martedì 15 gennaio 2013

Dal monte Besum al monte Colmo

Bobo nomad è di Verona e incarna perfettamente lo spirito dei BdB,è un pò pazzerello ma è un bravo biker,dopo ogni uscita fa dei bellissimi report con tante foto e questa volta mi ha dato il permesso di pubblicarlo anche sul nostro blog,eccovelo.

"Ci sono delle zone sui monti del bresciano ai più sconosciute che offrono ancora oggi nel secondo decennio del 2000 ambienti selvaggi dove tutto o quasi è da scoprire... la presenza della civiltà in queste montagne è segnata solo dalle postazioni per la cattura degli uccelletti, sempre che per questo si possa parlare di "civiltà", una brutta pratica legata fortemente allo spiedo bresciano, piatto tipico della zona...  tra l'altro molto buono!!! 

oggi vi vado a raccontare un giro inusuale per i BdB, soli 1200 m. D+ ma pedalati in un posto straordinario della bassa val sabbia. Beh, raccontare si fa per dire, un giro cosi selvaggio non è facile da dare fotograficamente un senso logico perciò vi lascio prevalentemente alle foto

i panorami aperti qui non sono di casa ma qualche scorcio con monti innevati si possono intravedere







questo è quanto di più vi posso offrire in termini di panorami aperti



per il resto se non fosse per i nostri 2 grandi cartografi Milzo e Orma era solo un posto da perdersi... bello e selvaggio
l'importante era non rimanere indietro da soli senza GPS altrimenti manco coi segugi ti trovavano 





ci si poteva trovare in situazioni molto difficili


oppure in cima ad un promontorio in mezzo alla faggetta dove per trovare la retta via bisogna affidarsi alla sorte


sperando che poi quella che si sceglie sia quella giusta


per non ritrovarsi mai da soli nei pressi di un appostamento dei cacciatori... quelli sparano anche ai pettirossi 


 meglio stare sempre a vista con chi ci sta davanti


e possibilmente attaccato alla ruota posteriore


a questo punto penserete che quello che si è perso come il suo solito sia il Bobo!?  ed invece no, nessuno s'è perso, tantomeno io! sempre uniti a vista perchè non dimetichiamoci che si girava in un ambiente veramente selvaggio


Dario prova un passaggio difficile


a metà cade a dimostrare che anche i marziani possono sbagliare


e che possono anche cedere


e poi per recuperare il tempo perduto vanno a razzo... "ostrega, Dario non cosi veloce altrimenti vieni mosso" 


Su dai!, si è scherzato, il Besùm è stata una piacevolissima uscita fatta in compagnia di veri... selvatici!!! @milzo @dario88 @FROG @gfavier @Perse @orma@Nomad 42"

__________________

mercoledì 2 gennaio 2013

Montisola

Con la giornata meteo di oggi anche una ciclabile sarebbe stata bella,figurati su quel gioiellino di posto che è Montisola,ventoso in alto ma gradevole temperatura in basso 15°.
Finalmente dopo un mese di acqua,neve,freddo,ghiaccio e nebbia una bella giornata quasi primaverile ci ha accompagnato.
Solo Gfranco(e chi se no) abbocca alla mia proposta e visto gli impegni nel weekend ne abbiamo approffittato oggi.
Preso il traghetto a Sulzano in un attimo siamo dall'altra parte La capitale dell'isola si mostra subito nel suo splendore costeggiando il lago ci portiamo a Corzano e Siviano dove per antiche stradine e sentieri saliamo verso Masse,le Frazioni sono ben tenute ogni casa è ben immersa nell'ambiente circostante,notevoli scorci panoramici,dopo ogni curva si apre un panorama nuovo con base blu cobalto e parte superiore bianca e azzurra qualche tratto ripido ci porta al Santuario della Ceriola punto più alto dell'isola,c'è un forte vento di tramontana che fa abbassare il paraorecchi,ma al riparo del vento si sta benissimo e il panorama è superlativo.
Dopo il rito del panino ci si appresta a scendere per un sentiro inizialmente difficile poi più abbordabile,gli occhi si fermano su tutto ciò che ci circonda e un paio di volte rischio di cadere ,l'ultimo tratto di sentiero è molto carino,arriviamo in fondo e ricominciamo di nuovo a salire verso Senzano poi di nuovo giu a Menzino si sale alla rocca di Martinengo ma la troviamo chiusa(è privata) e scendiamo a Sensole per affrontare l'ultimo tratto in riva al lago fino a Peschiera Maraglio.
E' presto e decidiamo di allungare un pò la traccia,risalendo a Senzano poi in quota verso Masse e giu di nuovo ad Olzano e poi in esplo fino a Corzano,ultimo tratto in riva al lago fino a Peschiera Maraglio dove una forneria e un bar ci allietano gli ultimi istanti prima del traghetto che ci riporta soddisfatti a Sulzano.
Spesso abbiamo rinunciato a questo giro per la brevità del tracciato ed il poco dislivello,ma sbagliavamo perchè oggi l'atmosfera che regnava era unica,il mezzo di trasporto principale è il motorino,qualche rarissima ape,la macchina del vigile,lo scuolabus e il taxi,quindi in bici si viaggia tranquilli,poi i paesini sono proprio belli con angoli caratteristici,tante chiesette....sembrava di trovarsi nel libro dei promessi sposi.
Quindi se un giorno volete fare un giro tranquillo e un pò diverso non pensateci 2 volte e traghettatevi sull'isola magica.

































