martedì 28 dicembre 2010

Proprio una bella giornata


Ecco l'ultima gita dei BdB il 26 dicembre alla scoperta di un nuovo(per noi) sentiero:il 102 a Limone sul Garda,raccontata da Claudio"Perse"

"Una domenica strana, una domenica che si fatica a riconoscere, in mezzo a tutte queste festività. Qualcuno la confonde per un lunedì...
Dopo un periodo di assenza tra le fila dei BdB, mi ripresento finalmente a cospetto dei super bikers bresciani (con ospiti veneti) che in una giornata fredda e uggiosa, invece di rimanere al caldo, tra le accoglienti mura domestiche, si imbarcano in una bella avventura.
Si, perché credo possa definirsi tale, un sentiero 102 in invernale. Il gruppo affronta la salita con grinta e le varianti proposte da Gigi ci portano verso Vesio per sentieri alternativi. Nevica, il lago è blu-grigio ed il Monte Baldo imbiancato fino a bassa quota. La strada militare delle gallerie della Corna Vecchia è ricoperta da uno strato di neve fresca, che spettacolo! Il Lago di Bondo, solitamente a secco, dopo le abbondanti precipitazioni, si presenta proprio come un bello specchio d'acqua e l'ambiente è proprio suggestivo. Elena grida: "Che spettacolo!" mentre continua imperterrita a salire nella neve. Per altri invece la salita si fa sempre più dura, e la colpa viene data alle abbondanti libagioni natalizie: al vino, al pandoro con la crema di zabaglione, etc. etc. etc....
È bello pedalare sotto la neve, e l'idea di scendere dal 102 è decisamente eccitante. Lo ripeto a Dario, a Milzo, Gigi, a me stesso: "non penso se ne trovino tanti di bikers su un sentiero del genere, in versione invernale". Ma i BdB sono bikers speciali, svitatelli, ma nel senso buono del termine...

A quota 1300 siamo investiti da un' ondata di vento gelido, ci troviamo in una posizione molto esposta e cerchiamo di prepararci per la discesa il più velocemente possibile. Dallo zaino fuoriescono antiacqua, giubbottini, guanti, cuffie, sciarpe... si indossa tutto quello che può essere indossato.
Il primo tratto di discesa per raggiungere i prati del Dalco è su singletrack innevato, su pendio ripido, si fa qualche tornantino, ma la sensibilità sui freni, con le mani ghiacciate, è nulla. Ci fermiamo un attimo per far riprendere temperatura alle mani, io indosso un secondo paio di guanti, avvicino le leve dei freni, abbasso la pressione della gomma anteriore. Riprendiamo a scendere. Ora va meglio!
Entrati nel bosco si sta meglio, siamo più protetti dal vento e riprendiamo un po' di sensibilità alle mani. Scattiamo la foto di gruppo e ripartiamo. Nel bosco dei prati del Dalco, con il fondo di foglie ghiacciate e neve, ci divertiamo a controllare le bici che sbandano in curva. È il tratto flow prima della parte tecnica. Si inizia subito con una serie di gradini e subito dopo un tornante molto stretto, ormai abbiamo acquisito una certa tecnica e lo superiamo senza troppe difficoltà. Il filmati di Vito lo testimoniano.
Il sentiero in alcuni punti è esposto e mentre alcuni di noi si cimentano nel passaggio, altri si mettono a sicura per evitare rovinose cadute.
Il freddo, la neve tengono coeso il fondo che altrimenti ci porterebbe alla deriva ad ogni frenata. Man mano che scendiamo infatti, questo legame viene a mancare, e in alcuni punti si ha una strana sensazione mentre i copertoni affondano nell' inconsistente strato ghiaioso. Abbiamo provato un gran divertimento nell'affrontare questa discesa e certi scorci sul lago ci hanno lasciato assolutamente a bocca aperta. Bravissimi i fotografi del gruppo ad immortalare questi momenti magici. Con una grande soddisfazione per il bel giro compiuto, ci siamo salutati e dati appuntamenti a presto.

Ora la mia mente viaggia già all'ultimo dell'anno e al suo prologo . Mi auguro di vivere delle bellissime emozioni; anzi, sono convinto che non mancheranno, perché assieme ai BdB, le emozioni sono garantite!"

Le foto di Dario

e video di Vito

lunedì 27 dicembre 2010

2011

Alla fine gli auguri e le prospettive di buon 2010 che ci scambiavamo un anno fa, sono andati oltre le aspettative! Grandi giri in tutto l'arco alpino, da Ventimiglia alla vetta d'Italia (quasi), passando per monte Bianco, Orobie, Dolomiti, e montagne Bresciane, ovviamente, più che mai!

