sabato 22 gennaio 2011

Scoprendo il mondo lentamente

Dopo un bel po di tempo eccomi qua a postare il diario di viaggio del mio primo viaggio cicloturistico in solitaria.

Vorrei ringraziare Milzo per avermi dato le sue borse da viaggio, Happybike per la fornitura della bici ed accessori e Mohito viaggi per l'ospitalità a Modena prima della partenza.


Prologo
Dopo un paio di giri di una settimana con pernottamenti nei rifugi volevo provare ad andare a fare un giro cicloturistico in autonomia, senza avere le tappe giornaliere pianificate.
Ho sempre guardato con tanta ammirazione e con un pizzico di invidia quelli che si lanciavano in questi giri solitari in torno al mondo e adesso.... finalmente si parte, va beh e solo una settimana, ma da qualche parte si deve pur cominciare. E come non cominciare nei migliori dei modi se non partendo senza un itinerario, l'unica cosa che mi sono prefissato era di andare a visitare Siena, non tanto perché volevo vederla a tutti i costi, ma per avere una direzione da seguire.


Lunedì 27 settembre
Stamattina complice il brutto tempo e l'ottima compagnia parto da Modena verso l'una e mezza. Avevo aspettato un paio d'ore prima di avventurarmi in questo viaggio, cosi da lasciar sfogare il tempo balordo. Dopo che si e stabilizzato un po parto.

Primi metri con la bici completamente carica, subito si avverte la difficoltà di manovre e quello che e peggio sono in città in mezzo al traffico. Aiuto, sono in un ambiente ostile per un ciclista, figuriamoci con una bici che ha l'agilità di un autotreno. Ah, naturalmente dopo 10 minuti dalla partenza inizia a piovere di nuovo. Dell'osti non sono pronto anche a questo subito all'inizio. Pioggia traffico, bici poco governabile (almeno finché non ci faccio la mano), ecco morirò prima di lasciare Modena. Per fortuna trovo quasi subito una pista ciclabile va nella direzione giusta e poco dopo smette anche di piovere. Beh dai qualcuno mi vuole bene allora.


Percorro in tranquillità i 22 km di pista ciclabile fino a Vignola, dove non so bene dove andare, e il momento di mettere in pratica un antico modo di orientarsi, prima delle cartine e dei moderni navigatori GPS. Chiedo informazioni alla prima persona che incontro, dopo pochi minuti sono di nuovo sulla strada giusta (si perché stavo decisamente andando nella direzione sbagliata) e questa volta non posso sbagliare il mio obiettivo di stasera (Zocca) e ben segnato sui cartelli.

Mi lascia alle spalle la pianura e Vignola.


Si comincia salire sulle colline.




La strada comincia a salire ma procede bene, dopo un paio d'ore decido di fare la spesa e mi fermo nel prima alimentari che trovo a rocca. Compro il necessario per la cena, colazione per 3 giorni. Proseguo per la strada per Zocca, quando decido che sarebbe anche un buon orario per fermarsi e montare la tenda vedo un cartello che mi indica un campeggio a 3 km. “Ah che culo” penso. Si dai stanotte me la concedo in un campeggio, cosi almeno vedo se ho tutto apposto e faccio anche un piccolo collaudo dell'attrezzatura. Chiedo di nuovo indicazioni per l'esatta ubicazione del campeggio e poco dopo sono a poche centinai di metri di distanza. Arrivo al campeggio praticamente già rilassato. Ma ce qualcosa che non va. Mi avvicino all'entrata , chiusa da un lucchetto e un bel cartello con la scritta: “Chiuso fino al 30/9”. Ecco la sfiga che ritorna. Provo a proseguire sulla strada, vediamo se trovo un posticino dove poter piantare la tenda. Dopo neanche 1 km ce segnata un area picnic, bene sicuramente ci sarà dell'acqua. Arrivo alla torre di Monte Questiolo.



Praticamente le rovine di un vecchio castello.






Perlustro la zona di un posto riparato per montare le tenda e dell'acqua. Trovati tutti e due: Monto la tenda all'interno delle rovine cosi ho quattro mura che mi proteggono dal vento.



Per cena un panino veloce dato che ho passato due giorni a mangiare come un porco al Forum raduno e poi ce già buio, troppo tardi per fare la pasta.
Non so bene che ore siano ma sono già in tenda pronto a coricarmi.
Chissà se stanotte riuscirò a dormire?
Come non detto, il campanile vicino ha appena scoccato le 9...


Martedì 28 settembre
Stamattina mi sono alzato neanche troppo presto, ho fatto fatica ad addormentarmi ma quando lo faccio non mi alza neanche una gru. Faccio colazione con calma sulle panchine dell'area picnic, ce un celo limpido e in quel momento penso:”Ma che bella giornata che ci sarà oggi.”


Preparo il bagaglio e carico il tutto sulla bici.


Dopo 20 minuti dalla partenza si annuvola...


... e dopo mezz'ora piove. Ma perché non me ne sto zitto qualche volta.
Si alternano salita e discesa, pioggia e sole, praticamente ho preso acqua per tutto il giorno.
La strada corre bene, riesco a tenere un bel ritmo anche in salita. Passo tanti piccoli abitati e case isolate che sembrano essere usciti da un libro di fiabe e dei racconti medioevali.




Lungo la strada vedo spesso dei segnavia che segnalano la Via Romea Leona , sto percorrendo qualche pezzo di questo cammino che porta da Venezia a Lucca per poi prendere la Via Francigena verso Roma.
Superata una lunga galleria mi lascio alle spalle le valli strette e i piccoli abitati sparsi e mi affaccio alla Toscana, anche se e già da un po che ci pedalo dentro. Una terra collinare e sotto di me una

distesa piatta che assomiglia alla pianura padana in miniatura.



Speravo, una volta passato il passo della Collina che il tempo migliorasse un po, invece..
Dopo una lunga discesa giungo a Pistoia. Breve giro nelle stradine e da qui punto direttamente verso Firenze. Non so bene perché voglio visitarla, ma ne parlano tutti cosi bene.
Dopo una cinquantina di chilometri in mezzo a un po di traffico sono a Firenze nel bel mezzo del CHAOS, tante macchine, molte parcheggiate in seconda fila e poche piste ciclabili, praticamente ZERO. Entro nel centro storico e subito sono costretto a fare lo slalom fra i turisti.


Qui compro una cartina della toscana. Dopo mezz'ora di Firenze sono già nauseato e cerco di lasciarla il più velocemente possibile. In effetti ci metterò circa un'ora, grazie a un ciclista fiorentino vedendomi in difficoltà nel trovare la giusta via, se no starei ancora vagando per le vie del centro.
Sono già le sei di sera e sono a malapena fuori dalla città. Troppe case per accamparmi, potrei trovare un B&B ma in questa zona mi sa che sono cari rabbiosi, alche vedo un cartello che segna un campeggio. Ebbene si oggi si va in campeggio, cosi mi concedo una doccia calda e perché no una pizza e una birra ...e perché no anche un dolce.
Ah, naturalmente piove.
Arrivo al campeggio e la ragazza della reception comincia a parlarmi subito in inglese. Ricambio il saluto inglese ma le dico che parlo italiano. Lei si e scusata dicendomi che la maggior parte della gente che vede li e straniera. Va beh, anch'io sono straniero ma parlami in italiano, almeno provaci prima di attaccare con l'inglese..
Ce una leggera pioggerellina, monto velocemente la tendo e butto dentro tutti i bagagli. La prossima tenda sarà un po più grande.
Dopo una bella doccia vado a gustarmi la mia pizza con birra e al ristorante del campeggio stessa storia della reception, mi accolgono subito in lingua inglese e per tutta la sera il primo approccio e sempre quello prima di ricordarsi che parlo italiano.
Purtroppo col brutto tempo anche la voglia di fermarsi a fare le foto e poca, sicuramente mi rifarò nei prossimi giorni.
In tenda il silenzio assoluto di ieri notte ha lasciato posto al rumore di macchine proveniente dalla vicina autostrada e ogni tanto si sente qualche aereo partire. Il buio totale non ce, ci sono tante luci accese ovunque. Si sente la vicinanza della città e non vedo l'ora di tornare in posti più isolati...


Mercoledì 29 settembre
La sveglia suona al solito orario, chissenefrega oggi voglio prendermela comoda e rimango al calduccio del sacco a pelo. Mi alzo e noto che fuori ce un bel sole, ma questa volta aspetto a stilare pronostici.
Parto dal campeggio che sono le dieci. La ragazza della reception stupita nel vedermi li in bicicletta mi da tutte le informazioni possibili e quando le domando la distanza da Siena, mi dice che saranno una cinquantina di chilometri.
Parto ancora nel traffico ma ben presto svolto verso i paesini. Ecco subito una bella salita, la prendo abbastanza deciso voglio allontanarmi il più velocemente possibile dal traffico.



Cerco strade più isolate possibili, ma quello di qui non tengo conto e che se ci passa poca gente da li un motivo ci sarà. Certo che ce, sono strade molto simili a quelle che ci sono dalle mie parti in Slovenia. Un susseguirsi di salite (9,10,11%) che normalmente non mi preoccupano, ma col carico e con rapporti da strada cominciano a essere abbastanza stancanti, pero che posti magnifici.


Ogni tanto mi ritrovo su qualche strada trafficata ma appena possibile devio in strade secondarie. Mi trovo in un bellissimo paesino in cima a un colle (naturalmente tutti gli abitati sono in cima ai colli e in mezzo ce sempre qualche valle) e i cartelli indicano: Firenze 51 km ; Siena 35 km. Ma non dovevano essere cinquanta in tutto?



Consulto la cartina per la quattrocentesima volta, ok e facile primo incrocio a sinistra e quello dopo a destra. Arrivando al secondo incrocio qualcosa non mi quadra, la strada e sterrata, ma non doveva essere una strada principale. In effetti e la SP102. Va beh, non sarà un po di ghiaietta a fermarmi. Arrivano un paio di ciclisti e in inglese mi dicono che la strada che sto guardando e sterrata, ma dai non me ne sono accorto. Comincio a percorrerla e dopo qualche incrocio vedo sui cartelli che sono sull'Eroica. Qualcuno prima della partenza mi aveva informato di questo percorso e andando a naso ci sono finito su. I chilometri passano regolari anche se con qualche salita molto ripida.
Si vedono i vigneti del Chianti...


E qualche tenuta isolata.


Passo anche qualche frazioncina molto carina e a un incrocio vedo che sono a sei chilometri da Siena. Troppo presto, non ho voglia di tornare nel traffico e ancora una volta la prendo larga. Dopo ancora un po di chilometri purtroppo mi ritrovo di nuovo su di una strada trafficata, sono in vicinanza della città, ecco vedo il cartello che indica SIENA. Ma a parte il traffico sono ancora in aperta campagna. Poco dopo vedo i cartelli per un campeggio, e quello che mi aveva indicato la receptionist a Firenze. Seguo per il campeggio con una puntatina in una vicina chiesetta, ben presto sono al campeggio.