Le foto sono di Gianfranco

martedì 4 dicembre 2012

Un bis sul Caplone

Quante volte ho pianificato un girozzo su questo monte,10,20volte ma l'idea è sempre rimasta sulla carta fino a questo inizio inverno,dove in una settimana ci sono salito 2 volte.
Il buon Dario lo propone e io con Gfavier e Lisabike cogliamo l'occasione al volo.
Le previsioni meteo sembrano discrete e la guida decide di approcciare il Caplone dal di dietro cioè dalla val Sabbia,dopo una breve colazione in quel di Storo si sale attraverso il canyon della tenebrosa val Lorina,si porta la bici per un'ora fino alla bocca di Lorina e da qui sulla stupenda sterrata che sale fin alla galleria punto di scollinamento,credevo di fare parecchio a piedi invece piacevolmente sorpreso la si pedala quasi tutta.Gfavier non è in giornata e litiga con il cardio ,Elena non denota mai cedimenti,che tempra.e Dario pedala e scatta foto,siamo i 4 biker meno loquaci del gruppo BdB......ma uno sguardo vale più di mille parole:))))
Mancano ancora 150 metri alla vetta e lasciando chi prima ,chi dopo,le bici lungo il sentiero,giungiamo sulla vetta avvolta da una fitta nebbia che ci preclude la poderosa visuale,quindi niente 360°,per questa volta Gianfranco è salvo.
Dopo "pà e formài" inizia un bel tratto in quota fino alla malga Tombea,la nebbia persiste e ci mettiamo il cuore in pace,per il panorama sarà per la prossima volta.
Veloce discesa su sterrata fino al rifugio Alpo,dove decidiamo di sopprimere Gfavier,si continua in tre,ci sono un paio di km su asfalto e la mia ruota decide di fare una buona azione raccogliendo un chiodo di10 cm.
Siamo a fienili Spessa,e ci aspettano 1000 metri tondi tondi di discesa su sentiero 444 già esplorato in passato da me e Dario,il sentiero è molto bello quindi siamo gasati a mille fino a che dopo pochi metri di discesa un'enorme ruspa è parcheggiata proprio lungo l'itinerario di discesa,stanno facendo l'ennesima nuova strada e la delusione mista rabbia eccheggia tra di noi,va bè pazienza ci siamo abituati.
Per fortuna dopo 2/3 tagli  la nuova tangenziale abbandona il tracciato del sentiero e il morale risale.
Eccoci all'ultimo tratto di sentiero che diventa stretto esposto e tecnico per la gioia delle nostre bici.
In breve siamo al parcheggio contenti del bellissimo giro ideato da Dario,birra e patatine concludono una bella giornata.
Questa "prima"sul Caplone è andata benissimo e durante il ritorno mi prometto di salire anche dal versante gardesano,magari nella primavera prossima........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................La settimana successiva sul forum c'è fermento per un bel giro sull'alto garda,ci sono milzo e seby ,e dopo tanto tempo sarebbe una bella occasione per pedalare insieme,il giro è molto appetibile e purtroppo le previsioni si avverano,troppa marmaglia vi partecipa,io e Dario non siamo molto convinti e cambiamo "strada",si,ok in gruppi numerosi ci si diverte,sono tutti bravi ragazzi ecc.ecc...ma il mio approccio alla montagna è un pò diverso,e il divertimento lo lascio ai merenderos della mtb,questo non preclude che un paio di volte all'anno mi unisca anche io a gruppi over10.
Sta di fatto che con Dario decidiamo per una fantastica accoppiata Caplone+Tignalga.
Le previsioni meteo sembrano discrete,c'è il pericolo neve,ma visionate le webcam alla medesima altitudine sembra poca roba.Alla sera scopro con piacere che anche Elena,Gfavier ed Edibetta si aggregano a noi,fregola a mille e l'indomani siamo al via con un'ora di ritardo che in questo tipo di giri e in questo periodo della stagione non è accettabile,va bè,pazienza,partiamo,guardiamo all'insù e la cima del Caplone è avvolta da una fitta nevicata,giunti a malga Lorina il manto stradale è coperto da 2 cm di neve,in 50 metri di dislivello diventano 20 e quindi impedalabili,che facciamo?,ormai siamo qui e si decide di continuare sperando in bene,ma chi vive sperando muore ca.......,arriviamo allo scollinamento con 30cm di neve dopo 1,30 di spinta/spallata,continuare per il giro ad anello previsto avrebbe poco senso e si corre il rischio di arrivare con il buio,quindi lasciate le bici si sale sulla cima,la neve aumenta a dismisura e dandoci il cambio si arriva con notevole fatica fin sulla cima dove la nebbia la fa da padrona,peggio della settimana scorsa,
Foto di rito e giù verso la strada di ritorno,faticando anche in discesa giungiamo nuovamente a malga Lorina dove decidiamo la variante "sentiero delle tracce" mai fatto fino ad ora da me,dario e elena,mentre gfavier ed Ernesto già lo conoscono,inizio veloce,poi su e giu dalla bici,infine bel tratto incazzato fino alla malga Negrini,il tutto in un bellissimo ambiente selvaggio.
Veloce rientro su sterrata  e si giunge al parcheggio che la luce inizia a scarseggiare,il giro previsto non è stato concluso ma la soddisfazione per questa avventura è altissima,con un ultimo sguardo verso la cima ancora avvolta da nuvole ci si saluta,.................con una promessa:carissimo Caplone ci si vede in primavera e stavolta non ci scappi :)))))