Bikers di Brescia sempre più conosciuti, ma ciò che mi piace è lo spirito che è sempre quello dell'uscita che, seppur impegnativa sotto ogni punto di vista, è sempre e comunque un ritrovo di amici: nulla di organizzato troppo bene (se non il necessario), niente di ben definito, chi c'è c'è.
E' lo spirito migliore, quello che dura nel tempo e non si sfalda mai!

Grazie Frog per il BdB Memory che ci hai regalato. E' fantastico!





guardando ogni tassello ci si ricorda del giro, e si fa a gara a chi ricorda esattamente il sentiero, o il luogo. Grazie Frog per questi bei ricordi!

Per il 31, abbiamo in programma l'ultimo dell'anno al rifugio Chierego! Un'altra, vera avventura, per finire l'anno alla grande, e cominciarlo ancora meglio!

Buon anno a tutti!
Dario

mercoledì 8 dicembre 2010

Only Right Choices

Finalmente sabato sono ritornato a girare con i BdB. Che gioia!
Venerdì ritorno a casa tardi, è l'una di notte, piove acqua mista neve ed indosso il poncho nel breve tragitto da Piazza Lodi a Viale Po. Che magia la bicicletta, penso.
Infreddolito mi infilo sotto il piumone, che bello! Peccato che siano previste solo 3 ore di sonno. Dai, ogni tanto si può fare la mattata, mi ripeto mentalmente.
La sveglia non dà tregua e suona senza pietà all'ora prestabilita, mi alzo ma sono rimbambito, quasi barcollo. Ho la forza comunque per versarmi i cereali nella tazza ed il latte freddo del frigo. Brividi, sono nauseato dal cibo a quest'ora.
Ho quasi tutto pronto; mi infilo i vestiti da bici, raccolgo le mie cose ed esco di casa. Il Doblò è il mio mezzo di trasporto fino a casa del Milzo, a Mocasina; carico la bici, la borsa e lo zaino a cui sono appese le ciaspole. Non dovrei aver dimenticato nulla, avendo preparato il tutto la sera prima, con attenzione. Parto da casa che sono le 4:30 circa, il tempo non è migliorato ed i tergicristalli dondolano davanti ai miei occhi arrossati. L'abitacolo si scalda velocemente per fortuna, attorno a me solo i rumori del motore 1200 a benzina che va su di giri, l'autoradio non c'è.
Decido di prendere l'autostrada, e per la prima volta dopo un po' di anni di telepass, prendo il biglietto. La carreggiata è libera, tengo i 110 Km orari e incrocio solo qualche camion e poche macchine. A Brescia Est raccolgo qualche monetina per il casellante robot che gentilmente mi solleva la sbarra. Ricevo la telefonata di Dario che vorrebbe aggregarsi all'ultimo minuto, ed è in ritardo, dovendo ancora partire da Verola, lascio questa difficile decisione al Milzo.
Giungo a Mocasina e, caricata la vecchia Wolf Ridge, con un caffè facciamo passare un po' di tempo prima di partire verso il punto d'incontro con il Lonfo e "spacum so tot". Nel tragitto si ascoltano i Depeche Mode, il cielo si apre e spuntano le stelle, a Est albeggia. Nell'aria si avverte una certa eccitazione per l'inusuale avventura che stiamo per intraprendere. Ecco arrivare Dario, e dunque siamo pronti per raggiungere Molino di Bollone. Salendo con le auto sulla strada che porta a Navazzo, abbiamo modo di constatare che la quota neve è molto bassa, e l'asfalto incomincia a sporcarsi. Raggiunto il paese, per non rischiare, parcheggiamo e scegliamo di proseguire con le bici. Molto meglio così, una scelta giusta; solo scelte giuste. Sarà il motto di oggi.
Sonore risate nel vedere il Lonfo con gli sci legati allo zaino e gli scarponi ai piedi, un personaggio storico oserei dire. Rispetto assoluto.
Si canticchiano le melodie di Natale e ci si scambia gli auguri; viene automatico con un atmosfera così. Le facce divertite delle persone che incontriamo ci inorgogliscono, siamo fieri di essere un po' matti.
Tutto intorno a noi, un candido scenario: è stato come entrare per la prima volta nell'armadio de "Le cronache di Narnia" e fare ingresso in un mondo incantato. La salita su asfalto fino a Cima Rest ci ha permesso di scaldare i muscoli e pucciare l'ano, dato che la ruota posteriore sollevava, nei tratti più veloci, una bella striscia di acqua gelida che andava ad impregnare il fondo schiena. Al rifugio lasciamo le bici in un parcheggio custodito* e dopo aver bevuto qualcosa di caldo, ci incamminiamo nella neve. Il Lonfo con gli sci riesce a salire molto meglio di noi muniti di ciaspole. Affonda meno nella spessa coltre nevosa e ci prepara una pista più facile da affrontare. Noi, ringraziando, lo seguiamo.
In qualche occasione ci offriamo per trainare il gruppo, ma dobbiamo passare il testimone poco dopo per la fatica nell'avanzare con quegli impiastri legati ai piedi. Il tempo è ballerino, ma decisamente affascinante: a sprazzi di sole con il cielo azzurro che mette in risalto le bellissime montagne innevate, si alternano grosse nuvole grigie ed intense nevicate. Procediamo correttamente lungo il sentiero e saliamo, seppur lentamente, di quota, guidati dai segni sugli alberi, dalle tracce gps e dai nostri ricordi del luogo. È difficile distinguere i passaggi, ma ci ricordiamo del sentiero sotto di noi, e dei capitomboli che si son fatti scendendo da lì...
A quota 1700 siamo in procinto di uscire dal bosco e qui interviene il Lonfo che, dall'alto della sua esperienza con la neve, nella pratica dello sci alpinismo, e nell'evidente difficoltà a proseguire, ci consiglia "caldamente" di ritornare sui nostri passi.
Non esitiamo a dargli retta e iniziamo la discesa, che per noi ciaspolatori si rivelerà ugualmente difficoltosa, mentre regalerà al Lonfo sugli sci qualche emozione in più.
Con una certa fatica nelle gambe rientriamo al rifugio dove un piatto caldo ed un bicchiere di vino ci riscalderà il cuore prima della discesa sulla strada.