Mi accampo vicino a un altro viaggiatore in bicicletta, ma tanto sarà straniero. In effetti e Francese, che sfiga, di francese non capisco neanche una parola. Va beh approfitto per fare il bucato, vista la bella giornata ho anche speranza che la roba si asciughi.
Oggi una bella giornata soleggiata tutto il giorno, non troppo calda, perfetta per pedalare, dopo due giorni di pioggia me la sono anche meritata.
Il piacere di viaggiare da soli e straordinario. Una libertà assoluta, parto quando voglio decido i ritmi che voglio, la strada passa e porta con se tutti i pensieri.
P.S. La via del capeggio si chiama Scacciapensieri, come non fermarsi...


Giovedì 30 settembre
Mi alzo alle alle sette e mezzo circa, mi preparo con calma e un ora dopo parto, poco dopo il cicloturista francese. Ormai lo smontaggio della tenda, impacchettamento del bagaglio e successivo caricamento sulla bici e diventato un rituale mattutino.

Da "programma" ho una visita a Siena, ma prima devo affrontare ancora un po di traffico intenso.
Finalmente nella zona traffico limitato



Passo circa 2 ore a vagare per i vicoli della cittadina, visito la famosa piazza del campo, il duomo e altre chiese, molte chiese, troppe chiese.


Piazza del campo...




E ancora il campanile visto dalla piazza del mercato.


Il duomo


E altre cose interessanti, chiese..




Verso le undici lascio Siena in direzione Lucca. Subito lasciata la città ce molto traffico, uno sguardo alla cartina e individuo una strada che potrebbe risparmiarmi un po di questo caos. Dopo qualche chilometro incontro un gruppo di ciclisti in tandem, sono sulla strada giusta. Ci si saluta calorosamente. A meta strada fra Siena e Colle val Elsa ritorno sulla statale ma grazie alla vicina tangenziale il traffico e molto diminuito. Colle val Elsa, un paesino fortificato abbarbicato sulla cima di un colle, come dice appunto il nome.


Ingresso in città


E quasi ora di pranzo ma sono ormai senz'acqua, finché non trovo una fontanina non mi fermo. Nel paese sono state rimosse o spente tutte le fontanine pubbliche che ho incontrato. Va beh, proseguo verso S. Gimignano, troverò prima o poi una fontanina, invece no, niente di niente. La strada e quasi deserta, ma che bello e pedalare in mezzo alla campagna. In lontananza si vede il profilo della cittadella, ma prima di arrivarci, grazie ai continui sali e scendi, passa più di un ora.


Arrivato a S.Gimignano il miraggio, una fontana d'acqua nel parco fuori dalle mura cittadine. Pranzo con calma scaldato dal sole, godendo anche di una bella vista.

Ingresso a S.Gimignano

Dedico a S.Gimignano un'altra oretta. Bellissimo borgo medioevale e anche molto meno affollato rispetto a Firenze e Siena. La cittadina con le sue alte torri e le mura ancora intatte ha un fascino tutto particolare, mi da la sensazione che li si possa vivere un po più lentamente.



Se ci sarà l'occasione in futuro mi piacerebbe ritornarci.
Riparto , la strade a ancora lunga, procedo non tanto velocemente con i soliti sali e scendi, pero i panorami sono davvero belli, certo non sono paragonabili alle montagne che sono abituato a vedere spesso.
Vedo tante macchine ferme lungo la strada e ogni tanto qualche persona vestita come se rientrasse dal fronte, scarponi anfibi e tenuta mimetica, avrò sbagliato strada, sono a Kabul? No, sono i fungaioli. Ma la mimetica non serviva per mimetizzarti in modo che il nemico non ti vedesse? I funghi mica scappano..
Pero ce ne di gente strana in giro..

Ufficio con vista.


Albero da frutta?

La strada scende e finalmente comincio a fare un po di strada velocemente. La strada corre veloce e arrivo a Pontedera all'orario giusto per cercare un pernottamento.


Mi dirigo all'ufficio turistico e con mio sconforto scopro che Pontedera e sprovvista di campeggi. Ripiego su un bed and breakfast, Il Piccolo rooms, direi che per in piccolo viaggiatore e perfetto.
Faccio anche una breve passeggiata in centro storico. Breve, perché in mezz'oretta l'ho girato in lungo e in largo, per poi ritornare al B&B.
Sono le dieci e oggi mi tiene compagnia la TV....

Venerdì 1 ottobre
Mi sveglio al suono del cellulare, doh ce qualcuno che mi cerca a quest'ora. Si sono vivo e sto bene.
Carico la bici, ormai e una routine quotidiano, scambiano un po parole con la gestrice del B&B che era molto stupita di vedermi viaggiare in bicicletta. Mi fa mille domande, di quelle che un ciclista non ti farebbe mai, ma rispondendo con serenità e un sorriso sulle labbra percepisce la passione che mi trascina in giro. Poteva farmi anche uno sconticino già che c'era..
Parto in tutta tranquillità, anche se mi sarebbe piaciuto visitare il museo della Piaggio che era praticamente di fronte al B&B, ma il tempo, stranamente, non promette niente di buono.
Prendendo la strada in direzione Lucca noto subito un traffico assurdo, cerco strade meno frequentate e il mio naso mi porta su una sterrata in mezzo ai campi.


Ahh, che bella la pace, passo un'oasi del WWF e proseguo zigzagando in mezzo alle pozzanghere fino a un paesino poco prima di Lucca.





E infine nell'oasi vedo anche una razza di uccelli che non ho mai visto prima.

Chiesetta appena fuori Lucca. Li dentro non ci entrerei mai, mi ricorda una puntata di Gostbusters che ho visto da piccolo. La Casa, che quando entri si anima e ti mangia.

A Lucca voglio fare un bel giro nel centro storico, ma appena vedo la porta d'ingresso della città inizia a piovere, che fortuna, sono le undici.
Mi concedo comunque un breve giro in centro, la pioggia aumenta, mi riparo, mi vesto con indumenti antiacqua e impacchetto tutto in sacchetti per proteggere le cose più delicate dall'umidità.
Il momento più difficile e la transizione da uno stato all'altro, dall'asciutto al bagnato. Passata quella fase il resto e tutto più facile.
Giro le ruote in direzione di Castelnuovo in Garfagnana, quando arriverò li deciderò dove dormire.
Risalgo la valle in mezzo al traffico e sotto la pioggia continua, non e più quella pioggerellina che fa compagnia al biker. Qui non ci sono più gli spazzi dei giorni precedenti, in una valle non tanto larga ci passano due strade (di qui una mezza tangenziale), la ferrovia e il fiume, cerco comunque di evitare il più possibile il traffico ma non ne facile.
La gente vedendomi in bici, bagnato come un pulcino mi incita di tenere duro. Ma perché? Io sono assolutamente tranquillo, non mi preoccupo della pioggia, mi danno molto più fastidio le macchine e i TIR che mi sfrecciano in parte. In questo momento mi sento più vicino a un cespuglio in parte alla strade che non una persona “civilizzata”.
A Castelnuovo finalmente il traffico diminuisce e leggermente anche la pioggia.

Va beh dai, la situazione sta migliorando, prosegua a pedalare, per il pernotto ci penserò più tardi. Qui la valle ha ritmi totalmente diversi. Tanti paesini alla “vecchia maniera”, fatto confermato anche da un cartellone pubblicitario che recita: DOLCI EMOZIONI IN GARFAGNANA....dove il tempo si è fermato, come non dargli ragione.

(maledetti cavi elettrici)

Sono le tre e finalmente smette di piovere, non ci speravo più.
Adesso che sono in una splendida valle con le montagne alte ai lati mi sento veramente bene, belle le colline ma nel mio cuore ci sono le montagne.
Quando mi si asciuga il grosso dell'acqua mi fermo in uno di questi paesini immersi nel passato a comprare qualcosa da mangiare. Entro nel bar-alimentari-ricevitoria-tabaccheria del paese e dopo aver fatto la spesa suscito la curiosità dei “giovani” del paese che fra un bianchino e l'altro mi fanno un po di domande in perfetto dialetto locale, delle quali capisco meno della meta. Approfitto dell'occasione per chiedergli se ce un posto dove dormire a un buon prezzo nelle vicinanze. Dopo aver fatto l'assemblea comunale coinvolgendo ogni persona che passava e facendomi il terzo grado su dove sto andando, da dove arrivo, quando sono partito, come mai sono in giro in bicicletta, se ho una casa? arrivano al verdetto e mi indicano un albergo a un paio di paesi di distanza. Ringraziandoli calorosamente proseguo sulla mia strada, buttando l'occhio sulla cartina vedo che e proprio l'ultimo paese prima di cominciare la scavalcata degli appennini.
Arrivato a Piazza al Serchio individuo con facilita l'albergo indicatomi dal precedente comitato di paese.
Dopo cosi tante ore sotto la pioggia si apprezza proprio una bella doccia calda.
Tutti i privilegi e le attenzioni dell'albergo sono per me, dato che sono l'unico ospite. Chissà se d'estate ci sono turisti in questi meravigliosi posti.
Anche stasera sono in compagnia della TV, mi starò viziando troppo...?


Sabato 2 ottobre
Oggi stranamente sveglia a un orario decente, oggi si scavalcano gli appennini, elimino il peso superfluo dal bagaglio, mangio tutti i biscotti che mi sono avanzati e finisco il latte. Oggi al contrario degli altri giorni ho una meta ben precisa, devo arrivare a Rubiera dato che una persona del forum si e offerta a darmi vitto e alloggio per la notte.
Al contrario di ieri ce un sole splendido e non ce l'ombra di una nuvola.
Finisco di preparare il bagaglio (alleggerito) e carico la bici. Vado al bar del albergo per salutare e fare colazione, la seconda. Grave errore, al bar mi dilungo qualche minuto di troppo con i gestori del albergo e arrivano un paio di nonnini del paese, subito attiro l'attenzione e abbiamo scambiato quattro parole. Circa un'ora dopo mi defilo dalla conversazione se no mi tenevano li tutto il giorno.
Bene, finalmente si parte, ultime foto nei pressi del paese



All'imbocco della salita per il passo della Pradarena un cartello stradale mi ricorda che Reggio Emilia e a “ soli “ 101 km, va beh Rubiera non sarà tanto lontana da li. Il più e salire al passo, da li in poi dovrebbe essere tutta discesa, penso.
Affronto la salita con il mio solito ritmo, mi godo i panorami sulle montagne, finalmente, e la strada deserta.


Il passo e li da qualche parte.)


A meta salita ce una bellissima isola verde con laghetto. Posto meraviglioso.