sulla cima la settimana prima

e sulla cima la settimana dopo

Lo sfondo è uguale ma il fondo è cambiato:))
Qui le foto di Dario prima  e  dopo

martedì 20 novembre 2012

Ultimo dell'anno al Chierego

Chi viene ? il prezzo credo che sia ancora sui 60€ tutto compreso. I giorni prima (sabato e domenica) io penso di girolare per le montagne bresciane, per poi ritrovarci il 31/12 a San Zeno di Montagna alle 10 circa, pronti a salire verso il Chierego. Ciao

domenica 18 novembre 2012

360° dal Pizzo Formico

Bella giornata ieri, questo il risultato.
 P.S. non è una gru, è una croce venuta male

martedì 13 novembre 2012

Piove,piove,non smette di piovere

Per i BdB mtb è anche questo,grazie Elena(Lisabike)


Da un racconto di Lisabike............"Che faccio? Sono persa! Vago per la casa come uno zombie.
Aspetto che Vittorio si svegli e poi lo "aggredisco" chiedendogli: "allora andiamo anche se piove forte e c'è vento? (per favore... ti prego...)
Mi ha risposto. "NO" e si è seduto a guardare il Gran Prix della Moto2.
Un vortice è iniziato nella mia testa.....i ricordi più belli stanno affiorando...un modo infame per cancellare la pioggia che scorre sui vetri....e allora mi siedo e scrivo queste sensazioni stupende, ricordi di amici, grandi amici.

Assenza-Chierego-Telegrafo-ValDritta (un'uscita con i BDB)

Da Assenza siamo saliti per Punta Veleno che è ripidissima, lunga circa 10,5 km con una pendenza max del 20%. Questa salita feroce ci ha portato a Prada, dove abbiamo preso il bivio per il Rifugio Fiori del Baldo e Chierego più in alto.
Questa mulattiera si snoda dapprima nel bosco. Ai lati, tantissime piante di amarene ci hanno permesso di assaporare frutti quasi dimenticati, assieme alle fragoline di bosco che hanno riempite le nostre pance. 
Perse, Dario e Vittorio, fanno parecchie soste aspettando i soliti ritardatari......che sono Elena e Seby.

Arriviamo al bivio delle Due Pozze. Alcune mucche si rinfrescano mentre nel cielo azzurrissimo due ali volteggiano seguendo le direzioni del vento.
Proseguiamo per la mulattiera per circa un'ora, finché usciamo dal bosco e di colpo abbiamo di fronte una visuale immensa del Lago di Garda con i crinali e le vallate.

Sulle ultime salite, prima di arrivare al Rifugio Chierego, Seby rompe la catena ( per mia fortuna così riposiamo un poco).
Mentre Seby fa il meccanico, io assaporo il paesaggio.
Il ciglio del sentiero è pieno di piumini al vento........al primo soffio di aria è tutto un movimento.
Due farfalle sono posate su uno stelo d'erba e, unite nei loro corpi stanno amoreggiando.