A volte è difficile uscire dal proprio guscio, dal tepore del letto e lanciarsi in chissà quale avventura. Molto spesso ne vale proprio la pena, ed il prezzo da pagare per vivere certe emozioni, facendo due conti, non è affatto caro.
Chi vive nella bassa, come me, Dario, Wilmer, Giani, Cecco... Frog... ha una voce in più sullo scontrino, ma alla fine quello che si porta a casa è talmente prezioso che i conti tornano sempre...

Appena potrò, verrò.

*Dal Padreterno

il video di Perse e le foto di Dario


chiedo scusa se mi permetto di mettere questo racconto di Perse.

lunedì 29 novembre 2010

Scorribande nella neve

Quest'anno l'inverno è partito presto, con brutto tempo ogni fine settimana, e subito neve a bassa quota. Ma la voglia di andare in bici è tanta, e unita anche al fascino della neve, porta a bellissime giornate, e gran divertimento!
Ci troviamo a Idro, Io, Wilmer, Vittorio, Elena e Seby. Partiamo con un freddo vento, ma senza precipitazioni e ci scaldiamo lungo la prima salita, verso Capovalle. Mi preoccupa un po' (ma neanche tanto) la strada che collega al Cavallino della Fobbia, che non viene sgomberata. Ed infatti, arrivati al bivio, 15/20 cm di neve la ricoprono, e mentalmente ci prepariamo ad una lunga camminata, già fatta l'anno scorso su questa strada.

Curioso come il nostro equipaggiamento sia praticamente da montagna, più che da ciclismo, se escludiamo il casco: scarponi, guanti da sci, ghette, abbigliamento da trekking, etc. partiamo, e con sorpresa (e gioia) si pedala! Bisogna sudare, e impegnarsi in un quasi snervante equilibrio, nel tentativo di mantenere dritta la traiettoria, ma pedaliamo la strada per il 90% credo. Eh si, è cominciata bene! Nel frattempo ha cominciato a nevicare, fine ma fitto.





Dal cavallino della Fobbia, dopo due chiacchiere con qualche escursionista curioso, pedaliamo agevolmente verso il 451, ora nevica più copisamente, e con vento orizzontale. La discesa, soprattutto il primo pezzo, è un verso spasso! Urla, voli, scivolate, risate! che spettacolo!





Il resto della discesa, a tratti impegnativo, via via prosegue con meno neve, finchè raggiungiamo il lago sotto una fine pioggerella. Dopo aver mangiato qualcosa, scopriamo che anche il telaio di Seby ha una crepa. Con quello che costano, e con quello che queste bici permettono di fare, dovrebbero essere più resistenti. Risaliamo verso Valledrane, e verso la neve, di nuovo! Si pedala tutto fino al forte. Ormai questo posto è abbinato alla neve! è diventato un classico.