Proseguo nella pace più assoluta o quasi, ogni tanto il silenzio viene interrotto da qualche macchina o moto che passa li.
Però a un certo punto sento un rumore come di temporale in lontananza, strano in cielo si e arrivata qualche nuvola, ma non un temporale. Il rumore e costante e aumenta, finché non mi raggiunge. Un numeroso gruppo di motociclisti mi passa assordandomi, ma non dovrebbero esserci dei limiti di legge per il rumore. Quel boato echeggia per la valle il tempo necessario a farli superare il passo, ahh, finalmente e ritornata la pace.
Al passo di Pradarena (1.579 m) arrivo appena dopo mezzogiorno, ora più che giusta per pranzare, ma prima un paio di foto di rito.


Se fino a questo momento non sembrava ancora autunno, qui si e fatto già sentire.


Mentre sto pranzando mi si avvicina una persona evidentemente incuriosita dalla mia persona è l'autista di un autobus che ha portato li un gruppo di escursionisti. Rimaniamo a parlare del più e del meno ma come anche con le altre persone l'argomento principale e il mio viaggio. Quando il cielo si copre di nuvole e comincia a soffiare un vento abbastanza freddo ci salutiamo e io proseguo sulla mia strada, finalmente in discesa, il più e fatto.
Lascio alle mia spalle la Toscana e dopo 4 giorni di pedalate torno in Emilia Romagna.


Durante la discesa passo ancora un po di paesini del passato.


Ma, ma, sono arrivato fino al fiume in fondo valle ma la strada invece che proseguire lungo quest'ultima punta verso l'altro versante della valle in salita.
Va beh, risaliamo, e poi di nuovo giù e su e giù e su. Sull'incrocio con una strada principale vedo che Reggio è a cinquantasei chilometri.
Lo sapevo che dovevo aspettare a cantare vittoria al passo.
Si prosegue senza troppa fretta ma con un ritmo costante.
Arrivo a Castelnuovo ne Monti dove si gode di un'ottima visuale su una strana roccia in mezzo alle colline.
Pietra di Bismantova. Peccato per l'alta umidità che ce nell'aria se no il panorama era ancora più bello.


(Questa e l'ultima foto del mio viaggio)
A Castelnuovo sento il mio contatto a Rubiera (al quale scroccherò vitto e alloggio per stanotte) e mi da le indicazioni per raggiungere la città, dicendomi che da li dovrebbe esserci più o meno un'ora e un quarto.
Seguo diligentemente le istruzioni e procedo con un ritmo abbastanza elevato adesso che finalmente non ci sono più salite. Seguo sul fondovalle il fiume Secchia fino a Sassuolo e poi le indicazioni stradali per Rubiera. Bene, TRE ore dopo la telefonata arrivo alla mia destinazione ormai all'imbrunire, suono il campanello e sorpresa...non risponde nessuno. Va bene, mi resta una sola cosa da fare, con il cellulare ormai morto, mi siedo sul muretto e aspetto, prima o dopo rientrerà a casa. Dopo un po di tempo che studiavo il comportamento di uno sciame di zanzare finalmente vedo arrivare il mio angelo custode per questa notte, Federica.


Lei esordisce con un:

-Ciao, ma sei già qua?
-Ebbene si, maaaa.....non doveva essere a UN ora e UN quarto di strada.
-Si, si, in macchina ci si mette più o meno quel tempo li.
-Ah, in macchina....
...

Dopo i quasi 120 km della tappa di oggi, molti dei quali in salita, finalmente mi rilasso. Ci siamo quasi, domani un' ultimo sforzo di 130 km attraverso la pianura padana e sarò a casa.

Dopo cena invece una proposta inaspettata (no, non e niente di sconcio, cosa state pensando).
Ma perché domani non vieni con noi a fare un giro in mountain bike sul Garda.
Ci penso su un attimo e alla fine accetto, giusto per sgranchirmi un po le gambe dopo questa settimana di riposo.
Si chiacchiera, si guarda la tele e poi a letto, domani sarà un'altra giornata impegnativa e sopratutto la sveglia suonerà prima del mio solito orario di sveglia.


Domenica 3 ottobre
La sveglia forse avrà anche suonato ma io non mi sono accorto di niente finché non mi hanno buttato giù dal letto a chissà che ora del mattino (presto). Fuori ce ancora buio, mi sono abituato troppo bene durante questa settimana, ma oggi ci sono delle tabelle da rispettare.

Solita routine della domenica. Sveglia presto, colazione con la velocità di un bradipo assonnato, si caricano le bici in macchina e via verso il ritrovo all'ingresso dell'autostrada.
Dopo una settimana di lento movimento, mi sono abituato a guardare il paesaggio cambiare lentamente e sopratutto Vedere tantissime cose che andando cosi veloci ci sfuggono. Poco male, la pianura padana pur avendo tante cose da offrire preferisco ancora i paesaggi montani.
La partenza e prevista a Riva del Garda, ma prima devo procurarmi una mountain bike (cosa assolutamente facilissima a Riva).
Ok, sono pronto per trascorrere una sana domenica all'aria aperta sui miei soliti sentieri e siccome conosco molto bene la zona il gruppo decide che oggi gli faro io da guida. E io che pensavo di essere un ospite zitto zitto, quatto quatto.
Si parte sfilando per le vie del centro di Riva del Garda per imboccare la splendida strada del Ponale.

La strada del Ponale (foto di repertorio)


Il ritmo e proprio come piace a me, tranquillo. Arrivati al lago di Ledro si decide di prendere qualcosa da mangiare una volta arrivati in cima. Io seguendo alla perfezione la dieta del ciclista mi prendo un bel Kebab accompagnato da un ottimo integratore di sali minerali – una lattina di Becks (avevano solo questa). Per ingannare l'attesa sto valutando di mangiare una barretta energetica, ma qualcosa va storto e prendo un trancio di pizza radicchio e salsiccia e una Becks (tanto per cambiare). Finito lo spuntino lasciamo il lago di Ledro e imbocchiamo una lunga strada cementata che ci porta fino a Bocca dei Fortini e da li in un battibaleno a Baita Segala. Posto perfetto per mangiare, all'interno subito approfittiamo del fuoco e acceso per scaldarci. Si mangia, si beve, si chiacchiera, si scherza nessuno ha fretta, anche perché fuori fa abbastanza fresco con una nebbiolina per niente simpatica. Si prosegue sul sentiero per Passo Rocchetta dove solitamente si gode di un bellissimo panorama sul Lago di Garda e sul massiccio del monte Baldo e Altissimo, oggi purtroppo questa vista ci e negata.

Sempre foto di repertorio (cosi sapete di cosa parlo)


Mi dispiace per i miei compagni che dopo un lungo viaggio in macchina non riescono a godere appieno di questo paradiso della mountain bike. Al passo inizia la parte vivace del giro, dove ci si ferma meno a contemplare i panorami, si cerca una bella scarica adrenalinica.
La discesa e su un sentiero che e abbastanza scorrevole, ma mai banale con dei tornanti stretti, altri meno stretti ma con qualche gradone a metà e infine anche qualche passaggio molto impegnativo con il dessert su un bel pezzo di ghiaia spessa. Io stresso parecchio la povera bici a noleggio (un po mi fa pena), ma alla fine resiste fino in fondo alla parte sconnessa. Nell'ultimo pezzo ripercorriamo al contrario la strada del Ponale fatta in salita fino al lago. Prima di salutare i miei nuovi e vecchi amici raccolgo le impressioni positive del giro. Bene sono contento che gli sia piaciuto.
Nei giorni seguenti e apparso questo post sul forum.
http://www.mtb-forum.it/community/fo...91&postcount=1

Bene dopo i 1200 metri di questo giro e l'ottima compagnia, adesso posso tornare a casa contento. Già tornare a casa, ma io sono li in bici e fare la Gardesana occidentale di domenica sera non e proprio salutare, con le sue strette gallerie e la moltitudine di curve piene di macchine (la domenica sera per fare 30 km si riesce a fare anche un ora e mezza di coda). Cosi scrocco un ultimo passaggio fino ad Affi per percorrere strade un po più tranquille.
Sono ormai le cinque passate quando mi scaricano, me,bici e bagagli, all'uscita dell'autostrada. Ultimi saluti veloci, carico la bici come ormai faccio tutte le mattine da una settimana a questa parte e mi metto in viaggio. A metà strada da Peschiera viene buio, ma mi viene in aiuto il mio bellissimo e potentissimo impianto luci alimentato a dinamo, luce a inquinamento zero o quasi se non calcoliamo le scorie che produco io. Arrivo sulla strada principale nei pressi di Lazise e qui mi imbatto nel traffico domenicale. Come sono belli tutti fermi in coda, io invece con il mio mezzo ecologico gli sfreccio di fianco. Mi concedo un ultimo giretto a Peschiera del Garda e poi punto verso casa sulla ex statale, ormai e tardi e ho voglia di arrivare a casa, anche perché non ho ancora cenato. Percorro gli ultimi 10 km spingendo il più possibile (ho fame) e alle nove e mezza si conclude il mio viaggio cominciato più di una settimana fa prima con il forum raduno e poi con una bellissima esperienza di cicloturismo.

La maggior parte della gente e contenta di tornare a casa, magari di riposarsi dopo le fatiche, ma io mi trovo meglio in giro per il mondo, anche non in posti esotici e mistici, basta andare.
Domani si ritorna alla solita monotonia di tutti i giorni, ma per fortuna esperienze cosi si possono ripetere, basta volerlo, per Vivere davvero.

Per gli amanti della numerologia in questa settimana ho percorso 670 km sulla bici da turismo e un centinaio in mountain bike compreso il forum raduno e altre gitarelle fatte.

Un saluto a tutti e alla prossima avventura.

venerdì 21 gennaio 2011

Garda Dream

Penso che sia la definizione esatta quella di "Garda Dream". A parte il fatto dell'exploit con le terme, la pizza da Carmelo, raccontate nel precedente post, il sogno di un abitante della pianura padana, nauseato dalla nebbia, dall'ambiente poco gradevole, dagli stress della vita di città, è proprio questo.
Staccare la spina, raggiungere gli amici e trovarsi con il sole in faccia, l'aria tiepida che sale tra le fronde spoglie dei faggi, mentre a terra persiste il ghiaccio. Lo sguardo rivolto al panorama circostante, luminoso, solare. A metà giro è bello togliersi la maglia sudata e lasciare che sia il sole ad asciugarti la pelle umida.
E poi cosa dire dei sentieri...
Raramente con il nostro gruppo ripetiamo un giro fatto, per la ragione che i sentieri da percorrere sono talmente tanti, e ci piace andare ad esplorarli; magari per primi come ciclisti.
Quando si tratta del Lago di Garda, con i suoi bellissimi e tecnici sentieri si fa ben volentieri un'eccezione, e la zona del Passo Rocchetta è famosa per tutto questo.

