagigi) ed Io (Gilbomorris).

Purtroppo Gigi ha dovrà rinunciare a causa di un infortunio occorsogli il giorno prima, peccato, resterà comunque con noi per tutta la giornata perchè ci seguirà telefonicamente e fisicamente aspettandoci lungo il percorso.

Inizialmente si pensava che il giro sarebbe stato semplice, in quanto si voleva riservare più tempo alla parte guduriosa della giornata, e invece... E invece si è rivelata una bella sfacchinata tutta saliscendi, le mie preferite :(


Come se non bastasse dovevamo raggiungere degli amici del forum (tra cui uno che festeggiava il compleanno) entro le 16 perchè avrebbero dovuto indicarci la via del ritorno. Fortunatamente ci siamo incrociati metre loro stavano per partire.

Dopo un paio di pane nero con speck facciamo ritorno all'auto passando per l'ultima discesa fatta di tornanti, gradini di pietra e radici veramente divertente wow!! Soddisfatti del giro in bicici rechiamo tutti elettrizzati verso le terme di Merano, ultramoderne ed organizzate alla perfezione, lasciandoci cullare dalle piscine d'acqua calda, dagli idromassaggi, dai bagni di vapore e da saune di ogni tipo. Che bello i relax!

Ancora un grazie a Gigi per l'organizzazione e a Nonnocarb per le indicazioni finali!!!


Fatties Fit Fine!!



martedì 9 marzo 2010

Dopo il venerdì...

... c'è il sabato.
Ed il sabato si va in bici (per chi ha il sabato libero).
Dopo una settimana di stress lavorativo quindi si stacca la spina, si carica la macchina di tutto l'occorrente (ma anche di quello che non occorre) e la mattina di buon ora si parte. La zona del Lago di Garda è sempre tra le mete favorite per via delle numerose possibilità che offre agli appassionati di Mountain bike, per la relativa vicinanza rispetto a dove abitiamo e per lo splendore dei paesaggi, con la catena del Monte Baldo che la fa da padrona.

Milzo, Gigi, il solito Dario ed il sottoscritto, di ritorno dopo un periodo di riposo post traumatico, alla partenza.
Iniziamo a pedalare da Bogliaco ed incominciamo a salire, guidati da Gigi, in direzione Costa. La giornata è molto fredda anche se soleggiata. Si evitano le rampe più micidiali, per agevolarmi in salita, considerato il mio unico rapporto disponibile, il 32x22. Procediamo con una buona andatura e prima di mezzogiorno siamo già arrivati alla piccola ed isolata frazione del comune di Gargnano. Questa vallata è molto particolare, e sembra di pedalare da qualche parte in trentino. Dopo una breve pausa riprendiamo a salire e giungiamo transitando per i passi d'Ere e Scarpapé fino a Cadria: una località che ha qualcosa di mistico.
I GPS segnano già più di 1800 metri di dislivello, e siamo freschi come delle rose (appassite). Inizia la discesa, un turbinio di emozioni, mai difficile, ma sempre molto divertente. Qualche breve risalitina, poi si costeggia il lago di Valvestino e si sbuca magicamente sopra la Valle delle Cartiere in località "Camerate". Per evitare la statale da Toscolano a Gargnano, rimaniamo in quota e sempre con l'aiuto di Gigi, sbuchiamo al punto di partenza!
Una giornata spettacolare, un'escursione lunga, ma non troppo affaticante! Se pensate che sono riuscito ad effettuarla in single speed senza problemi...
Un ringraziamento come sempre agli ideatori del giro!

Il breve video della giornata:

BdB - Gargnano - Cima Rest from Bikers di Brescia on Vimeo.

giovedì 4 marzo 2010

Parliamone...





I vostri suggerimenti sono ben accetti

EDIT:

Versione C. La mia preferita




VERSIONE D: D per sta per definitiva... ;))