Altra discesa divertentissima!



Sciacquate le bici nel Chiese, ritorniamo a idro sotto la pioggia, e tutti col sorriso!

Ne parlavamo in macchina sabato sera, con Cecco. "ogni stagione ha il suo lato positivo, basta coglierlo" Per cui, se è pur vero che la neve per noi è spesso d'impiccio, si può a volte approfittarne, e trarne un gran divertimento!

Tutte le foto le trovate QUI

domenica 21 novembre 2010

uscire con il maltempo

Oggi è una di quelle giornate che solitamente si trascorrono in casa.
Io, Elena e Vittorio (ma ufficiosamente anche Milzo e Seby) siamo andati sul Guglielmo (o quasi), con un tempo davvero tremendo;

mentre salivo pensavo all"uscita con la pioggia", tanto temuta.
Però oggi, seppur salivamo sotto una pioggia incessante, non sono mai stato tanto male, o avuto freddo, forse perchè cercavo il lato positivo della cosa, o forse perchè dopotutto è solo un po' di acqua, e se si è adeguatamente attrezzati, non è una tragedia.
Certo che abbiamo avuto la fortuna di stare davanti al camino per un po', ma ciò non toglie che l'abbiamo presa proprio tutta, e salivamo, per ben 2h e mezza sotto il diluvio. Dopo è arrivata la neve, e cambia davvero tutto.



Davvero un peccato che sia diventata quasi subito impedalabile, perchè pedalare sotto una nevicata che attecchisce penso sia una delle emozioni più belle (del biker medio AM, sempre quello della pioggerella amica, per intenderci).

Tralaltro affiora nei ricordi il 30/12/2007, quando salimmo fin su Tombea e Caplone sotto una fantastica nevicata.



oppure il giro di alcuni BdB al lago d'Idro + 451, nel 2009, sotto una nevicata da sogno, con super divertimento (io non c'ero, lavoravo...)

Direte voi: "troppo facile fare il figo solo perchè oggi l'hai presa". Vero, ma l'esperienza insegna!

A volte la previsione è malevola, la nuvoletta con la goccia ci scoraggia. Ma se si ha voglia, è meglio andare. Spesso le emozioni e i ricordi indelebili nascono da queste giornate "azzardate".

Alla prossima!

un bellissimo giro pre-invernale

Sono le 7, e mentre sto guidando vedo a nord il profilo di Pizzoccolo e Baldo incappucciati. forse non è così male la giornata! Ed infatti arrivati sul lago, oltre a 4°C in più, c'è un bel cielo nuvoloso e aria tersa, si sta bene!
Comer, Briano, pezzo esplo. All'inizio siamo un po' dubbiosi su cosa fare, ma l'intento è comunque quello di pedalare un po', così cominciamo a salire, lungo una salita molto varia tra rampe, sterrate e anche un po' di asfalto. solo ogni tanto qualche gocciolina di pioggia.

A Briano proviamo il pezzo esplo intorno a due dossi sopra la Valvestino. bello, stradelli con 30 cm di foglie e sassi, tutto pedalabile, davvero una bella variante. Brao Orma
Ci riportiamo sulla discesa del Comèr, viscida, ma divertente. Il vento ha fatto grandi danni nel bosco

Bei panorami sul lago



facciamo una visita all'Eremo di S. Valentino. L'attuale eremita, uno scontroso triumplino, ci promette tempo buono per il prossimo week end (per domani NO)



Concludiamo con la restante bella discesa



All'imbocco del sentiero 31 (giusto?) una grossa frana con qualche decina di alberi caduti (sono tanti) ci blocca il passaggio. Provo ad intrufolarmi tra rami e fango, finché mi trovo sopra a dei tronchi sospesi a 5mt, e sotto il torrente. meglio tornare indietro. Fortuna che le vie di Gigi sono infinite, e in un batter d'occhio siamo a Gargnano per una pizza e birretta, che qualcuno apprezza

martedì 16 novembre 2010

I Bikers di Brescia e l'Ultimo dell'anno



Anche quest'anno si è parlato un po' di dove trascorrere l'ultimo dell'anno. Dopo due bellissime esperienze al Chierego, si pensava di trovare un posto alternativo, senza giungere ad una conclusione.
Vero è che non ho trovato posti aperti che meglio si adattano a ciò che mi/ci piacerebbe fare: raggiungere possibilimente il rifugio in bicicletta.
Anche per quest'anno io penserei di passare l'Ultimo nell'accogliente rifugio.
Purtroppo questa volta Massimo (il simpaticissimo gestore) non sarà presente, ma mi ha assicurato che quasi sicuramente il rifugio sarà aperto!
Chi sarebbe interessato?

solita "logistica" degli altri anni, sperando in una bella giornata!