Buona visione.


BdB - Garda Dream - Riva - Rocchetta from Bikers di Brescia on Vimeo.

lunedì 17 gennaio 2011

La ciliegina...



Sembra quasi un disegno divino, un ciclo che si ripete...
Circa un anno fa grazie a Gigi, dopo un bel giro nella neve, scoprivamo le terme di Colà. Io in quel periodo, accusavo i primi disturbi allo stomaco, con dolori fastidiosi di cui al momento ignoravo la provenienza. Quel giorno, dopo il giro in bici ed il bagno nell'acqua termale, il dolore era sparito. Una magia legata agli effetti benefici di un bagno termale. Avevamo trascorso una giornata speciale, di relax, una di quelle domeniche da ricordare. Mi ricordo inoltre di una nostra frase, quel giorno: "il massimo sarebbe combinare un bel giro in MTB la mattina, il bagno termale nel pomeriggio, poi la sera una gustosa pizza da Carmelo e come ciliegina sulla torta una nottata di "fuoco" con la/il partner"

Il momento giusto si è presentato questo week end, e oggi, posso dire di aver trascorso un sabato ed una domenica splendidi (anche senza ciliegina sulla torta).

Venerdì sera preparo tutto: 2 borse e lo zaino, la bici è pronta da domenica scorsa, infangata come l'ho lasciata dopo l'ultimo giro... (poverina)
Sabato ho appuntamento con gli altri a Barbarano, mi alzo con un po' di anticipo per fare tutte le mie cose con tranquillità. Per le strade c'è nebbia, come preventivato, stranamente anche dalle parti del lago di Garda. Il gruppo si ritrova puntuale al solito parcheggio, manca solo DiegoSB che sta per Solit Bidù. Stiamo per partire, quando eccolo arrivare. Un po' più di traffico rispetto al solito, la nebbia, un furgone lumacone... ed il gioco è fatto. Il gruppo riparte un po' in ritardo per Riva del Garda e una volta giunti all'imbocco della strada Ponale, parcheggiate le automobili, partiamo per il giro.
Il tempo è ottimo, il cielo limpido, azzurro, il sole sta salendo ed illumina i nostri pallidi volti
Eh si, purtroppo il freddo, le nebbie, non sono affatto dei toccasana né per le nostre menti né per i nostri corpi... e avevamo proprio bisogno di scaldarci, come si dice, le ossa.
Gigi, Milzo, DiegoSB, GFavier, Frog, Perse, Steen; questo il BdB group di questo sabato. Si pedala come sempre in allegria, e chi ha fiato da vendere, si lancia in lunghe discussioni sulla vita, sulla famiglia, diritti, doveri, gioie dolori, e filosofie varie...
Il gruppo di BdB non è un semplice gruppo di bikers, ma prima di tutto un gruppo di validi amici, brave persone sempre pronte ad illuminarti...
In Val di Ledro troviamo un clima freddo, il ghiaccio sotto le ruote, ma poi l'aria si scalda e l'atmosfera diventa primaverile anche se siamo a Gennaio. Il sole fuori dal bosco ci scalda, e appena arriviamo sul versante baciato dal lago di Garda, i nostri corpi vengono rianimati da gentili brezze i cui benefici sembrano immediati: i nostri visi si illuminano, riprendono tono e si colorano. A maggior ragione appare evidente il pallore del volto di Diego in preda ad una tremenda crisi di forma che lo costringe più volte a piedi.
La sosta a Baita Segala è rigenerante: il panino con la frittata, la birretta, il cioccolato ed una goccia di grappa. Laggiù il lago di Garda coperto dalla foschia mentre di fronte a noi spicca la bellissima catena del Baldo. Siamo entusiasti della giornata che stiamo vivendo, e senza fretta, terminato il pranzo, ci prepariamo per raggiungere Passo Rocchetta.
Ci si ferma spesso lungo la strada ad ammirare, da diversi punti di vista, lo scenario del lago, la valle del Singol con i suoi ripidi singletracks e oltre le nebbie della pianura, si intravedono gli Appennini.
Con la discesa arrivano i momenti più adrenalinici, emozionanti, qualche volo senza conseguenze, un paio di forature e qualche bella ripresa per il video della giornata...

Al momento di dover riprendere a salire, con la bici in spalla, facciamo un velocissimo summit e concordiamo per rimandare l'explo ad un'altra occasione... In programma invece abbiamo una pizza al trancio a Toscolano. Con l'acquolOna in bocca, dopo aver salutato Frog, riprendiamo quindi le auto e a Toscolano ci rechiamo al solito posto: CHIUSO! eccheccazz!
Ripieghiamo su di un altro pizzaiolo eeee: CHIUSO! E ma allora ditelo! Ci facciamo passare la voglia di pizza e ci salutiamo; domani da Carmelo avremo modo di soddisfare tutte le nostre voglie pizzose... slurp!

... nei miei programmi per il week end non era previsto il ritorno a Cremona, quindi con sacco a pelo, materassino mi ero preparato a trascorrere una notte fuori di casa. O in macchina, o in un B&B o da qualche BdB..
Milzo mi invita a casa sua, accetto volentieri il suo invito. Grazie.
Appena in casa dalla dispensa spuntano fuori noccioline, prugne, stuzzicherie ed un vin rosato. Una bella micia graffia la porta per entrare, poi si avvicina per una carezza; è una trovatella che anni fa Milzo aveva trovato dopo un concerto in teatro. Arrivano Patrizia e Pietro con le borse della spesa: iniziamo subito a sbucciare delle succose arance e tra uno spicchio e l'altro, si chiacchiera amabilmente. Pietro è vivacissimo, e con entusiasmo mi mostra diversi giochini dell'iPhone, poi si ascolta Michael Jazzon e inizia a ballare. È proprio bravo ed imita bene i tipici movimenti del grande artista scomparso.
Per ora di cena si va a prendere una pizza speciale, con farina di segale, in macchina all'andata si ascoltano i Depeche Mode, al ritorno, a grande richiesta, ovviamente Michael...

Birra per tutti, anzi no: per Pietro c'è la Coca Zero nella bella lattina nera.
Si cena e trascorriamo dei piacevoli momenti parlando di diversi argomenti; la musica è nello spirito di questa gioviale famiglia e mentre Milzo accenna qualche brano con la chitarra, invitiamo Pietro a farci sentire qualcosa col violino. Con la promessa di filmare la sua performance, riusciamo a convincerlo e così ho modo di poter apprezzare anche quest'altra sua abilità, padre e figlio insieme hanno suonato dolci note... che emozione.

Poco prima di andare a letto seguiamo qualche documentario alla televisione, il divano si allunga ed alzandoti le gambe ti porta in una posizione di estremo relax, una gran comodità.
Domani mattina qui a Mocasina per le 8 circa ho l'appuntamento con Vito ed Elena per quella che dovrebbe essere la giornata perfetta... non vedo l'ora.
Con questo sogno nel cassetto, pronto per vederlo realizzarsi, mi addormento sotto il piumone, nella stanzetta di Pietro, che per questa notte avrà modo di dormire con i genitori. Non avrei mai voluto disturbare così tanto: col sacco a pelo il divano sarebbe stato sufficiente...
Da parte di Milzo, Patty e Pietro ho ricevuto tante attenzioni e per questo li ringrazio tanto.

Al mattino il mio orologio biologico mi fa aprire gli occhi, poi ho la conferma dell'ora dal Milzo, che bussa delicatamente alla porta. Quando scendo trovo il latte nel pentolino a scaldarsi, la moka sul fornello. Le brioches, i pavesini...
Il latte viene montato nell'apposito pentolino e si forma una bella schiuma, il caffé, e cosa vuoi di più dalla vita....

Il portatile è acceso, vedo gli occhi del Milzo scorrere su cartine, vengon fatte passare in rassegna diverse tracce.. "Eccola!" Ad un certo punto lo sguardo del "cartograficus" si illumina e mi viene descritto quello che potrebbe essere il giro ideale per oggi. La generosità di persone come il Milzo, Mauro... di coloro che solitamente programmano i nostri giri, mi è in questo momento ancora più evidente. Una persona che oggi, per impegni personali, non ha la possibilità di pedalare, ma che comunque si dà da fare per prepararti il giro, con la traccia da seguire, è una persona speciale. Grazie di cuore.

Puntualmente arrivano Vito ed Elena, ed in breve tempo siamo pronti e ci mettiamo in viaggio per Belluno Veronese, lato orientale del Baldo. La nebbia è fitta, così densa da bagnare il parabrezza. A tratti sparisce, poi ritorna all'improvviso. Ma di una cosa sono sicuro: per il giro di oggi avremo un sole spettacolare.
Le mie previsioni si sono dimostrate corrette... "tutto procede secondo i miei piani" penso diabolicamente.
Parcheggiamo le macchine lungo la strada e ci mettiamo a pedalare con buon passo, al momento ci troviamo in Val D'Adige, in un punto ventoso e piuttosto freddo, ma dopo qualche chilometro, usciti allo scoperto, siamo subito avvolti da un'atmosfera surriscaldata. Elena inizia a togliersi l'antivento, poi la maglia invernale, poi trasforma i suoi pantaloni in shorts...
Io sudo in silenzio.
Attorno a noi un paesaggio primaverile, e con buon ritmo ci avviciniamo a Malga Ime. Qualche breve sosta per far riprendere fiato ad Elena, uno spuntino a metà salita presso una fresca fonte d'acqua e poi, dopo aver attraversato il bellissimo bosco di faggi, arriviamo a Malga Ime. Ci sediamo all'interno, dove si trovano numerosi tavoli già apparecchiati. Ed infatti ecco sopraggiungere numerosi SUV carichi di orde di affamati fannulloni. Una signora porta il suo cagnetto, più simile ad un grosso topo peloso, nella borsa firmata. Descrivo nei particolari il trattamento che riserverei per entrambi; Elena e Vito scoppiano a ridere... La mia mente malata potrebbe generare dei films splatter di una certa qualità artistica.

Mangiamo un delizioso panino con formaggio di malga e dopo il caffé riprendiamo la traccia del Milzo. In questo punto del tracciato ci attende un po' di discesa, poi a Ferrara del Mt. Baldo una risalita prima di imboccare il sentiero 660.
Avevo memoria della maggior parte delle strade che stavamo percorrendo, ma fino all'ultimo istante non avevo la benché minima idea di come potesse essere il sentiero che avremmo fatto al termine del giro..
Quando mi sono trovato su quel magnifico sentiero, ho rivissuto l'ebrezza provata la prima volta e ho visto le mie stesse emozioni negli occhi dei miei compagni di avventura...
Io in testa al trio, a cercare di divertirmi il più possibile sulla scricchiolante, ma ancora integra Wolf Ridge, Vito all'inseguimento con la videocamera perennemente accesa per cercare di catturare queste fasi del giro, ed Elena all'inseguimento dei maschi...
Un tornante di qua, salta il masso di là, schiva quella pietra, controlla la bici in curva, la ruota posteriore che sbanda sulle foglie, i muscoli delle gambe che lanciano segnali di stanchezza, le mani che non reggono il rapido susseguirsi di sollecitazioni. Ci si prende dei breaks per riposare e ci si accorge di avere il fiatone... "ma che bel sentiero!"
Verso la fine la mia guida diviene meno dinamica, sono più rigido sulla bici, accuso la stanchezza della salita. Il ritmo imposto da Vito ci ha messi a dura prova: Elena è abituata a questi "abusi" :-D, ma il giovane ragazzo di città ha accusato il colpo...