Al rifugio arriviamo in cinque BdB: Dario, Vittorio, Perse, Elena e Seby...affamatissimi e assetati. Tagliatelle ai funghi porcini, gnocchi alle ortiche, radler, coca-cola, torta alle mele con cannella (super) e caffè ci ridanno nuove energie per proseguire il nostro giro.
Che appetito! Siamo felici!
Proseguiamo poi il giro verso il Monte Telegrafo.
Seby pedala ed Elena spinge a piedi: oggi si sono invertiti i ruoli .
Non ho le forze per pedalare. Che schiappa, mi dico.
Alla Forcella ci fermiamo per un attimo di respiro.
Di fronte a noi si vede il Carega: quanti ricordi di pedali e di neve!

Inizia la discesa verso il Telegrafo: la conosco molto bene, eppure ogni volta è una sorpresa per i miei occhi.
Questo sentiero è stupendo. Abbastanza esposto ma non troppo, permette agli escursionisti che lo scelgono, di poter ammirare in tutta la sua grandezza, queste montagne splendide.
Le guglie spuntano all'improvviso dopo aver girato una curva.
Le stelle alpine, infinite, appena nate, sembrano fatte di panno.
Oggi Seby mi ha stupito molto perchè ha fatto quasi tutta la salita ( in alcuni tratti veramente dura e smossa) in sella, quindi ho dedotto che se non va, è perchè è pigro! Complimenti!
Vittorio supertecnologico. Oramai è il suo soprannome. Mi accorgo che è ogni volta emozionato nel vedere questi sentieri e panorami. E filma tutto. Grazie per i bei ricordi che potremo rivedere.

Il sentiero prosegue in salita e costeggia il crinale. Per fortuna è senza neve.
La fatica comincia a farsi sentire un poco, però abbiamo addosso la voglia di arrivare alla famosa Forcella Val Dritta.
Pedalo con attenzione guardando il sentiero sconnesso e nello stesso tempo l'azzurro infinito del cielo. Uno spettacolo immenso!
Vittorio è qui e, da questo momento, faremo il sentiero vicini. Siamo stanchi anche del giorno prima, perchè abbiamo fatto il Crestoso in Val Trompia con Ormauro.

Sul muro c'è una segnaletica: Rifugio Telegrafo.
Abbiamo bisogno di tempo a disposizione per eventuali imprevisti, quindi decideremo di non andar lì, ma di proseguire direttamente sul nuovo sentiero perchè andremo in esplorazione alla Forcella. Non sappiamo ancora se la discesa sarà fattibile oppure se dovremo tornare indietro.
C'è adrenalina nell'aria.
Nuovi angoli conquistati e panorami sempre che lasciano senza fiato.
Attenzione e prudenza sono il nostro pensiero costante.
Sentiero numero 651...è la via giusta.
Si intravede la Forcella...quasi ci siamo! Siamo in fermento e acceleriamo.

La discesa è sassosa, da pedalare sempre con prudenza. I ragazzi, sul tecnico, si dimostrano sempre dei fuoriclasse.
Seby e Dario esultano: siamo arrivati alla famosa Forcella Val Dritta che tanto avevamo nominato.
Oltre la Forcella: un paesaggio lunare! Ghiaioni infiniti! Creste da sogno!

Appoggio la mia bici in terra: uno stambecco a due ruote ai confini tra terra e cielo.

Facciamo una pausa veloce per metterci le protezioni, tempo di fare alcune foto e decidiamo subito di partire verso l'incognita discesa. SCENDERE????
Scendere! Abbiamo fatto la scelta giusta, anche se sofferta alla fine, ma ne valeva veramente la pena provare questa via. Ogni attimo è stato troppo intenso e io personalmente rifarei di nuovo questo giro.
Da ripetente però non sarà più la stessa cosa.

Cerchiamo il sentiero fra i sassi: bianco-rosso.
Lo troviamo, ci collegherà a Piombi...con tantissima fatica.
Con ultimi sguardi si cercano camosci e marmotte.
Non si vedono animali.....oppure noi non siamo capaci di distinguerli fra le rocce?

Ecco i camosci!
Quattro camosci si intravedono nella chiazza di verde, brucano, ogni tanto alzano lo sguardo verso di noi.
Una famiglia. Sono tranquilli, non incutiamo loro timore, forse perchè non hanno mai visto dei biker lì!
Stiamo invadendo per poco tempo il loro territorio.

Inizia il budello della discesa.

Vedo Dario che pedala....con una gamba sola!
Sta perdendo l'equilibrio, oppure è un acrobata!
Perse, sulla stessa curva fa un nose-press da panico evvvai che ce la fa!! Bravissimo!
Il sentiero che faremo a mezzacosta (appena sotto la vegetazione), diventa difficoltoso e faticoso, dove anche ad andare a piedi ci costerà parecchie energie.

La discesa nel ghiaione...sassi enormi o troppo smossi non permettono a tutti di pedalare. Comunque in alcuni tratti ci si prova a salire in sella, anche solo per pochi metri.
La Forcella vista dal basso: è impressionante il paesaggio lunare intorno a noi.