Massimo ci ha anche assicurato che "per i ciclisti niente caparra" eh eh

sabato 13 novembre 2010

La bici è una medicina

La bici aiuta a scaricare tensioni, è una ottima medicina per il corpo ma soprattutto per la mente.
Il video che segue ha vinto gli awards su Vimeo, è un video drammatico che racconta una storia vera, molto emozionante.

Last Minutes with ODEN from phos pictures on Vimeo.

lunedì 8 novembre 2010

Portland - lavori in corso per le bici

A piedi e in bici appena si può!
Per i brevi tragitti, perché non utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto?
Io lavoro vicino a casa e mi sposto sempre in bicicletta, ma quanti, pur dovendo percorrere pochi chilometri, utilizzano comunque l'automobile? O perché fa troppo freddo, o troppo caldo, o piove, o fa buio troppo presto. Ogni scusa è buona. La volontà comunque, evidentemente, manca. Le città sono sempre più intasate di automezzi, sempre più inquinate, chiassose, frenetiche, e la circolazione è sempre più lenta.
La soluzione? Costruire nuove strade, no? La tangenziale, il cavalcavia, il parcheggio sotterraneo...
Tutte infrastrutture per le auto, perché tutti si muovono in auto.

Là dove la gente usa la bicicletta per muoversi, ecco che le strade diventano ciclabili.
È nato prima l'uovo o la gallina?
È nata prima la bicicletta o la pista ciclabile?


Portland's Bike Boulevards Become Neighborhood Greenways from Streetfilms on Vimeo.

domenica 7 novembre 2010

Recensione POC - Index Flow

Di guanti se ne comprano in continuazione, di solito perché si rompono e diventano inutilizzabili...
Solitamente costano una 30ina di euro, per i modelli non proprio in cartone pressato, che "dovrebbero" assicurare un certo confort e resistenza all'usura. Invece no. Solitamente non solo si rovinano molto velocemente, si strappano, si scuciono, perdono pezzi, ma diventano anche visivamente molto brutti. Sarà il lavaggio a 40 gradi, ma il colore è la prima cosa che se ne va.

Preso da un attacco di acquisto illogico su internet, opto per spendere ben 55 euro per questo paio di guanti su ChainReactionCycles. POC è un brand svedese che però fabbrica tutto, ovviamente, in Cina. Perché quindi far pagare un paio di guanti 55 euro? Per il design? Per i materiali? Mah, non si sa. Vediamo un po' come son fatti...
L'index flow è un guanto da freeride, di costruzione robusta, con degli inserti protettivi e che offre comunque una certa ventilazione. Appena indossati, a fine Agosto, in effetti ho avuto la sensazione che scaldassero un po' di più rispetto a dei Troy Lee Designs, XC glove, guanti leggeri e quindi più arieggiati.
Sempre alla ricerca del particolare colorato, in qualsiasi oggetto d'abbigliamento e no, opto per la versione con dorso bianco/arancio e palmo nero. Il materiale usato per il palmo, una pelle, si rivela molto robusto, rimanendo tutto d'un pezzo anche dopo gli immancabili scivoloni per terra.
All'interno del guanto si trova una sorta di foderina che dovrebbe evitare una sgradevole sensazione di sudaticcio a contatto con la pelle. Sul dorso mignolo e anulare sono protetti da una vistosa pelle color arancione e da un piccolo guscio in plastica rigida sulle nocche; in corrispondenza di pollice, indice e medio invece si trova un tessuto traspirante di color bianco e un'altra protezione morbida. Quindi i materiali più protettivi si posizionano esternamente, là dove teoricamente è più necessario.
Ottime le sensazioni di grip del materiale usato per il palmo. A chi preferisce avere una areazione maggiore, consiglio di optare per il modello index AIR, che non dispone dei gusci protettivi tipici dei guanti da freeride, ma che in estate non scalda eccessivamente.
Testata la effettiva robustezza del prodotto, aspetto positivo considerando lo sport "estremo" che pratichiamo, c'è qualche aspetto che non mi ha del tutto soddisfatto.
Già dopo il primo lavaggio la pelle color arancione ha incominciato ha perdere il colore e ad irrigidirsi; forse un trattamento con qualche sorta di prodotto specifico per cuoio e pelli, renderebbe questa parte più confortevole. C'è da dire che dopo averli indossati, la pelle riprende quasi istantaneamente una forma gradevole. Probabilmente anche il tessuto nero che costituisce il palmo rilascia del colore in quanto la parte in tessuto bianco si sporca velocemente e assume una sgradevole colorazione grigia. Da evitare quindi la versione "da fighetti", optando per la più sobria colorazione nera.
La prova sul campo continuerà in primavera, in quanto i robusti POC sono tutt'ora funzionali, ma i rigori invernali ci obbligano a indossare guanti che proteggono maggiormente dal gelo.