Ora basta! È il momento del relax!
Sbattute le bici in macchina, come da programma ci dirigiamo verso le terme..."Colà, arriviamoooooooo"!

.... pensate sia finita qui?..... siamo a metà dell'opera!

Le menti malate non solo sfornano terribili copioni per films splatter, ma possono anche ingegnarsi per il bene dell'umanità...
Non sto parlando di me stesso, bensì di Gigi, che l'aveva vista lunga l'anno scorso parlando appunto del progetto della "giornata perfetta"... 

Così con grande entusiasmo ci dirigiamo a Colà; siamo proprio vicini al centro termale, avendo optato per un'escursione sul Baldo orientale...
Infatti tutto è stato programmato per ridurre gli spostamenti in auto al minimo. Dopo quindi la grande soddisfazione di un bel giro in MTB, è arrivato il momento di un bel bagno termale...
Il parco che circonda il lago termale è magnifico, la scorsa volta eravamo giunti con il buio e non avevamo potuto ammirare i prati verdi, i grossi cedri del Libano. In lontananza scorgiamo il vapore acqueo salire formando dense nubi bianche; scherzando dico ai miei amici che la nebbia che affligge la pianura padana proviene tutta da questo minuscolo lago d'acqua calda...
Ne sparo di cazzate in una sola giornata, ma quando sto bene, i numeri crescono esponenzialmente...

Ci cambiamo negli spogliatoi rinnovati per l'anno nuovo, una struttura moderna, molto accogliente e ricca di servizi. Un ampio bar a piano terra, e al piano inferiore le docce, le cabine e cassette di sicurezza per gli oggetti di valore...

Un veloce passaggio all'esterno e poi ci immergiamo.
Sono sufficienti pochi minuti, per scoprire quanto è rilassante ed accogliente il bagno in un centro termale. Il calore, il movimento in acqua, i massaggi dei getti che sono situati in vari punti del bacino.
Ci dirigiamo quasi subito nei punti strategici che conosciamo dalla scorsa volta, e che in effetti sono quelli di maggior interesse per tutti i bagnanti.

Da un getto posto in una posizione rialzata fuoriesce acqua decisamente calda, Vito, per la prima volta in un centro termale, è in estasi...
Ricordo che la prima volta, a Colà, non smisi di ridere dall'ingresso in acqua, fino all'uscita...
Gigi! Gilbo! Dovevate esserci!
Passiamo per le grotte, poi ci immergiamo nelle vasche con acqua a 38 gradi. Tramite una scaletta si esce dall'acqua per un istante per poi immergersi nuovamente in questo grande pentolone... Al suo interno cosa vedono le mie pupille? Un bel cioppetto di ragazze ben fornite si trovano proprio all'ingresso della piscinetta, le saluto con voce maschia. "Che bel vedere" il mio pensiero - "Che cazzo vuole" il loro. Poco dopo infatti, quasi di risposta al mio saluto, se ne escono mostrando i loro bei glutei lucenti. Ma che vadano al diavolo, befanone che non sono altro! Beh, carine però... 

Un sacco di coppiette si lasciano cullare dall'acqua e da dolci abbracci... e le menti diaboliche ne pensano subito una: "si potrebbe entrare con la pinna da squalo oppure con una maschera da mostro degli abissi ed emergere all'improvviso di fronte agli innamorati di turno".

Dopo un ammollo di circa un'ora e mezza, rivestiti, tutti belli rilassati, ci tonifichiamo con una macedonia di frutta fresca e una spremuta d'arancia...
Ed ora? Ci guardiamo in faccia, le nostre espressioni sono decisamente rilassate, gli zigomi belli rossi, ed Elena è sul punto di addormentarsi sulla spalla di Vito. Ora si va a mangiare la pizza da Carmelo, con gli altri BdB! Nelle vene non mi scorre più sangue, bensì entusiasmo allo stato puro, un nuovo fluido vitale che ti riempie il cuore, ti ringiovanisce, ti fa amare la vita...
Siamo in anticipo rispetto agli altri; l'appuntamento è per le 7:30, ma alle 7 ci troviamo già in pizzeria, abbiamo giusto il tempo per prendere un aperitivo...
Arrivano Paolo, Patrizia e Pietro, Stefano ed Annalisa; a questo punto ci accomodiamo a tavola, che poco dopo è occupata da tanta simpatica gente, peccato per l'assenza di Giani, Dario, Wilmer....
Poi arrivano le pizze, meravigliose. Punto. Meravigliose!
Quella alle verdure è una sinfonia, aggiungo l'olio piccante, e me la gusto boccone dopo boccone. Si ride fino alla lacrima. Quando vedo Gianfranco fare la sua tipica espressione da risata, e poi asciugarsi gli occhi con il fazzoletto, penso: "ma che bello è ridere"!
Immagino le future imprese di questo gruppo, ma non tanto dal punto vista della mountain bike, ma dal punto di vista del ridere, della gioia di stare insieme, del girare qua e là godendoci la vita. E dico: "Lo spettacolo è appena iniziato"! Davanti a noi un sacco di post da scrivere, una valanga di pizze da tagliuzzare e divorare, un mare di foto da scattare e di filmati da girare. Giriamo ragazzi, giriamo! La vita è bella, noi siamo belli.

Vito, Elena... e allora? Siete riusciti ad arrivare alla ciliegina?

domenica 9 gennaio 2011

Val Bertone sent 385 Caino



Mauro:
......
"Uno dei giri più belli della valle del Garza,sempre bello il crinale da SEusebio al passo Viglio,piuttosto rovinata dall'acqua e da quei simpaticoni di enduristi la discesa fino al torrente Garza,nella neve fino all'imbocco del sentiero che porta giù a Caino,perfetta la discesa sul sentiero 385 (sotto una lieve nevicata), anche se costa un pò di fatica arrivarci sia dal passo Gabbie sia da Conche,ma le cose preziose si sà,bisogna guadagnarsele.

un bel grazie a Lisabike Vito Gfavier e Dario per la sempre squisita compagnia

1250 dislivello 23 km
note: stanco morto"....................




Dario:
...."Prendete uno dei crinali estivi, quelli aerei che con qualche breve tratto a piedi, toccano tutte le cime in un susseguirsi di saliscendi su sentiero, dal tecnico al pedalabile, e sempre panoramici. Scala 1:3, taglia e incolla dietro casa,(non casa mia ovviamente, che si trova nel limbo) e trovate il bellissimo giro di oggi! che bei sentieri, e che graditissima compagnia!A giro finito, in esplo per conto di Mauro (scappato a pranzo) su sentiero già conosciuto da Vittorio che passa dalla chiesa di San Rocco, e scende alla chiesa parrocchiale di Caino"

le foto di giornata

e ilpresepe di Caino

martedì 28 dicembre 2010

Proprio una bella giornata


Ecco l'ultima gita dei BdB il 26 dicembre alla scoperta di un nuovo(per noi) sentiero:il 102 a Limone sul Garda,raccontata da Claudio"Perse"

"Una domenica strana, una domenica che si fatica a riconoscere, in mezzo a tutte queste festività. Qualcuno la confonde per un lunedì...
Dopo un periodo di assenza tra le fila dei BdB, mi ripresento finalmente a cospetto dei super bikers bresciani (con ospiti veneti) che in una giornata fredda e uggiosa, invece di rimanere al caldo, tra le accoglienti mura domestiche, si imbarcano in una bella avventura.
Si, perché credo possa definirsi tale, un sentiero 102 in invernale. Il gruppo affronta la salita con grinta e le varianti proposte da Gigi ci portano verso Vesio per sentieri alternativi. Nevica, il lago è blu-grigio ed il Monte Baldo imbiancato fino a bassa quota. La strada militare delle gallerie della Corna Vecchia è ricoperta da uno strato di neve fresca, che spettacolo! Il Lago di Bondo, solitamente a secco, dopo le abbondanti precipitazioni, si presenta proprio come un bello specchio d'acqua e l'ambiente è proprio suggestivo. Elena grida: "Che spettacolo!" mentre continua imperterrita a salire nella neve. Per altri invece la salita si fa sempre più dura, e la colpa viene data alle abbondanti libagioni natalizie: al vino, al pandoro con la crema di zabaglione, etc. etc. etc....
È bello pedalare sotto la neve, e l'idea di scendere dal 102 è decisamente eccitante. Lo ripeto a Dario, a Milzo, Gigi, a me stesso: "non penso se ne trovino tanti di bikers su un sentiero del genere, in versione invernale". Ma i BdB sono bikers speciali, svitatelli, ma nel senso buono del termine...

A quota 1300 siamo investiti da un' ondata di vento gelido, ci troviamo in una posizione molto esposta e cerchiamo di prepararci per la discesa il più velocemente possibile. Dallo zaino fuoriescono antiacqua, giubbottini, guanti, cuffie, sciarpe... si indossa tutto quello che può essere indossato.
Il primo tratto di discesa per raggiungere i prati del Dalco è su singletrack innevato, su pendio ripido, si fa qualche tornantino, ma la sensibilità sui freni, con le mani ghiacciate, è nulla. Ci fermiamo un attimo per far riprendere temperatura alle mani, io indosso un secondo paio di guanti, avvicino le leve dei freni, abbasso la pressione della gomma anteriore. Riprendiamo a scendere. Ora va meglio!
Entrati nel bosco si sta meglio, siamo più protetti dal vento e riprendiamo un po' di sensibilità alle mani. Scattiamo la foto di gruppo e ripartiamo. Nel bosco dei prati del Dalco, con il fondo di foglie ghiacciate e neve, ci divertiamo a controllare le bici che sbandano in curva. È il tratto flow prima della parte tecnica. Si inizia subito con una serie di gradini e subito dopo un tornante molto stretto, ormai abbiamo acquisito una certa tecnica e lo superiamo senza troppe difficoltà. Il filmati di Vito lo testimoniano.
Il sentiero in alcuni punti è esposto e mentre alcuni di noi si cimentano nel passaggio, altri si mettono a sicura per evitare rovinose cadute.
Il freddo, la neve tengono coeso il fondo che altrimenti ci porterebbe alla deriva ad ogni frenata. Man mano che scendiamo infatti, questo legame viene a mancare, e in alcuni punti si ha una strana sensazione mentre i copertoni affondano nell' inconsistente strato ghiaioso. Abbiamo provato un gran divertimento nell'affrontare questa discesa e certi scorci sul lago ci hanno lasciato assolutamente a bocca aperta. Bravissimi i fotografi del gruppo ad immortalare questi momenti magici. Con una grande soddisfazione per il bel giro compiuto, ci siamo salutati e dati appuntamenti a presto.