Davanti a noi c'è il vuoto: oltre cosa c'è?
C'è uno strapiombo, quindi il sentiero riprende in salita a destra girandogli attorno.
Dò uno sguardo in alto: vedo Vittorio e Perse che arrivano.

Sono stanca. Si spinge tutti la bici e poi inizieremo a spallare.
La salita...vista da lontano, mi impressiona e mi agita.

Mentre cammino, Perse è vicino a me. In terra vedo dei ciclamini. Color fucsia più fashion Maloja. Bello!

La spallata si avvicina. il sentiero non è poi così estremo come appariva da lontano.
Mi volto indietro e......vedo tutto infinito!

Dario esulta!
Mi piace il suo stato d'animo, è positivo al massimo. Grande Dario!
Seby, invece, mi sembra SUPERMAN in versione rilassata.
Il sentiero prosegue a mezzacosta fra roccette e radici.
La luce è del tardo pomerigggio. Un'occhiata verso il lago. Ma quando arriveremo lì?
Si prosegue.

Dario, Perse e Seby, riusciranno a pedalare in qualche tratto, mentre Vittorio un pò meno, ed io.....meno, meno, sempre meno.
Per me troppo faticoso da fare in bici...comincio a rallentare sempre di più.
Angoli oltre il sentiero: ghiaione verso il lago, troppo ripido e smosso. Spero diventi più fattibile.
La discesa prosegue. A piedi, in bici, a piedi, forse in bici, no...a piedi.....

Troviamo alla fine le indicazione del sentiero da seguire: veniamo dal sentiero n. 5, andremo quindi verso il sentiero n. 7.
Vedo una segnaletica: Rifugio Telegrafo ore 4,00. Penso: "Per oggi , no grazie! Ho già dato!"

Il lago e il riflesso della sera.
Oltre il bosco, si intravedono le luci d'acqua. 
Arriveremo ad Assenza, dove abbiamo parcheggiato le auto, alle ore 20,30 e oltre. Strette di mano, spallate di amicizia ed esultazioni saranno ricordate per l'impresa fatta."

martedì 23 ottobre 2012

Monte Pora e dintorni

Era di norma una volta all'anno un giro sui monti bergamaschi,montagne ripide e in passato non molto appetibili,con gli ORMA salimmo sul Pora da Castione della Presolana,e scendemmo dalla chiesetta di san Fermo,giro senza infamia e senza lode,mi ricordo il panorama dalla cima e un sentiero scassato che scendeva dopo il rifugio Maiolini.
Il versante dell'alto Sebino mi è sconosciuto e guardando sulle mappe Kompass ci sono diversi sentieri "rossi" che con notevole dislivello portano dal Monte Pora fino al fondovalle,chiedo info ai local bergamaschi e camuni,ma le informazioni latitano,in rete il nulla assoluto o quasi.
Così non resta altro che metterci il naso,il versante che scende dalla val di Scalve è molto impervio,c'è un traverso interessante (sentiero 480) che da Dezzo porta fino al lago Moro,ma non scende e rimane in quota.Sulla val camonica c'è la valle dell'Orso ed è la meta che mi prefiggo,sulla mappa sembra ci siano due sentieri CAI uno a destra e uno a sinistra,decido di salire da uno e scendere dall'altro,purtroppo come anticipatomi da Ale si rivelano due stradine ripidissime da salire e insignificanti da scendere.Più a sud verso Bossico e Lovere provano un'esplo Marchino e soci,ma anche qui sembra che i sentieri non siano un granchè.
Bene decido di fare un giro con i BdB focalizzando l'escursione sulla salita ricca di cose interessanti da vedere,rispondono all'appello in 5,un lusso di questi tempi.
Si parte da Rogno in direzione Darfo,qui inizia la salita su stradina asfaltata molto bella ricca di tornanti e senza traffico,in poco tempo siamo al lago Moro,sarà per l'ora presta, per il meteo favorevole,per i colori autunnali ma questo posto sembra magico,decidiamo di fare la sponda sconosciuta a sinistra del lago lungo un sentiero non ciclabile ma breve,ora asfaltiamo in piano passando da Angolo Terme fino all'ingresso della prima galleria in bassa val di Scalve,tanti non lo sanno ma tutte le gallerie sono evitabili seguendo la vecchia stradina detta "via Mala",non è tenuta per niente,la natura si sta impossessando dell'intera stradina ma in bici si passa ancora bene,è un gioiello ma le ottuse amministrazioni non se ne sono mai accorte e l'incuria regna sovrana,facciamo l'ultimo tratto dove il fiume scorre 100 metri più in basso in un canyon spettacolare,fino a che una frana ci fa fare dietro front e ritornare sulla statale per Schilpario,raggiunto Dezzo viriamo a sinistra in direzione passo Presolana,la strada ripida e il traffico sostenuto fanno si che risulti il tratto più rompiballe del giro,poco prima del passo finalmente lasciamo l'asfalto e dopo una breve visita al panoramico salto degli sposi prendiamo una bellissima sterrata che in piano ci porta al colle del Vareno dove una sosta ristoratrice arriva al momento giusto,siamo al 20 di ottobre ma la temperatura è ancora estiva e non ne godiamo.Di nuovo asfalto in salita fino alla località fantasma di malga alta di Pora dove abbandoniamo l'asfalto per l'ultima volta,dopo una ripida salita che io faccio a piedi per i dolori muscolari nelle gambe siamo al bivio,io giani e cecco decidiamo di saltare gli ultimi 250 metri di salita e raggiungiamo subito il rifugio,Dario elena e vito tirano dritti per la cima.Al rifugio pieno di merenderos ci rifocilliamo con un paio di birre,poi ci facciamo coccolare dal sole in attesa degli altri tre,tardano un po e decidiamo di andargli incontro all'inizio della discesa.Tolgo le protezioni dallo zaino creando un po di panico....ma tranquilli la discesa fino a quota 850 è tutta stradina,sconnessa prima,cementata e ciottolata poi,in poco tempo siamo al paesino di Monti,lo attraversiamo ed ora inizia il piatto forte della discesa,un sentierino chiamato "del sole e della luna" prima in modalità flow e poi sempre più ripido e tecnico fino in fondo,l'ho fatto una settimana fa e stavolta scendo dalla bici solo 3 volte per pochi metri,era un po di tempo che non facevo un sentiero così gnucco e mi diverto un casino,bello,bello fino a sbucare sul fondovalle a quota 200.
Elena vule invitarci a mangiare una pasta a casa sua,ma Giani e Cecco devono rientrare presto cosi decidiamo per una birra da Arnold,la fame è tanta e un paio di pizze in quattro scivolano velocemente nelle nostre capienti pancine........ma sono talmente capienti che io a Dario accettiamo l'inVito di Elena e dopo 2 ore siamo con le GST nella cucinona dei coniugi Casciotta,pasta con ottimo sugo,frittatina canarina,birretta e caffè.
Dopo i ringraziamenti si finisce in bellezza apprendendo dalla radio il risultato della partita di basket favorevole alla squadra del cuore,a casa un bel bicchierone di magnesia per digerire il tutto e a nanna felice come una pasqua.