Ecco alcune foto del prodotto:


giovedì 4 novembre 2010

Invidia pura

Ara che robe! Che tecnica! Un po' di video per farsi venire un po' di invidia...




29er-nose from amotion.at on Vimeo.

domenica 24 ottobre 2010

Cima Avez e nuovi sentieri 223 e 225

Sono 20 anni che ogni volta che passavo dall'ultimo tornate prima del rifugio Garda al Tremalzo,mi ripromettevo di andare a vedere dove finiva ste stradina,ora grazie alla tecnologia e a MilzoCartograficus ho visto,che ste stradina arrivava nei pressi di una cima sconosciuta,bene,anzi no,poi si deve tornare dalla stessa strada....che noia,invece su qualche altra cartina sembra ci sia un sentiero puntinato che proprio dalla cima scende verso il basso:bingo,approfondiamo.
Strano in rete su questo sentiero e questa cima non c'è niente,essendo nella zona più frequentata d'Italia è abbastanza preoccupante....mmmmh meglio non incasinarmi in qualche tratto tipo la valle della morte di MuraCasto.
Ma ogni volta che ho sottocchi la mappa del garda bresciano,lo sguardo finisce sempre li.....riapprofondiamo, ed ecco che per culo sulla rete trovo una descrizione del sentiero:
" si rimonta il prato imboccando in alto a destra il sentiero che si addentra nel bosco in direzione nord e
che, salendo con decisione, passa sotto alcune pareti rocciose uscendo infine sui prati intervallati da
boschetti nei pressi di una vasca per l’abbeverata. Da qui, puntando verso nord-ovest, si tocca in
breve malga Prà di Lavino.
Itinerario su sentiero poco marcato, soprattutto per chi scende da Prà di Lavino. Percorribile solo a
piedi
."
Come descrizione non è molto invitante,però il sentiero almeno esiste ancora,ora non resta che aspettare l'occasione giusta e.......presto arriva,il tutor dei Bdb mi chiede:dove andiamo sabato?Sopra i 1900 c'è neve,sotto i 600 fa troppo caldo,il presidente ha voglia di Garda,i crucchi se ne sono andati e i freerider hanno freddo,quindi si và a vedere questa montagna e questo sentiero.
Siamo in sei in una mattina fredda e nuvolosa,io Frog il Lonfo gfavier(età media 49) Giani e Dario(età media 24),saliamo dalla valle di san Michele fino al rifugio Garda,vedere solo le nostre bici fuori dal rifugio è abbastanza insolito,ma la fredda e nuvolosa giornata scoraggerebbe chiunque.Dopo dei mega piattoni di pastasciutta e due scodelle di minestra di verdura ci accingiamo a varcare le colonne d'ercole(il tornante) e ad inoltrarci verso l'ignoto.
Fa un freddo cane c'è un po di neve sulla stradina,usciamo dal bosco e si apre un panorama notevole verso il lago e il Caplone,peccato le nuvole,la stradina che sale in leggere pendenza è molto bella,sembra un pò quella che sale in Tombea,arriviamo in un pianoro e vediamo la cima Avez dall'altra parte coperta dalla nebbia,anche se siamo solo 100metri sotto la vetta e c'è un'invitante mulattiera che sale,decidiamo di rinunciare e ci prepariamo per la discesa,non essendoci sentieri e segni seguiamo alla lettera il gps, dopo un breve tratto freeyazz ci troviamo su un evidente sentiero che con qualche tornante al limite della pedalabilità ci porta in poco tempo alla malga Spiazzo,ritornati sulla stradina arriviamo a malga Lorina e scendiamo ad imboccare il sentiero delle tracce e dopo una breve risalita il sentiero 225.
Questo sentiero l'avevamo già fatto 2 anni fa,quindi lo conosciamo,non ci sono segnavia e non è facile da individuare,serve la traccia gps.Il fondo è abbastanza sporco,stretto e molto ripido,ma le peripezie per rimanere in sella mi divertono non poco,dopo qualche tornante,la traccia diventa più marcata e più facile,qualche passaggio esalta le doti di vertdario,qualche divertente siparietto(mitico Frog) interrompe la discesa e ci fa riprendere fiato.arriviamo a malga Negrini e su sterrata ritorniamo nel fondovalle e al parcheggio con il nostro Dario alle prese con l'ennesimo cambio rotto.