Ora la mia mente viaggia già all'ultimo dell'anno e al suo prologo . Mi auguro di vivere delle bellissime emozioni; anzi, sono convinto che non mancheranno, perché assieme ai BdB, le emozioni sono garantite!"

Le foto di Dario

e video di Vito

lunedì 27 dicembre 2010

2011

Alla fine gli auguri e le prospettive di buon 2010 che ci scambiavamo un anno fa, sono andati oltre le aspettative! Grandi giri in tutto l'arco alpino, da Ventimiglia alla vetta d'Italia (quasi), passando per monte Bianco, Orobie, Dolomiti, e montagne Bresciane, ovviamente, più che mai!

Bikers di Brescia sempre più conosciuti, ma ciò che mi piace è lo spirito che è sempre quello dell'uscita che, seppur impegnativa sotto ogni punto di vista, è sempre e comunque un ritrovo di amici: nulla di organizzato troppo bene (se non il necessario), niente di ben definito, chi c'è c'è.
E' lo spirito migliore, quello che dura nel tempo e non si sfalda mai!

Grazie Frog per il BdB Memory che ci hai regalato. E' fantastico!





guardando ogni tassello ci si ricorda del giro, e si fa a gara a chi ricorda esattamente il sentiero, o il luogo. Grazie Frog per questi bei ricordi!

Per il 31, abbiamo in programma l'ultimo dell'anno al rifugio Chierego! Un'altra, vera avventura, per finire l'anno alla grande, e cominciarlo ancora meglio!

Buon anno a tutti!
Dario

mercoledì 8 dicembre 2010

Only Right Choices

Finalmente sabato sono ritornato a girare con i BdB. Che gioia!
Venerdì ritorno a casa tardi, è l'una di notte, piove acqua mista neve ed indosso il poncho nel breve tragitto da Piazza Lodi a Viale Po. Che magia la bicicletta, penso.
Infreddolito mi infilo sotto il piumone, che bello! Peccato che siano previste solo 3 ore di sonno. Dai, ogni tanto si può fare la mattata, mi ripeto mentalmente.
La sveglia non dà tregua e suona senza pietà all'ora prestabilita, mi alzo ma sono rimbambito, quasi barcollo. Ho la forza comunque per versarmi i cereali nella tazza ed il latte freddo del frigo. Brividi, sono nauseato dal cibo a quest'ora.
Ho quasi tutto pronto; mi infilo i vestiti da bici, raccolgo le mie cose ed esco di casa. Il Doblò è il mio mezzo di trasporto fino a casa del Milzo, a Mocasina; carico la bici, la borsa e lo zaino a cui sono appese le ciaspole. Non dovrei aver dimenticato nulla, avendo preparato il tutto la sera prima, con attenzione. Parto da casa che sono le 4:30 circa, il tempo non è migliorato ed i tergicristalli dondolano davanti ai miei occhi arrossati. L'abitacolo si scalda velocemente per fortuna, attorno a me solo i rumori del motore 1200 a benzina che va su di giri, l'autoradio non c'è.
Decido di prendere l'autostrada, e per la prima volta dopo un po' di anni di telepass, prendo il biglietto. La carreggiata è libera, tengo i 110 Km orari e incrocio solo qualche camion e poche macchine. A Brescia Est raccolgo qualche monetina per il casellante robot che gentilmente mi solleva la sbarra. Ricevo la telefonata di Dario che vorrebbe aggregarsi all'ultimo minuto, ed è in ritardo, dovendo ancora partire da Verola, lascio questa difficile decisione al Milzo.
Giungo a Mocasina e, caricata la vecchia Wolf Ridge, con un caffè facciamo passare un po' di tempo prima di partire verso il punto d'incontro con il Lonfo e "spacum so tot". Nel tragitto si ascoltano i Depeche Mode, il cielo si apre e spuntano le stelle, a Est albeggia. Nell'aria si avverte una certa eccitazione per l'inusuale avventura che stiamo per intraprendere. Ecco arrivare Dario, e dunque siamo pronti per raggiungere Molino di Bollone. Salendo con le auto sulla strada che porta a Navazzo, abbiamo modo di constatare che la quota neve è molto bassa, e l'asfalto incomincia a sporcarsi. Raggiunto il paese, per non rischiare, parcheggiamo e scegliamo di proseguire con le bici. Molto meglio così, una scelta giusta; solo scelte giuste. Sarà il motto di oggi.
Sonore risate nel vedere il Lonfo con gli sci legati allo zaino e gli scarponi ai piedi, un personaggio storico oserei dire. Rispetto assoluto.
Si canticchiano le melodie di Natale e ci si scambia gli auguri; viene automatico con un atmosfera così. Le facce divertite delle persone che incontriamo ci inorgogliscono, siamo fieri di essere un po' matti.
Tutto intorno a noi, un candido scenario: è stato come entrare per la prima volta nell'armadio de "Le cronache di Narnia" e fare ingresso in un mondo incantato. La salita su asfalto fino a Cima Rest ci ha permesso di scaldare i muscoli e pucciare l'ano, dato che la ruota posteriore sollevava, nei tratti più veloci, una bella striscia di acqua gelida che andava ad impregnare il fondo schiena. Al rifugio lasciamo le bici in un parcheggio custodito* e dopo aver bevuto qualcosa di caldo, ci incamminiamo nella neve. Il Lonfo con gli sci riesce a salire molto meglio di noi muniti di ciaspole. Affonda meno nella spessa coltre nevosa e ci prepara una pista più facile da affrontare. Noi, ringraziando, lo seguiamo.
In qualche occasione ci offriamo per trainare il gruppo, ma dobbiamo passare il testimone poco dopo per la fatica nell'avanzare con quegli impiastri legati ai piedi. Il tempo è ballerino, ma decisamente affascinante: a sprazzi di sole con il cielo azzurro che mette in risalto le bellissime montagne innevate, si alternano grosse nuvole grigie ed intense nevicate. Procediamo correttamente lungo il sentiero e saliamo, seppur lentamente, di quota, guidati dai segni sugli alberi, dalle tracce gps e dai nostri ricordi del luogo. È difficile distinguere i passaggi, ma ci ricordiamo del sentiero sotto di noi, e dei capitomboli che si son fatti scendendo da lì...
A quota 1700 siamo in procinto di uscire dal bosco e qui interviene il Lonfo che, dall'alto della sua esperienza con la neve, nella pratica dello sci alpinismo, e nell'evidente difficoltà a proseguire, ci consiglia "caldamente" di ritornare sui nostri passi.
Non esitiamo a dargli retta e iniziamo la discesa, che per noi ciaspolatori si rivelerà ugualmente difficoltosa, mentre regalerà al Lonfo sugli sci qualche emozione in più.
Con una certa fatica nelle gambe rientriamo al rifugio dove un piatto caldo ed un bicchiere di vino ci riscalderà il cuore prima della discesa sulla strada.

A volte è difficile uscire dal proprio guscio, dal tepore del letto e lanciarsi in chissà quale avventura. Molto spesso ne vale proprio la pena, ed il prezzo da pagare per vivere certe emozioni, facendo due conti, non è affatto caro.
Chi vive nella bassa, come me, Dario, Wilmer, Giani, Cecco... Frog... ha una voce in più sullo scontrino, ma alla fine quello che si porta a casa è talmente prezioso che i conti tornano sempre...

Appena potrò, verrò.

*Dal Padreterno

il video di Perse e le foto di Dario


chiedo scusa se mi permetto di mettere questo racconto di Perse.

lunedì 29 novembre 2010

Scorribande nella neve

Quest'anno l'inverno è partito presto, con brutto tempo ogni fine settimana, e subito neve a bassa quota. Ma la voglia di andare in bici è tanta, e unita anche al fascino della neve, porta a bellissime giornate, e gran divertimento!
Ci troviamo a Idro, Io, Wilmer, Vittorio, Elena e Seby. Partiamo con un freddo vento, ma senza precipitazioni e ci scaldiamo lungo la prima salita, verso Capovalle. Mi preoccupa un po' (ma neanche tanto) la strada che collega al Cavallino della Fobbia, che non viene sgomberata. Ed infatti, arrivati al bivio, 15/20 cm di neve la ricoprono, e mentalmente ci prepariamo ad una lunga camminata, già fatta l'anno scorso su questa strada.

Curioso come il nostro equipaggiamento sia praticamente da montagna, più che da ciclismo, se escludiamo il casco: scarponi, guanti da sci, ghette, abbigliamento da trekking, etc. partiamo, e con sorpresa (e gioia) si pedala! Bisogna sudare, e impegnarsi in un quasi snervante equilibrio, nel tentativo di mantenere dritta la traiettoria, ma pedaliamo la strada per il 90% credo. Eh si, è cominciata bene! Nel frattempo ha cominciato a nevicare, fine ma fitto.





Dal cavallino della Fobbia, dopo due chiacchiere con qualche escursionista curioso, pedaliamo agevolmente verso il 451, ora nevica più copisamente, e con vento orizzontale. La discesa, soprattutto il primo pezzo, è un verso spasso! Urla, voli, scivolate, risate! che spettacolo!





Il resto della discesa, a tratti impegnativo, via via prosegue con meno neve, finchè raggiungiamo il lago sotto una fine pioggerella. Dopo aver mangiato qualcosa, scopriamo che anche il telaio di Seby ha una crepa. Con quello che costano, e con quello che queste bici permettono di fare, dovrebbero essere più resistenti. Risaliamo verso Valledrane, e verso la neve, di nuovo! Si pedala tutto fino al forte. Ormai questo posto è abbinato alla neve! è diventato un classico.



Altra discesa divertentissima!



Sciacquate le bici nel Chiese, ritorniamo a idro sotto la pioggia, e tutti col sorriso!

Ne parlavamo in macchina sabato sera, con Cecco. "ogni stagione ha il suo lato positivo, basta coglierlo" Per cui, se è pur vero che la neve per noi è spesso d'impiccio, si può a volte approfittarne, e trarne un gran divertimento!