 Lago Moro(foto Elena)












Canyon sulla via Mala(foto Elena)












Panorama dalla cima(foto Elena)

domenica 30 settembre 2012

Vintage Video: Capodanno 2012


BdB - Capodanno 2012 from Bikers di Brescia on Vimeo.

Vintage Video pubblicando il quale, magari prematuramente, mi sorge una domanda:
"Che si fa quest'anno?" Andiamo sul sicuro oppure incominciamo a pensare a qualcosa di nuovo?
Intanto buona visione.

Il 112 invernale - Test Singular Buzzard


112 - Winter from Bikers di Brescia on Vimeo.

Sto rispolverando un po' di vecchie riprese...
.. e ho impallato il computer. È bello comunque far riemergere ricordi. Una bella giornata, la neve, l'entusiasmo di una bici nuova, un sentiero che emoziona sempre, la neve.
Un buon autunno a tutti!

domenica 23 settembre 2012

Bocchette di ValMassa e cima Bleis di Somalbosco


Le 7,00 di un giovedì qualunque prima di un finesettimana qualunque,come sempre 5 giorni alla settimana entro nel bunker accendo il pc e come sempre ogni giovedi sbirciatina ai vari meteo,le previsioni di bel tempo per sabato mi mettono subito di buon umore,allora mi faccio 3 proposte.
1)sabato vado in bici con la Mary,ma ci siamo già andati sabato scorso e mi convinco che è meglio non esagerare,potrebbe prenderci gusto
2)chiedo ad adiorma se facciamo un giro insieme,ma lo metterei a disagio
3)mi aggrego a qualche proposta dei BdB.
Mi sposto sul forum dei BdB ,siamo a giovedi ma zero proposte,non ho voglia di sbattermi a pensare dove andare,ma la mente non mi obbedisce e comincia a viaggiare.......una bella esplo al passo del Frate o sul monte Elto,chi potrebbe venire?Wilmer è impegnato,dario si fa traviare da altri lidi,elena e vito lavorano,milzo dopo le spallate prolagorai non vorrei metterlo a disagio....azz c'è il rischio che solo gianfranco mosso da pietà umana si immoli a fare la solita cavia,gli altri come al solito aspettano l'ultimo minuto,guardano se la proposta è di loro gradimento,poi in base a come hanno dormito decidono la mattina stessa se venire o meno,o se va bene la sera prima non prima di mezzanotte.
Siamo a fine settembre,le previsioni meteo sono buone,sarebbe bello salire in alto,ma dove?Alto adige,alta valcamonica,si, a Ponte di legno(localita non in francia come pensa bobo) c'è un giro rimasto nel cassetto lo scorso anno.Il buon Dario non può dire di no visto che fu lui a mettermi la pulce nell'orecchio,poi c'è già la traccia gps(grazie a Giopeli)basta seguirla.Via alla proposta sul forum con mappa allegata.
E'venerdi mattina e praticamente nessuno ha confermato la presenza,allora attraverso un messaggio provocatorio sul forum mando praticamente tutti a cagare,so che le mie proposte sono difficili da "digerire" e vi capisco,però in questo caso mi piacerebbe che me lo diceste tranquillamente,mica mi offendo:[I]caro orma io vado in bici per divertirmi,quindi o "alleggerisci" le proposte o io vado per i fatti miei,tanto le proposte presso altri lidi non mancano[/I]
Alla fine per ragioni sicuramente valide rimaniamo solo io,il solito grande Gianfranco e piacevole sorpresa anche l'allegrochirurgo Ernesto "edibetta"(mia sorella ricambia i saluti).