Conclusioni:probabilmente sulla cima Avez ci si arriva pedalando,mancava poco ma la nebbia sulla cima ci ha scoraggiato,comunque il tratto dal passo Dil è molto panoramico,dalla malga Prà di Lavino nei primi 200 metri lineari,c'erano due sentieri sulla mappa igm, noi siamo stati più alti,ma dall'abbeveratoio delle mucche è meglio scendere tenendo la dx(sentiero con segnavia cai non visti da noi).Comunque il sentiero 223 è percorribile in sella,un pò sporco,ma interessante.Nel complesso a chi piacciono i sentieri impegnativi ottima discesa dalla cima Avez 1900slm a malga Negrini750slm con altri 130 metri a favore per 2 brevi risalitine.

lunedì 11 ottobre 2010

Si, è VERO...

LE MOUNTAIN BIKES ROVINANO I SENTIERI!
Pubblico sul blog questo video terribile, che testimonia come, per creare il tracciato della gara MTB, Bike Extreme, l'organizzazione dell'evento sia intervenuta in maniera massiccia sull'ambiente, modificando quello che era un bel sentiero single track in una stradina...
Certi scempi non dovrebbero essere permessi. Di fronte a questi fatti, tutti i Bikers di Brescia e non solo dovrebbero unirsi e andare a protestare in massa contro l'organizzazione della gara che si terrà sabato 16 e domenica 17 Ottobre. Decidiamo il da farsi in questi giorni. Ragazzi, parliamone!



Con Gigi(Ricki) sull'appennino Modenese

Autunno (foto Dario88)
Splendida giornata in provincia di Modena ieri con 4BdB 2simpaticiBdC e 1BdM.
Modena la conoscevo solo perchè avevo visto un concerto dei PinkFloyd negli anni 80,per il Lambrusco e per l'aceto balsamico,in tema MtB cazzeggiando sulle mappe avevo notato un cima piuttosto alta(m.Cimone) ma dalle prime ricerche sul web la parola freeride,risalite meccanizzate,piste di discesa mi avevano spinto a lasciar perdere ed a guardare verso altri lidi.
Questa primavera cercando un giro in Romagna ho conosciuto via web Gigi,e gli ho promesso che entro la fine dell'anno sarei andato a trovarlo di persona,quindi in una bella giornata autunnale con GFavier,Dario88 e Seby13 eccoci a pedalare in posti a noi sconosciuti.
Che dire,giro splendido in posti assai belli,salite mai troppo ripide in boschi fantastici dai colori autunnali perfetti,sentieri bellissimi mai difficili in quota e in discesa,ottimi panorami sui monti toscoemiliani,crinali degradanti verso la pianura che nascondono intriganti sentieri.Insomma un bell'ambiente da perlustrare in bici e a piedi.
Il giro non lo stò a descrivere tanto lo conosciete meglio di me,ad un certo punto del giro programmato Gigi ci ha consigliato il lago Scaffaiolo con relativa lunghissima discesa verso Fanano,alla fine circa 47km per un 2millino di dislivello coperti senza particolare affanno da tutta la combriccola......bè,insomma,stanchi alla fine,ma appagati.
Sono molto contento di aver stretto la mano a Gigi una persona bella dentro e ottimo biker.Io solitamente sono di poche parole,mi piace ascoltare e ieri per il tratto in quota succhiandogli le ruote ero talmente attratto dai suoi racconti che non sentivo nemmeno la fatica.
La sera ci siamo fermati a gustare la cucina modenese e per la prima volta ho assaggiato le specialità tipiche della zona,peccato per il bicchiere di vino rimasto nella brocca,ma dovevo guidare.
Un grazie a tutti per la solita bella giornata nella natura....Corno alle Scale,Tauffi ecc ecc.....ci ritorneremo.

la foto di Dario

mercoledì 6 ottobre 2010

Rifugio Torsoleto

GFavier con la bici nuova

Ottimo giro anche oggi in posti che non avevo mai visitato,la salita è dura ma molto bella,è una mulattiera militare con pendenze abbordabili,il tratto in alto è un pò rovinato,in condizioni ottimali se ne pedala il 90%,purtroppo la nebbia e la neve l'han fatta da padrone,oltre i 2100 troppa neve sul sentiero,così ci siamo dovuti accontentare di arrivare al rifugio(meno male ero quasi morto di fatica)quelle poche volte che si è aperto un attimino, l'ambiente era spettacolare,quindi il prossimo anno è facile che ci si ritorni.
Bella anche la discesa,difficile fino alle malghe basse,poi traverso nel bosco con tratti a spinta ma carino e discesa nei prati sopra Paisco con picchiata finale su sterrata cementata.