Tutte le foto le trovate QUI

domenica 21 novembre 2010

uscire con il maltempo

Oggi è una di quelle giornate che solitamente si trascorrono in casa.
Io, Elena e Vittorio (ma ufficiosamente anche Milzo e Seby) siamo andati sul Guglielmo (o quasi), con un tempo davvero tremendo;

mentre salivo pensavo all"uscita con la pioggia", tanto temuta.
Però oggi, seppur salivamo sotto una pioggia incessante, non sono mai stato tanto male, o avuto freddo, forse perchè cercavo il lato positivo della cosa, o forse perchè dopotutto è solo un po' di acqua, e se si è adeguatamente attrezzati, non è una tragedia.
Certo che abbiamo avuto la fortuna di stare davanti al camino per un po', ma ciò non toglie che l'abbiamo presa proprio tutta, e salivamo, per ben 2h e mezza sotto il diluvio. Dopo è arrivata la neve, e cambia davvero tutto.



Davvero un peccato che sia diventata quasi subito impedalabile, perchè pedalare sotto una nevicata che attecchisce penso sia una delle emozioni più belle (del biker medio AM, sempre quello della pioggerella amica, per intenderci).

Tralaltro affiora nei ricordi il 30/12/2007, quando salimmo fin su Tombea e Caplone sotto una fantastica nevicata.



oppure il giro di alcuni BdB al lago d'Idro + 451, nel 2009, sotto una nevicata da sogno, con super divertimento (io non c'ero, lavoravo...)

Direte voi: "troppo facile fare il figo solo perchè oggi l'hai presa". Vero, ma l'esperienza insegna!

A volte la previsione è malevola, la nuvoletta con la goccia ci scoraggia. Ma se si ha voglia, è meglio andare. Spesso le emozioni e i ricordi indelebili nascono da queste giornate "azzardate".

Alla prossima!

un bellissimo giro pre-invernale

Sono le 7, e mentre sto guidando vedo a nord il profilo di Pizzoccolo e Baldo incappucciati. forse non è così male la giornata! Ed infatti arrivati sul lago, oltre a 4°C in più, c'è un bel cielo nuvoloso e aria tersa, si sta bene!
Comer, Briano, pezzo esplo. All'inizio siamo un po' dubbiosi su cosa fare, ma l'intento è comunque quello di pedalare un po', così cominciamo a salire, lungo una salita molto varia tra rampe, sterrate e anche un po' di asfalto. solo ogni tanto qualche gocciolina di pioggia.

A Briano proviamo il pezzo esplo intorno a due dossi sopra la Valvestino. bello, stradelli con 30 cm di foglie e sassi, tutto pedalabile, davvero una bella variante. Brao Orma
Ci riportiamo sulla discesa del Comèr, viscida, ma divertente. Il vento ha fatto grandi danni nel bosco

Bei panorami sul lago



facciamo una visita all'Eremo di S. Valentino. L'attuale eremita, uno scontroso triumplino, ci promette tempo buono per il prossimo week end (per domani NO)



Concludiamo con la restante bella discesa



All'imbocco del sentiero 31 (giusto?) una grossa frana con qualche decina di alberi caduti (sono tanti) ci blocca il passaggio. Provo ad intrufolarmi tra rami e fango, finché mi trovo sopra a dei tronchi sospesi a 5mt, e sotto il torrente. meglio tornare indietro. Fortuna che le vie di Gigi sono infinite, e in un batter d'occhio siamo a Gargnano per una pizza e birretta, che qualcuno apprezza

martedì 16 novembre 2010

I Bikers di Brescia e l'Ultimo dell'anno



Anche quest'anno si è parlato un po' di dove trascorrere l'ultimo dell'anno. Dopo due bellissime esperienze al Chierego, si pensava di trovare un posto alternativo, senza giungere ad una conclusione.
Vero è che non ho trovato posti aperti che meglio si adattano a ciò che mi/ci piacerebbe fare: raggiungere possibilimente il rifugio in bicicletta.
Anche per quest'anno io penserei di passare l'Ultimo nell'accogliente rifugio.
Purtroppo questa volta Massimo (il simpaticissimo gestore) non sarà presente, ma mi ha assicurato che quasi sicuramente il rifugio sarà aperto!
Chi sarebbe interessato?

solita "logistica" degli altri anni, sperando in una bella giornata!

Massimo ci ha anche assicurato che "per i ciclisti niente caparra" eh eh

sabato 13 novembre 2010

La bici è una medicina

La bici aiuta a scaricare tensioni, è una ottima medicina per il corpo ma soprattutto per la mente.
Il video che segue ha vinto gli awards su Vimeo, è un video drammatico che racconta una storia vera, molto emozionante.

Last Minutes with ODEN from phos pictures on Vimeo.

lunedì 8 novembre 2010

Portland - lavori in corso per le bici

A piedi e in bici appena si può!
Per i brevi tragitti, perché non utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto?
Io lavoro vicino a casa e mi sposto sempre in bicicletta, ma quanti, pur dovendo percorrere pochi chilometri, utilizzano comunque l'automobile? O perché fa troppo freddo, o troppo caldo, o piove, o fa buio troppo presto. Ogni scusa è buona. La volontà comunque, evidentemente, manca. Le città sono sempre più intasate di automezzi, sempre più inquinate, chiassose, frenetiche, e la circolazione è sempre più lenta.
La soluzione? Costruire nuove strade, no? La tangenziale, il cavalcavia, il parcheggio sotterraneo...
Tutte infrastrutture per le auto, perché tutti si muovono in auto.

Là dove la gente usa la bicicletta per muoversi, ecco che le strade diventano ciclabili.
È nato prima l'uovo o la gallina?
È nata prima la bicicletta o la pista ciclabile?


Portland's Bike Boulevards Become Neighborhood Greenways from Streetfilms on Vimeo.

domenica 7 novembre 2010

Recensione POC - Index Flow

Di guanti se ne comprano in continuazione, di solito perché si rompono e diventano inutilizzabili...
Solitamente costano una 30ina di euro, per i modelli non proprio in cartone pressato, che "dovrebbero" assicurare un certo confort e resistenza all'usura. Invece no. Solitamente non solo si rovinano molto velocemente, si strappano, si scuciono, perdono pezzi, ma diventano anche visivamente molto brutti. Sarà il lavaggio a 40 gradi, ma il colore è la prima cosa che se ne va.

Preso da un attacco di acquisto illogico su internet, opto per spendere ben 55 euro per questo paio di guanti su ChainReactionCycles. POC è un brand svedese che però fabbrica tutto, ovviamente, in Cina. Perché quindi far pagare un paio di guanti 55 euro? Per il design? Per i materiali? Mah, non si sa. Vediamo un po' come son fatti...
L'index flow è un guanto da freeride, di costruzione robusta, con degli inserti protettivi e che offre comunque una certa ventilazione. Appena indossati, a fine Agosto, in effetti ho avuto la sensazione che scaldassero un po' di più rispetto a dei Troy Lee Designs, XC glove, guanti leggeri e quindi più arieggiati.
Sempre alla ricerca del particolare colorato, in qualsiasi oggetto d'abbigliamento e no, opto per la versione con dorso bianco/arancio e palmo nero. Il materiale usato per il palmo, una pelle, si rivela molto robusto, rimanendo tutto d'un pezzo anche dopo gli immancabili scivoloni per terra.
All'interno del guanto si trova una sorta di foderina che dovrebbe evitare una sgradevole sensazione di sudaticcio a contatto con la pelle. Sul dorso mignolo e anulare sono protetti da una vistosa pelle color arancione e da un piccolo guscio in plastica rigida sulle nocche; in corrispondenza di pollice, indice e medio invece si trova un tessuto traspirante di color bianco e un'altra protezione morbida. Quindi i materiali più protettivi si posizionano esternamente, là dove teoricamente è più necessario.
Ottime le sensazioni di grip del materiale usato per il palmo. A chi preferisce avere una areazione maggiore, consiglio di optare per il modello index AIR, che non dispone dei gusci protettivi tipici dei guanti da freeride, ma che in estate non scalda eccessivamente.
Testata la effettiva robustezza del prodotto, aspetto positivo considerando lo sport "estremo" che pratichiamo, c'è qualche aspetto che non mi ha del tutto soddisfatto.
Già dopo il primo lavaggio la pelle color arancione ha incominciato ha perdere il colore e ad irrigidirsi; forse un trattamento con qualche sorta di prodotto specifico per cuoio e pelli, renderebbe questa parte più confortevole. C'è da dire che dopo averli indossati, la pelle riprende quasi istantaneamente una forma gradevole. Probabilmente anche il tessuto nero che costituisce il palmo rilascia del colore in quanto la parte in tessuto bianco si sporca velocemente e assume una sgradevole colorazione grigia. Da evitare quindi la versione "da fighetti", optando per la più sobria colorazione nera.
La prova sul campo continuerà in primavera, in quanto i robusti POC sono tutt'ora funzionali, ma i rigori invernali ci obbligano a indossare guanti che proteggono maggiormente dal gelo.

Ecco alcune foto del prodotto:


giovedì 4 novembre 2010

Invidia pura

Ara che robe! Che tecnica! Un po' di video per farsi venire un po' di invidia...




29er-nose from amotion.at on Vimeo.