Dopo 1ora e 40 minuti di viaggio da brescia siamo alla partenza spostata a villaDalegno per risparmiare 30 minuti di bici,il tempo è nuvoloso e le nebbie coprono tutto,mi girano le balle visto che siamo qui per 2 cose,i panorami e le opere di guerra,come per magia usciti dal bosco le nuvole spariscono e i panorami in ogni dove si sprecano.La seconda parte della salita è durissima,sputo sangue ma voglio rimanere in sella il più possibile,a 200metri disliv cedo e spingo da terra.In perfetto orario siamo alle bocchette a quota 2500slm posto molto bello e ricco di storia,aggiungiamo un pò di sale e pepe alla già saporita escursione salendo sulla cima Bleis di Somalbosco,lasciamo le bici al passo e in 20 minuti siamo davanti ad uno dei più bei panorami di sempre,come metto piede sulla cima arriva la telefonata di Dario che chiede lumi.Panino,gianfranco che compie il rito del giro completo intorno a se stesso e si ritorna giu,purtroppo dobbiamo rinunciare a visitare per bene i manufatti militari ripristinati dai volontari e non,ho promesso a gianfranco il rientro per le 17.00 e non voglio sforare.
La discesa è su sentiero mai difficile in un ambiente emozionante,bel tratto in leggera salita poi giu di nuovo,tratto finale su sterrata,siamo gia appagati e quindi è bella pure quella.

conclusioni:salita durissima (almeno la seconda parte),ma vale la pena di soffrire un po per il resto dell'escursione,davvero bella.

un grazie a gfavier edibetta e giopeli per la traccia....e anche a dario che mi mise la pulce nell'orechhio

                                                                           salita
panorami
Adamello a destra e pian di neve
discesa a piedi
 discesa in bici


L'immancabile 360 di Gianfranco
e qualche altra foto




martedì 28 agosto 2012

lunedì 27 agosto 2012

lunedì 20 agosto 2012

Monte Cadria


 La storia personale che ho con questo monte ha radici lontane.

1978:durante un campeggio parrocchiale in val di Ledro,salita fino alla malga Cadria.Non ricordo nulla.
1983:salita con il papà e lo zio Beppe sempre dalla val di Ledro,questa volta fino in cima.Una copada.
1984:in una battuta di "bracconaggio vegetale" scopro il monumentale sentiero che da malga Ringia sale alla pozza del Cadria.Raccolta(ai tempi forse non vietata)del radicchio di montagna.
1996(o giù di li):seguendo il percorso di un libricino,con gli Orma salgo per la prima volta in bici da Pieve di bono fino alla pozza del Cadria e scendo in val di Ledro.Bei ricordi.
2003:ci ritorno con Adiorma,stesso giro con stessa interminabile salita.Stupenda giornata.
2007:stessa interminabile salita in solitaria e esplo in discesa dal Nozzolo.Iniziano le grandi esplo in solitaria.
2008:dalle mappe igm c'è un sentierino in quota che forse ci permette di salire direttamente dalla val di Ledro,dissuaso dalle varie pro loco della zona vado a provarlo lo stesso con Dario88:è fattibilissimo in MTB,diventa il "traverso strategico BdB".
2010:in un epica esplo portiamo le bici fin sulla cima e sotto un temporale scendiamo dal crinal mortal.A fine giro siamo ancora vivi.
2011:non contento riporto con Gfavier la bici in cima e scendiamo dall'altro crinale,sempre mortal pure quello.Nasce un amore,Gfavier e il Cadria.
2012:fatto ieri il giro ideale del monte Cadria secondo il mio modo attuale di vedere la montagna in bici e a piedi con persone che condividono la mia stessa filosofia.Ricordo che porterò a lungo con me.
Forse sul Cadria per l'ultima volta.