Curiosando sui monti tra la val Paisco e la val d'Aprica, una volta raggiunto il passo Torsoleto si aprono diverse soluzioni molto molto interessanti

A) seguire a dx tutto il percorso della maratona del cielo(vedi sopra),fino al pz tri
B)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo di Cadino e poi a sx n°134 fino a malga Torsolazzo e val Brandet
C)seguire a dx il percorso della maratona del cielo fino al passo Salina e a sx N°143 fino a malga Bondone e val Brandet
D) scendere in val Brandet n°129 passando per il lago di Piccolo
E)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio
F)a sx al passo del Sellero e scendere n°122 in val di Campovecchio fino a malga Culvegla poi a sx in salita fino a intersecare il sent 4 luglio,zappello dell'asino e SAntonio
G) sx al passo del Sellero e scendere n°164 fino a malga Sellero e rientrare in val Paisco

naturalmente sono soluzioni che prevedono un pernotto al rifugio o al bivacco

Mappa:
http://foto.mtb-forum.it/showphoto.php/photo/72710

FOTO

VIDEO

domenica 3 ottobre 2010

Five Ten Impact 2 Low



su consiglio di Perse, ho preso anche io le famosissime Five Ten (Impact Low), dopo sei mesi di utilizzo di Shimano MP90 (discrete).
Sono 2 mesi che le uso, e sono ancora in ottimo stato. Mi sento di consigliarle per un utilizzo "Bikers di Brescia", robuste, fantastiche sul pedale, molto buone per camminare, buone sotto la pioggia.
Ieri prima uscita sulla neve (Torsoleto). Qui si comincia a metterle in difficoltà, ovviamente, ma si sono comportate egregiamente. buona tenuta e l'acqua entrata solamente dal collo del piede. Anche Carlo1 le ha provate soddisfatto.

Forse con l'inverno utilizzerò ancora gli scarponi in qualche uscita, ma di sicuro ho trovato la scarpa per il cicloaplinismo.


Five Ten are "Perfect" to

Mountain Bike (every week-end)
Climb (Lazfons)
Trek (Val di Fumo)
Walk on Snow (Torsoleto)
Dismount 20mm Thru Axle with a Kick (every week-end)
Eat a €3,50 ice cream in Fornaci (often)

lista in aggiornamento

mercoledì 29 settembre 2010

Il video di domenica..

... by Lorenzo. Tante belle riprese che ci raccontano la dura giornata in MTB.
Si riescono a capire benissimo le difficoltà del giro, in salita e in discesa. Dario ad un certo punto a piedi con la ruota libera in frantumi, la pioggia ghiacciata sul Muffetto, l'erba scivolosa, i sentieri ostici ci hanno impegnato seriamente...
Bravo Lorenzo per le riprese!


sabato 25 settembre 2010

SSIT10


SSIT10 from 29pollici on Vimeo.


Non si può mancare al SSIT ed ogni anno vi partecipo con entusiasmo. Ecco il video filmato dallo staff di 29pollici. Le bici single speed sembrano bici Senza apparente Senso, ma regalano a tutti noi forti emozioni.
In qualche ripresa compaio pure io. Spettacolare l'incitamento di Gianni Biffi al mio passaggio in cima alla collinetta... arriverò incredibilmente terzo. L'allenamento con i BdB dà i suoi buoni frutti... ;-)

Barrette energetiche...

Qualcuno più preciso e attento del sottoscritto a certi aspetti del nostro sport, e più interessato all'argomento nutrizione, è abituato ad analizzare per bene gli ingredienti, i valori energetici, le proteine, i grassi... etc
Io invece non sono in grado di capire gli elenchi dei contenuti presenti sull'imballo, e molte volte vado a gusto, a consistenza. Quando ho addentato per la prima volta questa barretta MULE BAR, ho provato una piacevole sensazione. Innanzi tutto si tratta di una "barrotta", di ben 65g al gusto cioccolato che oltre ad essere gustosa, dà proprio l'idea di ricaricare. Infatti fornisce 233 Kcal! Che bomba! Insomma, gusto ed energia a volontà! Si trovano in rete in confezioni da 40 barrette; il costo non è contenuto, ma pienamente giustificato dalla qualità del prodotto.
Quando non si ha la possibilità di fermarsi presso qualche trattoria, ci si può ricaricare con queste MULE BAR!