domenica 24 ottobre 2010

Cima Avez e nuovi sentieri 223 e 225

Sono 20 anni che ogni volta che passavo dall'ultimo tornate prima del rifugio Garda al Tremalzo,mi ripromettevo di andare a vedere dove finiva ste stradina,ora grazie alla tecnologia e a MilzoCartograficus ho visto,che ste stradina arrivava nei pressi di una cima sconosciuta,bene,anzi no,poi si deve tornare dalla stessa strada....che noia,invece su qualche altra cartina sembra ci sia un sentiero puntinato che proprio dalla cima scende verso il basso:bingo,approfondiamo.
Strano in rete su questo sentiero e questa cima non c'è niente,essendo nella zona più frequentata d'Italia è abbastanza preoccupante....mmmmh meglio non incasinarmi in qualche tratto tipo la valle della morte di MuraCasto.
Ma ogni volta che ho sottocchi la mappa del garda bresciano,lo sguardo finisce sempre li.....riapprofondiamo, ed ecco che per culo sulla rete trovo una descrizione del sentiero:
" si rimonta il prato imboccando in alto a destra il sentiero che si addentra nel bosco in direzione nord e
che, salendo con decisione, passa sotto alcune pareti rocciose uscendo infine sui prati intervallati da
boschetti nei pressi di una vasca per l’abbeverata. Da qui, puntando verso nord-ovest, si tocca in
breve malga Prà di Lavino.
Itinerario su sentiero poco marcato, soprattutto per chi scende da Prà di Lavino. Percorribile solo a
piedi
."
Come descrizione non è molto invitante,però il sentiero almeno esiste ancora,ora non resta che aspettare l'occasione giusta e.......presto arriva,il tutor dei Bdb mi chiede:dove andiamo sabato?Sopra i 1900 c'è neve,sotto i 600 fa troppo caldo,il presidente ha voglia di Garda,i crucchi se ne sono andati e i freerider hanno freddo,quindi si và a vedere questa montagna e questo sentiero.
Siamo in sei in una mattina fredda e nuvolosa,io Frog il Lonfo gfavier(età media 49) Giani e Dario(età media 24),saliamo dalla valle di san Michele fino al rifugio Garda,vedere solo le nostre bici fuori dal rifugio è abbastanza insolito,ma la fredda e nuvolosa giornata scoraggerebbe chiunque.Dopo dei mega piattoni di pastasciutta e due scodelle di minestra di verdura ci accingiamo a varcare le colonne d'ercole(il tornante) e ad inoltrarci verso l'ignoto.
Fa un freddo cane c'è un po di neve sulla stradina,usciamo dal bosco e si apre un panorama notevole verso il lago e il Caplone,peccato le nuvole,la stradina che sale in leggere pendenza è molto bella,sembra un pò quella che sale in Tombea,arriviamo in un pianoro e vediamo la cima Avez dall'altra parte coperta dalla nebbia,anche se siamo solo 100metri sotto la vetta e c'è un'invitante mulattiera che sale,decidiamo di rinunciare e ci prepariamo per la discesa,non essendoci sentieri e segni seguiamo alla lettera il gps, dopo un breve tratto freeyazz ci troviamo su un evidente sentiero che con qualche tornante al limite della pedalabilità ci porta in poco tempo alla malga Spiazzo,ritornati sulla stradina arriviamo a malga Lorina e scendiamo ad imboccare il sentiero delle tracce e dopo una breve risalita il sentiero 225.
Questo sentiero l'avevamo già fatto 2 anni fa,quindi lo conosciamo,non ci sono segnavia e non è facile da individuare,serve la traccia gps.Il fondo è abbastanza sporco,stretto e molto ripido,ma le peripezie per rimanere in sella mi divertono non poco,dopo qualche tornante,la traccia diventa più marcata e più facile,qualche passaggio esalta le doti di vertdario,qualche divertente siparietto(mitico Frog) interrompe la discesa e ci fa riprendere fiato.arriviamo a malga Negrini e su sterrata ritorniamo nel fondovalle e al parcheggio con il nostro Dario alle prese con l'ennesimo cambio rotto.

Conclusioni:probabilmente sulla cima Avez ci si arriva pedalando,mancava poco ma la nebbia sulla cima ci ha scoraggiato,comunque il tratto dal passo Dil è molto panoramico,dalla malga Prà di Lavino nei primi 200 metri lineari,c'erano due sentieri sulla mappa igm, noi siamo stati più alti,ma dall'abbeveratoio delle mucche è meglio scendere tenendo la dx(sentiero con segnavia cai non visti da noi).Comunque il sentiero 223 è percorribile in sella,un pò sporco,ma interessante.Nel complesso a chi piacciono i sentieri impegnativi ottima discesa dalla cima Avez 1900slm a malga Negrini750slm con altri 130 metri a favore per 2 brevi risalitine.

lunedì 11 ottobre 2010

Si, è VERO...

LE MOUNTAIN BIKES ROVINANO I SENTIERI!
Pubblico sul blog questo video terribile, che testimonia come, per creare il tracciato della gara MTB, Bike Extreme, l'organizzazione dell'evento sia intervenuta in maniera massiccia sull'ambiente, modificando quello che era un bel sentiero single track in una stradina...
Certi scempi non dovrebbero essere permessi. Di fronte a questi fatti, tutti i Bikers di Brescia e non solo dovrebbero unirsi e andare a protestare in massa contro l'organizzazione della gara che si terrà sabato 16 e domenica 17 Ottobre. Decidiamo il da farsi in questi giorni. Ragazzi, parliamone!



Con Gigi(Ricki) sull'appennino Modenese

Autunno (foto Dario88)
Splendida giornata in provincia di Modena ieri con 4BdB 2simpaticiBdC e 1BdM.
Modena la conoscevo solo perchè avevo visto un concerto dei PinkFloyd negli anni 80,per il Lambrusco e per l'aceto balsamico,in tema MtB cazzeggiando sulle mappe avevo notato un cima piuttosto alta(m.Cimone) ma dalle prime ricerche sul web la parola freeride,risalite meccanizzate,piste di discesa mi avevano spinto a lasciar perdere ed a guardare verso altri lidi.
Questa primavera cercando un giro in Romagna ho conosciuto via web Gigi,e gli ho promesso che entro la fine dell'anno sarei andato a trovarlo di persona,quindi in una bella giornata autunnale con GFavier,Dario88 e Seby13 eccoci a pedalare in posti a noi sconosciuti.
Che dire,giro splendido in posti assai belli,salite mai troppo ripide in boschi fantastici dai colori autunnali perfetti,sentieri bellissimi mai difficili in quota e in discesa,ottimi panorami sui monti toscoemiliani,crinali degradanti verso la pianura che nascondono intriganti sentieri.Insomma un bell'ambiente da perlustrare in bici e a piedi.
Il giro non lo stò a descrivere tanto lo conosciete meglio di me,ad un certo punto del giro programmato Gigi ci ha consigliato il lago Scaffaiolo con relativa lunghissima discesa verso Fanano,alla fine circa 47km per un 2millino di dislivello coperti senza particolare affanno da tutta la combriccola......bè,insomma,stanchi alla fine,ma appagati.
Sono molto contento di aver stretto la mano a Gigi una persona bella dentro e ottimo biker.Io solitamente sono di poche parole,mi piace ascoltare e ieri per il tratto in quota succhiandogli le ruote ero talmente attratto dai suoi racconti che non sentivo nemmeno la fatica.
La sera ci siamo fermati a gustare la cucina modenese e per la prima volta ho assaggiato le specialità tipiche della zona,peccato per il bicchiere di vino rimasto nella brocca,ma dovevo guidare.
Un grazie a tutti per la solita bella giornata nella natura....Corno alle Scale,Tauffi ecc ecc.....ci ritorneremo.

la foto di Dario

mercoledì 6 ottobre 2010

Rifugio Torsoleto

GFavier con la bici nuova

Ottimo giro anche oggi in posti che non avevo mai visitato,la salita è dura ma molto bella,è una mulattiera militare con pendenze abbordabili,il tratto in alto è un pò rovinato,in condizioni ottimali se ne pedala il 90%,purtroppo la nebbia e la neve l'han fatta da padrone,oltre i 2100 troppa neve sul sentiero,così ci siamo dovuti accontentare di arrivare al rifugio(meno male ero quasi morto di fatica)quelle poche volte che si è aperto un attimino, l'ambiente era spettacolare,quindi il prossimo anno è facile che ci si ritorni.
Bella anche la discesa,difficile fino alle malghe basse,poi traverso nel bosco con tratti a spinta ma carino e discesa nei prati sopra Paisco con picchiata finale su sterrata cementata.



Curiosando sui monti tra la val Paisco e la val d'Aprica, una volta raggiunto il passo Torsoleto si aprono diverse soluzioni molto molto interessanti

A) seguire a dx tutto il percorso della maratona del cielo(vedi sopra),fino al pz tri
B)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo di Cadino e poi a sx n°134 fino a malga Torsolazzo e val Brandet
C)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo Salina e a sx N°143 fino a malga Bondone e val Brandet
D) scendere in val Brandet n°129 passando per il lago di Piccolo
E)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio
F)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio fino a malga Culvegla poi a sx in salita fino a intersecare il sent 4 luglio,zappello dell'asino e SAntonio
G) sx al passo del Sellero e scendere n°164 fino a malga Sellero e rientrare in val Paisco

naturalmente sono soluzioni che prevedono un pernotto al rifugio o al bivacco

Mappa:
http://foto.mtb-forum.it/showphoto.php/photo/72710

FOTO

VIDEO

domenica 3 ottobre 2010

Five Ten Impact 2 Low



su consiglio di Perse, ho preso anche io le famosissime Five Ten (Impact Low), dopo sei mesi di utilizzo di Shimano MP90 (discrete).
Sono 2 mesi che le uso, e sono ancora in ottimo stato. Mi sento di consigliarle per un utilizzo "Bikers di Brescia", robuste, fantastiche sul pedale, molto buone per camminare, buone sotto la pioggia.
Ieri prima uscita sulla neve (Torsoleto). Qui si comincia a metterle in difficoltà, ovviamente, ma si sono comportate egregiamente. buona tenuta e l'acqua entrata solamente dal collo del piede. Anche Carlo1 le ha provate soddisfatto.

Forse con l'inverno utilizzerò ancora gli scarponi in qualche uscita, ma di sicuro ho trovato la scarpa per il cicloaplinismo.


Five Ten are "Perfect" to

Mountain Bike (every week-end)
Climb (Lazfons)
Trek (Val di Fumo)
Walk on Snow (Torsoleto)
Dismount 20mm Thru Axle with a Kick (every week-end)
Eat a €3,50 ice cream in Fornaci (often)

lista in aggiornamento

mercoledì 29 settembre 2010

Il video di domenica..

... by Lorenzo. Tante belle riprese che ci raccontano la dura giornata in MTB.
Si riescono a capire benissimo le difficoltà del giro, in salita e in discesa. Dario ad un certo punto a piedi con la ruota libera in frantumi, la pioggia ghiacciata sul Muffetto, l'erba scivolosa, i sentieri ostici ci hanno impegnato seriamente...
Bravo Lorenzo per le riprese!


sabato 25 settembre 2010

SSIT10


SSIT10 from 29pollici on Vimeo.


Non si può mancare al SSIT ed ogni anno vi partecipo con entusiasmo. Ecco il video filmato dallo staff di 29pollici. Le bici single speed sembrano bici Senza apparente Senso, ma regalano a tutti noi forti emozioni.
In qualche ripresa compaio pure io. Spettacolare l'incitamento di Gianni Biffi al mio passaggio in cima alla collinetta... arriverò incredibilmente terzo. L'allenamento con i BdB dà i suoi buoni frutti... ;-)

Barrette energetiche...

Qualcuno più preciso e attento del sottoscritto a certi aspetti del nostro sport, e più interessato all'argomento nutrizione, è abituato ad analizzare per bene gli ingredienti, i valori energetici, le proteine, i grassi... etc
Io invece non sono in grado di capire gli elenchi dei contenuti presenti sull'imballo, e molte volte vado a gusto, a consistenza. Quando ho addentato per la prima volta questa barretta MULE BAR, ho provato una piacevole sensazione. Innanzi tutto si tratta di una "barrotta", di ben 65g al gusto cioccolato che oltre ad essere gustosa, dà proprio l'idea di ricaricare. Infatti fornisce 233 Kcal! Che bomba! Insomma, gusto ed energia a volontà! Si trovano in rete in confezioni da 40 barrette; il costo non è contenuto, ma pienamente giustificato dalla qualità del prodotto.
Quando non si ha la possibilità di fermarsi presso qualche trattoria, ci si può ricaricare con queste MULE BAR!