descrizione escursione
Asfalto da Tiarno di Sopra a bocca Giumella
Sentiero BdB "in quota" fino a poco prima di malga ringia(3 minuti a spinta)
Sentiero in salita(uno dei miei preferiti) fino alla malga Cadria(18 minuti a spinta)
Abbiamo lasciato le bici alla malga Cadria e siamo saliti sulla cima a piedi(40 min in su a sx del vallone e 50 in giù dal crinale,giro in senso orario)
Dopo un buon caffè+grappino dal gentilissimo Franco,sentiero fino al Nozzolo(5 min a spinta)
Discesa molto tribolata fino al bivio per bocca Giumella.
Dopo qualche su e giu su sentiero,sterrata in salita fino a malga Cap.
Discesa facile ma bella fino a passo Giovo e a Tiarno di Sopra(percorso"C" della val di Ledro), evitando la sterrata finale con qualche tratto esplo fortunato su vecchia mulattiera.
33KM PER 1900 DISLIVELLO
un abbraccio forte forte a Wilmer Vito e Elena

scendendo dalla cima
 sulla cima
 Elena
 Vito
 Wilmer,teso.


lunedì 13 agosto 2012

Monte Muffetto

Il monte Muffetto, forse l'ultima cima che circonda la Valtrompia dove non ero ancora salito in bici,sabato scorso LucaVt mi propone un giro esplo fes proprio li,sono stanco dopo una settimana di fullimmersion in bici ma non posso mancare.
Lo scrivo sul forum ma gigi e gianfranco preferiscono cose più facili come la cima Fratone :))),alle 8,30 eccoci in sella in direzione val di Sarle
La salita è ripida ma la temperatura ottimale ci fa avanzare speditamente,siamo in una parte della valtrompia poco conosciuta,abbastanza selvatica ma molto bella,Luca reduce dagli allenamenti per il sellaronda iron pedala anche le rampe più dure,mi ricorda qualcuno:)
Raggiungiamo il passo Foppa del Mercato con qualche tratto(accettabile) bici in spalla,i ricordi del giro del Crestoso affiorano nella mente,il tempo è buono,qualche nuvola copre le cime più lontane,scendiamo velocemente sul versante camuno fino ad intersecare il 3v basso che ci porta su comoa sterrata fino alla stanga del Bassinale,la cima del Blussega ci accompagna sulla nostra destra,altri bei ricordi piuttosto recenti.Ora bici in spalla ci aspetta una ripida salita fino sulla cima del Muffetto
In 25 minuti siamo in posa per la foto di rito,sono molto stanco ma felice come una pasqua,due anni fa proposi questa cima a Dario e Wilmer che ci arrivarono con qualcun altro,non mi ricordo il motivo ma all'ultimo momento dovetti rinunciare.
Ora ci aspetta una discesa esplorativa sul ripido costone di sinistra che scende verso Bovegno,non c'è traccia di sentiero,si scende un pò a caso tenendoci sul crinale.
Le gomme artigliate delle ruotone tengono molto bene e tranne due brevissimi tratti riesco a non scendere dalla sella,il panorama mentre scendiamo è bellissimo,faccio una fatica tremenda a rimanere in equilibrio e faccio ricorso alle ultime "gocce" di energia per non cadere.Luca fa il poser e io "scatto".
Arriviamo su un ultimo spuntone prima di trovare il sentiero"facile" e mi giro per vedere il percorso appena fatto,dalla foto sembra facile,ma vi assicuro che non lo è affatto,è ripidissimo con una traccia nell'erba appena accennata,essere riuscito a farlo in sella mi da gioia e soddisfazione.
Ultimo tratto di sentiero molto bello fino a sbucare troppo presto su una sterrata che velocemente ci porta a Graticelle e a Bovegno dove con una bevuta nel bar della piazza principale ci congediamo felici e contenti per il bel giro effettuato.
A casa scaricata la traccia odierna sul compe mi diverto ad osservare tutte le cime che circondano la valtrompia,in 5 anni di frequentazione dei BdB le ho tutte raggiunte anche in bici,dalle più abbordabili tipo il golem,il palosso e il sonclino ecc e quelle meno,come la corna blacca,l'almana il crestoso ecc....quanti ricordi e qunti bei momenti,alcuni molto faticosi ma con la compagnia giusta tutti superati alla grande.
Palosso-sonclino-corna di savallo-castel de la pena-ario-tigaldine-corna blacca-colombine-crestoso-muffetto-monte campione-golem-almana-punta dell'orto......ecco le principali.